CALCIO E PAROLE

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Posts Tagged ‘Derby di Milano’

“DELBY” DI MILANO

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 16, 2017

È il primo derby cinese, il primo derby alle 12.30, una fine migliore non poteva esserci” 😦 , esordisce quel fulgido esempio di imparzialità di Cristiana Buonamano a SkySport 24.

Per i tifosi dell’Inter magari no”, tenta di correggere il tiro il collega Luca Tommassini. “ForsePER LORO’ 😦 un po’ meno”, si tradisce definitivamente la Buonamano.

Il “delby” “milanese” fra  Zhang Jindong e Yonghong Li  si gioca all’ora di pranzo del sabato santo (!)per permetterne la visione … in Cina. Tempi bui.

È il primo senza Moratti e Berlusconi e vede quell’altro fenomeno di Orsato protrarre a sua discrezione l’incontro fino al 97’ (!), minuto del 2-2 del Milan.

Una bruttissima sorpresa nell’uovo Pasqua dell’Inter, che seppur confezionato da uno dei peggiori fischietti italici, non può far perdere di vista i difetti cronici della squadra di Pioli: l’immancabile calo psicofisico al quarto d’ora del secondo tempo, l’incapacità di chiudere le partite a suon di occasioni divorate, la vulnerabilità sulle palle inattive, gli errori individuali a go go, le ingenuità da oratorio tipo le ammonizioni di Candreva (per essersi tolto la maglia dopo il goal) e Handanovic (per perdita di tempo).

La squadra di Montella, con tutti i suoi problemi, è opportunista e marpiona, l’Inter di Pioli è incompiuta e immatura.

Andiamo a casa con la testa bassa, come se avessimo perso questa partita, perché non si possono prendere dei goal così”, dichiara Mauro Icardi a Inter Channel.

Nel complesso, un derby “cinese” anche nel valore di quanto ci ha offerto, già lontano mille miglia dalla tradizione meneghina.

Quasi quasi ci tocca rimpiangere il gesto dell’ombrello di Moratti in tribuna e le discese in elicottero del Berlusca.

Che tristezza.

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INTER, DOPO LA LASAGNA LA FRITTATA

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 1, 2016

3 Derby Palacio panca12 Curva Sud Hateley-Collovati7 Derby Sinisa6 Derby Milan sotto curva10 Derby classifica5 Derby Mancio espulso4 Derby Mancio espulso11 Gestaccio Salvini1 Derby Icardi sbaglia rigore2 Derby icardi dopo errore9 Derby gestaccio Mancio8 Derby Berlusconi

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QUESTO STRANO CAMPIONATO DOPO TRE GIORNATE

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 14, 2015

Inter in testa a punteggio pieno con 9 punti davanti al Chievo (! ), al Torino, alla Roma (ci può stare), al Sassuolo (!) e al Palermo (!), tutte a quota 7. Chi un mesetto fa avesse scommesso su questo improbabile quadro, avrebbe fatto una fortuna.

Siamo soltanto all’inizio, ma come inizio a sorpresa non c’è male. Dove sono le grandi? Milan, Napoli e Juventus si trovano nella parte destra della classifica, precedute da una ridda di “provinciali”.

L’antitesi che più salta all’occhio riguarda l’Inter capolista a fronte di una Juventus quint’ultima con all’attivo un solo misero punticino in tre partite ottenuto defraudando il Chievo. E qui, ahimè, finiscono le novità e inizia quanto non vorremmo più vedere: il solito rigore dubbio per la Juve e il solito goal valido annullato all’avversaria, senza i quali la pagella bianconera farebbe segnare il meritato zero in classifica. Dopo aver perso in casa contro l’Udinese, aver lasciato le penne a Roma e aver stentato contro il Chievo, la Juve è attesa a Napoli alla 6^ giornata e a Milano dall’Inter all’8^. E per cortesia, niente scherzi…

I nerazzurri di Mancini, reduci da una problematica Pre-Season e con la difesa ballerina orfana di Miranda, battono i cugini guidati da Mihajlovic grazie a una zampata del Guaro. Di lavoro da fare per il Mancio ce n’è ancora tanto – soprattutto nella retroguardia e nell’integrazione dei nuovi acquisti -, ma dopotutto, siamo solo alla 3^ giornata.

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INTER-MILAN, IL DERBY DELLA NULLITÀ

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 20, 2015

Lo 0-0 di ieri sera fra Inter e Milan rispecchia il nulla sul triplice fronte del valore delle milanesi e di quello dei nostri arbitri.

