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L’Italia di Prandelli: tanto, tanto, tanto lavoro da fare

Posted by ladycalcio su giovedì, agosto 12, 2010

47 giorni dopo la débacle sudafricana contro la Slovacchia, nell’amichevole disputata martedì sera all’Opton Park di Londra contro la Costa d’Avorio, la neonata Italia di Cesare Prandelli è ripartita da dov’era rimasta: da una sconfitta. Per carità, non facciamoci subito condizionare dal risultato negativo e dalle relative statistiche. Diamo tempo al nuovo tecnico di lavorare e di dare un volto alla sua Italia.

Italia che ha ripreso il suo cammino con 8 reduci dal Sudafrica, con un solo Campione del Mondo 2006 (De’ Rossi) e ben 5 esordienti assoluti. Largo ai giovani come Balotelli, all’oriundo Amauri e soprattutto a Cassano, invocato a furor di popolo.

Ciò che si è intravisto da quest’ultimo è stato qualche spunto di fantasia unito a qualche bel passaggio; perlomeno, nella fase iniziale, caratterizzata da un po’ di brio da parte dei nostri. Molto meno si è visto da parte di Balotelli, sacrificatosi nei recuperi ma spentosi molto presto insieme al resto di una squadra penalizzata dall’assenza assoluta di affiatamento, visibilmente a corto di condizione atletica e,  per di più, contrapposta a un avversario già affiatato e veloce, senza contare l’attenuante della fitta pioggia e delle traiettorie del pallone falsate dall’acqua.

Dopo un palo di Motta all’inizio del 2° tempo, rieccoci dunque in svantaggio secondo il solito copione, grazie ad una rete di testa di K. Touré sul primo palo propiziata dalle note magagne della nostra difesa, tuttora di stampo juventino .

A questo punto l’Italia si spegne, si perde. Gli ivoriani aumentano il ritmo, si trovano a memoria, ci fanno ballare nel possesso palla. Non serve addentrarsi in approfondite analisi tecnico-tecniche per descrivere lo spettacolo sul finale: i nostri non si trovano, sono lentissimi a riflettere, palesemente in difficoltà non appena ricevono il pallone sui piedi. Proprio, non sanno dove metterlo. Manca la propulsione sulle fasce, si sprecano le occasioni mancate.

La marea di sostituzioni a disposizione dei due tecnici innesca una girandola di cambi. Entrano Borriello, Quagliarella, Cassani, Giuseppe Rossi, Marchisio, Montolivo, in un continuo rivoluzionamento di schemi e di modulo: dal 4-2-3-1 iniziale, al 4-4-2. E se tali prove sono senz’altro indispensabili a Prandelli per testare le varie alternative a sua disposizione, l’osservatore esterno non ci capisce più nulla.

L’ambiente degli Azzurri sembra tuttavia positivo. A fine incontro, Chiellini giustifica il crollo fisico facendo notare come gli Azzurri siano in realtà insieme da soli 2 giorni e come alcuni giocatori abbiano ripreso la preparazione da una settimana soltanto. Il difensore juventino parla di “tanto entusiasmo”, di “tanta voglia di risollevarsi e di tornare a vincere”.

Dal canto suo, il nuovo ct ha visto “impegno, volontà e determinazione”. “Dobbiamo diventare più squadra” (…) “la gente ci ha fatto capire che è con noi”, ha aggiunto. Ora, secondo Prandelli, la priorità è “migliorare la qualità del gioco, perché migliorando la qualità del gioco automaticamente acquisti personalità di squadra”.

In sintesi, l’avventura è appena incominciata e per dirla con Beppe Dossena (Rai Sport), c’è ancora “tanto, tanto, tanto lavoro da fare”. Ma proprio tanto. In bocca al lupo, Cesare!

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4 Risposte to “L’Italia di Prandelli: tanto, tanto, tanto lavoro da fare”

  1. Il Cuchu di Brescia said

    Per i miei gusti nella difesa Azzurra ci sono ancora troppi juventini. Salverei senz’altro Chiellini, mentre per la fascia auspico il futuro utilizzo di Santon.

  2. Zibirillo said

    Con il disastro che gli ha lasciato Lippi, ne avrà eccome di lavoro da fare, povero Prandelli!

  3. Carlo said

    Hai detto giusto che alla fine non si capiva più nulla.

  4. Evinrude said

    Auguri Cesare, ne hai bisogno!

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