CALCIO E PAROLE

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Ranieri fa il piagnone

Posted by ladycalcio su lunedì, novembre 9, 2009

Sarà la scuola Juve, sarà che ha già assorbito lo stile lagnoso che regna alla corte di Rosella Sensi. Fatto sta che stavolta do ragione in pieno a José Mourinho, che interpellato sulle dichiarazioni di Claudio Ranieri dopo il pareggio di ieri sera fra Inter e Roma, ha detto:Senza sapere quello che lui ha detto, sicuro che ha pianto”.

Anche volendo pensare a uno sfogo a caldo in un momento di frustrazione (forse per aver mancato il colpaccio di battere i nerazzurri a San Siro?), è oltremodo arduo comprendere e giustificare l’invettiva contro i giocatori dell’Inter sortita ieri sera nel dopopartita dal mister romanista ai microfoni Sky. Eccone alcuni stralci, comprensivi di strafalcioni:

“(La Roma, ndr) è stata picchiata tanto, (i giocatori dell’Inter, ndr)  hanno fatto il doppio dei falli che abbiamo fatto noi… ma insomma, la prossima volta dobbiamo venire con le corazze… ne abbiamo prese tante, ne abbiamo prese! Lui (Mourinho, ndr) si lamenta sempre… come andavamo via a centrcampo, falli sistematici, tattici… se non si ammoniscono e non si buttano fuori gli avversari, continuano a farlo: sono grossi, potenti e prepotenti. Se glielo permettiamo, loro se ne avvantaggiano.”

“Sì, (De Rossi, ndr) dovrà essere operato. Ringraziando Vieira (recatosi negli spogliatoi per scusarsi, ndr), lo confermo. Lui con i gomiti alzati ci salta spesso e volentieri, in Inghilterra veniva buttato fuori…”

“Se ci va bene anche il primo contropiede, a quest’ora (l’Inter, ndr) sta piangendo… 🙂  La Roma ha cercato di far gioco, l’Inter si è buttata là davanti ma non ha fatto nulla”.

“Quello che volevamo fare era ripartire ogni volta, però hai visto che quando ripartivamo, insomma, era sistematico il fallo per interrompere la nostra  azione… Diventa difficile eh, con tutte le assenze che hai, con tutte le problematiche che un allenatore ha, viene a giocare contro l’Inter, per cui, se (Mourinho, ndr)si lamenta…”

“Quando una squadra cerca di venir via con fraseggi rasoterra e sistematicamente gli 🙂 viene fatto fallo, ‘somma, una volta, due, gli arbitri dicono che cercano di capire il senso del gioco e tutto… Ecco, qui c’era una squadra che giocava a calcio contro un’altra che non ha giocato a calcio, che ha sistematicamente fatto falli tattici per non farci ripartire, per cui era difficile, onestamente”.

“Io sono molto soddisfatto del gioco che ha prodotto la squadra . Certo che uno vuole sempre di più. Vorrebbe appunto che quando parte in contropiede, riesce a portarli a termine :-). Se non ci siamo riusciti non credo che sia stato per il nostro gioco, ma credo che sia stato fatto proprio  un gioco scientifico: ogni volta che andavamo via in palleggio venivamo sempre atterrati – o da davanti o da di dietro 🙂 ”.

“È proprio che ogni volta era sistematico. Noi partiamo, cerchiamo di andare in contropiede (…) tu gli riparti 🙂 giocando a calcio e loro in difficoltà ti buttano giù…insomma questo questo questo… è un gioco sistematico, per cui va punito (e un allenatore che fa simili dichiarazioni, non andrebbe deferito? ndr).

C’è poco da fare, (l’Inter, ndr) è una squadra fisica, tanto di cappello, però, insomma, contro una squadra tecnica che la mette in difficoltà bisogna che l’arbitro debba privilegiare 🙂 🙂 chi cerca di giocare a calcio”.

Comprensibile l’imbarazzo di Massimo Mauro e dello studio Sky, stando ai cui dati, l’Inter avrebbe effettivamente commesso il doppio dei falli della Roma (26 contro 13). È stata una brutta Inter, siamo d’accordo. L’ha ammesso in tutta onestà lo stesso Mourinho. Un Mourinho impeccabile, quello che ha parlato ieri sera nel dopopartita Sky. Un Mourinho che, a onor del vero, questa volta mi è piaciuto: per la pacatezza con cui si è espresso, per l’onestà nell’analisi sulla deludente prestazione dei suoi uomini… Non da ultimo, per il modo sincero e immediato con cui ha affrontato il discorso su Balotelli.

Eppure, Ranieri ha trovato ugualmente da ridire: “Lui (Mourinho, ndr) è grandioso; lui è grandioso perché la gira e la rivolta e c’ha sempre ragione.” Dulcis in fundo: “E mi sorprende che Mourinho si lamenti dell’arbitro. Eh, veramente, non c’è più religione…”.

Ranieri ce ne ha dato dimostrazione.

