CALCIO E PAROLE

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Anche i milanisti piangono 10/11/06

10 novembre 2006

Anche i milanisti piangono

La settimana mediatica dei presunti defraudati alla faccia della par condicio.
Italia 1, domenica sera: “Controcampo – Diritto di replica” lascia cadere i veli e mostra un fiammante intimo rossonero. La trasmissione, che la settimana prima aveva dato voce in esclusiva alle accuse di Clarence Seedorf all’arbitro Farina, a suo dire reo di avergli messo le mani addosso in occasione del derby, è incentrata sul piagnisteo Milan.
Primo atto della commedia: le recriminazioni di Ancelotti (“Problema di testa o di gambe?” “Di arbitri”) scatenate dal mancato rigore concesso contro l’Atalanta. Un episodio che all’estero entrerebbe sì e no in moviola.
Secondo atto: una scheda di Massimo Veronelli in cui si recrimina sul mancato sconto all’arbitrato e sulla mancata conciliazione fra Galliani e la Figc e si punta il dito verso 7 arbitri protagonisti di decisioni dubbie come se ne vedono ogni domenica su tutti i campi.
Terzo atto: il legale rossonero, Avv. Leandro Cantamessa, ospite in studio, è protagonista di una suadente “arringa accusatoria” in cui, come osservato da Mario Orfeo, Direttore de “Il Mattino”, “non usa la parola complotto ma disegna uno scenario da complotto”. L’”avvocato del Diavolo” (a dispetto del cognome) parla di “errori con 3 ‘e’ maiuscole”, “errori giganteschi”, “errori infantili”, “errori vistosissimi” – ritraendosi come il diavolo dall’acqua santa quando gli viene chiesto se li ritenga frutto del caso o meno.
Prima riflessione: quale altra società – italiana o estera – ha mai inviato il proprio legale a una trasmissione TV in un simile ruolo accusatorio a 360 gradi?
L’arringa, in tono perentorio, scomoda Cesare Beccaria a sostegno dell’autocommiserazione del Milan, vittima di “3 siluri”: “il comportamento sul campo, che va in una direzione”, “il comportamento degli arbitri, che va in una direzione” e l’atteggiamento sprezzante da parte della Federazione, a cui si aggiungono l’interruzione della preparazione per i preliminari di Champions League e la mancata riduzione degli 8 punti di penalizzazione.
(Per chi avesse la memoria corta: cos’erano fino a qualche settimana fa otto punti di penalizzazione, se non l’ennesima occasione per umiliare i cugini nerazzurri rimontandoli in sole 3 giornate, come dall’ostentata superiorità rossonera? Altra osservazione: non è proprio Mediaset ad andare regolarmente “in una direzione”, forgiando l’opinione pubblica a senso unico?) Ne deriverebbe, a detta del legale rossonero, “un gravissimo disagio” che “si proietta anche sul campo”, laddove “i risultati sono anche un po’ figli di questa sensazione sgradevole che si ha”.
Questi errori, dulcis in fundo, genererebbero “un’inquietudine da strada”.
Se proprio di “inquietudine da strada” dobbiamo parlare, che dire del fatto che un non meglio precisato “dossier” annunciato da Giacinto Facchetti poco prima dello scandalo di Calciopoli (che avrebbe poi confermato alla grande il complotto contro l’Inter) dopo anni di inquietanti episodi contro i nerazzurri venne ridicolizzato da Controcampo e da tutti i media ancor prima della sua (non) pubblicazione? Alla faccia della par condicio!
Siamo all’apoteosi: il giornalista Franco Ordine scatena un putiferio tirando in ballo una presunta telefonata con la quale il Ministro dello Sport Giovanna Melandri, poco prima dell’arbitrato, avrebbe esortato il presidente del CONI Gianni Petrucci a non concedere sconti al Milan. L’Avv. Cantamessa si rifiuta sdegnosamente di crederci. Un copione degno delle peggiori ‘trasmissioni preparate’ di Mediaset. Non pago, Cantamessa recrimina sull’assegnazione dello scudetto all’Inter, adducendo nomi celebri a sostegno della sua tesi.
