CALCIO E PAROLE

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La Supercoppa del business approda in via Turati

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 7, 2011

Commento la vittoria del Milan nel “Superderby” di Pechino sulla base dei seguenti presupposti: è assurdo disputare una Finale di Supercoppa Italiana in Cina. È assurdo disputarla il 6 agosto. È assurdo presentarsi a una Finale di coppa a inizio preparazione e a ranghi ridotti.  Ecco perché, dal punto di vista calcistico, l’incontro di ieri sera non può essere fatto oggetto di valutazioni tecniche attendibili.

Il Nido d’Uccello di Pechino non porta evidentemente fortuna all’Inter, che già 2 anni or sono aveva perso il medesimo trofeo con il medesimo punteggio contro la Lazio.

Una sconfitta, quella dei nerazzurri, imputabile essenzialmente a 3 fattori:

1) Il ritardo di preparazione rispetto al Milan.

2) Lo svantaggio, da parte di Gasperini, di trovarsi ancora nella fase sperimentale dal punto di vista degli uomini e degli schemi, laddove il collega rossonero Massimiliano Allegri dispone già di schemi tattici ampiamente consolidati.

3)  La scelta, al contrario del Milan, di fare a meno dei giocatori impegnati nella Coppa America (ad eccezione dei “precettati” Cesar e Zanetti).

Un derby dell’altro mondo”: questa la definizione di Alberto Rimedio su Rai Sport. Un derby lontano 80.000 Km dall’Italia, che i ben informati sanno essere stato osteggiato con tutte le forze dai giocatori, in predicato di lasciare sul campo 3 litri d’acqua a testa nel corso della sola partita.

Osservando più attentamente, lo definirei semplicemente un “derby commerciale”: un derby del merchandising, degli sponsor, degli eventi, delle cene di gala, dei proclami propagandistici sui campus, dei lanci editoriali in lingua cinese, della caccia all’introito  … una gara a chi, con le proprie telecamere speciali, avesse inquadrato più cinesi scatenati vestiti dei propri colori, a conferma dell’affermazione del proprio mercato in terra d’Asia (e a detrimento dell’evento sportivo).

Un derby in occasione del quale, oltre a magliette e materiale tecnico, abbiamo esportato anche il peggio del nostro calcio: slogan volgari nostrani messi in bocca ai neofan dagli occhi a mandorla, pestaggi fra opposte fazioni, cori offensivi nella nostra lingua da parte del pubblico cinese presente allo stadio.

Non è andata meglio sul campo, dove gli animi si sono immediatamente surriscaldati per il giallo precoce di Van Bommel dopo un brutto fallo su Motta e per il 2° cartellino giallo a Gattuso rimasto inspiegabilmente nel taschino dell’arbitro Rizzoli. Un episodio che avrebbe potuto cambiare il volto della partita.

L’Inter parte bene, produce la maggior mole di gioco e dimostra, rispetto all’avversario, un miglior ordine tattico e un maggior affiatamento negli scambi. Mette in mostra pregevoli individualità (su tutti, Obi) e spettacolari triangolazioni fra il neoacquisto Alvarez e Sneijder. Proprio l’olandese rompe il ghiaccio con la punizione-pennello del vantaggio nerazzurro. Tuttavia, deficitaria della necessaria preparazione atletica, pian piano la Beneamata si spegne.

Il Milan guadagna metri e dà il preavviso ai cugini al 40’ con un palo di Ibra. La difesa a 3 di Gasperini, inizialmente pronta sulle incursioni di Ibrahimovic, Robinho e Boateng, barcolla: Samuel, Ranocchia e Chivu cedono nella coordinazione, i centrocampisti di supporto si imballano nelle gambe e nei riflessi, costringendo il tecnico nerazzurro a continui improduttivi riassetti di modulo. Al  15’ del 2° tempo arriva il pareggio ad opera dell’”ex” Ibrahimovic, che dà morale ai rossoneri. Il Milan sale, la tanto discussa difesa a 3 nerazzurra è costretta ad arretrare e al 24° del s.t. viene nuovamente infilata da Boateng.

Fra risse sfiorate e veementi proteste sul 2-2 annullato al semiassente Eto’o, la coppa finisce nella bacheca di Via Turati.

