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L’INFERNO ALLA MARATONA DI BOSTON: PAPA FRANCESCO, PER FAVORE, PARLA DELL’INFERNO ETERNO!

Posted by ladycalcio su martedì, aprile 16, 2013

Il mio consiglio agli amici dell’atletica leggera: lasciate perdere le maratone negli Stati Uniti. Andate a correre altrove e avrete solo da guadagnarci.

La bidonata di New York dello scorso autunno (la gara venne annullata all’ultimissimo momento senza il minimo rispetto – né rimborso- per chi si era sobbarcato una lunga preparazione e un viaggio intercontinentale con i sudati risparmi) non è nulla in confronto al bagno di sangue occorso ieri a Boston.

L’ennesima festa sportiva si è trasformata in tragedia e in morte. Storie uniche di atleti che stanno per giungere al traguardo – vuoi per coronare il sogno della loro vita, vuoi in procinto di stabilire un personale, di vincere la sfida contro un malattia o contro se stessi – che si ritrovano senza le gambe. Urla, sirene, il fumo acre che appesta l’aria. Sono immagini terribili, che ci spingono a domandarci dove stia andando il mondo e quali forze lo governino: quali forze governino il cuore di uomini che giungono a commettere azioni tanto efferate.

Tutto questo non trova spiegazione se non visto dalla prospettiva del Male. Il desiderio di noi tutti è che i responsabili di questo ennesimo crimine vengano innanzitutto assicurati alla giustizia umana – senza lacrime o compatimenti se un giorno li vedremo nel braccio della morte.  I garantisti ad oltranza pensino alle vite che hanno spezzato o irrimediabilmente rovinato, all’integrità fisica che le loro vittime hanno per sempre perduto. Ne immaginino le sofferenze quotidiane per la vita intera.

Le immaginino soprattutto i preti giulivi che, peraltro contro la dottrina Cattolica e le Scritture, predicano il perdono e la misericordia di Dio spettanti di diritto a chi non soltanto non li cerca, ma addirittura ci sputa sopra.

In tema di attentati USA, non posso dimenticare l’infelice sortita del defunto Don Oreste Benzi dopo l’attentato alle torri di New York.  Durante un dibattito televisivo, fra la costernazione di politici, criminologi, giornalisti ed esperti vari alla ricerca di un antidoto al terrorismo, Don Benzi se ne uscì candidamente con la proposta di perdonare i terroristi.

Caro Papa Francesco, tu che sei uno sportivo, una grande persona e un uomo coraggioso che non esita a rompere con gli schemi: davanti a questa tragedia, abbi finalmente il coraggio di andare al di là degli  schemi ipocriti delle omelie sulla misericordia e sul perdono divino proposti in modo scandalosamente fuorviante, quasi questi spettassero di diritto a chi, nel pieno possesso del libero arbitrio, sceglie deliberatamente la via del  male e la persegue caparbiamente. Abbi finalmente il coraggio di parlare della SCURE del Signore, del castigo, delle atroci pene dell’Inferno che attendono chi non si pentisse di questo e di simili crimini. Dacci come conforto la certezza di una Giustizia Divina al termine di questa vita, in cui i carnefici sembrano sempre farla franca. Invoca sì la grazia del pentimento per chi ha causato tanto dolore, ma mettiti anche dalla parte di chi è stanco di vivere in un mondo nel quale degli sportivi onesti e innocenti come te, che partecipano felici a una corsa, ne escono senza le gambe. È una forma di rispetto nei confronti delle vittime, stante il fardello di sofferenza che li attende per tutta la vita.

Riporta il concetto di perdono al suo giusto significato. Sentire i tuoi preti fare il “predichino” ipocrita esortando a perdonare gratis chi ostinatamente rifiuta Dio e il suo perdono – e anzi, già architetta il prossimo attentato  per infliggere ai suoi simili ulteriori e più terribili sofferenze – fa venire il voltastomaco, te lo assicuriamo. E fa fuggire molti dalla Chiesa.

