CALCIO E PAROLE

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UN GRAZIE ALLA LEALTA’ DI EDOARDO CALDARA

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 1, 2012

Riporto la cortese smentita di Edoardo Caldara, Direttore di Inter Channel, già annunciata questa mattina.  Vi propongo l’intero carteggio fra me e Caldara e un sunto del suo intervento chiarificatore in “Radio Appiano” di ieri.

Da: Monica Morandi
Inviato: martedì 28 febbraio 2012 15.39
A: INTERCHANNEL
Oggetto: Richiesta di urgente smentita

Alla cortese attenzione del Direttore Responsabile Edoardo Caldara
Caro Edo,
Su “Calcio e Parole” ti ho rivolto una pubblica richiesta di categorica smentita in merito a quanto insinuato da Alessandro Villa in “Radio Appiano” di venerdì 24 febbraio riguardo al contenuto di un mio commento.

Potrai riascoltare le sue parole sul finire della trasmissione.

https://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/

A questo proposito, ti accludo le email già inviateVi.

attendo una tua cortese risposta e ti invio cordiali saluti,

Monica
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—– Original Message —–
To: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 1:02 PM
Subject: R: Richiesta di urgente smentita

Ciao Monica come stai?

Rispondo alle tue richieste:

1)      Intanto una premessa, non credo che Alessandro Villa intendesse me con la definizione “capo” ma il Presidente Moratti.

2)      Non credo che volesse offenderti, anche se capisco il tuo risentimento per la maniera in cui ha introdotto la tua lettera. Tra l’altro, riascoltandolo, non mi pare che la sua posizione differisse molto dalla tua, circa la faccenda del bambino.

3)      Spesse volte cerco di consigliare i nostri giornalisti circa il modo di rispondere a tifosi ed abbonati, non è un mestiere facile, bisogna capire che il calcio è un affare serissimo, ed allo stesso tempo, a volte, essere capaci, col massimo rispetto, di sdrammatizzare certe situazioni.

4)      Ecco, ti chiedo, sdrammatizziamo. Ti chiedo scusa io se Alessandro ha offeso la tua dignità di tifosa o ha sbagliato nella forma, o ha travisato il contenuto ed il senso delle tue parole. Permettimi tuttavia di difenderne preparazione e buonafede.

So che capirai perché già altre volte io e te abbiamo affrontato argomenti del genere.

Un abbraccio,

Edoardo

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—– Original Message —–
From: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 4:17 PM
Subject: Re: Richiesta di urgente smentita
Caro Edo,
Grazie della tua risposta, in cui hai tuttavia omesso l’aspetto fondamentale: TI AVEVO PREGATO DI UNA SMENTITA CATEGORICA ALLE INSINUAZIONI DI VILLA CHE IL MIO MESSAGGIO  CONTENSSE INSULTI O PASSAGGI ILLEGGIBILI IN TV IN QUANTO SCORRETTI, VOLGARI O ALTRO…  (che il “capo” non fossi tu bensì Moratti, era chiarissimo, anche se nella mia email non avevo nemmeno nominato il Presidente…).
Il tifo qui non c’entra assolutamente nulla e neppure la posizione sul bambino. Si tratta di fugare il dubbio di cui sopra davanti ai miei lettori e davanti a chi ha ascoltato le parole di Villa. Può darsi che Alessandro non avesse l’intenzione di offendermi e che gli siano semplicemente uscite le parole sbagliate (anche se a un giornalista preparato e in buona fede questo non dovrebbe succedere). Più probabilmente, non ha trovato le argomentazioni per controbattere alle mie critiche. Proprio perché ho già sperimentato la tua lealtà, abbi il coraggio di puntualizzare chiaramente quali fossero il contenuto e il tenore del mio scritto.
Ciao e grazie,
Monica
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H. 16.30 La smentita richiesta avviene in apertura di “Radio Appiano” di mercoledì 29 febbraio, condotta da Edoardo Caldara e Roberto Monzani
Caldara: “Sto rispondendo a un’amica… è venuto fuotri un pienone per una cosa che ha detto Alessandro, quindi adesso bisogna un po’ chiarire questa situazione e quindi lo faremo con l’amica Monica che è sempre molto attenta alle situazioni dialettiche più che televisive  perché poi lei è una blogger (Ringrazio Monzani che cita  “Calcio e Parole”, di cui si era già dichiarato un lettore, ndr)  e quindi avremo modo di smentire… Lo fccio adesso. Lei chiede ‘una smentita categorica alle insinuaz di Alessandro Villa ‘che il mio messaggio contenesse insulti o passaggi illeggibili in TV in quanto  scorretti volgari o altro’.  Smentiamo: non erano volgari, non erano illeggibili. Credo che ci sia stato un misunderstanding (…) ti ho già scritto Monica, lo rifarò se hai bisogno che te lo scriva  di questa smentita (…)  Lei partecipa alle cose dell’Inter già da tanto tempo, peraltro a volte anche con alcune spigolature 😉 ma che ci  stanno in questo mondo (…) ci parliamo e risolviamo la questione. Comunque, dopo ti  scrivo”.
Monzani: “Fa parte anche del confronto dialettico l’ipotesi anche di non essere d’acordo, magari di andare un po’ oltre e poi tornare indietro”.
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Da: Monica Morandi
Inviato: mercoledì 29 febbraio 2012 16.39
A: INTERCHANNEL
Oggetto: Per Edo