Avrebbe probabilmente vinto l’Inter se il fischietto Banti non le avesse negato un clamoroso rigore per fallo di mano in area di Antonelli su tiro di Hernanes, ma non dimentichiamo che sulla panca milanista sedeva Pippo Inzaghi, lo stratega nei “colpi di mano” rossoneri (ricordate il “braccino” di Atene 2007 ?)

A onor del vero, sul piano dei valori non sarebbe cambiato granché. Sulle due sponde del Naviglio lo spettacolo è stato tedioso, desolante e ripetitivo nella modestia tecnica e negli errori sotto porta. Le uniche due volte in cui il pallone è entrato in rete rompendo la monotonia, Banti ha annullato (prima il vantaggio del Milan per fuorigioco di Alex, poi l’autogoal di Mexes per fallo di Palacio su Antonelli).

Il pareggio non serve a nessuno, e anzi, entrambe le rivali vedono allontanarsi l’Europa. Europa intesa non soltanto come eurozona, ma soprattutto come gestione societaria.
Il Milan del berlusconiano “bel giuoco” 🙂 sta per essere ceduto ai cinesi, mentre l’Inter indonesiana si prodiga negli ennesimi buoni propositi di ricostruzione.

Chi siede sugli spalti rimpiange i tempi in cui Adriano Celentano cantava “Eravamo in centomila”- quelli sì erano derby. Per la cronaca, numerosi biglietti del secondo anello blu sono rimasti invenduti ed è superfluo domandarsi perché.

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DERBY ALLA CAMOMILLA: VINCE IL MILAN

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 5, 2014

Derby alla camomilla

Un derby soporifero: 90 e passa minuti di sonno, interrotto dal goal di De Jong.

(Foto:inter.it)

 

 

Twitter su Mazzarri

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PALACIO ILLUMINA IL DERBY DEGLI SCARSI

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 23, 2013

Palacio derby 22 12 13Una prodezza di tacco di Rodrigo Palacio e l’Inter si porta a casa il primo derby dell’era Thohir. La classe del “Trenza” non è acqua, anche se l’acqua la porta al mulino di Mazzarri sotto gli occhi del neopresidente indonesiano.

Il derby di Natale porta evidentemente fortuna ai nerazzurri, già vittoriosi (2-1) nella stracittadina del 23 dicembre 2007. Ma se allora la sfida fu entusiasmante, la partita di stasera ha brillato per scarsità a tutti i livelli.

Scarse – scarsissime – la Autorità, protagoniste di una figuraccia senza precedenti nel decretare la chiusura della Curva Nord, nel rimangiarsela e nel vietare una coreografia già approvata.

Scarso il livello del gioco, che dopo un inizio spumeggiante scema  via via in uno spettacolo scadente fra due squadre spente, stanche e allungate.

Scarse le individualità, con Balotelli sempre a terra e con una ridda di errori dei singoli su entrambi i fronti: fra i più clamorosi, il tiraccio sotto rete di Poli con Handanovic già spiazzato.

Scarso l’arbitraggio di Mazzoleni, culminato nella non concessione di un rigore macroscopico su Palacio atterrato da Zapata.

Scarso e rissoso Muntari, che per par condicio si fa espellere nel derby anche in maglia rossonera, eguagliando Francesco Totti a quota 11 nella classifica dei giocatori più espulsi in Serie A.

Scarsa Ilaria d’Amico, che su Sky tenta di tradurre dall’inglese l’intervista di Thohir senza capirci un’acca o quasi (scarso Sky: non ha un traduttore simultaneo?)

Andate in vacanza anche con il corpo, dato che con la testa ci siete già.

(Foto tratta da inter.it)

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Derby dei veleni: l’Inter esce con 3 punti dalla bolgia di San Siro

Posted by ladycalcio su lunedì, gennaio 25, 2010

Era stata la settimana della pretattica, dominata dai discorsi sugli infortunati e sui malati più o meno tali. Che dire di uno Sneijder che con 38 di febbre lascia la Pinetina al volante della sua auto firmando allegramente autografi?  Peccato che, oltre a sfebbrarlo a tempo di record 🙂 , l’équipe medica di FC Internazionale non gli abbia anche suturato le labbra, “colpevoli” di un doppio “vaffa” – bilingue 😀  – all’arbitro Rocchi e del successivo caloroso (prolungato) applauso costatogli il rosso. Tifosi nerazzurri, siate onesti: se l’avesse fatto Ambrosini o Gattuso non avreste reclamato a gran voce l’espulsione?

