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IL CALDO LUGLIO 2015 DI ROBERTO MANCINI

Posted by ladycalcio su venerdì, luglio 31, 2015

“La prestazione del primo tempo è stata ottima (…) abbiamo fatto delle cose buonissime nel primo tempo (…) alla fine le tre partite sono state tre buone partite nonostante i risultati”, ha affermato Roberto Mancini a Inter Channel dopo la sconfitta nell’amichevole contro il Real Madrid (3-0).

Ahinoi, sembra di essere ritornati alle dichiarazioni del finale di stagione nerazzurro 2014-15.

I tre goal incassati dalla squadra di Benitez hanno segnato la 3^ sconfitta dell’Inter in altrettante amichevoli d’élite disputate in questo luglio torrido (le precedenti a cui si riferiva il Mancio sono quelle contro Bayern Monaco e Milan).

E se è vero che non è dai risultati delle amichevoli estive che si può valutare una squadra, è anche vero che Bayern, Milan e Real hanno vinto, mentre l’Inter ha perso.

Il parametro più indicativo della situazione in casa nerazzurra è il volto di Roberto Mancini, decisamente poco convinto e poco convincente. Al punto che fra i tifosi c’è già chi mormora frasi tipo: “non è più il Mancini di prima”.

Ma prima di cedere al pessimismo, concediamoci qualche considerazione sul luglio eccezionalmente caldo – non solo meteorologicamente – del mister nerazzurro.

1 – LA CAMPAGNA ACQUISTI. Partiamo da un punto fermo: non si trattava di qualche innesto, ma di un’Inter tutta da rifare sia nella rosa, sia nel modulo. Inquadrata così la portata dell’impresa, tutt’altro che semplice e di rapida realizzazione, ad Appiano Gentile di nomi illustri ne sono comunque arrivati: Kondogbia, Miranda, Montoya, Murillo, Jovetic… Ma … ci sono dei “ma”. Innanzitutto: sono davvero questi gli uomini che il Mancio avrebbe desiderato, o si tratta piuttosto dei giocatori che passa il convento del fair Play finanziario e della spending review? Solo per fare un esempio, Mancini avrebbe voluto strutturare il centrocampo su Yaya Touré, del quale nessuno dei neoacquisti è la fotocopia.

Questo per dire che è tutto da vedere che il tecnico jesino si ritrovi effettivamente la rosa che avrebbe voluto. Per ora, dispone di una truppa slegata tutta da amalgamare, sempre che amalgamarla sia possibile. I dubbi nascono (e si moltiplicano) dal ricordo dei recenti “colpi” di mercato dei nerazzurri: nomi altisonanti dal curriculum vitae da urlo accolti come i salvatori della Patria – vedi il nuovo Ibra Kuzmanovic, il mastino M’Vila, il pistolero Osvaldo, il re del dribbling Ruben Botta, la saracinesca del Manchester United Vidic, il Campione del Mondo 2014 Podolski, e via dicendo – caduti dalle stelle alle stalle non appena hanno indossato la casacca nerazzurra.

2 – IL RADUNO ESTIVO A BRUNICO E LA PREPARAZIONE ATLETICA. Su Inter Channel sono mancate le splendide immagini dei nerazzurri in corsa fra prati e boschi che avevano caratterizzato le estati a Pinzolo.

Nel corso di un’intervista al canale tematico nerazzurro, il preparatore atletico Ivan Carminati si è dichiarato sorpreso dal caldo eccezionale di Riscone di Brunico, che avrebbe costretto lo staff tecnico a sostituire parte del lavoro di corsa con del lavoro tecnico e con la palla (obiezione: perché professionisti supermilionari non possono programmare una bella sgambata dalle 7.00 alle 8.00 del mattino quando migliaia di anonimi podisti si alzano tranquillamente alle 5.00 pur di non rinunciare alla corsetta quotidiana?). Corsa e lavoro con la palla non sono ovviamente la stessa cosa e un taglio al lavoro aerobico nelle fasi iniziali della preparazione, essendone il fondamento, non può che pregiudicare il beneficio del successivo lavoro, oltre ad aumentare il rischio di infortuni nelle fasi seguenti della stagione.

Ma veniamo alla ciliegina sulla torta: l’interruzione della permanenza in montagna per una tournée al caldo umido della Cina – con relativo sbalzo di fuso orario – nel nome del marketing in oriente, per poi tornare a Brunico e darsi alla seconda raffica di amichevoli… No comment. Ma tutto questo Mancini l’ha deciso o l’ha subito?

3 – THOHIR. Chi capisce tutto di marketing e niente di calcio e di preparazione atletica è il Presidente, che si limita a materializzarsi di tanto in tanto dall’altro capo del mondo per l’immancabile proclama di un’ Inter vincente che slitta sempre più in là nel tempo.

4 – DOVE MANCINI CI HA MESSO DEL SUO. A suscitare le perplessità dei tifosi hanno contribuito alcune poco edificanti voci secondo cui Mancini avrebbe tentato di riscaldare improbabili minestre tipo Thiago Motta e Mario Balotelli.

Sacrosante le critiche sulla formazione schierata nel derby amichevole: se le amichevoli devono servire a provare la formazione-tipo, che senso ha schierare le riserve?
Queste considerazioni fanno capire come il Mancio si trovi fra l’incudine delle “ragioni” del marketing (e delle scelte dall’alto) e il martello di una tifoseria esasperata. In conclusione, il rischio è che diventi il capro espiatorio dei marchiani errori altrui. In caso di insuccesso dell’Inter nella nuova stagione, infatti, a pagare sarebbe come sempre l’allenatore. Quel che è peggio, anche agli occhi dei tifosi.

Il luglio più caldo del secolo sta per concludersi, ma proseguendo di questo passo, è in autunno-inverno che Mancini rischia di bruciarsi.

5 Risposte to “IL CALDO LUGLIO 2015 DI ROBERTO MANCINI”

  1. Fabiola73 said

    Temo che Mancini si sia amaramente pentito di aver accettato questo incarico.

  2. Alpha89 said

    Io oltre la squadra farei correre il Presidente e tutti gli economisti che ha piazzato nella Dirigenza al posto di gente che capisce di calcio

  3. Spiritoso said

    Sembra di esser ritornati alle dichiarazioni di Mazzarri🙂

  4. Bordon1971 said

    Poi l’interruzione del ritiro in montagna per andare in Cina …😦

  5. Zebra said

    Cari interisti, dopo i soliti proclami dell’estate vi aspetta l’ennesima stagione buca😆

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