CALCIO E PAROLE

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AUF WIEDERSEHEN, JUVE!

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 12, 2013

L’orso Berni, mascotte del Bayern Monaco, azzanna le zebre juventine. Alle semifinali di Champions League accede la squadra più blasonata di Germania, reduce dalla conquista del 23° campionato a 6 giornate dalla fine.

Sabato scorso, dopo un digiuno di 2 anni, lo squadrone di Jupp Heynckes aveva riagguantato il titolo battendo in trasferta l’Eintracht di Francoforte alla 28^ giornata della Bundesliga. Il sigillo sulla “Meisterschale”era stato un colpo di genio di Bastian Schweinsteiger, eroe tragico della finale europea dello scorso anno contro il Chelsea con il suo errore sul tiro decisivo dagli undici metri.

I bavaresi surclassano la Juventus e infrangono il sogno di Antonio Conte di riportarla nelle alte sfere europee. L’Europa boccia impietosamente la Juve, scioltasi nel confronto diretto con il “Bayern dei record”: 79 goal all’attivo in campionato, (complice lo straripante 9-2 inflitto all’Amburgo), lo squadrone di Jupp Heynckes aveva esordito nel torneo nazionale con 8 vittorie di fila, segnando almeno un goal in oltre 30 incontri consecutivi e subendone finora soltanto 13 (il record della Bundesliga è di 21). Voto 10 anche in condotta, per l’assenza di cartellini rossi.

Ma il record che più aveva impressionato i sostenitori tedeschi alla vigilia del confronto con la Juve era stato un altro: quello dei festeggiamenti più tranquilli della storia societaria dopo una vittoria di campionato: niente birra, e – udite udite – rinuncia all’immancabile “banchetto” serale. La festa si era esaurita sul campo, con Ribéry a festeggiare anticipatamente il compleanno con il megafono in mano.

Saremo disciplinati”, aveva promesso Schweinsteiger nell’immediato dopopartita ai microfoni di ZDF.Lo spero…” aveva soggiunto ammiccando ai compagni festanti fuori dal tiro della telecamera. E quando a Thomas Müller era stato chiesto se sul campo non fosse mancato “qualcosa” (la birra, con la tradizionale “doccia”, ndr), l’attaccante aveva risposto scherzosamente che era perché “il Francoforte non ce l’ha come sponsor”.

Poi, tutti a casa a prepararsi per il big match contro la Juve. E per chi avesse avuto dei dubbi (stanti i memorabili “bagordi” dei tedeschi dopo le vittorie calcistiche), i canali TV tedeschi avevano ripreso Ribéry & Co all’aeroporto di Monaco mentre, appena scesi dall’aereo, si infilavano nelle rispettive autovetture per fare velocemente ritorno a casa. “La preparazione per l’incontro con la Juventus comincia da adesso”, aveva dichiarato il DS Matthias Sammer alla trasmissione “Das Aktuelle Sportstudio” (ZDF) precisando che, a Torino, alla squadra sarebbe stato richiesto molto di più sotto il profilo del gioco. “Dovremo essere in serata strepitosa”, aveva aggiunto. La Juve non è il Francoforte.

La domenica, poi, le immagini TV avevano mostrato i neocampioni di Germania svolgere diligentemente una seduta mattutina di jogging defaticante: badate bene, non chiusi nel centro di allenamento della Säbenerstraße, bensì in giro per le strade limitrofe, fra i passanti che passeggiavano lungo i vialetti. Insomma, avevano voluto dimostrare al mondo intero di avvicinarsi al grande duello facendo vita da atleti!

Martedì, proseguendo sulla stessa falsariga, Robben e Ribéry avevano rinunciato al loro giorno di riposo, partecipando all’allenamento di rifinitura della squadra.

L’imperativo in casa Bayern, del resto, è quello di tenere i piedi per terra. La conquista del 23° campionato non è che il primo passo verso l’obiettivo di uno storico Triplete, con il quale Jupp Heynckes sogna di congedarsi dal Bayern e dal calcio prima di cedere il posto a Pep Guardiola. E a questo punto, per l’allenatore tedesco si intrecciano passato, presente e futuro.

Nel 1971, infatti, Heynckes festeggiò il suo primo titolo da giocatore nelle file del Borussia Mönchengladbach di Hennes Weisweiler dopo aver agguantato, all’ultima giornata, proprio gli storici rivali del Bayern: la squadra che avrebbe poi diretto per ben 3 volte nella sua carriera di allenatore. Stamattina, l’urna del sorteggio ha decretato che in semifinale “Don Jupp” (come l’avevano soprannominato al Real Madrid, con cui vinse la Champions League nel ‘98) dovrà affrontare il Barcellona di Vilanova. Alla guida dell’Atletico Bilbao vinsi 2 volte a Barcellona, ha ricordato stamane il tecnico tedesco.

Ma torniamo al confronto di Torino. “Ciò che mi rende ottimista – aveva affermato Kalle Rummenigge prima della sfida di ritorno– è che, finora,  non siamo mai usciti da una partita in trasferta senza segnare almeno un goal. Se ci riusciremo anche contro la Juve, partiremo da un ottimo presupposto, perché a quel punto loro dovrebbero farcene 4.

