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GERMANIA: IL POLPO PAUL RISCHIA IL FRITTO MISTO

Posted by ladycalcio su giovedì, luglio 8, 2010

Nel dopopartita di Germania-Spagna (0-1), qualche tifoso tedesco ha auspicato di vederlo sul piatto. Sto parlando di Paul, il polpo “Nostradamus” dell’acquario di Oberhausen che aveva “predetto” la vittoria degli iberici.

Senza scomodare le creature degli abissi, una semplice occhiata alle formazioni iniziali delle due squadre sarebbe bastata per rendersi conto della migliore qualità della Spagna sotto il profilo delle individualità e dei relativi valori tecnici. Ma si sa, il pallone è rotondo… La Germania affrontava i Campioni d’Europa in carica forte dello spirito di squadra, della proverbiale coesione teutonica e … della convinzione di avere già il Mondiale in tasca. Era accaduto lo stesso anche nel 2006, ma stavolta, l’eliminazione precoce degli Azzurri di Lippi – “rei” di aver espugnato Berlino quattro anni fa -, aveva messo quel pizzico di pepe in più nelle teste e nelle gambe dei tedeschi.

Per la Germania sarebbe stata l’8^ finale mondiale, per la Spagna sarà la prima nella storia dopo una partita che, quanto a valori calcistici, di storia ne ha avuta poca. La Spagna ha vinto meritatamente grazie ad un possesso di palla schiacciante fatto di mobilità, dinamismo, tocchi di prima e pregevoli triangolazioni.

La superiorità dei suoi giocatori è stata evidente nell’uno contro uno, nei movimenti senza palla e soprattutto nella tattica, sapientemente orchestrata, di far girare il pallone impedendo ai tedeschi di inserirsi nelle trame e di sviluppare il gioco. Forte su contropiede, la Germania ha sprecato preziose energie nel vano tentativo di spezzare il ritmo della Spagna e di rincorrere palla. Non è invece riuscita ad intercettare i palloni, né tantomeno a ripartire in direzione dell’ultimo terzo di campo, la zona dove gli spagnoli sono più vulnerabili. Per contro, gli uomini di Löw hanno perso troppe volte palla anche in fase di costruzione della manovra, mancando soprattutto al centrocampo.

Soliti segnare sin dal primo tempo, sono giunti a metà gara senza goal all’attivo. Un fatto che, secondo qualche commentatore, avrebbe inciso sul morale. A segnare ci ha pensato lo Puyol, in una Nazionale con Torres a mezzo servizio impostata sui guizzi vincenti di Villa.

Alla Germania resta il rimpianto della squalifica di Thomas Müller, seduto in tribuna accanto a Oliver Bierhoff; a Klose, quello di non aver raggiunto il record di goal di Ronaldo (15). Ma per far questo c’è ancora la finalina di sabato contro l’Uruguay. Una partita a cui il capitano Philipp Lahm, intervistato da ARD, ha dichiarato di non avere, al momento, nessuna voglia di partecipare.

Marcello Lippi avrebbe molto da imparare dal ct tedesco Löw, che nonostante la delusione per la sconfitta, si è concesso con calma e cortesia al primo canale televisivo tedesco per un’analisi serena dell’incontro.

La riedizione-rivincita della finale del ’74 fra Germania e Olanda non ci sarà. Ad affrontare gli Oranje sarà la compagine di Del Bosque, formazione che rispetto alla Germania ha l’evidente vantaggio di un affiatamento già consolidato. L’undici di Löw esce dal torneo a testa alta dopo aver sconfitto con punteggi altisonanti Inghilterra e Argentina: resta un gruppo valido, con prospettive future e giovani promettenti come Thomas Müller, inquadrato a fine partita mentre alcuni addetti gli impediscono di entrare in campo.

Fra i tifosi tedeschi c’è chi sfoga la propria delusione contro il polpo Paul e chi dando in escandescenze. A Berlino, l’ormai celebre “Fanmeile” si spopola facendo registrare alcuni arresti da parte della Polizia. A Monaco, dove il glorioso Stadio Olimpico teatro della vittoria della squadra di Helmut Schön di 36 anni fa era stato allestito con maxischermi, i tifosi sfollano ammutoliti. ARD mostra una bimba bionda che piange sconsolata e che commuove Günter Netzer, il campione del mondo ’74 opinionista in studio.

Ma Netzer giocava nel Borussia Mönchengladbach. I sostenitori del Bayern, avversario storico del Borussia, potranno consolarsi tifando per Robben e Van Bommel nella finale di domenica.

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12 Risposte to “GERMANIA: IL POLPO PAUL RISCHIA IL FRITTO MISTO”

  1. The Night Rider said

    La Germania aveva battuto due squadre sì di blasone (Inghilterra e Argentina), ma molto sotto tono e si era illusa di essere a un livello superiore di quello effettivo che si è visto sul campo. È un vecchio vizio dei tedeschi quello di gasarsi prima delle grandi competizioni. Un po’ può far bene, ma quando si perdono clamorosamente di vista i propri limiti, si va inevitabilmente incontro a delusioni.

  2. Pegaso said

    Ma povera bestia, lasciatelo in pace!

  3. Jack lo Squartatore said

    Eh eh, i tedeschi, ridevano di noi….

  4. Puyol said

    GRANDE, GRANDISSIMO, IMMENSO PUYOL !!!!!!!!

  5. Magic 8 said

    Vero che i tedeschi ce l’avevano a morte con noi italiani perché nel 2006 gli abbiamo rovinato la festa in casa loro. Ma almeno, come gioco qualcosa loro han fatto vedere, e poi hanno battuto due grandi come l’Inghilterra e l’Argentina. Escono a testa alta, mentre noi…. sob

  6. El Nino said

    E dire che la Spagna è orfana del Nino Torres. Villa basta da solo a mettere KO qualunque difesa, d’accordo, ma pensate a cosa riesce a fare Del Bosque senza un uomo chiave!

  7. Pio said

    Più forte la Spagna, non c’è stata storia.

  8. Klaus said

    Schade, Jungs… 😦

  9. […] Ladycalcio non ha finito qui il suo articolo e si raccomanda di continuare a leggerlo nel suo sito […]

  10. Rascal said

    Löw come tecnico non mi sembra la fine del mondo. Neppure la Germania mi è parsa questa grande meraviglia. Ricalca un po’ il modello di Klinsmann, ma manca di varianti valide negli schemi e quindi vince fino a che trova avversari adatti al suo gioco. In caso contrario non sa cambiare gioco e va sotto.

  11. Fiz said

    Peccato, speravo nella riedizione della finale del ’74

  12. Il polpo said

    Grande Paul superstar!

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