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INTER: È SEMPRE COLPA DELL’ALLENATORE

Posted by ladycalcio su martedì, aprile 8, 2014

BenitezLeonardoGasperiniRanieriStramaccioniMazzarri

Benitez non andava bene. Leonardo non andava bene. Gasperini non andava bene. Ranieri non andava bene. Stramaccioni non andava bene. Mazzarri non va bene…

Dal 2010-11 ad oggi, l’Inter ha cambiato 6 allenatori. Eppure, stando ai giornali e ai siti Internet, l’attuale crisi nera sarebbe da imputare interamente al tecnico di San Vincenzo. Il dubbio che i “colpevoli” possano essere i giocatori non sembra sfiorare nessuno – tantomeno la Dirigenza nerazzurra. Il ritornello è sempre lo stesso: Rafa, l’anti-Mourinho, non ha mai legato con l’ambiente. Leo, semplicemente, non era un allenatore. Gasperini, con quell’ostinata difesa a 3, non era un allenatore da Inter. Che vi aspettavate dal povero Ranieri, che alla sua età non aveva vinto nulla? Strama era un pivello. Ora, le colpe sono tutte di Mazzarri, incapace di mettere in campo una squadra.

Proprio tutte, compresi lo sciagurato retropassaggio di Guarin contro il Livorno, lo svarione di Samuel che la sera stessa si perde l’uomo lanciato a rete e il rigore sbagliato da Milito contro il Bologna. Errori individuali che non si vedono neppure all’oratorio; peraltro, contro squadre modestissime che diventano regolarmente irresistibili contro i nerazzurri.

Il Bologna non segnava su azione da 821 minuti: non era riuscito a far goal neppure al Sassuolo (0-0).
Il povero Mazzarri è persino accusato di trasmettere insicurezza ai suoi uomini. Certo, in occasione delle ultime gare è apparso impotente – quasi in balia della squadra – sia in panchina sia nelle dichiarazioni del post-partita. L’assurdo, tuttavia, è imputargli la responsabilità degli svarioni individuali di cui sopra, come se ad ogni singola azione l’allenatore fosse tenuto a ricordare l’ABC del calcio a professionisti supernavigati incapaci di valutare da sé i giusti tempi di inserimento, i raddoppi di marcatura, l’amministrazione degli spazi e le impostazioni più elementari degli schemi di gioco. “Quelli che vanno in campo siamo noi giocatori”, ha ammesso con onestà Hernanes ieri sera a Tiki Taka (Italia 1)

Giocatori con evidenti lacune tecnico-tattiche, per di più fragilissimi sotto il profilo psicologico se è vero che, stando a Mazzarri, in questo momento difficile necessitano di essere regolarmente tranquillizzati e rassicurati. Campioni che si disuniscono dopo il goal del vantaggio per la “paura di vincere”, uomini a cui ormai, quasi quasi, tremano le gambe prima di entrare in campo. Stiamo scherzando?

Mazzarri si trova fra l’incudine e il martello: non può fare “accuse” in pubblico, né può difendere ad oltranza gli indifendibili. Per sua ammissione, non sa più cosa dire. Si limita a citare una serie di “episodi sfortunati”: “il tiro del Bologna passato tra due gambe, il tiro che picchia contro Rolando che scivola in area…”

Emblematico il battibecco nato con Costacurta nel postpartita Sky di sabato sera. Costacurta:”Io, quand’ero giocatore mi aspettavo anche la mancanza di quello davanti, a dir la verità, e non mi facevo sorprendere in questa occasione, Mazzarri! Quindi non parliamo solo del fatto che (Rolando, ndr) scivoli! Si fa sorprendere come si fa sorprendere Nagatomo, che va troppo sotto all’avversario”!
Sbotta il tecnico nerazzurro: “Tu che sei così bravo, cosa si deve dire a un ragazzo, come si corregge questa situazione?”

A difesa di Mazzarri, partito nell’Inter di Moratti e ritrovatosi nel bel mezzo dell’avventura indonesiana, vanno aggiunti il cambio di Presidente in corsa e la scarsità della rosa, in assenza degli innesti che avrebbe desiderato.
Fra gli errori giustamente rimproveratigli sono da citare l’ostinazione nella difesa a 3, praticata senza gli uomini adatti, la scarsa valorizzazione dei giovani (Kovacic in primis) e, da ultimo, il rigore tirato da Milito, frutto di un accordo estemporaneo dei giocatori sul campo e non di una precisa direttiva dalla panchina (se i compagni possono aver agito con il cuore, l’occhio attento di un tecnico avrebbe evitato che a incaricarsi di un tiro dagli 11 metri tanto delicato fosse un giocatore che appariva già macilento nella rincorsa).

Invece, a riprova del fatto che la squadra è nelle mani dei “senatori” e non del tecnico, al posto di un Hernanes integro e in forma, ecco dirigersi verso il dischetto l’eroe di Madrid reduce dalla panchina. Con il fantozziano risultato di sbagliare il penalty agognato da inizio stagione. Non è tutto: l’Inter si ritenga fortunata che “San Samir Handanovic” abbia negato il 2-3 ad Acquafresca, giunto indisturbato sotto rete nelle battute finali dell’incontro.
Ci aveva visto giusto Roberto Scarpini in telecronaca diretta su Inter Channel: “Ragazzi, non facciamo ‘pirlate’, come si dice a Milano” (scemate, errori stupidi, ndr), aveva auspicato scherzosamente.

