CALCIO E PAROLE

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THOHIR, ANGELO MORATTI, PRISCO E FACCHETTI

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 30, 2013

Mi sono domandata tante volte cosa penseranno da lassù Angelo Moratti, Peppino Prisco e Giacinto Facchetti dell’imminente cessione dell’Inter al magnate indonesiano Thohir. Non a caso ho citato tre figure rappresentative della storia e dell’essenza della Beneamata, scomparse insieme al calcio che rappresentavano.

Se dall’Aldilà le tre bandiere nerazzurre vedono già chiaro l’esito finale dell’avventura Thohir, noi non ne vediamo chiaro neppure l’inizio. Da comuni mortali, possiamo solo ragionare sul passato, sul presente e sulle ipotesi di futuro.

Quello che salta all’occhio, è che Moratti Massimo è il primo a non essere convinto dell’operazione. Al punto che la Gazzetta dello Sport di sabato 14 settembre riferiva di una clausola contrattuale grazie a cui, “se mai le cose dovessero andare storte, il Presidente si è assicurato per contatto il diritto di riacquistare la Società”. In altre parole, secondo il Foglio Rosa, “se Thohir non convince, (Moratti, ndr) potrà tornare al timone”

Alt, cari morattiani indefessi! Se il diritto commerciale non è un’opinione, il contratto di vendita di una Società può prevedere, al limite, una clausola di diritto di prelazione. In altre parole, se Thohir si stancasse del giocattolo nuovo e decidesse di venderlo, il Presidentissimo sarebbe il primo – portafoglio permettendo – a potersi riappropriare della sua creatura. Ma il diritto di riacquistarla “se Thohir non convince”, con buona pace della Gazzetta, non sta né in cielo né in terra!

Detto questo, Massimo Moratti potrà piacere o meno, ma che abbia l’Inter nel cuore non si discute. È dunque comprensibile che la storica decisione gli pesi anche nei confronti del padre Angelo e delle figuri illustri che hanno fatto la storia dell’Inter. Nella sua creatura, Moratti ha investito non soltanto entusiasmo, ma anche massicce dosi del proprio capitale. Venuti a mancare i mezzi economici per sostentare la Società FC Internazionale ai livelli che le competono, il “Presidentissimo”, seppur restio e addolorato, si è trovato davanti alla decisione forzata di dover cedere a un estraneo un gioiello di famiglia a tutti gli effetti.

Il gioiello, per esteso, è anche patrimonio della grande famiglia dei tifosi nerazzurri, quanto mai disorientati dai rischi della sfida. I ricordi rimbalzano a precedenti poco edificanti, tipo il Liverpool della prima gestione americana cacciata a furor di popolo.

A confondere ulteriormente le carte, nei giorni scorsi Tuttosport ci ha riferito che il modello del magnate indonesiano sarebbe la Juve di Agnelli (due nomi e altrettanti sconvolgimenti viscerali per qualsiasi sostenitore nerazzurro), mentre Il Giornale fa rientrare fra i nuovi soci anche il candidato alla presidenza dell’Indonesia.

L’inquietante mix di politica e potere che ne emerge non può non sconcertare l’osservatore. Quel che è certo, è che l’acquisto dell’Inter da parte di Thohir è una chiara operazione di business, che nulla ha a che fare con il cuore. Ed è proprio questa mancanza di identificazione con i colori che più sconcerta i sostenitori interisti.

D’altra parte c’è chi è favorevole, come quel tifoso che intervistato da TG3Lombardia (Rai) su quale fosse il compito di un presidente, ha risposto tout court: Tirà foera i dané (tirar fuori i soldi).

L’indubbio  vantaggio è che Thohir allargherà il brand Inter al mercato asiatico, con possibilità di godere di un indotto precluso al mercato italiano. Ma siccome nessuno regala nulla, aspettiamoci “contropartite” tipo un’eventuale Finale di Supercoppa italiana a Giacarta o dintorni.