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L’Inter affoga nel diluvio di Genova

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 5, 2009

L’incertezza gettata sullo schieramento dell’Inter da una grafica errata indicante un 3-4-3 anziché un 4-3-3 non era che un presagio incombente. Quale fosse lo schema dei nerazzurri, non lo si è compreso per tutto l’incontro.

Difficile raccapezzarsi anche su chi, fra gli uomini di Mourinho, si sia salvato dalla débacle di TIM Cup contro la Sampdoria. Sinceramente, non saprei chi citare. La prestazione mi è parsa desolante sotto tutti gli aspetti: schemi, condizione atletica, profilo nervoso. A preoccupare di più è il vistoso calo fisico: i nerazzurri non reggono i duelli in corsa, sono in ritardo sulle entrate, commettono inutili falli di nervosismo. Stavolta, ci casca anche Capitan Zanetti, che rimedia il giallo per un’entrata da dietro su Padalino.

“3 goal ridicoli”, ha detto Mourinho, innescati da un’incredibile papera di Rivas che consegna il pallone a Cassano per l’1-0. Il povero Nelson, reduce da problemi fisici e da un altro primo tempo da brividi contro il ManU, con questa prestazione si sarà giocato definitivamente il posto. Ma gli altri? Tutti spenti, e non soltanto dal diluvio.

La difesa è completamente ferma anche sul 2-0 di Pazzini. Dopo risentimenti, cicatrici dispettose e infortuni altrui, si rivede un Materazzi snaturato nel ruolo, assente dal campo dalla gita premio nella natale Lecce del 7 febbraio scorso (ci avevo visto bene) e relegato da Mourinho al turnover di TIM Cup. Ne riparleremo presto. Oggi, l’attualità delle polemiche legate a Mourinho impone riflessioni più urgenti.

Pressione Champions League? Sarebbe il colmo, per una squadra alla scalata del trono europeo. Colpa della rotazione? E dire che Mourinho insisteva per sfoltire la rosa…. Nervosismo per le ripercussioni della nota conferenza di fuoco del tecnico portoghese? Ci credo poco.

Sta di fatto che, stavolta, la rimonta non riesce. Anzi, arriva il 3° goal. Castellazzi, come tutti i portieri che incontrano l’Inter in giornata no, fa la partita della sua vita: para tutto.

Tornando alle polemiche, temevo per le coronarie del povero fischietto Saccani, autore di una prova tutto sommato buona. Ineccepibile anche il commento di Marco Civoli e Fulvio Collovati su Rai 1, sia per osservazioni tecniche, sia per imparzialità.

Il più a disagio della compagnia mi sembra proprio lui, The Special One, imbronciato e rosso in volto. Intendiamoci: quanto da lui esternato nella conferenza stampa di martedì è sacrosanto nei contenuti. Gli attacchi mediatici di cui l’Inter è vittima da anni esigevano una presa di posizione forte e decisa, che spezzasse il noto circolo vizioso: ipocrisie, ricostruzioni distorte degli avvenimenti secondo la regola dei due pesi e delle due misure, suadenza tendenziosa… Un’ubriacatura mediatica tale da plagiare l’intera opinione pubblica contro la Beneamata; per certi versi, un nuovo “sistema” sostitutivo di Calciopoli organizzato contro i nerazzurri.  Purtroppo, Mourinho ha peccato gravemente nella forma. Quel termine “prostituzione” rischia infatti di costare caro a lui e all’immagine dell’Inter. Riecco subito i perbenismi smaccati dei finti signori Ranieri e Spalletti, le polemiche, un deferimento che lo accomuna a De Rossi & Co.

Se è vero che l’uscita era stata preparata, devo dire che è stata preparata male (fatto non inconsueto per l’Inter, solita “metterci del suo” nelle situazioni già delicate). Se invece è frutto di un momento di impulsività di Mou, non perfettamente padrone della lingua italiana, va detto che il tecnico avrebbe commesso un grosso azzardo avventurandosi in una terminologia che si presta a inevitabili ritorsioni. I nemici dell’Inter, non aspettano altro.

Avevo già in animo di affrontare l’argomento dei toni inadeguati che il mister nerazzurro assume durante le sue conferenze stampa, rispondendo male ai giornalisti, non rispondendo del tutto alle domande e andandosene dai microfoni davanti ai quesiti scomodi. È ciò che ha fatto anche ieri sera su Rai 1 (girando la faccia al microfono nell’immediato dopopartita) e in conferenza stampa (alzandosi dalla poltrona e piantando baracca e burattini). Sintomo – a mio avviso – di enorme maleducazione, oltre che di incapacità nel gestire le situazioni. Mourinho è in grave difficoltà: con la squadra, con l’ambiente, con i media e con se stesso.

Lo nasconde dietro alle sue sempre più frequenti bufere mediatiche. Forse, non ha ben chiari in mente due  concetti basilari: 1)  i giornalisti non sono pezze da piedi; 2) se li tratti come tali, al momento buono te la fanno pagare. Come dice il proverbio, chi semina vento, raccoglie tempesta. E all’Inter, viste le ultime prestazioni, il vento sta già cambiando…

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