CALCIO E PAROLE

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I gladioli di Van Gaal

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 21, 2010

Arrogante” e “dominante”. Si è definito così da sé, Louis van Gaal, cognome da pronunciarsi rigorosamente con la “g” gutturale all’olandese.  Non stentiamo a credergli: dopotutto, stiamo parlando del maestro di  José Mourinho…

Alla pari del suo allievo, Van Gaal non va esattamente d’accordo con tutti: tanto per cominciare, litiga di brutto con i casi e le declinazioni della grammatica tedesca. “Sei mesi con Van Gaal non sono facili”, ha ammesso  in riferimento  al suo caratteraccio. E dire che soltanto sei mesi fa, con il Bayern protagonista del peggior inizio di campionato degli ultimi 43 anni, la sua panchina traballava paurosamente e i tifosi chiedevano a gran voce la sua testa, accusandolo di aver creato in seno alla squadra il “clan degli olandesi”.

Nel frattempo, i pluricampioni di Germania ne hanno finalmente assimilato la “filosofia” offensiva e veloce. Dico “filosofia” e non “modulo”, secondo un termine assai caro a Van Gaal, che predica: “Il calcio è uno sport di cervello, non di gambe”.

“O I GLADIOLI, O LA MORTE”

Questo modo di dire olandese, completamente sconosciuto in Germania prima della semifinale di Coppa di Germania contro lo Schalke (momento di crisi in cui il Bayern aveva rischiato di giocarsi tutto nelle settimane decisive), è divenuto il Leitmotiv dei tifosi bavaresi per bocca di Van Gaal.

Attribuito al ciclista Gerrie Knetemann (nelle premiazioni delle lunghe tappe del  ciclismo – così come alla quattro giorni di marcia di Nimega – i vincitori  ricevono un mazzo di gladioli), significa dare il tutto per tutto pur di raggiungere il traguardo da vincitori, a costo di stramazzare morti. In altre parole: o tutto, o niente.

Lo riferisce sul suo blog il linguista tedesco Dr.Stephan Bopp (http://canoo.net/blog/2010/05/19/das-feierbiest-und-die-gladiolen/), secondo il quale l’espressione trarrebbe ulteriore ispirazione dal nome latino del fiore (gladiolus), che significa “piccola spada” e dalle antiche lotte fra gladiatori. Infatti, come vi si precisa, anche il termine “gladiator” deriva dal latino “gladius” (spada). Non per nulla, nei combattimenti fra i gladiatori di un tempo vi erano due sole possibilità: o la sconfitta e la morte, o la vittoria, con relativo lancio di gladioli da parte degli spettatori.

Ebbene: dopo i due titoli finora centrati (campionato e coppa), a Van Gaal sono stati regalati, in segno beneaugurale, due mazzi di gladioli….

PREMIAZIONE BAGNATA

Ho chiesto ai miei giocatori di non farlo. Dopo devo andare al ristorante e non vorrei puzzare di birra”, aveva dichiarato pubblicamente prima della vittoria di campionato pregando i suoi uomini di risparmiargli la “Bierdusche”, la tradizionale doccia di birra a cui nessuno dei suoi predecessori – da Hitzfeld a Magath – era mai sfuggito.

Ma conoscendo le usanze tedesche, Van Gaal si era premunito. Dopo che nel primo tempo della partita contro l’Hoffenheim dell’8 maggio scorso aveva indossato un abito giacca e cravatta confezionato su misura, curato nei minimi dettagli fino alle pieghe della stiratura, dopo l’intervallo aveva  stranamente tardato a rientrare dagli spogliatoi. Rieccolo finalmente per il secondo tempo… in tuta! Non a torto. La sua strenua difesa contro “pinta selvaggia” cadeva alle 17.42 spaccate – come cronometrato da alcuni divertiti giornalisti. Ironia della sorte, non per mano di un tedesco, bensì del connazionale Van Bommel, primo capitano olandese nella storia del Bayern a ricevere nelle mani la “Meisterschale”.

L’ALLIEVO HA SUPERATO IL MAESTRO

Parimenti, Van Gaal è il primo allenatore olandese a fregiarsi del titolo della Bundesliga. Impresa mancata persino dal grande Rinus Michels, ideatore del calcio totale negli anni ’70, suo grande modello sin da ragazzino. “Quando andavamo a vedere le partite, gli altri ragazzi guardavano i giocatori, io  guardavo soprattutto l’allenatore”, ha dichiarato di recente.

Le analogie fra Van Gaal e Michels sono sorprendenti:  entrambi vantano una vittoria di Coppa dei Campioni con l’Ajax,  hanno vinto la Liga spagnola alla guida del Barcellona, hanno seduto sulla panchina della Nazionale olandese ed hanno allenato club tedeschi: Michels il Colonia e il Leverkusen e Van Gaal il Bayern.

