CALCIO E PAROLE

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L’ITALIETTA DELLA TESSERA DEL TIFOSO OSTAGGIO DEGLI ULTRAS SERBI

Posted by ladycalcio su mercoledì, ottobre 13, 2010

L’avevo scritto esattamente un mese fa, il 12 settembre scorso, nel momento in cui la pletora degli allocchi e sprovveduti magnificava la Tessera del Tifoso come panacea contro la violenza nel calcio.

“Fino al prossimo disastro annunciato” avevo predetto. Serviti, signori: con antipasto, primo, secondo, frutta, dolce e caffè. Molto prima del previsto, eccoci puntuali non alla sconfitta, ma alla disfatta delle nostre istituzioni incapaci.

Non escludo che gli ultranazionalisti serbi che ieri sera hanno impedito lo svolgimento di Italia-Serbia a Genova abbiano scelto di proposito l’Italietta dei palliativi come terreno fertile per le loro brutali rivendicazioni. O credete che il disastro di Marassi sarebbe potuto accadere in Germania?

OSTAGGI DEI DELINQUENTI

2 cortei abusivi, vetrine sfasciate, agguato al pullman serbo con lancio di fumogeni all’interno, violenti corpo a corpo con la Polizia, lancio di fumogeni contro i tifosi italiani in coda alle biglietterie, a rischio di finire soffocati e calpestati. C’è ancora qualche imbecille soddisfatto perché i disordini avvengono fuori dallo stadio? Allora prego “signori”, si accomodino! I teppisti si accomodano e il risultato sono vetri infranti, reti di sicurezza fatte a pezzi, danni alle strutture, lanci di bengala, bottiglie e corpi contundenti nel vicino settore dei tifosi italiani e in campo, esplosione di una bomba-carta… Il risultato è che la partita non si gioca. Il risultato è che hanno vinto loro e che l’Italia calcistica è ancora una volta ostaggio della violenza.

LA POLIZIA STA A GUARDARE

È un coro di lode unanime alla Polizia che non ha caricato i delinquenti all’interno dello stadio. “Ci scappa il morto”, “succede una carneficina”, ci sentiamo ripetere da una vita in simili occasioni nell’Italietta delle paure e del garantismo. Apriamo gli occhi. In passato vi ho già fatto l’esempio della Germania, fuori dai cui stadi ho visto i poliziotti a cavallo caricare i teppisti  e manganellarli senza remore. Nel Paese organizzatore dei Mondiali 2006 gli stadi sono provvisti di carceri. Gli hooligan vengono immediatamente tradotti nel “carcere dello stadio”. Gli idranti non sono di bellezza: vengono aperti e usati contro le masse di facinorosi, non certo lasciati sull’erba mentre i teppisti continuano indisturbati a sfasciare gli stadi.

Ma noi, per antonomasia,  siamo il Paese delle cose fatte a metà, dei tentennamenti e delle belle speranze: l’humus ideale per  la delinquenza organizzata – e non soltanto nel calcio.

UNO SCENARIO SURREALE

Se come è ragionevole auspicare nel settore ospiti fosse stato presente un cordone di Polizia, quest’ultimo avrebbe potuto far defluire la parte inerme e pacifica della tifoseria serba e consentire un deciso intervento della Pubblica Sicurezza contro i facinorosi. All’estero i poliziotti intervengono con cani addestrati e gas lacrimogeni, concetti sconosciuti nei nostri stadi.

In virtù di una legge assurda, l’ordine all’interno degli stadi è affidato alle maschere di teatro, pardon, agli steward. Steward che nel momento del pericolo vengono puntualmente fatti allontanare. Ma questa è l’Italia.

Ci si mettono anche i giocatori serbi, che compiono il gesto ambiguo e infelice di recarsi sotto la curva dell’insurrezione ad applaudire i delinquenti. Inopportunamente, qualcuno di loro fa dei gesti con le dita riferiti alle rivendicazioni politico-territoriali delle frange estreme: segni non conosciuti in Italia, che a torto o a ragione, si prestano ad essere equivocati e scambiati per una sorta di “avvicinamento” dei giocatori all’ideologia delle frange estreme.

