CALCIO E PAROLE

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Inter-Napoli e il dilemma Leonardo-Benitez

Posted by ladycalcio su venerdì, gennaio 7, 2011

Il mio primo pensiero personale su Inter-Napoli è stato: “Ma allora, davvero i nerazzurri  remavano contro Benitez?

In caso contrario:  possibile che  “la migliore Inter della storia” 😯 , i campioni pluriblasonati d’Europa e del Mondo, gli eroi, i gladiatori delle aree di rigore, i senatori, le eminenze della pedata e i reduci dalla guida di un sedicente  Special One non fossero più in grado di costruire DA SOLI un’azione in assenza del feeling con chi sedeva in panchina? Peraltro, sfasciandosi nella coesione e nello spirito di squadra?

Sarebbe come se un’orchestra sinfonica di caratura mondiale non riuscisse più a suonare perché è stato cambiato il direttore d’orchestra:  ed ecco che, improvvisamente, i flauti non trovano più gli accordi, i violini strimpellano, gli strumenti steccano. Eh no, signori…  Il musicista la giusta nota ce l’ha nella bacchetta del violino, negli anni di studio, nella mente, nell’anima!

Se preferite, prendiamo l’esempio degli sport individuali, per praticare i quali devi saper stare a galla con la farina del tuo sacco – fisica e mentale -, senza poter contare sull’assist del compagno che ti metta la palla d’oro sul piede e ti faccia figurare come il salvatore della patria quando sei un relitto nel corpo e nella testa.

Vi faccio un esempio estremo:  prendete un atleta di una disciplina di fatica diversa dal nuoto che sappia nuotare e gettatelo in mare da una barca a un paio di chilometri dalla riva. Non importa che sia un ciclista scalatore di montagne piuttosto che un maratoneta: a riva ci arriverà DA SOLO, contando sulle sue forze, anche se non vede l’acqua da un anno e oltre. Ci arriverà senza che un allenatore di nuoto gli abbia illustrato gli aspetti tecnici del rollio nel crawl e del beccheggio nella rana. Ci arriverà forte della sua potenza aerobica e della sua determinazione mentale, contando su cuore, polmoni e muscoli, “sentendo” il proprio corpo, consapevole del movimento di ogni muscolo e tendine.

La domanda che mi pongo è la seguente: i campioni del globo non riescono più a “trovare gli accordi” e a mettere in atto DA SOLI uno schema di gioco decente fra i numerosi collaudati se la balia Mourinho fa rotta – non a nuoto ma a bordo dell’auto di Florentino Perez – per altri remunerativi lidi?

Si sente dire da più parti che i giocatori sono come i bambini.  Concordo pienamente.  Aggiungo che li considero mezzi atleti. Guardateli allenarsi: eseguono gli stessi esercizi da una vita. Eppure, hanno ancora bisogno del preparatore atletico che ad ogni seduta sia lì a mostrarglieli per la milionesima volta – per riuscire a sbagliarli per la milionesima volta più uno.

Del resto: Davvero professionisti superpagati, per rendere, hanno bisogno di “allenarsi divertendosi “?

È innegabile che Leonardo abbia ridato a questa squadra l’entusiasmo: l’Inter contro i partenopei è tornata a verticalizzare, ad attaccare la palla, a correre senza, a prodursi in ripartenze,  assist precisi e inserimenti. In breve, a impostare la manovra. È fondamentale puntualizzare che Leo, dopo la pausa natalizia, ha potuto recuperare parecchi infortunati e disporre finalmente di un organico completo. Ma in pochi giorni di lavoro, con tutto il rispetto per la sua bravura, può sì aver motivato i suoi ragazzi alla grande, ma non averli resuscitati fisicamente.

Dunque, se la  prestazione di ieri sera è pur sempre un grosso complimento al nuovo tecnico, non altrettanto dicasi per la squadra. I giocatori dell’Inter sotto Benitez mi hanno ricordato quegli scolaretti che iniziano ad andar male a scuola perché “il maestro è cattivo”.