Ma ieri sera, come sottolineato giustamente da Mourinho, l’Inter avrebbe vinto anche in 7 contro 11. Ha letteralmente giganteggiato contro i cugini, apparsi tanto inebriati dalla rimonta delle scorse settimane, quanto inciucchiti sul campo.  Quel derby che nei giorni precedenti avevano frettolosamente vissuto da favoriti, ha messo impietosamente a nudo il divario con l’altra sponda del Naviglio. Un divario a 360 gradi, apparso lampante sin dall’inizio e consolidatosi in tutte le successive fasi dell’incontro:

1)      L’ Inter dirompente va a segno con Milito dopo soli 10 minuti. Il gioco dei nerazzurri è veloce, di prima, con spettacolari affondi in profondità. Il Milan appare subito più lento e macchinoso nella manovra, oltre che vulnerabile in difesa. Un deficit  non imputabile alla sola assenza di Nesta.

2)      Gli schemi di Mourinho, già alle prese con l’assenza di Stankovic e con un centrocampo martoriato dagli infortuni, vengono sconvolti dall’espulsione di Sneijder al  26’ del primo tempo.  Il Milan non riesce ad approfittarne: si getta in un arrembaggio sterile difettando clamorosamente in conclusione. Beckham è l’ombra di se stesso, Ronaldinho è inconcludente, mentre Borriello, il più volitivo in avanti fra i rossoneri, viene imbrigliato magistralmente dai centrali nerazzurri Lucio e Samuel. Neppure l’entrata di Seedorf per Gattuso, con la quale Leonardo cerca di sfruttare la superiorità numerica, muta il volto della partita. “Non trovavamo la soluzione in avanti”:  le parole del mister rossonero nel postpartita riassumono benissimo il concetto. Purtroppo per lui, il Milan non riesce a centrare la porta nemmeno sul rigore affidato a Ronaldinho.

3)      Se l’Inter è in serata di grazia, lo è anche Dida, che evita ai suoi un passivo più pesante. Pandev centra dapprima il palo (il 2° dopo quello di Sneijder nel primo tempo) e poi la porta, castigando i cugini nella loro fase migliore.  Il punteggio complessivo nei due confronti diretti di campionato è un umiliante 6-0 a favore dell’Inter. Ho detto confronti diretti… il campionato è lungo e può ancora succedere di tutto.

Ci auguriamo che non succeda che il torneo venga viziato dall’incapacità degli arbitri, protagonisti dei recenti ripetuti misfatti ai danni dell’Inter giustamente denunciati da Mourinho a fine partita. Al di là dell’episodio Sneijder, che ci ha messo platealmente del suo, sono dell’idea che Rocchi sia stato autore di un pessimo arbitraggio e che abbia commesso errori talmente grossolani da rovinare la partita e falsarne il corso. Solo la caratura e la grinta dell’Inter hanno fatto sì che il direttore di gara non falsasse anche la classifica. Il designatore Collina non permetta che questo accada, né che “per tener desto il campionato”, si “trasformi” un fallo netto su Lucio in un giallo per simulazione, sfociato in un assurdo rosso e nella relativa squalifica del giocatore per Parma-Inter. Mi direte: a parte Rosetti (già poco convincente la scorsa settimana) chi altro avrebbe potuto dirigere degnamente il derby della Madonnina? Abbiamo toccato il punto dolente.

Questo derby ha messo ancora una volta in luce l’incapacità e l’immaturità della nostra classe arbitrale, oltre che il basso livello del nostro calcio. Al di là della spettacolarità del gioco mostrato ieri, mi domando infatti se la supremazia dell’Inter sia interamente da imputare alla forza dei nerazzurri o, piuttosto, al nulla altrui. La risposta verrà dall’Europa, che smaschererà i veri valori.

Chi invece si mette la maschera ancora una volta è Materazzi. Passati i tempi in cui era fra i protagonisti della stracittadina sul campo,  Matrix non ha trovato di meglio per farsi notare che indossare sul volto l’ennesima maschera: stavolta, quella carnevalesca di Silvio Berlusconi. Se da un lato si è riparato per qualche istante dal vigile occhio di Ladycalcio (che dietro le maschere vede comunque 🙂 ), dall’altro, il 36enne bambinone 😀 non ha perso l’occasione per suscitare vespai. Solo una goliardata, come si è affrettato a precisare sul suo blog? Beh, tifosi dell’Inter, vi sarebbe piaciuto, dopo un derby perso, vedere Ambrosini o Gattuso esultare mascherati da Massimo Moratti?

