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CATANIA-INTER: TRUCCO AL MASCARA

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 13, 2010

Lo sanno anche i pulcini: non si salta con il braccio alto a toccare il pallone, a prescindere dalla volontarietà. Sull’espulsione di Muntari a Catania non faccio quindi dietrologie. Non vi vedo nessun aiuto al Milan né alla “riapertura” del campionato.  Vedo semmai un Muntari sempre meno affidabile, che dopo aver scontato due giornate di squalifica, domenica era uscito dal campo strattonando il team manager Andrea Butti e ieri sera, non pago, soltanto  due minuti dopo essere entrato sul terreno di gioco si è fatto rispedire fuori, lasciando in dieci i compagni. Vedo semmai nel ghanese il principale colpevole della sconfitta dell’Inter.

Vedo continue recidive da parte di giocatori che non imparano dai propri errori: soltanto due settimane fa, a Udine, un’analoga ingenuità di Balotelli era costata all’Inter un altro rigore contro.

Vedo un’Inter in crisi come Società prima ancora che come squadra, a cominciare dal tecnico Mourinho : esiliato dalla panchina del Massimino per il secondo anno consecutivo, contro il Genoa era  stato più volte sorpreso dalle telecamere a fornire ai suoi uomini indicazioni gestuali dalla tribuna. Non ci si lamenti: qui, gli organi disciplinari hanno chiuso entrambi gli occhi. Come pronosticato da Ladycalcio, il mister è tornato a parlare – poiché non può farne a meno e i silenzi stampa, alla lunga, fanno male soprattutto a lui, il grande comunicatore, che in settimana, il silenzio stampa imposto dal Patron Moratti l’aveva rotto per ben due volte. La prima, per sbugiardare la balla della febbre di Balotelli contro il Genoa, dopo che Ladycalcio aveva fatto presenti i rischi che il ragazzo avrebbe corso giocando con 38 e mezzo.

MISTER, SULL’OPERAZIONE 🙂 ALL’ARCO ZIGOMATICO DI MATERAZZI SENZA RASATURA DEL BASETTONE 😯 E SUL  CHIRURGO MARZIANO CHE  GLI AVREBBE MIRACOLATO IL MENISCO 🙂 NON CI SCUCE PROPRIO NULLA?

Intanto, sul fronte siciliano il miracolo lo fa Mascara, che con una perfetta cosmesi dal dischetto “corregge” il risultato e rifà il trucco a una provinciale in lotta per la salvezza, trasformandola, almeno per un giorno, in volto da copertina. Un rivoluzionario maquillage vitaminizzato, il suo, che anziché con il pennellino, si applica con un … cucchiaio dagli undici metri, colmo di rivitalizzanti e di 3 preziosi punti contro la retrocessione.

Dicevo dell’Inter in crisi. Contrariamente a chi si ostina a disquisire di moduli, tattiche, spostamenti di baricentro e quant’altro, ribadisco che vedo innanzitutto un crollo fisico-atletico nei giocatori. La superiorità di condizione del Catania mi è parsa lampante sotto il profilo della velocità in corsa, degli scambi di prima, della lotta sui palloni, della carica, della grinta e della voglia. A tratti, a dispetto del tanto decantato lavoro sugli schemi e delle segretissime sedute tattiche di Mourinho, della tattica stessa. E non sto parlando di un confronto con il Chelsea o il Manchester  United, ma con il Catania in lotta per la salvezza. Un Catania bravo ad irretire i nerazzurri per buona parte dell’incontro, specie nelle fasi iniziali, che solo per un miracolo non si è portato subito in vantaggio sulla mischia pazzesca creatasi al 12’ davanti alla porta di Julio Cesar.

Né concordo sul fatto che simili svirgolate siano da imputare all’assenza di Mourinho dalla panchina. L’Inter ieri sera è apparsa “scoppiata”, come troppo spesso le occorre in primavera. Il resto è solo un effetto del crollo atletico – e non la causa della crisi. La squadra va a sprazzi, produce dei guizzi e poi va sotto. È sbilanciata e per riuscire a giocare necessita di continui cambi di modulo, aggiustamenti e correttivi tattici. Per non entrare nel discorso delle sostituzioni e dello sbilanciamento ancor più marcato nel finale con Quaresma, Pandev, Eto’o, Milito e Sneijder: 4 punte e un trequartista per finire sotto di tre goal. Mourinho non fa che prendere appunti, ma perché per far giocare questa Inter deve sempre sbagliare e poi cambiare?

Che l’Inter sia in crisi atletica (e solo secondariamente di gioco) lo confermano gli arretramenti di Cambiasso e addirittura di Sneijder a supporto della difesa, il suo essere in balia del Catania nei cambi di passo e di ritmo, i tanti errori individuali, quel pallone del 3-1 passato davanti al naso di Materazzi 😦 su cui il centrale nerazzurro, con un po’ più di velocità e di birra nelle gambe, sarebbe potuto arrivare.

Al contrario, dopo un prestazione tutto sommato positiva, anche i difensori centrali sono finiti sotto le ruote, travolti dal ritmo dei siciliani. Che dire della preparazione atletica dello Special One?

L’Inter, reduce da 4 pareggi in 5 partite, perde al Massimino e fa gridare “Clamoroso al Cibali!”.

Nel dopopartita, il dt Marco Branca è la personificazione del concetto di imbarazzo. E qui torniamo alla crisi della Società, non soltanto d’immagine.

Martedì, a Londra, sarà battaglia. Intanto, resta da gestire il “caso Balotelli”, con contorno del procuratore Raiola e di quell’improbabile trauma diretto al ginocchio con cui giustificare l’accantonamento di un giocatore sempre più scomodo.  L’atmosfera in casa nerazzurra si è guastata, così come i rapporti fra Moratti ed il suo tecnico. Intanto, il Milan bussa alla cima della classifica, il Real alla porta di Mourinho.

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