CALCIO E PAROLE

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PETRUCCI: “PER ME, IL DISCORSO È CHIUSO”

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 17, 2011

Di seguito, “Calcio e Parole” vi ripropone testualmente le frasi maggiormente ad effetto dell’odierna conferenza stampa del Presidente del Coni, Gianni Petrucci. Questa l’eloquente risposta delle istituzioni sportive all’arroganza della Juventus e del suo Presidente Andrea Agnelli, mai nominati:

 

Io non ci sto, non ci posso stare a tutto quello che sta accadendo nel mondo del calcio di vertice.

Basta, basta non se ne può più.

Oggi, le pagine dei giornali sono più piene di aspetti giuridici, legali, che di aspetti sportivi, calcistici.

Oggi, il calcio di vertice è malato di doping legale, legale, doping legale

Oggi, chi grida di più pensa di vincere, ma non vincerà.

Non prevarranno i prepotenti, gli arroganti.

Io vedo delle cose a cui non ho mai assistito

Il calcio, se seguita così, il calcio di vertice,  sarà commissariato dalla pubblica opinione.

Parlo di quelli che credono di essere furbi.

Oggi ci sono più avvocati, nel calcio, che dirigenti e goleador.

Oggi ogni regola viene aggirata da legulei, da furbastri, da avvocati che dicono tutto e l’opposto di tutto.

La credibilità è che oggi furbi o esperti avvocati  vogliono convincere  i presidenti che con la furbizia si può arrivare dappertutto.

Questo è il pericolo, siamo in mano a troppi avvocati.

Le regole le fa il Coni, non le cambiate voi.

Lo sport è etica, lo sport è un gioco, ormai lo sapete. Lo stiamo rovinando noi. Le colpe sono di tutti.

Perché si sta arrivando a una china dalla quale non sappiamo come fermarci (…)  nel momento forse più delicato della vita del Paese, dove i problemi sono certamente più importanti del nostro piccolo Mondo…

Se uno non interviene, è una deriva che non si sa dove si arrivi.

È tutto un’aggressione.

Non ci sto, non ci sto, non ci sto.

I giornali li scrivete voi. Oramai dovete essere esperti di diritto, non di tecnica calcistica.

Ma voi pure non vi siete stancati di essere specializzati in diritto?

Oramai, ogni giorno, se il presidente si ferma, dal tifoso viene preso come uno che si arrende. Allora, di chi alza la voce, si dice ‘ mamma mia che attributi ha il mio presidente’! Ma non  si va lontano.

Non è che perché uno è grosso mette più paura. Chi alza la voce non mette paura assolutamente.

Allora, anch’io sono un incapace perché non meno, non aggredisco?

E noi porremo delle regole che bloccheranno questa arroganza.

E noi, nel più breve tempo possibile, cercheremo di difenderci da questa aggressione.

Con tutti i problemi che ha il Paese, è anche umiliante che noi andiamo a chiedere in questo momento delicato una difesa del nostro mondo perché una parte del nostro mondo non sa difendersi da sola.

Ieri sera c’è stata un’ultima sentenza. Ma dopo quest’ultima sentenza, perché dobbiamo proseguire? A che serve proseguire? A chi porta vantaggio?  Quando si hanno a cuore le sorti della propria squadra nello sport, si deve pensare che facendo un passo indietro se ne fanno due avanti. Chi ha più intelligenza, la metta al servizio degli altri, questo è l’appello che faccio, ma probabilmente, gli appelli non servono più.

Però, io finché avrò fiato continuerò a farli.

Io parlo di etica. Non c’è più il fair play, non c’è più un’etica

Tante volte ritirare un ricorso ti fa fare più bella figura di vincere una causa.

Oggi si vive anche di credibilità, di curriculum, di quello che si è fatto fino a ieri

Il suo appello ai tifosi della Juve: “Di essere meno tifosi e di usare il buon senso, perché il tifo, a volte, quando eccede, non è più un tifo buono, è un tifo malsano

La sua conclusione: “Per me il discorso è chiuso”.

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