A proposito di giochi a nascondino, permettetemi un apprezzamento pubblico a Simone Nicoletti, autore del post  “I mal di pancia di Maicon, Muntari K.O. (ma sarà vero?) (…)”, apparso mercoledì 22 gennaio sul sito “Io sto con Mancini”. Finalmente, qualcun altro che “osi” dubitare – a ragion veduta – dei comunicati medici che appaiono sui siti ufficiali 🙂 🙂 🙂 !

http://www.oleole.it/blogs/iostoconmancini/posts/i-mal-di-pancia-di-maicon-muntari-koma-sara039-vero-inter-juve-non-si-sposta-pato-aiuta-il-milan-e-mercato-fermo

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MILAN FATTO IN QUATTRO

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 30, 2009

Le facce di Leonardo e Tassotti in panchina – e più ancora quelle di Galliani e Berlusconi in tribuna -, la dicono più lunga di mille analisi tecniche: sono l’emblema della disfatta del Milan, travolto da un insolito destino nel nerazzurro derby d’agosto. Una data, quella del 29 agosto 2009, destinata a rimanere impressa nella storia della stracittadina milanese non tanto per l’inedito, bensì per aver rappresentato una delle pagine più nere del “grande Milan”. Una data con tutte le credenziali per essere contrapposta, da parte dei cugini interisti, al 5 maggio e ai relativi sfottò a lungo subiti.

Il diavolo esce da San Siro con le corna a pezzi e cade rovinosamente dai piani alti della classifica a cui si era illuso di appartenere dopo la fortunosa prima di campionato. Il verdetto del campo è crudele, inoppugnabile, non lascia scampo ad appigli o a scuse di alcun genere. Ai tifosi del club più titolato del mondo, presi di mira dagli sfottò dei  cugini,  non resta che alzare bandiera bianca: “Non sparate sulla Croce Rossa”…”siamo a pezzi”… “siamo da Serie B”… commenta la fazione dei depressi.  Qualcuno guarda già avanti: “Ma al ritorno vedrai…” (“che magari andrà anche peggio”, gli fa eco un interista). Qualcun altro guarda ancora più avanti: “Io credo risorgerò”… intona un rossonero mistico parafrasando il noto canto della celebrazione delle esequie. Un amico milanista furbacchione che ieri sera non ha certo goduto, cerca di rifarsi a modo suo, abbracciandomi e stampandomi sulla faccia quattro appassionati bacioni rossoneri per consolarsi di altrettante pappine.

Cosa si è perso chi era ancora in vacanza! Abbandonato il calcio camomilla del pre-campionato, l’insolito derby agostano ci restituisce finalmente lo spettacolo del pallone, a cominciare dai rapidi capovolgimenti di fronte di una partita avvincente: inizialmente più lenta e macchinosa, l’Inter sembra ancora difettare negli automatismi a centrocampo. Poi, un’alternanza di emozioni: la bordata del neoacquisto Sneijder che illude i sostenitori nerazzurri, gli insidiosi contropiedi del Milan, Lucio che perde l’uomo e Mourinho che se la prende con i rilanci lunghi di Cesar.

Il siluro di Motta e il rigore trasformato da Milito non spiazzano soltanto il bravo Storari, ma mandano in barca un Milan che aveva fatto acqua per tutta l’estate. Fra i rossoneri non funziona più nulla: Gattuso, azzoppato, chiede ripetutamente il cambio, ma Seedorf, chiamato a rilevarlo, non indossa la maglia da gioco e non è pronto per la sostituzione. “Ringhio”, già graziato dall’arbitro Rizzoli con il giallo dopo un fallo in area su Eto’o lanciato a rete, entra duro su Sneijder e si fa espellere, mandando a quel paese Leonardo.

Cannonata di Maicon sul finire del primo tempo, e sono tre! Sugli spalti l’atmosfera è surriscaldata in tutti i sensi, tant’è vero che per Fabio Caressa (Sky), anziché il canonico tè caldo, “l’arbitro manda tutti a prendere qualcosa da bere”. L’Inter si sta già bevendo il Milan: funzionano finalmente il gioco palla a terra, gli schemi e le triangolazioni innescate dai neoacquisti Motta, Milito, Eto’o e Sneijder, che sorprende per  la padronanza e la tranquillità con cui esordisce nella stracittadina meneghina.

A metà del secondo tempo, dopo il 4-0 di Stankovic, i tifosi rossoneri cominciano a sfollare. Lascia gli spalti (e il posto vuoto in tribuna accanto a Galliani) anche Silvio Berlusconi.

“Stragode l’Inter” titola La Gazzetta dello Sport. “L’Inter umilia il Milan”, le fa eco Il Corriere dello Sport. Tuttosport ribadisce il concetto: “L’Inter schianta il Milan”.

