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LE SANTE MESSE NEGATE, PAOLO BROSIO E L’INGUARDABILE BARBARA D’URSO

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 28, 2020

 

Nel mio precedente post ho già ampiamente illustrato per quali motivi ritengo che:

A) Il Coronavirus sia un flagello provocato deliberatamente da qualcuno che sta svolgendo sporche manovre (si veda anche l’arrivo dei bombardieri termonucleari USA in Europa)

B) Il Governo Conte sia colpevole di errori e omissioni che non possono essere fatte pagare ai cittadini.

C) Il blocco dell’Italia sia inefficace, dannoso e incostituzionale

https://calcioparole.wordpress.com/2020/03/17/coronavirus-nonlasciamocifermare/

Ammessa, al punto in cui siamo, la necessità di evitare assembramenti e manifestazioni di massa, ritengo che gli attuali “provvedimenti restrittivi” imposti dal Governo Conte contro il diffondersi del Coronavirus costituiscano un totalitarismo inaccettabile e gravemente lesivo della libertà individuale e che, in un Paese non totalitario, i cittadini non dovrebbero lasciarsi imporre misure “sotto la cintura” come decreti casalinghi pubblicati a mezzanotte su Facebook, la segregazione in casa sine die, il controllo con i droni (ma va là Professore, chi crede di far fesso?) e meno che mai, l’abolizione delle Sante Messe. (Si veda ancora il mio post precedente)

Su quest’ultimo gravissimo provvedimento, giunto per di più in tempo di Quaresima, la prima a chinare il capo in ossequiosa obbedienza alle istituzioni civili è stata, guarda caso, la Chiesa bergogliana. E dire che l’Art. 7 della nostra Costituzione (se di Costituzione possiamo ancora parlare nell’Italia di Giuseppe Conte) sancisce che la Chiesa Cattolica è un ordinamento “indipendente e sovrano” rispetto allo Stato italiano, su quale quest’ultimo non può far valere la sua giurisdizione. Né la religione cattolica è più religione di stato, in virtù della revisione del Concordato Stato-Chiesa sottoscritto da Bettino Craxi nel 1984.

Ma al peggio non c’è limite. In nessuna delle disposizioni emanate dal Vaticano e dalle varie Curie è contenuta la minima indicazione su come potersi comunicare in assenza delle funzioni religiose, laddove l’Eucarestia, come sancito dal Concilio Lateranense IV (1215), è presenza viva di Cristo nell’Ostia consacrata, imprescindibile nutrimento spirituale per i fedeli cattolici. Il fatto che sulla Comunione si sia completamente glissato, ci conferma in che mani siamo. SU COME FARE LA COMUNIONE SENZA LA S. MESSA, SI VEDA IN FONDO A QUESTO ARTICOLO)

Qualcuno fortunatamente non è stato a guardare e facendo appello ai veri valori, ha correttamente interpretato la disobbedienza al volere di Conte come obbedienza al volere di Dio. Si tratta di Don Nicolò Casoni, parroco di Cuasso al Monte (Varese), che incurante del divieto, ha continuato a celebrare le Sante Messe con pochi fedeli ben distanziati fra loro. Come lui altri parroci eroici, contrapposti alla moltitudine di “don” e alti prelati adagiatisi nel sempre più strumentalizzato voto di obbedienza (che sarebbe ora di riformare una volta per tutte).

https://bit.ly/33Tter4

https://bit.ly/2QMX8rs

Ebbene: come nel peggior regime totalitario, i preti e i fedeli “disobbedienti” (a Conte) sono stati denunciati e rischiano forti sanzioni, se non addirittura la galera. Se vivessimo sotto un regime comunista che perseguita i cristiani, ci sarebbe poca differenza.

Il caso è finito, nei paraggi dell’una di notte di domenica 22 marzo, alla trasmissione “Live – Non è la D’Urso” (Canale 5), condotta dall’omonima showwoman, autrice, insieme ai suoi ospiti, di un pappagallesco lavaggio del cervello che esortava a restare a casa – anche da Messa.

