CALCIO E PAROLE

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CASTAGNER A “UNDICI”: MATERAZZI SIMULAVA GLI INFORTUNI!

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 15, 2012

“Che storia ci racconti su Materazzi a Perugia?”

La domanda viene rivolta a Ilario Castagner nel corso di “Undici” (Italia 2), la trasmissione calcistica del lunedì sera condotta da Pierluigi Pardo. L’ospite in studio del 12 novembre è, udite udite, Marco Materazzi.

Sentite che ritratto tesse “l’Ilario”- come lo chiamavano a Milano – del suo ex-pupillo: “Grande giocatore, grande trascinatore, tanti goal .. però, ogni tanto gli capitava – verso la fine della partita – di buttarsi in terra e simulare un infortunio che non c’era…..”   😉

Pardo domanda perché: “Mah, non lo so, bisognerebbe chiederlo a lui…” è la risposta di Castagner.

Tremano i tatuaggi del mio follower segreto ;-), che suda freddo al pensiero del prezioso assist per Ladycalcio: Ladycalcio che, all’indirizzo di Marcone, ha dimostrato di vederci molto bene. Guardo negli occhi tristi di Matrix al di là del teleschermo, al di là delle apparenze e dell’ostentata bella vita: “Quando capisci, realizzi che hai smesso– tenta di autoconvincersi Materazzi –  devi passare dall’altra sponda”, intesa come il ruolo di allenatore.

Il fatto è che questo ragazzone spento nello sguardo e macilento nell’espressione, ancora non riesce a “realizzare” di essere un “ex” scaricato dall’Inter.

Quanto all’”altra sponda” in senso figurato, Materazzi si dichiara favorevole ai matrimoni gay, poiché “ognuno deve vivere la propria vita come le pare”.

Come gli pare lui parla italiano e in più, chi lo ascolta con attenzione nota che “mangia” ancor più del solito le parole. Secondo il Matrix-pensiero e la Matrix-grammatica, Marco Simoncelli ha saputo “fare dello sport un gioco, che è quello per la quale si inizia”, mentre sull’attuale numero 23 nerazzurro, il concetto si aggroviglia: “Penso che Ranocchia stia dimostrando di voler dimostrare  … “

E se su Twitter lo bersagliano di insulti, è perché “la moglie 😆 degli imbecilli è sempre incinta”. Benitez gli ha fatto togliere il “santino” di Mourinho dall’armadietto degli spogliatoi della Pinetina? Perbacco, “vuol dire che sei uno che ha paura dell’ombra di se stesso”! 🙂

A de Rossi espulso, infine, regala un bel congiuntivo di consolazione: “Penso che il momento difficile che stia avendo lui è il fatto che… (…)”

Il fatto, per tornare a bomba, è che della fantasmagorica tecnica chirurgica microinvasiva con la quale il Prof. Francesco Benazzo avrebbe operato Materazzi di un’improbabile sindrome compartimentale acuta 🙂 nell’agosto 2007, proprio non si trova traccia, anzi…. E se di momenti difficili vogliamo parlare, il cerchio si stringe inesorabilmente attorno ai pessimi attori della sceneggiata, che ancora si illudono di potersi sottrarre alla resa dei conti non rispondendo alle mie lettere aperte.

Per inciso, se ai tempi del Perugia Marcone adduceva genericamente una botta per allenarsi il martedì,  sentite cosa ricorda dell’acquitrino di Perugia-Juve (1-0) del 14 maggio 2000: “Volevo andare in vacanza, volevo finire al più presto il campionato, non volevo andare in tournée in Cina come era stato minacciato da Gaucci (… ) contro la Juve non volevo giocare un’altra partita perché avrei perso 10 volte su 10”. Paure da anti-guerriero!

Forti di questi brillanti presupposti, torniamo a Materazzi che si contorce a terra come un tarantolato strofinandosi la coscia destra alla fine del primo tempo di Ungheria-Italia del 22 agosto 2007 – a pochi giorni dalla riedizione di Italia-Francia dell’8 settembre 2007 a Milano. 🙄

Torniamo alla vacillante impalcatura mediatica – completamente smontata da questo blog- a sostegno di quell’assurdo infortunio e dei suoi postumi.

Torniamo alle circostanziate obiezioni mediche da me rivolte al Prof. Benazzo, all’UPT del Policlinico San Matteo di Pavia, all’Ordine dei Medici & Co sull’improbabile  tecnica microinvasiva che avrebbe rimesso a nuovo a tempo di record un semimoribondo Materazzi: osservazioni che, per tutta risposta, hanno suscitato un silenzio a 360 gradi che dice più di mille parole. 😳

Torniamo, in sostanza, all’interrogativo di fondo: cosa combinò Materazzi quella sera a Budapest – e perché?

