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E ORA, IL DERBY…

Posted by ladycalcio su venerdì, ottobre 5, 2012

Meno due giorni e vivremo il primo derby della Madonnina 2012-13, da un paio di settimane oggetto di pronostici e formazioni più o meno probabili. Come sono messe le due contendenti e chi è la favorita?

L’Inter, reduce dalla passeggiata a Baku, ha avuto facilmente ragione del modesto Neftchi grazie a tre marcature messe a segno da altrettante nuove leve:  Coutinho, Obi e Livaja, rispettivamente classe ’92, ’91 e ’93, si riconfermano  i volti in crescita della linea giovane di Stramaccioni.

A guardare i valori del campo, l’Inter sembrerebbe la squadra più accreditata alla vittoria: non soltanto in virtù del suo organico, ma anche poiché meglio disposta tatticamente e psicologicamente in ripresa.

D’altro canto, oltre a godere del fattore campo e del pronostico scaramantico che vorrebbe favorita la squadra più indietro in classifica, il Milan ha effettivamente il vantaggio di affrontare la stracittadina più riposato.  Infatti, mentre la notte scorsa gli uomini di Stramaccioni rientravano dalla lontana trasferta in Azerbaigian, quelli di Allegri già avevano all’attivo un giorno di recupero dopo l’Incontro di Champions League contro lo Zenit.

Ma cosa dobbiamo aspettarci sul campo?

Per quanto concerne i rossoneri, si delinea un Milan a due punte – presumibilmente il Faraone Al Sharaawy e Robinho – che porebbe successivamente giocare la carta dell’ex– Pazzini,  pronto a sfogare il dente avvelenato contro la Dirigenza nerazzurra.

Riguardo all’Inter, sembra scontato che chi ha giocato a Baku non giocherà il derby, che vedrà probabilmente  una coppia nerazzurra d’attacco Milito-Cassano, con quest’ultimo a far valere a sua volta la legge dell’ ex contro la sponda opposta del Naviglio. L’alternativa a partita in corso, che Billy Costacurta (Sky) ha dichiarato di temere particolarmente, potrebbe essere l’innesto di Coutinho, che con la sua freschezza costituirebbe una seria minaccia per le impacciate linee rossonere.

Domenica scorsa, intanto, ospite della trasmissione “Undici” (Italia 2), Antonio Cassano ha stilato il suo undici ideale: un 4-2-3-1 con Casillas in porta, linea difensiva formata da Candela, Yepes, Thiago Silva e Sergio Ramos, coppia di centrocampo Palombo-Emerson,  reparto avanzato con Cristiano Ronaldo, Zidane e Messi dietro alla punta di diamante Ronaldo. Allenatore: Fabio Capello. Che ve ne pare?

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MOURINHO RESUSCITA IL MILAN

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 29, 2008

“Rilassarsi senza confini”: questo l’invito dello sponsor sullo schienale di José Mourinho in panchina ieri sera. Impossibile, per “Mou”, metterlo in pratica fra i tormenti del derby. “Loro hanno segnato un goal, noi no”, riassume il tecnico nerazzurro su Sky visibilmente teso.

Un’analisi che sa di semplicistico. In tutta onestà, credo che la sconfitta dei nerazzurri nel derby sia da imputare essenzialmente all’approccio tattico errato: l’Inter è insolitamente lenta e impacciata, incapace di sfruttare le sue stesse qualità. Aspetta, non corre. Così facendo, fa il gioco del Milan, che appare più grintoso e incisivo e preme sui cugini attendisti.

La squadra nerazzurra è in chiara difficoltà tattica a prescindere dai mutamenti di modulo operati da Mourinho: parte da un 4-3-3 d’assalto iniziale che sfuma via via in un 4-5-1, in un 4-2-3-1 e in un 3-2-3-2, ma la partita non cambia volto. Gli attaccanti continuano ad essere imbrigliati dai difensori rossoneri; la fascia più problematica è la sinistra, quella di Quaresma, che non appare ancora affiatato con i compagni. Ma neppure Mancini, sulla destra, riesce ad infrangere la difesa avversaria. Ibra spreca, il centrocampo non ce la fa a spezzare il ritmo.

La tattica suicida di Mourinho resuscita Seedorf e Ronaldinho, mentre Abbiati giganteggia in area acchiappando più palloni che nell’intero campionato.

Più concreto il Milan, compatto al centrocampo in virtù del modulo ad albero di Natale. Toglie i rifornimenti alle punte nerazzurre, riparte veloce, non si lascia aggredire dall’Inter. Ha nel redivivo Seedorf, faro centrale rossonero, il perno del proprio gioco. E l’Inter, che non riesce a neutralizzarlo, si trova schiacciata nelle linee.

La Beneamata è tutt’altro che esaltante. The Special One impiega un’ora per capire che così non va, opera dei cambi ma compromette ancor di più la situazione, sbilanciando all’inverosimile in avanti i suoi uomini: sacrifica Materazzi per Cruz, ma è pessimo profeta: infatti, con l’espulsione di Burdisso, si ritrova senza difensori centrali. L’Inter finisce con un arrembaggio sterile in 10 uomini, sfavorita persino dai rimpalli. Un bel regalo di compleanno per Berlusconi, non c’è che dire…

Il duello tattico fra i mister, insomma, è chiaro appannaggio di Ancelotti. Eloquente il titolo della colonna di Renato Vassallo su “Il Giorno”: “Per Mourinho un pediluvio di grande umiltà”. Eloquente anche il testo: “L’antipatico portoghese deve darsi una regolata. Non sarà un pirla, come crede, ma sicuramente un umano come tutti”.

Il fischietto Morganti ci mette del suo: lascia che Gattuso picchi gli avversari per tutta la partita, ma estrae il giallo ancor prima che Zanetti gli si rivolga di diritto nelle vesti di Capitano. Ma soprattutto, riapre la piaga dei rossi “allegri” contro l’Inter cacciando Burdisso e Materazzi (dalla panchina), che sommati a Muntari in Inter-Catania fanno 3 espulsi in 5 gare di Campionato. Inutile, invece, recriminare sul fuorigioco millimetrico di Kakà sul goal di Ronaldinho: il Milan merita la vittoria.

StudioSport (Mediaset), nel miglior stile rossonero, dà immediatamente un colpo di spugna alle poche critiche sensate finora avanzate al Milan. Giancarlo Gherarducci: “C’è da fare un falò di tutto quello che si è detto e scritto per settimane”. Poi, riesuma il confronto vincente di Ancelotti contro Mourinho di 5 anni fa nella Supercoppa Europea Milan-Porto (cross di Rui Costa e testa di Shevcenko), mentre il suo collega Carlo Pellegatti ripropone addirittura lo stacco di Hatley su Collovati del 28 ottobre ’84 come fotocopia di quello di Ronaldinho su Cambiasso.

Le danze, stavolta, le conduce il Milan di Ronaldinho. Riassume bene il concetto Ibrahimovc: “Siamo più forti, ma non sempre i più forti vincono”. Soprattutto quando si affossano da soli.

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