Il giornalista Paolo Brosio, in collegamento da casa sua, non c’è stato e come si conviene in un Paese democratico, dopo aver atteso fino a tarda ora che la D’Urso si degnasse finalmente di affrontare un argomento serio dopo temi “intellettuali” tipo le torte in faccia fra Valeria Marini e Antonella Elia e Cristina d’Avena esibitasi nel “Valzer del moscerino”, con educazione ha espresso un parere contrario a quello della conduttrice e degli ospiti: dato che fino a poco prima erano rimasti aperti bar e ristoranti, perché non mantenere anche le celebrazioni liturgiche adottando misure eccezionali, ad esempio celebrando più funzioni con pochi fedeli per volta posizionati a distanza, con l’Eucarestia distribuita dal sacerdote con guanti e mascherina, e via dicendo?

Apriti cielo. Spiazzata da un parere diverso dal suo, la d’Urso, che per sua affermazione aveva sperato da Brosio un “segnale” diverso (leggi: in difesa del jingle beota”restiamo a casa”ripetuto per tutta la trasmissione come un disco rotto), si produceva in alcune “perle” da tv spazzatura:

1) Affermava, giuliva e leggiadra, che “per 15 giorni si può fare a meno dell’Eucarestia” (complimenti vivissimi!) e che “in chiesa potremo andare fra 15 giorni”. Se la matematica non è un’opinione, dato che il provvedimento di SOPPRESSIONE delle Sante Messe è entrato in vigore domenica 23 febbraio, domenica prossima, 29 marzo, sarà la sesta domenica consecutiva in cui i fedeli saranno costretti a seguire la Messa in televisione.

2) Insisteva, a proposito dell’Eucarestia definita da Brosio “il Pane di Cristo”, che “se non facciamo la spesa non abbiamo di che cibarci”, mentre “il Pane di Cristo possiamo averlo anche a casa pregando”. (Non ci sono parole, né chi fa questi svarioni concettuali dovrebbe essere autorizzato a trattare i temi religiosi in TV).

3) Concludeva che Brosio stava dando “un messaggio sbagliato”. Quello giusto, evidentemente, era l’esortazione a obbedire ciecamente alle regole del Governucolo Conte, non importa se idiote e dittatoriali.

Brosio veniva sopraffatto e zittito dagli altri ospiti, anch’essi di bassissimo profilo sulle questioni religiose. Giudizio personale: trasmissione inguardabile.

Perdeva la pazienza anche il Padreterno, dato che, all’improvviso, il microfono della D’Urso si rifiutava di funzionare, lasciando ai telespettatori il buffo teatrino di Barbarella gesticolante e afona.

Quando si dice “un segno dall’Alto”…

A quel punto, la D’Urso lanciava la pubblicità, dopo la quale riprendeva la trasmissione passando allegramente a un altro argomento, in stile “chi si è visto si è visto”: un bell’esempio di come i media nutrono  il popolino delle le imposizioni del nostro ridicolo governucolo totalitario.

Rilancio la proposta a Barbara:

– dato che vogliamo vivere in una democrazia e non in un regime totalitario, rispettando le “voci fuori dal coro” che la tua trasmissione ha cercato di soffocare;

– e dato che ti sei dimostrata incapace di trattare un argomento serio e delicato come quello della fede:

 

PERCHÉ, PER DARE IL BUON ESEMPIO CHE PRETENDI DAGLI ALTRI, NON COMINCI A STARTENE A CASA TU?

 

PS Si può ricevere la S. Comunione anche fuori dalla Messa, contattando il proprio parroco e recandosi nella chiesa vuota. Lo stesso Bergoglio ha esortato i sacerdoti a portare l’Eucarestia ai malati. Ma in tempi di apostasia, la Chiesa se n’è guardata bene dal dare indicazioni ai fedeli su come ricevere “il Pane di Cristo”

Di seguito, due proposte di cattolici che fanno sentire la loro voce:

https://bit.ly/3bvJDVc

https://bit.ly/3ar2vUY

 

Vedi anche questi articoli di Antonio Socci https://bit.ly/2UHqadc

https://bit.ly/2x01pk8

 

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