E dato che sia Castagner, sia l’UPT del San Matteo di Pavia invitano a rivolgersi al diretto interessato, a questo punto la domanda è lecita:

“GUERRIERO” 😳 , TI ANDAVA DI GIOCARE QUELL’ITALIA-FRANCIA A MILANO? :mrgreen:

Per saperne di più:

Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi:

http://bit.ly/95n17n

Lettera aperta al Prof. Benazzo:

http://bit.ly/lZ8Oio

Lettera aperta all’Ordine dei Medici (…)

bit.ly/Nu0OmC

Il Policlinico San Matteo è senza argomenti!

http://bit.ly/MATGag

Materazzi, operazione eroe (“lo zigomo di Brema”):

http://bit.ly/N9atQv

“Menisco” Materazzi, 12 dubbi amletici:

http://bit.ly/Lklh1n

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22 Risposte to “CASTAGNER A “UNDICI”: MATERAZZI SIMULAVA GLI INFORTUNI!”

  1. Marco Minola said

    No, di incontrare di nuovo la Francia evidentemente non gli andava e così ha fatto l’ennesima sceneggiata. Ma con una differenza sostanziale: se a Perugia le simulazioni di Materazzi erano “prodotte in proprio”, a Budapest Marco ha potuto contare su un vero e proprio cast che gli ha organizato la sceneggiatura. Un cast di pessimi attori per la verità, ma tutti pronti a recitare la parte e a stare al gioco, per squallido che fosse: staff tecnico della Nazionale, giornalisti, Società e quel che è peggio, i medici del Policlinico San Matteo di Pavia, che ora si cuciono la bocca imbarazzati. Questo è l’aspetto più grave e increscioso della vicenda, riguardo al quale vanno approfondite tutte le responsabilità.

  2. Saverio75 said

    Se il primo ricordo che Materazzi ha lasciato nel suo ex-tecnico è quello del simulatore cronico, il resto è tutto un programma….

  3. Alpha89 said

    E l’arco zigomatico sfondato 🙂 a Brema, dove lo vogliamo mettere?

  4. Spiritoso said

    Materazzi, Materazzi… Come potevi pensare che Ladycalcio non fosse in ascolto? 😆

  5. Pocho said

    Uh uh!!! Che gaffona ha fatto l’Ilario!

  6. Zebra said

    E bravo il nostro uomo dallo smoking bianco!

  7. Il Conte Dracula said

    Sono un nuovo lettore, scopro adesso questo blog e inorridisco per tutta la vicenda della pseudo sindrome compartimentale. Scusatemi se ho letto solo alcuni post dei numerosi sull’argomento (mi prefiggo naturalmente di approfondire), ma ciò che ho letto basta e avanza per sentirmi cadere le braccia. Com’è possibile che a Materazzi sia stato permesso impunemente tutto questo? Non è ora che chi sta all’apice di questa montatura venga smascherato e costretto a risponderne?

  8. pauradellafrancia said

    Ah, senti, senti… per paura della Francia avrebbe simulato la bua, il grande eroe e guerriero? Certo che leggendo la tua ricostruzione tutto quadra! Già in giro a concedere interviste tre giorni dopo essere stato dimesso dall’ospedale, dove sarebbe arrivato mezzo morto…e il giorno dopo, subito a presentare l’autobiografia 😉 .. dulcis in fundo, a San Siro a vedere la partita con la bambola in braccio e la maglietta con la scritta “I love Paris”… io dico che ha preso in giro tutti.

  9. Evinrude said

    Certo che l’espressione di Marco nella foto non è delle più felici, nel doppio senso del termine.

    • Carlo Sandrelli said

      L’ho visto in questi giorni in una partita del 2010. Effettivamente, sono passati due anni ma lui sembra invecchiato di dieci…

  10. Luca said

    Un altro tassello, un’altra tessera nel mosaico.

  11. Interista Pentito said

    Direi che la domanda finale a questo punto è d’obbligo.

  12. Mario said

    In questa foto sembra Salvatore Parolisi…

  13. David Rossonero said

    Perché l’hai chiamato “follower segreto”?

  14. The Night Rider said

    Dopo questo post, ci sarà maretta anche da Pardo e a Italia 2! Non gli risparmi nulla e fai benone!

  15. Pippo said

    Ricordiamo anche che l’UTP del Policlinico San Matteo ti ha mandato quella barzelletta di risposta senza neanche la firma di un responsabile!

  16. Lenticchia di Castelluccio said

    Materazzi non ha pensato ai suoi amatissimi rampolli? Fra poco non andranno più molto fieri di quell'”eroe” del loro babbo!

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