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ZANETTI 4EVER E LA LEZIONE DEL GRANDE TORINO

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 6, 2015

Maglia 4 celerativa ITA

La maglia numero 4 ritirata, il Capitano proiettato “Nell’Immensità” canora, la frase di Fabrizio Frizzi: “Sei per l’ultima volta in questo campo”…

Verrebbe davvero da fare gli scongiuri😯

Fortunatamente, Javier Zanetti è vivo e vegeto, senza neppure un capello spettinato e a questo punto, ragionando in termini di giocatori-simbolo nerazzurri, l’Inter avrebbe già dovuto essersi privata da una vita del 9 di Boninsegna, del 10 di Mazzola e dell’11 di Corso, tanto per fare qualche esempio. Ma c’è una “sottile” distinzione: quelli non erano ancora tempi di marketing.

Di certo l’ex-Capitano è un po’ in astinenza dalle luci della ribalta, o “forse”, la sua esibizione dell’altro ieri aveva qualche secondo fine, se è vero che la metamorfosi da atleta a “casalingo” di lunedì sera al Meazza – comprensiva di abbracci e sbaciucchiamenti da telenovela a Pupa e pupetti – non è che la fotocopia targata Expo di quanto già visto al termine del campionato 2013-14.

https://calcioparole.wordpress.com/2014/05/14/zanetti-storie-di-papi-di-maglie-e-di-trofei/

L’evento “Zanetti&Friends” di lunedì era stato pubblicizzato a tamburo battente come serata di beneficenza legata ad Expo, di cui Zanetti è Ambasciatore, e come dal DNA di Expo, ha fatto sorgere degli interrogativi sulla sua reale finalità: beneficenza, protagonismo o marketing?

La Fondazione Pupi mi andò di traverso quattro anni fa, quando i mass media affermarono all’unanimità che la maglia indossata da Zanetti durante la Finale di Champions League di Madrid 2010 era stata posata, con tanto di dedica del Capitano, sulla bara di Daniel Busetti, un 20enne tifoso interista morto in un tragico incidente. Peccato che la maglia indossata da Pupi a Madrid fosse stata battuta all’asta l’anno prima come “pezzo unico”per quasi 8.000 Euro, devoluti alla Fondazione stessa.

https://calcioparole.wordpress.com/2011/03/07/la-maglia-di-zanetti-sulla-bara-di-daniel-calcio-e-parole-chiede-un-chiarimento/

Oppure, il dio del calcio Javier Zanetti possiede il carisma miracoloso di operare la moltiplicazione delle maglie?😯

Con tutto ciò, la serata del 4 maggio in sé è stata simpatica. La partita degli “Amici di Pupi” (guidati da Walter Zenga) contro la formazione di Expo (guidata da Demetrio Albertini e vittoriosa per 6-4), è piacevole sia per i volti cari che ci ripropone, sia per i tocchi di classe dei protagonisti di oggi e di ieri, non importa se con qualche capello in meno e qualche chilo in più.

Bruno Pizzul commenta le azioni dicendo spesso “i bianchi” e “i rossi”, perché probabilmente, tutti non li riconosce più nemmeno lui🙂 . Nicola Berti, Andy Brehme e Ruben Sosa, che in campo si diverte a scattare foto col telefonino, sono da taglia XXL, ma che importa? L’importante è che siano presenti e che possano ancora ricevere l’affetto del loro pubblico.

Il clou dello spettacolo sono due sventole di Eto’o che Carrizo neppure vede; manca Marcone Materazzi a fare la danza delle borse di plastica, ma del resto, che Matrix non fosse un amicone di Zanetti lo si sapeva da sempre. Peccato che non ci sia neppure Diego Milito. C’è invece Hernan Crespo, che Francesco Toldo farebbe bene a tener d’occhio per una futura coppia d’attaco con Eto’o in Inter Forever.

In campo vi sono giocatori della stessa squadra con lo stesso numero sulle spalle: due numeri 7 (Sheva e Figo) ed altrettanti numeri 9 (Denis e Crespo), più l’1+8 di Ivan Zamorano.

Ci riportano al presente un buco di Ranocchia in difesa e un paio di ciccate sotto porta di Palacio, passando per il passato recente di Pippo Inzaghi, sempre identico nella grinta e negli scatti, che manca il goal di testa e in rovesciata. E questa volta, i fischi sono veramente troppo cattivi.

Sulla sponda rossonera si rivedono, tra gli altri, anche Leonardo, Ambrosini (“lo scudetto mettitelo nel…”😦 ) e i commentatori Sky Boban e Costacurta.

Simpaticissimo Nicola Savino, che durante l’incontro delizia i telespettatori con una serie di perfette imitazioni dell’ex- “Capitano”.

1° Zanetti, 2° Pelé, 3° Messi, recita uno striscione esagerato – e qui ritorniamo al distinguo fra protagonismo e opere di bene. Paula Zanetti vive il protagonismo di luce riflessa: disperiamo ormai dal farle capire che l’arena è dei gladiatori e non dell’asilo Mariuccia, che banalizza e ridicolizza il campione riducendolo a un padre pantofolaio come milioni di altri.