Lunedì, gettata al vento ogni reticenza, il Milan pubblica sul sito ufficiale la presunta lista dei misfatti ai suoi danni. Immaginate gli sfottò se l’avessero fatto i cugini nerazzurri, gli eterni perdenti, i piagnoni, quelli che non vinceranno mai…
La situazione del Milan è riassunta in 5 parole dal titolo in prima pagina de La Gazzetta dello Sport dello stesso giorno: “Crisi Milan: rabbia a – 17”.
Intanto, fedele al perfetto stile Milan, uno stizzito Galliani fugge dai microfoni davanti alle telecamere alla domanda “All’interno dell’ambiente si fa sempre più largo questa ipotesi del complotto…”, piantando in asso i giornalisti con un “Basta, saluti, saluti”.
È un batti e ribatti di repliche, smentite e controsmentite.
Sempre lunedì, il neorieletto Massimo Moratti replica a Cantamessa, ribadendo la legittimità dello scudetto nerazzurro dal punto di vista giuridico. In un frammento del discorso all’Assemblea dei Soci trasmesso da più reti, il Presidente dell’Inter parla di “rigurgiti di vittimismo”, di un’Inter che ha sempre giocato sul campo al contrario di altri, “come se non esistessero le telefonate registrate di cui tutti si sono dimenticati”, rammaricandosi che “quasi quasi dobbiamo essere noi a scusarci”.
Il lavaggio del cervello di Mediaset prosegue martedì sera a Matrix (Canale 5), che in un vulcanico potpourri ripropone i fuochi d’artificio dei milanisti feriti nell’orgoglio. Riecco l’accorato “j’accuse” di Paolo Liguori da “Controcampo – Ultimo Minuto” (“Milan castigato”), l’1 in pagella all’arbitro Pieri, e avanti secondo questo copione.
Invettive degne dell’Inferno dantesco, per animosità e astiosità. Ma all’inferno è il Milan, quintultimo in classifica, con una difesa colabrodo, un attacco sterile, una campagna acquisti disastrosa alle spalle e 3 partite perse negli ultimi 4 incontri. A terra al punto di stentare persino contro il Brescia.
“Una squadra che ha perso la propria filosofia e il proprio concetto di gioco”, ha constatato Beppe Dossena alla Domenica Sportiva.
Ma torniamo a Matrix. Interviene Mario Sconcerti, giornalista e scrittore: Trovo abbastanza volgare il fatto che il Milan gridi al complotto e si faccia difendere dal complotto e dal castigo da una batteria di giganti come quella messa in campo da Mediaset domenica sera”, fa notare a un imbarazzato Mentana. Aggiungerà in seguito: “È molto difficile (…) pensare di poter fare seriamente una guerra a una formazione come il Milan che ha questa batteria alle spalle”.
Con buona pace dell’ Avv. Cantamessa, che a Controcampo aveva lodato lo stile Milan (“Nessun urlo mediatico”).
A questo punto forse (il dubbio è d’obbligo), etichettati in buon milanese come “piangina”, i milanisti si accorgono che è ora di tirare il freno del vittimismo. Anche perché da più parti si solleva il timore che la bagarre scatenata possa indurre negli arbitri una sorta di sudditanza psicologica per i match successivi. Un timore tutt’altro che infondato.
Giovedì 9, Galliani ringrazia pubblicamente la Curva Sud per non aver infierito contro la squadra – ma per averla, anzi, sostenuta -sullo 0-2 contro il Brescia. Una dichiarazione che è tutta un programma.
La ricetta contro la crisi rossonera arriva su RAI 2 dall’”ex” Pierino Prati: “Abbassare la testa, parlare poco, lavorare”. Un’osservazione “in una direzione diversa” giunge dal Presidente dell’Atalanta Ivan Ruggeri, che a “Lunedì di Rigore” (Antenna 3) fa presenti i torti assai più manifesti subiti dalla sua squadra, dalla Reggina e dalle altre cosiddette “minori”, sprovviste di potenze mediatiche alle spalle, ricordando ai rossoneri il vecchio motivo “Bisogna saper perdere”. Quel successo dei Rokes già una volta dedicato al Milan da questa colonna.

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