Tuttavia, per gli interisti è ancora presto per illudersi: non dico che la sonante vittoria non faccia testo; il bel gioco dei nerazzurri si è visto, gli automatismi di squadra anche. E non dimentichiamo l’assenza di Cambiasso… Ma teniamo presente che il Milan è una squadra allo sfascio. “Domani è un altro giorno”: dichiara Mourinho a Sky nel dopopartita riprendendo le parole di Rossella O’Hara – e guarda già avanti.

Ladycalcio guarda per un attimo indietro al maggio 2007, quando era stata l’unica a pronosticare l’amaro declino degli allora Campioni d’Europa

Buona rilettura…

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/milan-campione-d%E2%80%99europa-2007-fu-vera-gloria-2/

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/15/

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Derby infuocato, temperatura – 11

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 16, 2009

La settimana mediatica pre-derby era iniziata con l’incertezza della presenza di Kakà e la quasi certezza di vedere Materazzi in campo :-). Era proseguita con il risentimento 🙂 agli adduttori di Maicon e i convocati nerazzurri stranamente proposti in ordine sparso anziché alfabetico 🙂 (si veda il mio ultimo post). Si era conclusa con l’indegna – a mio avviso – conferenza stampa di Mourinho, degenerata nella proposta di rendere nota la formazione ufficiale dell’Inter e di chiudere bottega senza concedere altre domande ai giornalisti presenti.

Calda anche l’atmosfera al Meazza, sebbene uno striscione reciti: “Temperatura prevista ore 22:30 – 11”. La Curva Nord rende sportivamente onore a Paolo Maldini: “Maldini: da 20 anni nostro rivale, ma nella vita sempre leale”. È il meritato omaggio all’ultimo derby del 40enne Capitano rossonero.

La sportività, ahimè, non sta invece di casa nei commenti TV. Su Sky, Fabio Caressa mi sembra a senso unico a favore del Milan, fortunatamente compensato dalla competenza tecnica e dalla classe di “zio” Bergomi. Lo stesso dicasi della Domenica Sportiva.

Sin dalle prime battute il Milan accusa pesantemente l’assenza di Kakà. Tuttavia, la squadra di Carlo Ancelotti sembra inizialmente avere schemi più solidi dell’Inter. A sconvolgere gli equilibri dei rossoneri arriva il vantaggio messo a segno da Adriano, viziato da un braccio che chiama in causa registi, moviolisti, opinionisti e doppiogiochisti. Per tutta la domenica sera (e anche il lunedì) ci si sbizzarrisce nella messa in onda di immagini dalle più svariate angolazioni, alla ricerca di un fermo immagine che avvalori la tesi della volontarietà. Se non ricordo male, non era stato esattamente così per la fatidica rete di Superpippo Inzaghi contro il Liverpool nella finale di Champions League 2007… (foriera della nascita di questo blog).

Questa settimana, il grido di dolore di Rosella Sensi sarà duplice: per l’Inter che prende il volo e per le 3 pappine rimediate dall’Atalanta.

Sul fronte milanista, il Dinho è bionico: l’Inter sembra avere l’effetto di disibernarlo. Raddoppia Stankovic e accorcia Pato, mentre Adriano si mangia clamorosamente il 3-0. Questo il primo problema irrisolto dell’Inter: le troppe occasioni sprecate. Il secondo riguarda l’assedio finale del Milan, che dimostra come la Beneamata non riesca ancora a vincere senza soffrire.

La chicca del postpartita è proposta ancora una volta da Mourinho, che porta con sé il baby Santon in conferenza stampa. Serata indimenticabile per il 18enne, in grado di tenere a bada nientemeno che Beckham, Pato e Pirlo e di chiudere gli spazi a calibri quali Seedorf, Zambrotta e Inzaghi.

Chi gli spazi se li è visti chiudere è il collega di retroguardia Materazzi, escluso persino dalla panchina. Una bocciatura piena, la sua.

Ammetto che mi ha fatto tristezza vederlo sdraiato, desolatamente solo, sulla panchina degli esclusi , con le lunghe gambe distese sul muretto. Le gambe corte le hanno invece avute, come previsto, le probabili formazioni dei giornalisti simpatizzanti, che ne avevano pronosticato la partenza da ritrovato titolare. Che strano, Matrix quando gioca lo fa bene, eppure non gioca quasi più. E nessuno dice nulla. È una questione di condizioni psicologiche?

L’immagine sopra descritta è raccapricciante, soprattutto ripensando al bel derby del Natale ’07 che l’aveva visto protagonista. Ma è più che mai  emblematica di quanto Matrix sia attualmente solo, o peggio, mal accompagnato…

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