L’Uefa ritiene che vi siano le condizioni per giocare e si prende la responsabilità di far disputare l’incontro. Il minuto di silenzio in ricordo dei 4 Alpini caduti in Afghanistan viene ridotto a pochi secondi, mentre la partita dura soltanto 6 nervosissimi minuti:  tempo sufficiente perché un fumogeno sfiori il portiere azzurro Viviano.

Il Delegato Uefa delega all’arbitro la decisione di mandare tutti a casa.

Gli steward, come ci racconta la telecronaca di Rai1, sfoggiano il loro zelo marcando a uomo gli uomini Rai di bordocampo Amedeo Goria e Aurelio Capaldi. Anche questa è l’Italia.

Si arriva al paradosso: il pubblico sfolla, lo stadio è ormai deserto e i giocatori se ne stanno andando con la borsa in spalla, ma manca la comunicazione ufficiale che l’incontro sia terminato. Il 3° anello in precedenza occupato dai bambini invitati dalla Federazione è desolatamente vuoto.  Rimane occupato solo il settore dei facinorosi, che cantano vittoria e sostituiscono i protagonisti sportivi nelle cronache odierne di tutto il mondo, davanti al quale collezioniamo l’ennesima figura da mentecatti. “Onore ai caduti” recita uno striscione in ricordo dei 4 Alpini. Ma questa sera, a cadere sono state piuttosto le nostre Istituzioni, con il loro lassismo e le loro pie illusioni. Con il massimo del disonore.

SI INFLIGGA ANCHE ALL’ITALIA UNA PUNIZIONE ESEMPLARE

La mannaia dell’Uefa non tarderà ad abbattersi sulla Serbia, com’è giusto che sia. Auspicherei tuttavia una punizione esemplare anche per il nostro Paese, incapace di garantire il corretto svolgimento di un incontro di calcio internazionale.  Ma che fosse una mano pesantissima, una bocciatura plateale davanti al Mondo intero, una doccia fredda che svegliasse una volta per tutte le talpe che ci guidano dal sogno di poter  tenere a bada i mali del calcio (e del Paese) a suon di palliativi.

Ne abbiamo un bisogno estremo, se si pensa che davanti all’accaduto, persino un commentatore intelligente e preparato quale ho sempre ritenuto essere Gianluca Vialli (Sky), continua a predicare come un disco rotto la “Tessera del tifoso” : Vialli ieri sera a Sky Sport 24: “Io dico: quelli che protestano ancora per il discorso della Tessera del Tifoso… non devono più farlo dal mio punto di vista, perché sono delle misure estreme che si prendono in momenti come questo. È come quello che protesta all’aeroporto perché ci sono troppi controlli, perché c’è la coda e perché si perde troppo tempo a imbarcarsi e andare verso l’aereo (…) controlli che possono limitare la libertà di alcuni ma che possono far vivere molto più serenamente  tanti altri”. Si è visto!

Conclude Vialli:Quindi, la Tessera del Tifoso secondo me è uno dei motivi, è una delle ragioni per cui il futuro mi sembra più roseo, se non altro da noi”.

Signori: un Paese che finisce in scacco di due pullman di facinorosi che impediscono lo svolgimento di una partita di calcio e ancora culla certe illusioni pericolose per sé e per gli altri, NON DEVE PIU’ POTER OSPITARE INCONTRI INTERNAZIONALI fino all’introduzione e all’applicazione di una normativa di sicurezza seria che sostituisca i palliativi lassisti spacciati per misure d’emergenza, laddove l’emergenza si trasforma regolarmente in una regola di vita.  L’Uefa compia un gesto dimostrativo FORTE e mandi la nostra Nazionale a giocare in campo neutro all’estero. Chissà mai che qualcuno non si desti dal sonno della dabbenaggine e delle illusioni e inizi a ragionare ponendosi  i giusti interrogativi.