Ebbene: dobbiamo dare la colpa a quella foto di Mourinho staccata dalla parete se fino all’altro ieri Milito e Pandev sbagliavano a porta vuota?

È presto per addentrarsi in analisi, ma per dirla con Mario Sconcerti (Sky) quella vista contro il Napoli “è stata un’Inter con un’anima” e “è tornata ad esserci comunità d’intenti”.

Il fatto che ora tutti abbraccino Leo e nessuno avesse più abbracciato Benitez mi riporta al dilemma fra la teoria degli scolaretti e il dubbio espresso in apertura…

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13 Risposte to “Inter-Napoli e il dilemma Leonardo-Benitez”

  1. Helenio said

    Leonardo è un eccellente motivatore. Sa essere psicologo e capire come deve agire con ciascuno dei suoi uomini per renderlo più sicuro. Così trae il meglio dalla squadra, che si sente più sicura e combattiva. Ormai non è più possibile rimediare agli eventuali errori di preparazione commessi precedentemente, ma la carica psicologica ridà sicurezza e può colmare almeno in parte i deficit fisici.

  2. Lapidario said

    Sono dei pelandroni.

  3. Anna said

    Ci sta tutto. Concordo in pieno.

  4. Ulk said

    Calma ragazzi, l’allenatore nuovo è come la scopa nuova…

  5. Saverio75 said

    Non tutti sono così, però. Il Capitano ad esempio si è sempre comportato correttamente con Benitez, sia in pubblico che nelle dichiarazioni. Non credo che nello spogliatoio possa aver fatto la forca a Rafa…

  6. Diossina said

    Io butterei dalla nave Materazzi, per vedere se Moratti riesce di tenerlo a galla anche lì… 😀

  7. Xantippo said

    Da soli i giocatori non sanno fare assolutamente niente, è risaputo.

  8. Dissacrante said

    Quella di Benitez era un’orchestra un po’ stonata. Non per colpa del direttore, per carità! Erano sfiatati i suonatori. Forse avrebbero avuto bisogno di qualche strumento nuovo!

  9. Uba Uba said

    Il dubbio che giocassero contro Benitez è venuto anche a me 😦

  10. Patroclo said

    La differenza fra il calcio e le discipline sportive che hai citato è che lo sport indivudiale ti costruisce e ti fortifica anche nella mente. Devi farcela DA SOLO a raggiungere un certo traguardo. Hai voglia di avere un allenatore a bordo vasca che ti urla di diminuire il beccheggio! Se non ne hai più nelle braccia o nelle gambe, o comunque hai ciccato completamente la tattica di gara, non ne vieni più fuori e vedi gli avversari che ti sfilano. Da soli i calciatori non sono capaci di costruire nulla perché dipendono dagli altri in tutto per tutto, da quello che gli lucida gli scarpini all’allenatore che prepara la tattica per la partita e fa da capro espiatorio se il gioco lascia a desiderare. Verissimo che sono atleti a metà. Mi verrebbe da dire che sono tali solo nel fisico e non nella mente, ma da vecchio lupo del training (un po’ esigente, siamo d’accordo) troppi calciatori mi sembrano a mezzo servizio anche nel fisico…

  11. L'Anti-Mou said

    E basta con questa storia delle foto di Mourinho, dello spirito di Mourinho che aleggia ovunque, delle telefonate di Leonardo a Mourinho … vi ha proprio rimbambiti tutti?

  12. Sandrino55 said

    Ho sempre provato simpatia per Leo, anche se finora era stato sulla sponda opposta del Naviglio. È un giovane professionista coi fiocchi e sa motivare alla grande i suoi uomini. Se ripenso ai salti mortali che ha fatto al Milan con la squadra sfasciata che aveva, mi sento ottimista per le sorti dell’Inter.

  13. Leo67 said

    Forza Leo.

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