Altra osservazione: che una Società navighi bene economicamente, non significa che vada bene anche sul piano sportivo. Un esempio ci viene dall’Arsenal “arabo”: fa crescere i talenti, li vende, staziona in zona coppe europee, ma … l’ultimo titolo nazionale vinto risale al 2003-04, l’ultimo alloro europeo (la Coppa delle Coppe), addirittura al ’93-’94. Nientemeno che a venti stagioni fa!

E se invece Thohir fosse l’Abramovic nerazzurro? È quanto sperano tutti i tifosi dell’Inter. Sempre che, come stava accadendo al boss del Chelsea prima del ritorno di Mourinho, prima o poi il Creso indonesiano non si stufi del giocattolo e non decida di dirottare le sue ricchezze in una squadra di football americano o in uno yacht di 10 piani. Questo, in sostanza, il rischio di “vendersi” a chi non si identifica né con il cuore, né con la tradizione nerazzurra.

Insomma, per chi non osserva dalla posizione privilegiata di Angelo, Peppino e Giacinto, l’avventura Thohir è una pagina bianca, che così come può preludere a un ciclo entusiasmante di grandi vittorie, allo stesso modo può rivelarsi un colossale flop dalle conseguenze imprevedibili. In sostanza, è come se l’Inter stesse imboccando una curva cieca a 300 Km/h: dietro può trovare il traguardo dei sogni o un muro contro cui sfracellarsi.

Comunque vada, dalla cessione dell’Inter a un illustre straniero escono sconfitti il nostro calcio, ormai in balia dei magnate esteri; la nostra economia, in bancarotta sparata; ma soprattutto, la scriteriata gestione dei capitali da parte dei nostri Presidenti al tempo delle vacche grasse: non da ultimo, proprio da parte di quel Massimo Moratti che, nel ’97, sborsò al Barcellona 48 miliardi di lire per la clausola rescissoria di Ronaldo.

 

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14 Risposte to “THOHIR, ANGELO MORATTI, PRISCO E FACCHETTI”

  1. Zaffiro21 said

    Proprio perché Moratti non è convinto fino in fondo della decisione si spera che abbia cautelato l’Inter sotto tutto i punti di vista e che dietro la curva non ci sia un muro.

  2. Oscar91 said

    Addio bei tempi andati del calcio di Angelo, Giacinto e Peppino! La nostalgia è tanta, ma purtroppo bisogna rassegnarsi al cambiamento dei tempi e all’ingresso del business nello sport.

  3. Spiritoso said

    Il nostro Presidente petroliere è rimasto senza benzina 🙂

  4. Lapidario said

    Se non succedeva era meglio.

  5. Interista Pentito said

    Meno male per Angelo Moratti & Co che non ci sono più e che non vedono questo scempio.

  6. Rossonero Forever said

    Come sai sto sull’altra sponda del Naviglio, ma da sportivo, veder finire in mani straniere una delle istituzioni più prestigiose di Milano mi fa piangere il cuore. Sarò all’antica, ma faccio voti che una cosa del genere non accada mai al mio Milan.

  7. Irriducibile said

    Un Presidente, c’è solo un Presidente!
    Un Presidenteeeeeeeeeeeee, c’è solo un Presidenteeeeeeeeeee
    MORATTI, RESTA!

  8. Zebra said

    48 miliardi di clausola rescissoria per il Gordo? 😆 Eh eh!!! Il Presidentissimo ha avuto le mani bucate ai tempi delle vacche grasse, vero? Adesso è arrivato il tempo delle vacche magre :mrgreen:

  9. Lorenzo45 said

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO AL MODELLO JUVEEEEEEEEEEEEEE !!!

  10. Giulio said

    Mah…

  11. Lancillotto said

    Se guardiamo la storia del nostro Paese scopriamo che cedere i nostri gioielli agli stranieri è un viziaccio di noi italiani, che evidentemente non risparmia neppure il calcio.

  12. Pia Nerazzurra said

    L’importante è che il cambiamento faccia bene all’Inter e che Thohir ci faccia vincere!

  13. Pippo said

    Quando si dice fare di necessità virtù…

  14. Claudio said

    Del modello Juve (per fortuna) deve aver parlatro solo Tuttosport in un momento di autoesaltazione!

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