Interroghiamoci innanzitutto sul perché nei Paesi esteri civili la sicurezza dentro e fuori gli stadi viene garantita in assenza di tessere-barzelletta e osservatori-farsa, mentre da noi succede  di tutto anche con le suddette (non) misure.

Rendiamoci conto una buona volta che la Tessera del Tifoso e le limitazioni imposte dall’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive altro non fanno che esporci a rischi futuri ancora maggiori, facendoci trovare sempre più impreparati appena usciamo dal recinto dell’Italietta dei palliativi. Ricordate la semifinale di Tim Cup Inter-Juventus del gennaio scorso? Su segnalazione del Questore competente e del Ministero dell’Interno, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi inibì l’accesso allo Stadio Meazza ai sostenitori juventini perché non in grado di assicurare l’ordine pubblico in una semifinale di Coppa Italia con quattro gatti allo stadio!

Sembrerebbe una barzelletta, caro Vialli, ma immagina se Lombardi si fosse ritrovato a dover  gestire l’ordine pubblico in occasione di Italia-Serbia a Milano!

Domandiamoci se il pullman serbo fosse o meno scortato dalla Polizia. Se no, non ho parole. Se sì, chiediamoci come gli hooligan siano potuti salire a bordo, lanciare fumogeni e costringere il portiere Stojkovic a rifugiarsi tremante nello spogliatoio degli Azzurri (Prandelli: “tremava tutto”).

Chiediamoci, anzi, chiediamo ai responsabili della sicurezza e dei controlli, come fumogeni , coltelli, seghe, petardi, candelotti e spranghe siano potuti entrare in numero esorbitante nello stadio.

Chiediamoci, rifacendoci agli aeroporti, che senso abbia negare alla madre di un neonato di viaggiare in aereo con il latte nel biberon  quando Valerio Staffelli (“Striscia la Notizia”, Canale 5) giunge incontrollato alla pista di Orio al Serio, scambiando valigie e girando indisturbato mezzo aeroporto travestito da vistosa “bomba umana”.

Chiediamo la testa di chi ha tolto la Polizia dall’interno degli stadi affidando l’ordine agli steward, quando ieri notte, a tarda ora, per fare uscire gli hooligan dal Luigi Ferraris si è reso necessario l’invio di  rinforzi di Pubblica Sicurezza da Milano e Torino.

Convinciamoci per tempo che le nostre norme di “sicurezza”sono un flop e che chi parla di tessere e di “emergenze” senza adottare provvedimenti legislativi marziali a carico degli hooligan ci prende in giro. Convinciamocene, possibilmente, prima che accada la catastrofe: se fra il materiale introdotto a piacimento dai serbi ci fosse stata anche una bomba a mano, avrebbe potuto essere facilmente lanciata nel settore dei nostri tifosi e ora, saremmo qui a piangere dei morti.

Cerchiamo di capire la macroscopica incongruenza che ne emerge: la tessera dei buffoni era stata sbandierata come mezzo per tenere sotto controllo le presenze negli stadi  e garantire l’accesso ai veri appassionati anche in caso di limitazioni. Il risultato è che, ora, le trasferte considerate a rischio vengono ugualmente inibite ai possessori della tessera, mentre i criminali dimostrano di potersi introdurre come e quando vogliono nei nostri impianti, completi di armamentari da guerra. Un successo strepitoso!

L’ultima chicca, con buona pace dei supertecnologici circuiti interni di telecamere installati nei nostri stadi, è l’appello lanciato ieri sera su Sky Sport 24 a chi avesse girato dei video amatoriali utili per ricostruire certe situazioni.

Ciò che a questo punto diventa superfluo chiedersi, è perché all’estero ci considerino dei pagliacci.

GENTE DA MANDARE A CASA D’URGENZA

Sky Sport 24 mostra parte della conferenza stampa di Roberto Massucci, responsabile per il Viminale della sicurezza della Nazionale italiana di calcio e segretario del grottesco Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive.

Massucci: “Noi eravamo consapevoli di dover gestire una partita a rischio(per fortuna, ndr). Non ci aspettavamo questo livello di aggressività”  (..)

