CALCIO E PAROLE

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Posts Tagged ‘Conferenza stampa Mourinho’

Mourinho e i giocatori con l'”amico giornalista”

Posted by ladycalcio su mercoledì, ottobre 28, 2009

Cito dall’odierna conferenza stampa di José Mourinho, che alla vigilia di Inter-Palermo ha approfondito il suo concetto di turnover:

“Ovviamente, quando un Cordoba ti risponde in campo come ha risposto, un Vieira ti risponde in campo come ha risposto, l’allenatore, dopo, fa anche fatica a decidere se loro sono titolari o se loro entrano nel turnover. In questo momento, dopo, il giocatore ti crea un problema bellissimo, ti crea un problema che tu vuoi veramente avere (…)”.

“E per questa ragione, ovviamente, in una di queste due partite, Cordoba giocherà di nuovo: o gioca domani, o gioca con il Livorno… e Patrick lo stesso, o gioca domani di nuovo, o giocherà col Livorno… perché questa è la pressione che mi piace che un giocatore mi faccia. A me, quando un giocatore va al mio ufficio …knock knock knock (bussa alla porta, ndr.)… ‘io non sono soddisfatto, io voglio giocare, io devo giocare di più’… o quando chiede a un amico giornalista: ‘Scrivi qualcosa di me, scrivi che io devo giocare di più’ o ‘io ti dico la squadra che gioca domani ma tu scrivi qualcosa di positivo su di me’… questo non mi piace….”. “ A me piace veramente che un giocatore in campo dica all’allenatore: ‘io voglio giocare’ e dimostri per che ragione vuole giocare”.

A chi si riferiva? Mou ha detto il peccato ma non il peccatore… Ciascuno scorra la lista dei convocati per Inter-Palermo, le ultime formazioni nerazzurre scese in campo e il minutaggio di ciascun giocatore. Poi, si faccia liberamente la sua idea…

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L’Inter affoga nel diluvio di Genova

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 5, 2009

L’incertezza gettata sullo schieramento dell’Inter da una grafica errata indicante un 3-4-3 anziché un 4-3-3 non era che un presagio incombente. Quale fosse lo schema dei nerazzurri, non lo si è compreso per tutto l’incontro.

Difficile raccapezzarsi anche su chi, fra gli uomini di Mourinho, si sia salvato dalla débacle di TIM Cup contro la Sampdoria. Sinceramente, non saprei chi citare. La prestazione mi è parsa desolante sotto tutti gli aspetti: schemi, condizione atletica, profilo nervoso. A preoccupare di più è il vistoso calo fisico: i nerazzurri non reggono i duelli in corsa, sono in ritardo sulle entrate, commettono inutili falli di nervosismo. Stavolta, ci casca anche Capitan Zanetti, che rimedia il giallo per un’entrata da dietro su Padalino.

“3 goal ridicoli”, ha detto Mourinho, innescati da un’incredibile papera di Rivas che consegna il pallone a Cassano per l’1-0. Il povero Nelson, reduce da problemi fisici e da un altro primo tempo da brividi contro il ManU, con questa prestazione si sarà giocato definitivamente il posto. Ma gli altri? Tutti spenti, e non soltanto dal diluvio.

La difesa è completamente ferma anche sul 2-0 di Pazzini. Dopo risentimenti, cicatrici dispettose e infortuni altrui, si rivede un Materazzi snaturato nel ruolo, assente dal campo dalla gita premio nella natale Lecce del 7 febbraio scorso (ci avevo visto bene) e relegato da Mourinho al turnover di TIM Cup. Ne riparleremo presto. Oggi, l’attualità delle polemiche legate a Mourinho impone riflessioni più urgenti.

Pressione Champions League? Sarebbe il colmo, per una squadra alla scalata del trono europeo. Colpa della rotazione? E dire che Mourinho insisteva per sfoltire la rosa…. Nervosismo per le ripercussioni della nota conferenza di fuoco del tecnico portoghese? Ci credo poco.

Sta di fatto che, stavolta, la rimonta non riesce. Anzi, arriva il 3° goal. Castellazzi, come tutti i portieri che incontrano l’Inter in giornata no, fa la partita della sua vita: para tutto.

Tornando alle polemiche, temevo per le coronarie del povero fischietto Saccani, autore di una prova tutto sommato buona. Ineccepibile anche il commento di Marco Civoli e Fulvio Collovati su Rai 1, sia per osservazioni tecniche, sia per imparzialità.

Il più a disagio della compagnia mi sembra proprio lui, The Special One, imbronciato e rosso in volto. Intendiamoci: quanto da lui esternato nella conferenza stampa di martedì è sacrosanto nei contenuti. Gli attacchi mediatici di cui l’Inter è vittima da anni esigevano una presa di posizione forte e decisa, che spezzasse il noto circolo vizioso: ipocrisie, ricostruzioni distorte degli avvenimenti secondo la regola dei due pesi e delle due misure, suadenza tendenziosa… Un’ubriacatura mediatica tale da plagiare l’intera opinione pubblica contro la Beneamata; per certi versi, un nuovo “sistema” sostitutivo di Calciopoli organizzato contro i nerazzurri.  Purtroppo, Mourinho ha peccato gravemente nella forma. Quel termine “prostituzione” rischia infatti di costare caro a lui e all’immagine dell’Inter. Riecco subito i perbenismi smaccati dei finti signori Ranieri e Spalletti, le polemiche, un deferimento che lo accomuna a De Rossi & Co.

Se è vero che l’uscita era stata preparata, devo dire che è stata preparata male (fatto non inconsueto per l’Inter, solita “metterci del suo” nelle situazioni già delicate). Se invece è frutto di un momento di impulsività di Mou, non perfettamente padrone della lingua italiana, va detto che il tecnico avrebbe commesso un grosso azzardo avventurandosi in una terminologia che si presta a inevitabili ritorsioni. I nemici dell’Inter, non aspettano altro.

Avevo già in animo di affrontare l’argomento dei toni inadeguati che il mister nerazzurro assume durante le sue conferenze stampa, rispondendo male ai giornalisti, non rispondendo del tutto alle domande e andandosene dai microfoni davanti ai quesiti scomodi. È ciò che ha fatto anche ieri sera su Rai 1 (girando la faccia al microfono nell’immediato dopopartita) e in conferenza stampa (alzandosi dalla poltrona e piantando baracca e burattini). Sintomo – a mio avviso – di enorme maleducazione, oltre che di incapacità nel gestire le situazioni. Mourinho è in grave difficoltà: con la squadra, con l’ambiente, con i media e con se stesso.

Lo nasconde dietro alle sue sempre più frequenti bufere mediatiche. Forse, non ha ben chiari in mente due  concetti basilari: 1)  i giornalisti non sono pezze da piedi; 2) se li tratti come tali, al momento buono te la fanno pagare. Come dice il proverbio, chi semina vento, raccoglie tempesta. E all’Inter, viste le ultime prestazioni, il vento sta già cambiando…

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