La sfida sul campo – aspetto marginale della trasferta -, la vince il Milan. La vittoria nella sfida commerciale –  obiettivo principe delle Società – viene rivendicata da entrambe.

Per la cronaca, l’unico nerazzurro che riesce a metterla dentro è Sneijder: che Moratti voglia vendersi anche quello?

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13 Risposte to “La Supercoppa del business approda in via Turati”

  1. Paride said

    Sono d’accordo con l’analisi, solo che dare al Milan più gambe sul finale è frutto di una preparazione più accorta e quindi, un punto a favore di Allegri.

  2. Rossonero Forever said

    Forza grande Milan

  3. Leo Nardo said

    La parte sportiva della manifestazione ormai è un optional, ciò che conta è il business.

  4. David Rossonero said

    Un’altra coppa nella bacheca di via Turati, quella della squadra più blasonata del mondo!

  5. Irriducibile said

    La non espulsione di Gattuso è stata scandalosa. Non venite più a raccontarci di “aiuti” e “aiutini” all’Inter! Gattuso doveva essere espulso e il Milan doveva rimanere in 10. Per non parlare del goal annullato a Eto’o. Una partita che proprio non dice niente e se dice qualcosa, è che il calcio è diventano uno schifo.

  6. l'Acchiappasogni said

    Adesso i cuginastri gongolano. Avete sentito le dichiarazioni di Galliani all’aeroporto? Sembra che esistano solo loro, non si accorgono proprio che hanno vinto grazie ai generosi regali dell’arbitro!

  7. Evinrude said

    Io mi domando cosa diavolo gliene freghi ai cinesi dell’Inter e del Milan!

  8. Luca said

    Moratti deve far cassa. La campagna acquisti di quest’anno è più che altro una campagna vendite e i vari Alvarez e Castaignos sono due-tre gradini sotto rispetto ai Milito, Eto’o e Sneijder comprati un paio d’anni fa soltanto. Di questo passo, il trend verso il basso sarà inesorabile. Non meravigliamoci se a vincere il campionato sarà ancora il Milan e noi scivoleremo di nuovo nella mediocrità. Il guaio è che per costruire una squadra come quella che ha vinto la Champions ci vogliono anni, per disfarla basta una “campagna-vendite” di tre mesi. O anche meno.

  9. Sandrino55 said

    Povero Gasp, adesso non cominciate a dire che non mangerà il Panettone, lasciatelo lavorare in pace.

  10. Wes72 said

    WESLEY RESTA, I TIFOSI TI AMANO!

  11. Max said

    La scelta di lasciare in vacanza i giocatori impegnati nella Copa America è senza dubbio impopolare, perché l’Inter dovrebbe avere sempre l’obbligo di vincere un derby, sia esso amichevole, decisivo o giocato all’oratorio. Contro la maglia rossonera bisognerebbe mostrare maggiore voglia di vincere. Sempre e ovunque.

    Certo è che vedremo solo fra qualche mese se la decisione di concedere così poco riposo a Pato and company risulterà un autogoal sul lungo termine. Non dimentichiamoci la scorsa stagione di Milito, afflitto da ogni genere di problema proprio per non aver staccato la spina dopo una stagione faticosa.

    Ma la cosa più preoccupante è la campagna acquisti: se davvero Snejider e Eto’ se ne andranno sarà un disastro, anche perché i nomi fino ad ora arrivati e quelli ventilati non sono certo da Inter.

    Moratti, a questo punto, dovrebbe avere l’onestà di spiegare cosa sta succedendo. Poi i tifosi decideranno se sottoscrivere o no l’abbonamento. Se la società decide che sarà un anno di transizione non vedo perché non lo possa essere anche per i suoi sostenitori (fino a qui fortemente delusi).

  12. Elio said

    Ormai la bella squadra Campione d’Europa si è sfasciata.

  13. Caffè Colombia said

    IO VORREI FARE GLI AUGURI AL GRANDE IVAN RAMIRO, CHE OGGI COMPIE 35 ANNI. AUGURI, CAMPIONE, CENTO DI QUESTI GIORNI E CENTO VITTORIE! E BUON LAVORO PER TORNARE PRESTO PROTAGONISTA!

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