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MARIO “OKOCHA” GOMEZ: L’ETO’O DI INTER-BAYERN

Posted by ladycalcio su giovedì, febbraio 24, 2011


Un goal d’opportunismo nel finale e via, si torna a casa con in tasca i 3 punti, lasciando gli avversari con tanto di naso. Merito – si era sempre detto in questi casi – di una squadra tenace, grintosa e mai rassegnata. Quante volte è accaduto all’Inter di risolvere una partita negli ultimissimi minuti grazie ai micidiali inserimenti di Milito o di Eto’o, portati su un palmo di mano come i campioni che fino all’ultimo secondo fanno la differenza?  Ieri sera, la situazione si è capovolta, e a fare la differenza è stato Mario Gomez. E allora si impreca contro la sfortuna, si parla di ingiustizia. Perbacco, il risultato giusto sarebbe stato un pareggio!

Vi sarete chiesti il significato della strana esultanza della punta tedesca dopo il goal: un festeggiamento a base di stretching, portando il tallone destro al gluteo come per eseguire l’allungamento del quadricipite femorale e ondeggiando con il corpo. Null’altro che un omaggio a Jay Jay Okocha, centrocampista nigeriano dell’Eintracht Francoforte (parliamo degli anni ’90), suo grande idolo da ragazzo. Festeggiava così Okocha, del quale Gomez, da ragazzo, aveva tappezzato la stanza di poster. Quale occasione migliore per emularlo di una rete all’Inter al 90’? Una rete che gli consente di appaiare Eto’o e Anelka in vetta alla classifica cannonieri della Champions League!

Bayern tutto fuorché irresistibile: i 13 punti di distacco che accusa dalla capolista Dortmund nel suo campionato parlano da soli. Il gioco  è decisamente prevedibile, costruito quasi esclusivamente sulle fasce secondo pochi schemi preordinati. Sorprende la  grande difficoltà che i tedeschi dimostrano nelle penetrazioni dalle vie centrali.  E non soltanto per merito degli interdittori dell’Inter, senza nulla togliere a questi ultimi.

Si tratta di un deficit cronico che ho più volte riscontrato nel Bayern negli ultimi anni; peraltro, contro avversari dalle differenti caratteristiche di gioco. In avvio, Pranjic crea movimento sulla fascia sinistra, innescando uno schema fisso con Schweinsteiger: uno dei pochi fra i bavaresi che, per sua caratteristica peculiare, tende ad accentrarsi. Impossibilitato a  trovare varchi in direzione delle punte Müller e Gomez, il numero 31 del Bayern allarga sulla fascia opposta, dove la spinta è affidata al difensore laterale e Capitano Philipp Lahm, alla vana ricerca di Robben.

La difesa dell’Inter regge bene all’impatto, sebbene la biomeccanica di Lucio tradisca un’evidente sofferenza dopo l’infortunio all’adduttore.

Altra piaga del Bayern sono i continui retropassaggi, testimoni di una manovra macchinosa e della difficoltà di creare spazi per i rifornimenti alle punte. Con l’entrata di Breno,  i tedeschi intensificano le percussioni, sbloccano i raccordi fra i reparti e guadagnano via via metri.

L’Inter, che appare stanca, si allunga e perde lucidità, prestando il fianco alle incursioni avversarie. Strano che Leonardo, allievo di Mourinho, non tenti perlomeno un cambio che dia respiro ad uno fra Stankovic e Snejider, ripetutamente steso dai marcatori avversari. Il gioco, purtroppo, si fa sempre più pesante.

Il cambio forzato arriva dopo l’infortunio di Ranocchia. Entra Kharja e i nerazzurri tentano il pressing finale, ma propiziato da una mancata trattenuta di Julio Cesar, arriva il goal-beffa di Gomez. Si potrebbe disquisire sul rigore negato all’Inter per il fallo di Tymoshchuk  su Eto’o, così come della traversa di Ribéry. Sta di fatto che il risultato è 1-0 per il Bayern.

Gomez:Abbiamo cercato di lasciar venire avanti l’Inter e di giocare un po’ più chiusi. Ha funzionato”.

Punteggio a parte, l’episodio negativo della serata è l’uscita in barella di Ranocchia, già tintasi di giallo. “Risentimento” non è una diagnosi, ma una scappatoia infantile abusata in casa nerazzurra per eludere ripetutamente le diagnosi vere – davvero imbarazzante per un medico che si rispetti!