Sì, grazie, ma abbi per favore il coraggio di affrontare gli argomenti che Villa ha censurato….

Monica

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To: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 6:39 PM
Subject: Per Monica

Gentilissima Monica,

 mi piacciono le persone come te..

 Non si tratta di coraggio, se non ne avessi farei un altro mestiere (e in un’altra squadra…).

Mi chiedevi di smentire il  pensiero per cui avevi offeso e detto/scritto cose illeggibili in televisione. L’Ho fatto, mi sembra, chiedendoti scusa per la “forma” attraverso cui Alessandro Villa ti ha risposto.

 E adesso quello che mi chiedi con grande determinazione, cioè un parere su quello che hai scritto:

Primo: cosa dovrebbero dire tutti quei poveracci di fede nerazzurra che andarono a scuola nell’epoca di Calciopoli, subendosi per anni gli sfottò di milanisti e juventini senza aver mai neppure vissuto la conquista di una Coppa Campioni?

Vero, verissimo. Infatti ho pensato di scrivere anche io un contro-striscione a tutti i bambini interisti che ricordi loro che razza di fortuna hanno avuto a nascere negli ultimi 8 anni!!!!

Secondo: la Società è così solerte ad allertare le TV anche per rintracciare gli hooligan o i protagonisti di gesti antisportivi?

Noi come Inter Channel facciamo le immagini molto spesso dei tifosi che vengono in Pinetina, e quando hanno una storia da raccontare  li intervistiamo. Cosi’ è successo per il bambino in questione. Poi ha fatto comodo a molti riprendere con grande eco la notizia, non mi risulta ci sia stato un accanimento particolare della Società nel voler diffondere tale visita.  

 Terzo: vi invito a riflettere su come vengano regolarmente trattati altri tifosi, vedi il treno Frecciarossa e quel solerte inserviente di servizio al pullman che ben conoscerete:

Purtroppo il mondo del calcio è fermo su se stesso, si è creato un circolo irreale o surreale i cui protagonisti a volte perdono il senso della realtà, spesso non solo per colpa loro. Mi spiego: chiunque dei tuoi amici, dei nostri amici, conoscenti, quello che vuoi, venissero aspettati da 100 1000 persone ogni giorno dopo un po’ perderebbero l’attenzione a tale incondizionato affetto, che vedrebbero, col passare del tempo, come una morbosa forma di molestia, al di la della funzione pubblica del loro personaggio che in teoria dovrebbe dar ragione ai tifosi.

    Non voglio dire che sia colpa, quindi, dei tifosi stessi se i giocatori passano a 100 all’ora davanti a decine di persone in fila da ore per vederli, o se scappano su un treno, ma fa parte del gioco di ruolo.

 E’ triste, a volte non sai quanto mi ha fatto arrabbiare, ma è così- personalmente credo che l’arduo compito di umanizzare gli idoli calcistici delle folle spetti a quelli che vi lavorano accanto, dovrebbero ricordare loro  tutti i giorni da dove arrivano e dove andranno, per permettergli di attraversare meglio il presente. Io ci ho provato. Tante volte, se hai avuto modo di  ascoltarmi in questi anni, lo sai.

È un arduo compito.

Forse dovrebbero essere gli stessi tifosi a rendere le loro attenzioni nei confronti dei giocatori meno “coinvolte”.

Ma come si fa a chiedere di razionalizzare un sentimento? Forse ci vorrebbe solo un poco di buon senso.

O un concetto andato un po’ perduto nell’epoca dell’immagine e della presenza a tutti i costi: quello di educazione e rispetto.

 Quarto: personalmente, trovo questa finta tenerezza verso i bambini stomachevole. Mi sembra che Filippo sia stato strumentalizzato per deviare l’attenzione (e i siluri mediatici) dal momentaccio che sta passando l’Inter in vista dell’importante sfida di Marsiglia… o mi sbaglio?