Più di così non so cosa fare” è il labiale letto al tecnico contro il Bologna. “Un rigore quanta percentuale c’hai di farlo? Tanta, no? Se sbagli anche il rigore in un momento particolare quando sta per finire la partita, vuol dire che è un momento…”, si dispera il tecnico a Sky. E ancora: “È chiaro che qualche errore si fa, lo sanno anche loro (i giocatori, ndr) (…) “Che ogni volta si paghi tutto e a noi non ci va bene nulla è vero, è un periodo che ogni errore lo paghiamo. I goal come li prendiamo sono particolari”(…) “A Livorno (..) alla fine mi sono rammaricato, avrei dovuto sfasciare lo spogliatoio”. (…) “Ci sono dei momenti che sfuggono alle migliori logiche”.

A questo punto, c’è chi tira in ballo la Legge di Murphy 🙂 e chi afferma che, con queste dichiarazioni, Mazzarri si sarebbe già firmato l’esonero da solo. Che Mazzarri non sarà il tecnico dell’Inter 2014-2015 lo fa capire quella frase sfuggitagli un paio di volte:“Vi dirò alla fine”.
Che cosa? Evidentemente, ciò che “un allenatore non può dire” su quanto accade dietro le quinte dell’ufficialità, a riflettori spenti – immaginiamo – negli spogliatoi, nella Dirigenza, nello staff medico, nei rapporti fra il tecnico e i giocatori e fra i giocatori stessi, oltre che nella loro vita privata: quello che, appunto, gli avrebbe fatto venir voglia di sfasciare lo spogliatoio. Quello che gli impedisce di operare le scelte che vorrebbe, salvo doversi poi arrampicare sui vetri per giustificare le decisioni più assurde davanti all’opinione pubblica ignara e a  giornalisti che commentano lo sport dalla poltrona senza averne mai vissuto i retroscena.

È quanto si sussurra da tempo. Ora, sarebbe tempo che qualcuno lo dicesse chiaro e forte.

 

(Foto:inter.it)

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17 Risposte to “INTER: È SEMPRE COLPA DELL’ALLENATORE”

  1. Caffè Colombia said

    La perentoria sequenza di foto mette davanti all’evidenza di quanto hai scritto e rafforza il concetto: è ora di cercare il colpevole della crisi dell’Inter al di fuori della panchina. Purtroppo, prendersela sempre con l’allenatore è comodo, ma come dimostrato non paga.

  2. Fantastico articolo, di questo tempo una voce fuori dal coro , e per il 90 % mi trova in accordo .. ma a chi dai la colpa non si capisce ..

    • Ladycalcio said

      Mi sembrava di averlo detto molto chiaramente: ai giocatori! (Si salva qualche elemento come Handanovic, Palacio, Icardi, Ranocchia – e a tratti Hermanes). A monte, le responsabilità sono della Dirigenza-Moratti e di chi ha completamente sbagliato le ultime campagne acquisti (Branca in primis).

  3. Saverio75 said

    Finalmente qualcuno che prende le difese del povero Mazzarri!

  4. Spillo70 said

    Premesso che Milito è stato un giocatore immenso che rimarrà per sempre nei cuori nerazzurri, sabato non era nelle condizioni di tirare quel rigore. Per impietosa che sia la tua osservazione, devo concordare: sin dalla rincorsa, lenta e pesante, si è capito che avrebbe sbagliato quel penalty.

  5. Triplete said

    Sono interista ma sto con Costacurta!

  6. Evinrude said

    Spiace, povero Principe! I compagni l’avranno fatto per rincuorarlo, ma col senno del poi non gli hanno fatto un buon servizio. Che fosse macilento già nella rincorsa purtroppo è vero.

  7. Matteo said

    Scaricare tutte le colpe sull’allenatore è sempre stata la via più comoda e veloce.

  8. Diossina said

    Al di là degli episodi della partita, mi preoccupa un interrogativo di fondo: chi deciderà il futuro di Mazzarri? Thohir dall’Indonesia mentre osserva le partite dell’Inter alle 3 notte in pigiama davanti alla TV? Oppure Ausilio? Fassone? Tre variabili che fanno tremare.
    In più, se osservo faccia del Presidente in tribuna (sempre la solita espressione, che si vinca o si perda), ne ricavo che di calcio sembra non capire una mazza… Quindi, all’analisi sui giocatori mi sento di aggiungere una riflessione sui vertici societari: in che mani sono l’Inter e il povero Mazzarri?

  9. Alpha89 said

    È una vita che si sente dire che la squadra la fanno gli argentini… 😦

  10. Ale85 said

    Una bella galleria di allenatori, non c’è che dire! Visti tutti in fila fanno impressione e risvegliano dei ricordi non proprio idilliaci!

  11. RomeoBenetti62 said

    Sta succedendo qualcosa di simile anche al Milan, dove il povero Seedorf si ritrova con una squadra da rifondare e la panchina in bilico. Il fatto che al suo arrivo Florence sembrasse il salvatore della patria e ora tremi ad ogni partita, dimostra che senza gli uomini giusti nessuno può rendere competitiva una squadra.Permettimi però di dire che in confronto a Seedorf, Mazzarri ha maggiori individualità a disposizione, compresi i giovani che non valorizza abbastanza (vedi Kovacic, Alvarez e Ranocchia)

  12. Max said

    Mazzarri non è certo l’unico colpevole ma, onestamente, è indifendibile!

  13. Moreno said

    Ma perché tutto il mondo gioca il 4 4 2 e lui (con il povero parco giocatori a disposizione) deve inventarsi moduli strani e giocatori fuori ruolo?

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