Fortissima, pressoché irresistibile, sarebbe la tentazione di augurare a questi  indefessi crociati del perdonismo gratuito di trovarsi al posto delle vittime e di sperimentare su se stessi, oltre alle sofferenze che non provano e che non conoscono, le “lezioncine” che propinano agli altri dall’alto del loro pulpito. Ma questo sarebbe a sua volta fare il male e dunque, ci asteniamo dal farlo.

Piuttosto, invito tutti coloro che mi leggono a una preghiera di cuore per gli amici sportivi scomparsi o gravemente feriti e per i loro cari- se mi legge qualche sacerdote o predicatore di qualsiasi fede, a una presa di coscienza su quanto ho scritto. Grazie.

Il link a questo post è stato inviato al Twitter Ufficiale del Santo Padre, @Pontifex_it

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13 Risposte to “L’INFERNO ALLA MARATONA DI BOSTON: PAPA FRANCESCO, PER FAVORE, PARLA DELL’INFERNO ETERNO!”

  1. Evinrude said

    È un’azione vigliacca e cruenta che non merita difese d’ufficio di nessunissimo genere. Mi associo alla tua invettiva contro i preti beceri.

  2. Luigi said

    Il Papa, come Capo della Chiesa, ha il dovere di correggere la grave storpiatura che hai denunciato. Spero comunque che per infliggere la meritata punizione ai responsabili dell’attentato non sia necessario attendere la Giustizia Divina. Il mio auspicio è che vengano presto individuati e processati secondo le leggi vigenti.

  3. Pia Nerazzurra said

    Il mio pensiero va alle vittime di tanta crudeltà. Sono notizie che addolorano profondamente.

  4. Baloo said

    Non si può più andare allo stadio, non si può più correre una maratona… non si è più al sicuro da nessuna parte. Chi ci ha conciati così?

  5. Zio Bergomi82 said

    Secondo me, l’organizzazione della corsa non è esente da responsabilità. Faccio notare come gli inglesi, per i Giochi Olimpici di Londra, avessero organizzato una Security letteralmente imponente, con uomini disseminati ovunque a presidiare edifici, strade, pubblico e ogni centimetro delle zone di gara. Non sono un tecnico del ramo, ma la logica suggerisce che una bomba rudimentale confezionata in una pentola a pressione avrebbe dovuto essere individuata e disinnescata per tempo. Purtroppo, non è stato così. Sulla Chiesa che storpia il concetto di perdono, sono d’accordissimo. Ma sai, fa comodo così.

  6. Lancillotto said

    Il fatto più grave è proprio che i preti di oggi vanno contro la dottrina e le Scritture. Senza pentimento non c’è perdono neppure da Dio. Chiedere agli uomini di perdonare chi sputa sul perdono del Signore è un controsenso teologico. Significherebbe che l’uomo è più misericordioso di Dio.

  7. Arcimboldo said

    Temo che gli Organizzatori USA si siano definitivamente tirati la zappa sui piedi. Fra la spocchia di quelli newyorkesi e le gravi lacune organizzative di quelli bostoniani, credo che il numero degli iscritti per le prossime edizioni calerà drasticamente.

  8. Pepe said

    Quel coraggio non ce l’ha neanche Papa Francesco.

  9. Bingo said

    Sono immagini che fanno accapponare la pelle. Ormai hanno rovinato anche lo sport. Passa la voglia di far tutto. Forse il proposito dei terroristi è proprio quello: destabilizzare e mettere pausa alla gente. Per inciso, io l’America la lascio dov’è.

  10. Oscar91 said

    Ricordo quell’uscita, Don Benzi fece ridere tutto il mondo!

  11. Lorenzo45 said

    Un post indubbiamente coraggioso, Lady! Comunque la si pensi, è quello che nessun altro ha detto!

  12. Cocco said

    Il primo all’Inferno dev’esserci già finito, il secondo c’è già con un piede.

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