Se cosi’ è stato, puo’ darsi, non è servito a molto……

 Quinto (questo teniamolo pure “inter nos”): queste smancerie stridono ancor di più se penso a come la Società si è comportata verso di me, permettendo al suo illustre simbolo Materazzi di offendermi e di fare ciò che ha fatto.

A proposito; allacciate le cinture, siamo in dirittura d’arrivo sul “caso”!

Homo quisque faber ipse fortunae suae

 Spero questa volta di aver risposto a tutto quello che mi chiedevi, ci vorrebbe molto più tempo per affrontare gli argomenti che toccano questo sacro sport che tutti amiamo e che purtroppo, fuor di retorica, ha prodotto delle storture che mal si accoppiano con la vita vera.

 Abbraccio te e tutti i tuoi lettori, soprattutto Spiritoso.

 Ciao,

 Edoardo

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Glisso sull’inevitabile “difesa d’ufficio” a sostegno di Villa e ringraziando Edoardo Caldara per la lealtà e l’onestà intellettuale dimostrate, considero chiuso l”‘incidente”. Ringrazio altresì Caldara per l’apprezzamento manifestatomi, che ricambio pubblicamente. L’analisi da lui tracciata in poche righe è tristemente vera. Dissento unicamente su un punto: non “chiunque” diverrebbe assuefatto all’affetto dei tifosi – soprattutto di quelli sofferenti o in difficoltà -, ma soltanto chi è privo dei veri valori ed è talmente cieco da non comprendere di poterli far felici con nulla, magari con uno scarabocchio su una cartolina o con un sorriso. Confermo come Edoardo abbia effettivamente tentato di “umanizzare” gli idoli calcistici, ma mi viene da dire che  più che al Direttore del canale tematico nerazzurro o ai tifosi, l’arduo compito di ricordare ai giocatori da dove vengono (non di rado, dalle favelas o da chissà quali polverose contrade) e di dar loro le “direttive” di sorridere o di fare un gesto di saluto ai sostenitori fuori dall’hotel (se non ci arrivano da soli), spetterebbe alla Società FC Internazionale:  quella che permette a Mourinho di abbassare loro in faccia la tendina del Frecciarossa e che stipendia quel “simpatico signore” di servizio al pullman.  Salvo farsi bella invitando un bambino alla Pinetina e fare appelli ai tifosi quando fanno comodo…

Il precedente

https://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/
 

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L’Inter è a metà dell’opera

Posted by ladycalcio su giovedì, dicembre 16, 2010

Nel primissimo pomeriggio di martedì – vigilia di Inter-Seongnam -, mentre percorrevo l’autostrada Milano-Como,  mi sono vista sfrecciare accanto un biscione nerazzurro che filava alla velocità di un treno FrecciaRossa.  Era il pullman dell’Inter, orfano della squadra in trasferta ad Abu Dhabi, che si stava fiondando in direzione Appiano Gentile.

Nel prepartita di Lazio-Inter, l’entrata del bus della squadra allo Stadio Olimpico era stata musicata da Inter Channel sulle note di “Such a Shame”(Talk Talk), presagio concretizzatosi in una sonora sconfitta. Stavolta, complice l’orario di scarso traffico in cui viaggiava il pullman (erano da poco passate le ore 14), la squadra ha pensato bene di imitare l’affezionato “serpentone”, divorando a sua volta le corsie del campo di gioco, “asfaltando” il modesto avversario e fiondandosi in finale al Mondiale per Club.

Va detto subito che il Seongnam, con la sua scarsissima consistenza, ha lasciato all’Inter via libera come su un’autostrada alle due del pomeriggio. Il goal precoce di Milito, inoltre, ha infuso sicurezza all’insieme  di Benitez sin dai primissimi minuti.

L’insidia della partita era soprattutto psicologica, con l’Inter al crocevia della stagione dopo  una serie di prestazioni poco edificanti. Il “toto-Benitez” inscenato dai mass media e il clamoroso precedente dell’eliminazione dell’Internacional di Porto Alegre, avevano fatto il resto. Sotto questo profilo, il 3-0 potrebbe essere una buona medicina per il morale della truppa di Rafa.

Unica nota negativa, l’infortunio di Sneijder al primo minuto di gioco: già qualcuno ha fatto notare come la muscolatura dell’olandese abbia ceduto al primo contatto fisico. È un argomento spinoso. Per oggi, preferisco citare una frase rivolta a Wesley da Edoardo Caldara (Inter Channel), che mi è particolarmente piaciuta sotto il profilo umano: “Pensa che in quella gamba ci sono tutti i tifosi dell’Inter, che ti aiutano”.

Per dirla con Stankovic, l’Inter è “a metà strada”; per dirla con Cordoba, “à metà dell’opera”…

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