La diretta di ZDF, con l’ex-portiere del Bayern Oliver Kahn nelle vesti di opinionista, inizia con l’inquadratura e la traduzione in tedesco del titolo di prima pagina di Tuttosport:Scatenate l’inferno” – “inteso in senso metaforico”, si affrettano a puntualizzare i conduttori tedeschi.

Il Bayern vince anche a Torino con un secco 2-0, reiterando la sua superiorità (soprattutto tattica)  sulla Juve, autrice di un disperato pressing iniziale. Passano i minuti e in barba ai proclami bellicosi, gli uomini di Conte non riescono a metterla dentro.  Il portiere Neuer è in serata di grazia e Thomas Müller, prese le misure all’avversario-chiave Pirlo, lo incalza e ne ingabbia la regia, impedendogli di smistare i palloni e di impostare la manovra bianconera. La Juve è costretta ad allargarsi sulle fasce, con passaggi facilmente prevedibili e intercettabili dagli esterni del Bayern.

Pogba perde il duello con Javi Martinez, mentre Robben, con le sue propulsioni centrali, mette in crisi la difesa a 3 della Juve. Con l’andare dei minuti, complice probabilmente il fattore psicologico, la Juventus va spegnendosi. Schiacciante nel possesso palla, il Bayern guadagna metri e consente alla coppia Schweinsteiger-Ribéry pericolose incursioni a rete. L’1-0 di Mandzukic, come sempre abilissimo negli inserimenti in avanti, mette fine ai sogni di gloria bianconeri.

La Juve sbanda e il peruviano Pizarro, di ritorno fra i bavaresi dopo le esperienze al Chelsea e al Werder Brema, chiude definitivamente il conto, che ammonta a 4 goal a zero nel doppio confronto. Per le aspirazioni (e i proclami) della Juve, è una bella botta. A proposito di botte, per inciso, il difensore del Bayern Van Buyten è costretto a lasciare il campo poiché vede tutto annebbiato dopo una gomitata in faccia rimediata da Vucinic.

Eppure, Heynckes non è del tutto soddisfatto. Nei primi 20 minuti, i suoi giocatori hanno perso troppi palloni, non hanno mostrato la necessaria fluidità e hanno sofferto la pressione della Juve nel reparto arretrato. “Ai Suoi uomini  serve ancora il discorso dell’allenatore nell’intervallo?” gli domandano a fine partita. Eccome!  Gli chiedono allora cosa abbia detto loro dopo la fine del 1° tempo: “Quello che dice un allenatore quando non è contento”, risponde “Don Jupp” con un mezzo sorriso.

Gli fanno presente che “Marcello Lippi ha elogiato la Sua squadra definendola a livello di Real Madrid, Barcellona e Borussia Dortmund”. Heynckes si schermisce:“Non sempre troppe lodi fanno bene. Del resto, sappiamo che nel calcio i ribaltamenti di fronte sono repentini. Non vogliamo sminuire la conquista del campionato, che era un nostro obiettivo dichiarato, ma ora ci siamo posti un altro traguardo e dobbiamo ancora dimostrare di essere effettivamente all’altezza di Real Madrid, Barcellona e Dortmund”.

All’immancabile domanda in merito al sorteggio e a un possibile duello tedesco (Heynckes aveva  affermato sin dall’inizio che non desiderava incontrare troppo presto il Dortmund), aveva sorriso: “Mi aspettavo questa domanda!”, aggiungendo: “se il Dortmund  lo incontriamo dopo, è meglio” E pare che anche Jürgen Klopp, tecnico del Dortmund, desiderasse lo stesso. Accontentati entrambi!

E la squadra? Già domani, l’attende il derby di Baviera casalingo contro il Norimberga, che lotta per un posto nell’Europa League.

Quanto a Oliver Kahn, che nel post-partita confessa candidamente di aver seguito Dortmund-Malaga comodamente dal divano di casa con in mano un buon bicchiere di vino, terminata la diretta corre dagli ex-compagni per unirsi al “banchetto” post-coppa. Stavolta la cena di gala c’è eccome, presso l’Hotel Principi di Piemonte. Manco a dirlo, con Rummenigge che gira fra i tavoli con il microfono in mano per l’immancabile “discorso”, come già faceva il “Kaiser” Franz Beckenbauer.

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8 Risposte to “AUF WIEDERSEHEN, JUVE!”

  1. Lara said

    FORZA BAYERN!

  2. Fausto N. said

    Bell’articolo, con tante curiosità che i nostri mass media non hanno riportato.

  3. Luca said

    Chapeau a Jupp Heynckes, un grande allenatore.

  4. Zebra said

    È durissima da accettare, ragazzi. Comunque, secondo me il tuo verdetto sulla Juve è troppo severo.

  5. Patrizio said

    La Juve è troppo Pirlo-dipendente. L’allenatore del Bayern, buon tattico e uomo d’esperienza, l’ha capito e ha disinnescato sul campo la miccia che Conte aveva acceso a livello dialettico e mediatico. Al contrario del suo collega, ha parlato poco e ha fatto i fatti. Bravissimi Ribéry e Schweinsteiger, Vucinic non smentisce la scuola romanista.

  6. Angelillo said

    Vedo una finale Bayern-Real Madrid

  7. Atalantinoscatenato said

    Ciao gnari!

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