DOPPIETTA

Battendo per 4-0 il Werder Brema nella finale di Coppa di Germania disputata sabato scorso a Berlino, il Bayern ha nel frattempo centrato la doppietta campionato-coppa nazionale. “Non ci avrei creduto”, ha confessato il grande Franz Beckenbauer, presidente onorario del Bayern. “Soltanto ad ottobre giocavamo un brutto calcio, statico e senza coraggio”.

Qualche dubbio doveva averlo avuto anche l’”ex” Oliver Kahn, ora commentatore per la rete TV ZDF, che prima del calcio d’inizio aveva pronosticato un 2-2 dopo i tempi regolamentari e una decisione dell’incontro ai calci di rigore. Tuttavia, nel suo commento tecnico a fine partita, il grande “Olli” ha successivamente posto l’accento sui progressi  mostrati dalla squadra e sulla qualità del suo gioco, fatto di cambi ritmo, possesso palla e preziose individualità, definendola “di livello mondiale”. La rosa dei bavaresi spazia dai fuoriclasse Ribéry e Robben al 19enne Thomas Müller, maturo per una finale di Champions League ma troppo giovane, nella ferrea gerarchia del Bayern, per permettersi di rovesciare in testa al presidente Uli Hoeneß gli 8 litri di birra contenuti dalla Coppa di Germania…

IN VISTA DELL’INTER

A pochi giorni dalla finale di Madrid, sempre su ZDF, Van Gaal ha tenuto a differenziare la sua “organizzazione” di gioco da quella di Mourinho: “Mourinho è organizzato per distruggere il gioco degli avversari, io per costruire il bel gioco, attaccare e vincere. Prevedo che Mourinho cercherà di distruggere il gioco del Bayern”, ha dichiarato con il suo marcato accento olandese.

Intanto, le quote in terra tedesca sono di 51 a 49 a favore del Bayern, che in caso di vittoria, sarebbe la prima compagine tedesca di tutti i tempi a centrare la tripletta. Sul pronostico aleggia l’assenza di Ribéry, rimpiazzato dal turco Altintop. Un’assenza pesantissima per l’economia del gioco di fascia del Bayern. “Ribéry è insostituibile”, ha dichiarato in esclusiva Beckenbauer alla rete TV Sport 1. “Forse, sarebbe sostituibile giocando in 12…”

Chi conta sul blocco del Bayern è il ct tedesco Joachim Löw, che ha lodato i progressi tattici della squadra, la sua suddivisione degli spazi nel reparto offensivo e il gioco veloce di Olic, Robben, Ribéry e Müller, abilissimi ad inserirsi negli spazi anche in fase di non possesso. Il discorso sulla Nazionale non poteva non scivolare nel paragone con il ‘74/’76, epoca della storica tripletta dei bavaresi in Coppa dei Campioni, quando con il blocco del Bayern dei Maier, Müller e Beckenbauer, il ct Helmut Schön vinse i Mondiali di Monaco ’74 battendo in finale, udite udite, proprio l’Olanda di Michels, con tanto di goal di Gerd Müller.

Ora, il giovanissimo Thomas Müller sogna di emulare il suo celeberrimo omonimo a Sudafrica 2010. Ma fa bene attenzione a non farsi sentire da Van Gaal….

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7 Risposte to “I gladioli di Van Gaal”

  1. The Night Rider said

    Speriamo che il fiorista abbia esaurito le scorte…

  2. Matteo said

    Van Gaal è un personaggio della stessa imporonta caratteriale di Mourinho, sia sul campo sia fuori, il che rende la sfida di sabato ancor più entusiasmante. Da neutrale dico semplicemente “che vinca il migliore”, e soprattutto, che vinca il calcio vero, senza che la finalissima sia decisa da episodi alla Ovrebo.

  3. Pippo said

    Sarà una bella sfida fra due allenatori che si assomigliano molto…

  4. Evinrude said

    Non è per essere ripetitivi, ma articoli così dettagliati e pieni di curiosità sul calcio tedesco non si leggono neanche sulla Gazzetta! Superlady!

  5. Pepe said

    Mou e Van Gaal, due campioni di simpatia!

  6. Gad said

    Gli allenatori stranieri arricchiscono il vocabolario del calcio tedesco. I gladioli di Van Gaal andranno ad aggiungersi alle bottiglie vuote di Trapattoni e a “Ich habe fertig”, dello stesso autore.

  7. Klaus B. said

    Das Double haben wir doch geschafft. Danke Louis, bleib mit uns und wir werden nächstes Jahr Revanche nehmen!

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