Massucci si avventura in un contorto linguaggio politichese: “Attraverso i canali di cooperazione di Polizia le informazioni non erano state qualificate nel livello di rischio che poi ha contraddistinto il comportamento dei supporter serbi. (…) Se avessimo avuto informazioni di questo tipo, tifosi di questo livello di pericolosità non sarebbero dovuti arrivare a Genova”. Ribadisce infine il concetto di un “livello di aggressività così elevato da parte della tifoseria serba che era ignoto alla vigilia”.

E dire che solo un paio di giorni fa, nel contesto del Gay Pride, gli hooligan serbi avevano mezzo sfasciata Belgrado con rappresaglie da guerriglia urbana. Per tacere dei precedenti del Partizan Belgrado nei preliminari Uefa 2007 e dei ripetuti violenti scontri dei suoi sostenitori con i “cugini” della Stella Rossa.  Nel pomeriggio di ieri, prima ancora della partita, i componenti dei 2 pullman annunciati avevano creato altrettanti cortei non organizzati, danneggiato negozi, attaccato un’auto della Digos, ecc. Ma evidentemente, le nostre Autorità preposte erano rimaste cieche, sorde e indifferenti.

Per tacere dei controlli ai varchi d’ingresso. Massucci: “I controlli che sono  stati effettuati all’ingresso dello stadio sono stati anche verificati da parte dell’Organizzazione  e sono risultati accurati. (…) Evidentemente, chi ha l’intenzione dolosa di introdurre oggetti all’interno di uno stadio ha il sistema per farlo, come purtroppo verifichiamo anche nei nostri stadi”  (…) L’accuratezza del controllo non è stata idonea a determinare il reperimento degli oggetti pirotecnici” . È una resa manifesta. Dunque, smettiamo di farci prendere in giro

OGGI  LE COMICHE

Chiudo parafrasando un comico, poiché mi riesce impossibile prendere sul serio le nostre Istituzioni. Ricordate il celebre sketch del porto d’armi di Carlo Verdone? “Caccia la catenina, caccia l’orologio, caccia il portafoglio”, intima in romanesco il rapinatore alla vittima. “Io  ti caccio fuori questa (una pistola, ndr)” reagisce l’onesto cittadino. “Se mi dicono: ‘come ce l’hai avuta? Rispondo: ‘Io c’ho il porto d’armi: timbrato, bollato, catalogato….…’”. .

Bene, caro Ministro Maroni… Lei che sta tentando di trasformarci tutti in spogliarellisti al body scanner, tanto per restare in tema di aeroporti… Lei, incrollabile nella Sua fede nei pezzi di carta straccia e nelle schedature di regime… Faccia la prova sulla Sua pelle. Indossi la divisa da steward, si posizioni ai tornelli del prossimo stadio a rischio e vieti l’accesso alla masnada non in possesso della Tessera del Tifoso rilasciata dal Ministero degli Interni: bollata, registrata e autenticata.

Sarebbe ora che qualcuno Le facesse barba e baffi!

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16 Risposte to “L’ITALIETTA DELLA TESSERA DEL TIFOSO OSTAGGIO DEGLI ULTRAS SERBI”

  1. Lucia said

    Sono d’accordo al 100%. Purtroppo, quando arrivano in Italia tutti si permettono tutto perché hanno la quasi certezza di farla franca o di non pagare secondo la gravità dei reati commessi.

  2. Sirio said

    Bello, bello, bello questo articolo! Gli hai detto tutto quello che si meritano!

  3. Sandrino55 said

    Tutto verissimo. Il guaio è che non cambia mai niente. Si dibatte e si discute ma passata l’ondata emotiva ritorna tutto come prima.

  4. Di Rotta su San Siro said

    È l’Italia, hai detto tutto.

  5. El Gamba de Legn said

    Hai tutte le ragioni!

  6. Lapidario said

    Siete tutti dei buffoni.