Ma veniamo a ciò che veramente mi ha indignata. Lo slogan di Expo, di cui Zanetti è Ambasciatore, suona: “Nutrire il Pianeta”. Un pianeta sul quale l’emergenza numero uno del momento è costituita dal Nepal devastato dal sisma. Eppure, stando a quanto dichiarato dalla Sig.ra Paula ai microfoni Rai nel corso della partita, la parte di introiti dell’evento destinata al Nepal sarà gestita col paraocchi di chi non vede oltre il suo naso di mamma esibizionista: alla faccia del “Nutrire il Pianeta”, gli aiuti al Nepal da parte dello “Zanetti & Friends Match for Expo” verranno cioè confinati ai bambini e alle giovani mamme, con buona pace dei celibi, delle nubili e degli anziani che stanno morendo di fame, di malattia e di stenti!

Assente il magnate Thohir, tocca all’AD nerazzurro Michael Bolingbroke annunciare in “angloitaliano” che, d’ora in poi, il numero 4 all’Inter non l’avrà più nessuno. E dato che già fatico ad accettare il ritiro del 3 del defunto Facchetti, benché legato alla complessa simbologia dell’anti-Calciopoli, mi domando perché ritirare anche il 4 anziché lasciarlo da sprone ai giovani che verranno.

La lezione ci viene dal Grande Torino, di cui proprio lunedì 4 maggio ricorreva il 66° anniversario del tragico schianto sul Colle di Superga. Cito da “Buffa racconta” (Sky) andato in onda l’altro ieri:
“(…) Su questo campo (il Filadelfia, ndr) vennero giocate altre quattro partite – ne mancavano quattro alla fine del campionato. Se le giocarono i giocatori della Primavera, contro le Primavere delle altre avversarie. Non c’erano tante mute di maglie al tempo e quindi, i giocatori della Primavera indossarono quelle della prima squadra. Non c’erano i nomi di dietro, probabilmente erano maglie che erano già state indossate dagli stessi giocatori e quindi, il numero 3, nel possibile, cercava di imitare Maroso, il numero 4 cercava di imitare Castigliano, e Giammarinaro, che poi ebbe una più che discreta carriera come allenatore, con la 10, cercava di non far dimenticare Valentino Mazzola”.

“Caro Javier, ti aspetta il tuo ultimo giro di campo con la tua maglia numero 4, che da oggi, nessuno potrà più indossare”, risuona in San Siro.

Eccetto le schiere di tifosi che, nel segno del marketing strategico, correranno ora più che mai ad acquistarla, magari personalizzandola con il proprio nome sopra il “4”.

Anche l’ultima maglia di Zanetti – statene certi – si moltiplicherà.

Un link che vi consiglio:

http://italians.corriere.it/2015/05/06/il-senso-di-expo-il-marketing/

10 Risposte to “ZANETTI 4EVER E LA LEZIONE DEL GRANDE TORINO”

  1. Osvaldodellabovisa said

    Eh eh, stringi stringi la musica è sempre quella: la beneficenza come specchietto per le allodole per fare marketing loro😦

  2. Angelillo said

    Come sempre, sei l’unica ad aver scritto un pezzo controcorrente sui grandi eventi di Zanetti. Complimenti per come sai vedere dietro le apparenze!

  3. IlPrincipe22 said

    A questa stregua perché non ritirare anche il 22 di Milito, che con i suoi 2 goal al Bayern nella finale di Madrid regalò la Champions all’Inter?

  4. Marco Minola said

    IMPARATE DAL GRANDE TORINO!

  5. Rossonero Forever said

    Grande Pippo, che piacere rivederti correre sul campo!

  6. Lancillotto said

    Come volevasi dimostrare, contestualmente all’evento è stata messa in vendita la maglia celebrativa😦. Su come sono stati gestiti i fondi destinati al Nepal concordo con te: è una vergogna! Il fatto è che le decisioni sulla destinazione degli aiuti in caso di calamità non dovrebbero essere affidati alle mamme esibizioniste col paraocchi che non vedono al di là del loro ruolo.

  7. Zebra said

    Io alla Fondazione Pupi non ho mai dato nulla e se anche avessi avuto l’idea di farlo, il tuo post sulla maglia a Daniel Busetti mi avrebbe fatto cambiare immediatametne idea.

  8. UnCapitano said

    Un Capitano
    C’è solo un Capitano
    Un Capitaaaaaaaaanoooooooooooo
    C’è solo un Capitaaaaanooooooooooooooooooo

  9. Cicciobombo_77 said

    Eh eh, anche questo evento ha il DNA di Expo!

  10. Dissacrante said

    L’unico modo per far entrare in zucca il concetto alla Sig.ra Paula sarebbe quello di mettere lei al posto dei terremotati ….. e poi soccorrere solo i bambini!😦

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