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TRE COME FACCHETTI: la festa dell’Inter

Posted by ladycalcio su domenica, Mag 23, 2010

L’Inter è di nuovo sul tetto d’Europa dopo una sofferta attesa di 45 anni. Centra una storica tripletta e fa del numero 3 dell’indimenticabile Cipe la cifra ricorrente della stagione 2009-10: terzo trofeo europeo e tre titoli vinti.

Per la Milano nerazzurra, una notte di festeggiamenti non stop fino all’alba, durante la quale sfogare anni di sofferenze, di ingiustizie e di angherie. È notte fonda, ma lo Stadio Meazza è gremito come in pieno giorno e attende la squadra di ritorno da Madrid in un’atmosfera tutta da vivere e da portarsi dentro: musica a palla per chissà quantti decibel, giochi a premio, canti, le immagini in diretta di Inter Channel proiettate sul tabellone luminoso.

Appare l’aereo appena atterrato a Malpensa con una bandiera nerazzurra che sventola dal finestrino ed è il boato. Pian piano albeggia.  Sono le sei del mattino quando la squadra fa capolino sul terreno di gioco con la coppa. Purtroppo, non al completo. Mancano Massimo Moratti, José Mourinho e alcuni giocatori già partiti per i raduni mondiali delle rispettive Nazionali. Di certo, nello stadio non mancheranno Giacinto Facchetti e Peppino Prisco.

Sugli spalti è il tripudio, già illuminato dal sole mattutino. Per l‘Inter, sembra il presagio di un’alba nuova.  È passata una notte intera, ma nessuno se n’è reso conto.  Finalmente, è passata anche la notte degli anni bui.

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INTER, SONO 17 SCUDI MA… È QUI LA FESTA?

Posted by ladycalcio su lunedì, Mag 18, 2009

Curva SudFumogeni NordFuochi d'artificioScivolataScudettone 17Tabellone Campioni

Coreografie Curva NordDopo un sofferto finale di stagione, per l’Inter è finalmente arrivato il 17° Scudetto: il quarto consecutivo, vinto sul campo, pur con tutti i limiti dell’attuale squadra nerazzurra (e dei suoi avversari). Qualcuno ha parlato di “monologo”: niente di più vero in tutti i sensi.

Comunque sia, dopo la sconfitta del Milan di sabato sera a Udine, l’Inter è meritatamente Campione d’Italia ed eguaglia il numero di campionati vinti dai cugini rossoneri.

La “festa” (fra virgolette) di  San Siro nel dopopartita di Inter-Siena, definita eufemisticamente “spontanea”, è in realtà figlia dell’improvvisazione e della disorganizzazione che già contraddistinsero la Società nerazzurra lo sorso anno: alcuni giocatori non partecipano neppure al giro di campo con lo scudettone n° 17, defilandosi negli spogliatoi dopo il fischio finale. Quattro fuochi d’artificio e la festa si spegne in sordina con sempre meno persone che vagano sul terreno di gioco. Imperdonabile: Giacinto Facchetti viene ricordato all’altoparlante quando lo stadio si è ormai svuotato, con i pochissimi rimasti sugli spalti a chiedersi increduli se sia già tutto finito.

Seppur in un incontro alla camomilla, la prestazione degli uomini d Mourinho contro i senesi è  dignitosa, a dispetto della bagarre e del pochissimo sonno di sabato notte. Anche in questo caso, vale quanto  già detto più volte: l’Inter difetta dal punto di vista dell’organizzazione societaria: non ha regole, non ha una “testa pensante” neppure a livello dirigenziale. Anche se la bravata non è costata cara agli uomini di Mourinho come avrebbe potuto, la sfilata anticipata in piazza Duomo rimane a mio avviso un pessimo esempio di gestione societaria, sia dal punto di vista umano, sia da quello della programmazione atletica. L’episodio ci dimostra ancora una volta come il tecnico portoghese abbia tutt’altro che in pugno la squadra, sfuggitagli completamente di mano, e come la Beneamata, senza certi fondamentali presupposti, non possa ambire di essere all’altezza delle grandi società europee.

Peccato per quei tifosi lontani che sabato notte, non potendo neanche lontanamente immaginare che giocatori in procinto di affrontare una partita stessero per lasciare il ritiro e per darsi a una pazza tournée notturna,  non hanno fatto in tempo a giungere sul posto e a partecipare alla festa. Una mancanza di rispetto soprattutto verso di loro.

Tornando a ieri sera, anche quest’anno, la palma delle coreografie più belle va alle Curve. Per un attimo, la Nord riesce addirittura a spezzare l’aplomb del mister nerazzurro: “Salta con noi José Mourinho!”, risuona nel Meazza. Incredibile ma vero, l’inossidabile azzarda due timidi saltelli…  Ad imperversare sugli striscioni è lo slogan a lui ispirato “Zero tituli”.

La consegna del trofeo è rimandata all’ultima di Campionato, fra due settimane, contro l’Atalanta. Nel frattempo, godetevi le immagini più significative di ieri sera.

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