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INTER: L’EREDITA’ DI MOURINHO

Posted by ladycalcio su lunedì, Maggio 20, 2013

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Inter-Brescia 1-1: nerazzurri più scoppiati del pallone

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 7, 2010

È scoppiato persino il pallone in campo e l’arbitro Gava è caduto tre volte. Più che il resoconto di una partita di calcio, quello di Inter-Brescia sembrerebbe un bollettino di guerra:  Maicon fuori per un probabile ennesimo stiramento, Sneijder svenuto negli spogliatoi, Samuel vittima di un infortunio le cui drammatiche immagini non lasciano purtroppo presagire nulla di buono. Ciò che mi preme innanzitutto dire è che tutti noi sportivi porgiamo di cuore a Walter i migliori auguri di pronta guarigione; sui possibili perché della falcidie di infortuni che sta decimando i nerazzurri ci interrogheremo in altra sede.

La partita ha messo impietosamente in luce quanto l’Inter sia fisicamente alla frutta. Ma per favore, smettete di cercare un capro espiatorio in Benitez e di bersagliare il tecnico di domande sui ruoli precari che è costretto a inventarsi al centrocampo.

Ribadisco il concetto già espresso dopo la sconfitta di Londra: il crollo e la fragilità dei giocatori nerazzurri sono da ricercarsi nella mancanza pressoché assoluta di una preparazione atletica estiva, sacrificata dalla Società alla remunerativa logica delle amichevoli transoceaniche; del resto, signori, se esiste un segreto per allenarsi pochi giorni, iniziare immediatamente a gareggiare e sbaragliare gli avversari per tutta una stagione…. prego, fatecelo sapere, a beneficio di tutti coloro che prima di presentarsi ai blocchi di partenza, per settimane intere corrono, sudano in palestra e lavorano sull’elasticità muscolare e sulle posture!

Dunque, il Presidente Moratti farebbe meglio a lasciare in pace il suo attuale tecnico e a ricercare le colpe del crollo nella gestione societaria e nella mancata campagna acquisti, magari facendo un pensierino a come il suo eroe Mourinho, promotore dei ritiri transoceanici, se la sia battuta in terra di Spagna dopo aver spremuto i giocatori come limoni la scorsa stagione…

È inutile sbizzarrirsi in analisi tattiche su moduli, posizioni sul campo e schieramenti: i nerazzurri sono completamente scoppiati fisicamente. L’Inter non tiene il campo non perché il suo tecnico sbagli modulo, ma perché non corre; perché gli avversari sono il doppio veloci e la fanno ballare; perché Milito, Pandev & Co. sono le ombre degli irresistibili goleador di pochi mesi fa e non la mettono dentro neppure da un metro; perché a Benitez sono stati negati i necessari rinforzi; perché il centrocampo, con quasi tutti i titolari infortunati, è inesistente.

A questo proposito, dopo gli infortuni di questa sera e il malore di Sneijder (secondo caso dopo Zanetti), sarebbe “forse” 😀 il caso di interrogarsi anche sulla gestione medica della squadra e sul lavoro dello staff sanitario… o no?

L’Inter, dopo aver agguantato il pareggio casalingo contro il Brescia in zona retrocessione solo grazie a un rigore a dir poco dubbio, fa la conta dei feriti. Quanto alle statistiche delle ultime giornate, parlano di 4 pareggi interni consecutivi e soli 4 goal nelle ultime 6 partite di campionato.  Ora, dopo la trasferta a Lecce, sarà la volta del derby

Ma anziché far defaticare immediatamente i suoi uomini malconci dalle tossine del match per scongiurare nuovi infortuni, Benitez annulla inspiegabilmente la seduta di scarico prevista per domenica mattina e concede alla squadra l’ennesima giornata di riposo.

Chi sarà il prossimo a lasciarci le gambe?

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IL NAPOLI SCONFIGGE I “REDUCI” DELL’INTER

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 3, 2008

La prima sconfitta in campionato dell’Inter dall’aprile 2007, nell’aria da qualche giornata, è arrivata ad opera di un arrembante Napoli. A dire il vero, sarebbe più calzante parlare di sconfitta dei “reduci” nerazzurri, composti dagli uscenti dall’infermeria e dall’esigua schiera dei sopravvissuti alla sala operatoria.