Al termine dell’incontro, piccoli drappelli di sostenitori tedeschi fanno rotta verso l’Hotel Melià, presso cui alloggia il Bayern, per attendere e festeggiare i loro beniamini. L’Inter, invece,  è attesa alla prova d’appello a Monaco il 15 marzo prossimo.  Solo allora si saprà se per Leo e i suoi uomini ci sarà da festeggiare.

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18 Risposte to “MARIO “OKOCHA” GOMEZ: L’ETO’O DI INTER-BAYERN”

  1. Stefano del 2° Anello Blu said

    Infatti, anche secondo me gli schemi del Bayern erano abbastanza prevedibili. Come hai detto tante volte anche tu, vedendo la partita allo stadio hai modo di notare i movimenti a tutto campo di una squadra e di capirne meglio pregi e difetti. Però non mi è piaciuta tanto neanche l’Inter. Andiamo troppo a folate e nei momenti in cui caliamo diventiamo improvvisamente vulnerabili. Purtroppo, calare attorno al 90′ può essere fatale…

  2. Erika said

    Grazie Ladycalcio per le belle foto e per le notizie che ci dai sul calcio tedesco, che non si trovano da nessun’altra parte!

  3. The Wall said

    Ragazzi, non dimentichiamo che in difesa manca Samuel!

  4. Lenticchia di Castelluccio said

    Andrea Elefante sulla Gazzetta dello Sport l’esultanza di Gomez non l’ha spiegata … 🙂

  5. […] This post was mentioned on Twitter by Monica Morandi, Monica Morandi, Monica Morandi, Monica Morandi, Monica Morandi and others. Monica Morandi said: Guarda le foto di Inter-Bayern su "Calcio e Parole" http://bit.ly/f38wRw […]

  6. Pro Mou said

    Leonardo stavolta ha le sue colpe, dato che non ha nemmeno tentato dei cambi. Vi immaginate Mourinho in un frangente simile? Già alla fine del primo tempo avrebbe modificato l’assetto e sostituito uno o più uomini.

  7. Lo Zio said

    Secondo me a Monaco si può vincere. Dopotutto, la tradizione dell’Inter sul campo del Bayern è favorevole. Consideriamo anche che da qui a là possiamo recuperare Milito e che uomini importnti come Snejider e Stankovic saranno di nuovo in forma (almeno, così si spera).

  8. Zebra said

    Sarò sincero, io ho tifato Bayern e al 90′ ho goduto come un riccio. 😀

    FORZA JUVE

  9. Arcimboldo said

    Insomma, ‘sto portiere negli ultimi tempi di papere ne ha fatte un po’ troppe … questa rischia di costarci cara.

    • L'Acchiappasogni said

      È un po’ semplicistico buttarla tutta sul groppone di Julio Cesar. Sì, sulla ribattuta non ha trattenuto, ma la difesa ci aveva già messo abbondantemente del suo, non ti pare?

  10. Evinrude said

    Possiamo ancora farcela, basta mantenere i neri saldi e una visione positiva delle cose. In fin dei conti mica abbiamo demeritato.

  11. Petra said

    Tolle Bilder

  12. Cirillo82 said

    Gomez secondo me sarebbe una punta da tenere d’occhio e da portare all’Inter.

  13. Pia Nerazzurra said

    Si può fare! Dai ragazzi, tirate fuori la grinta e asfaltateli di nuovo!

  14. Tobia da Ivrea said

    L’1-0 in sé è rimontabile. Sarebbe stato molto peggio perdere 2-1, dato che statisticamente è il punteggio più difficoltoso da recuparare (tenendo conto che in i gol in trasferta valgono il doppio). Quello che mi preoccupa è la ripresa dell’ondata di infortuni che sembrava essersi interrotta dopo la sosta natalizia. Per Cambiasso si parla di altri 20 giorni di stop e l’idea di andare a Monaco con un centrocampo senza il Cuchu non è tanto rassicurante. Incrociamo le dita che stiano bene Motta e Deki.

  15. Angelillo said

    Complimenti per l’analisi ferratissima e per le bellissime foto di prima mano. E naturalmente… forza Inter per il ritorno!

  16. Garlic08 said

    Per il ritorno non la vedo così male. Basta fargli subito un gol e pressarli e vedrete che si disuniscono e si aprono.

  17. Zampanò said

    E se invece fosse la fine del leonardesco sogno nerazzurro?

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