  7. […] è solo il prologo dell’interessante articolo pubblicato dal Blog Calcio e Parole continuate sul posto la vs. […]

    • ladycalcio said

      UN GRAZIE AFFETTUOSO PER LA STIMA E L’ATTENZIONE CON CUI MI SEGUITE COSTANTEMENTE.

      SALUTI ALLA SPLENDIDA SARDEGNA E CIAO A VOI TUTTI DA LADYCALCIO

  8. mario said

    l’ho girato sul mio sito il tuo articolo complimenti……..

    cmq quello che mi meraviglia che la polizia è sempre pronta a “pestare” quando si tratta operai in protesta, studenti in sciopero, manifestanti in guanti bianchi (rammenti del g8 di genovese memoria)…..e non muove un dito, un’idrante a raffredare l’animo ad un imbecille che celava sua identità con un passamontagna e mostrava fiero i suoi ridicoli tatuaggi ……….

    • ladycalcio said

      La mia battuta “La Polizia sta a guardare” (ispirata alla celebre pellicola)si riferisce al triste spettacolo che tutti abbiamo visto all’interno dello Stadio Luigi Ferraris. È doveroso precisare che tale critica non è rivolta agli agenti, trovatisi a dover fronteggiare una situazione delicatissima e ad altissimo rischio per loro stessi e per gli spettatori, bensì ai vertici che impartiscono loro gli ordini. Ad essi vanno imputati, a mio avviso, gli errori strategici nella gestione delle Forze dell’Ordine e la mancanza di coraggio nell’adottare misure forti e impopolari contro la delinquenza. Purtroppo, questo non vale solo per il calcio.
      Quello poi di fare la voce grossa con i più deboli e scansarsi davanti a chi mette paura è un altro vecchio italico vizio (vedi anche, più in piccolo, il comportamento degli steward quando ti rompono le scatole perché ti alzi in piedi a scattare una foto ma brillano per la loro assenza dai settori degli ultras).
      A onor del vero, la Polizia è stata purtroppo protagonista di violenti scontri con i teppisti serbi fuori dallo stadio, come ampiamente documentato dalle varie TV.

      Grazie del tuo apprezzamento.

  9. Pocho said

    Ma come facevano a non saperlo? Le fonti serbe affermano che le nostre autorità erano state avvertite. Io ci credo, temo che l’Italietta, come la chiami, abbia sottovalutato il monito, come è già successo più di una volta. Ma anche se il nostro Ministero non fosse stato avvisato, sarebbe bastato tener d’occhio i precedenti e allertarsi all’arrivo dei pullman e dei cortei.

  10. Franco said

    Hai esaminato a fondo l’accaduto e hai centrato quelle che dovrebbero essere le rispettive responsabilità. Non hai trascurato nulla.
    Adesso, nessuno degli addetti ai lavori ammetterà i propri errori. Quindi i fattacci, come al solito,
    finiranno a tarallucci e vino bianco.
    Proporrei di organizzare un dibattito televisivo con la presenza dei responsabili della Sicurezza di quella serata, inclusi i “pezzi grossi” che non si vedono mai.
    Ne vedremmo delle belle. Ciao.

    • ladycalcio said

      Temo che non li vedremo neppure stavolta. Nella migliore delle ipotesi, aspettiamoci contorte frasi in “politichese” come quelle di Massucci, vuoti dibattiti infuocati sull’onda emotiva, propositi già mille volte disattesi e il classico italico scaricabarile.

  11. Pandora 2000 said

    Scopro adesso il tuo blog…. ammazzala se picchi duro!

  12. Forza Milan said

    Finché le acque sono rimaste tranquille e gli è andata bene si sono illusi di aver raddrizzato la situazione, non appena è tornata l’emergenza si è visto chiaro il mega flop.

  13. Irriducibile said

    La tessera del tifoso è una vergogna e come dimostrano i fatti di Genova è pure inutile. Giusto che gli ultras siano contrari. E poi quando arrivano centinaia di criminali che forzano ai cancelli d’ingresso dello stadio non c’è tessera che tenga.

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