Più che a un torneo di calcio, la lista degli interisti infortunati da inizio stagione farebbe infatti pensare a un bollettino di guerra. E anche se a predominare sono gli infortuni traumatici, mi si consenta un dubbio: si tratta unicamente di fatalità o a causa di errori di preparazione i giocatori sono incorsi in sovrasollecitazioni articolari e muscolo-legamentose che li rendono più vulnerabili ai traumi? Per non parlare di coloro (come Cordoba e Maxwell) che “si sono infortunati da soli”… Comunque sia, le perdite a lungo termine di uomini chiave (a cui augurarsi che non si aggiunga Chivu) rischiano di mettere in ginocchio l’imponente rosa dell’Inter, accorciando via via la panchina e costringendo Roberto Mancini a “turnover forzati” che sconvolgono soprattutto la difesa e il centrocampo.

Altro dubbio: le formazioni “improbabili” e imbottite di riserve schierate dal tecnico nerazzurro nelle ultime gare sono soltanto frutto della rotazione o nascondono ulteriori problemi fisici che si preferisce tacere?

Prendiamo Ibrahimovic, che da alcuni giorni avevo notato allenarsi con il taping sotto il ginocchio: il suo problema al tendine rotuleo è stato rivelato soltanto dopo una serie di prestazioni opache, culminate nel disastro di Liverpool, che gli avevano fruttato il rimprovero di mancare gli incontri importanti. Con questo, non gli si è certo reso un buon servizio agli occhi degli osservatori e dei tifosi. Né hanno giovato le successive voci secondo cui Ibra avrebbe “un buco nel tendine”, per nulla dissipate dal fumoso intervento del medico sociale Dott. Combi a Inter Channel dopo il pareggio con la Roma.

Torna a bomba il dissidio fra lo staff medico nerazzurro e Mancini che, com’è giusto che sia, sarà chiamato a render conto delle proprie scelte in virtù del verdetto del campo. Ecco perché è indispensabile fare chiarezza sui mali oscuri che affliggono troppi titolari – vedi Crespo, Cruz, Stankovic, ecc. – prima che i tifosi inviperiti li invitino nuovamente – e ingenerosamente – ad “andare a lavorare”.

Ieri, ad esempio, nel delicato incontro contro i partenopei, le scelte del tecnico per il centrocampo sono cadute su Vieira, Maniche e Figo: due reduci da lunghi stop e un neoacquisto non ancora inseritosi negli schemi, che hanno posto in costante affanno la difesa. Salvo richiamare dalla panchina l’eterno Zanetti a frittata avvenuta. Desidero soffermarmi, in particolare, sul bravo Luis Figo, come sempre generoso e impegnato al massimo. Ma secondo l'”occhio indiscreto” di chi scrive, ancora troppo indietro nel recupero della gamba infortunata per essere schierato titolare. Già osservandone l’azione in riscaldamento si coglie un chiaro deficit di spinta del piede destro, appoggiato quasi “di punta”, oltre che una scarsa dinamicità dell’arto e un’azione insufficiente di gemelli e soleo – chissà se legata ad esiti dolorosi o a semplici carenze muscolari. Insomma, un gesto atletico in atteggiamento di “difesa”, viziato da compensazioni a rischio di ulteriori guai.

Eppure, a differenza di altri giocatori reinseriti con gradualità, Figo viene buttato nella mischia sin dall’inizio; dà come sempre il suo apporto in termini di classe e suggerimenti, ma nelle condizioni attuali, non può reggere i confronti diretti.

Queste, in sintesi, le mie maggiori riserve in vista del big match contro il Liverpool e del finale di stagione. Perplessità da fugare al più presto, affinché, al di là delle dichiarazioni ufficiali “di parata” e dell’onda emotiva suscitata dai festeggiamenti del Centenario, la corazzata Inter non rischi di autoaffondarsi.

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