CALCIO E PAROLE

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L’INTER DEI DUE DILEMMI ESPUGNA STAMFORD BRIDGE

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 17, 2010

L’Inter ha “incartato” il Chelsea: l’analisi della vittoria nerazzurra a Stamford Bridge è interamente racchiusa in questo verdetto di Gianluca Vialli su Sky.

Il verdetto del campo è il goal di Eto’o su un Chelsea irriconoscibile, che sancisce il meritato passaggio ai quarti dei nerazzurri ma che lascia aperti due eterni dilemmi. Il primo: quando una squadra forte come il Chelsea d’improvviso appare l’ombra di se stessa, non gioca e non riesce ad entrare in partita… è demerito della squadra stessa, o piuttosto, merito dell’avversario che non la lascia giocare?

Il secondo dilemma:  perché il cammino dell’Inter non smette di essere caratterizzato dall’alternanza di tonfi contro avversari modesti (vedi Catania) e prestazioni superlative contro potenziali scogli insuperabili (vedi il doppio confronto con il Chelsea)?

L’incontro di ieri sera ha visto un’Inter ben organizzata sul campo, solida e compatta. Particolarmente brillante in difesa, ha chiuso ogni possibile spazio ad un Chelsea dal “gioco prevedibile” (parole di Mourinho), incapace di farsi largo al centrocampo e di trovare spazi in avanti. Un Chelsea regolarmente imbrigliato ad ogni tentata progressione offensiva, un Chelsea lento, scontato, intercettato nei palloni e nei pensieri.

Un Chelsea irriconoscibile contro un’Inter a sua volta irriconoscibile – in positivo – rispetto alla partita di Catania, disputata soltanto tre giorni prima. Qui ritorno al primo dilemma e senza nulla togliere alla bravura di Mourinho e dei nerazzurri nell’affrontare gli inglesi, non posso non dire che, a mio avviso, il Chelsea ha largamente demeritato. In particolare, mi aspettavo molto di più dal “tattico” Ancelotti.  Il buon Carletto, già vincitore del trofeo come giocatore, era tornato a sedersi sul trono europeo  come tecnico di un Milan invecchiato, disastrato e tenuto insieme con i cerotti, dal quale aveva sempre saputo trarre il meglio dibattendosi fra problemi e infortuni. Mi meraviglia che ieri sera non abbia saputo cambiare gioco, non abbia perlomeno tentato di diversificarlo giocando sul modulo,sugli schemi, sulle sostituzioni… “Non abbiano mai avuto il controllo della partita”, ha ammesso a fine incontro. Un’ammissione grave. Secondo Ancelotti, l’Inter ha vinto “per la forte pressione che ha messo in tutte le zone del campo”. Verissimo, ma sull’altro fronte, il Chelsea è apparso completamente fuori registro – e non solo per i meriti dell’Inter. Passavano i minuti ma lo squadrone londinese restava svagato, non concretizzava, correva ma non pensava e rimaneva regolarmente imbrigliato fra le maglie nerazzurre a dispetto di quel  4-2-3-1 di Mourinho (in pratica, un 4-3-3) che gli opinionisti avevano definito troppo “spregiudicato” e “sbilanciato” per poter funzionare in casa del Chelsea. Una squadra che, tuttavia, Mou aveva il vantaggio di conoscere bene anche nei punti deboli…

Massimo Marianella su Sky: “Il Chelsea sentiva troppo questa partita”. – Una partita che, a prescindere dall’analisi tecnico-tattica, segna un’importante duplice svolta: l’Inter inizia ad acquisire una sua personalità anche in Europa – e ad essere temuta. Grazie alle due vittorie nerazzurre nel doppio confronto, ribalta inoltre lo stereotipo dell’inferiorità delle italiane nei confronti delle inglesi, rivelatesi battibili anche sul loro terreno. Di certo, a questa metamorfosi positiva dei nerazzurri ha contribuito l’innesto di campioni d’esperienza quali Lucio, Milito e Sneijder, ieri decisivo.

Rimane tuttavia il secondo dilemma, ossia l’interrogativo sul come e perché della repentina trasformazione dell’Inter di Catania in quella di Londra.  Che sabato i nerazzurri fossero apparsi “scoppiati” nel fisico e nella testa, è un dato di fatto. Cosa li ha trasformati?  Cosa induce in loro quell’alternanza di picchi e crolli? Il bisogno di motivazioni forti? Se così fosse, significa forse che la squadra non possiede ancora una mentalità vincente a 360 gradi o che prende determinati avversari “sotto gamba”? Oppure, il rendimento altalenante della Beneamata dipende dalle caratteristiche del gioco degli avversari? In questo caso, non significa forse che l’Inter deve al più presto colmare dei grossi deficit tattici? Se davvero vuol fare sul serio ed ambire al trono d’Europa, deve assolutamente trovare le risposte a questi interrogativi, finora liquidati da giornalisti e tifosi con le solite battute sulla “pazza Inter”.

A proposito di commenti, se mi si consente una battuta, quelli dei mass media mi paiono più sbilanciati del modulo di Mou: distruttivi dopo Catania, neanche il Milan fosse già stato campione d’Italia con 10 punti di vantaggio, euforici dopo ieri sera nel definire l’accesso ai quarti come un “capolavoro tattico di Mourinho”, grazie alla sua “consapevolezza dei limiti dell’avversario”, e via dicendo. Ladycalcio cerca di restare con i piedi per terra, ricordando, come già in passato, quanto sia labile il confine fra una prestazione ritenuta strepitosa e il pugno di mosche in mano che ben conosciamo.

Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma ripensiamo per un attimo a quell’”abbraccio” di Samuel in area di rigore, a quelle trattenute su Terry e Ivanovic e ai relativi fischi omessi a favore del Chelsea. Immaginate che corso avrebbe preso la partita se Stark avesse concesso il giusto calcio di rigore contro l’Inter… Immaginate anche come avrebbe reagito Mourinho se fossero stati ignorati simili falli sui suoi uomini… Oggi, i giornali vivrebbero delle sue dichiarazioni su intrighi e complotti.  In questo senso, è il signorile Ancelotti ad aver dato tanti punti a Mou.

Con i “se” e con i “ma” la storia non si fa? Vero, ma occhio che questa affermazione non debba presto valere  all’inverso! Diamo dunque il giusto valore a questa vittoria: un’eccellente prova dell’Inter, un calcio alla maledizione degli ottavi, un importante indizio di maturazione e – così si spera -, l’inizio di un nuovo corso da parte dei nerazzurri. Non da ultimo, un’iniezione di fiducia per il campionato: già da sabato a Palermo, quest’ultimo sarà giudice di una squadra (soprattutto di una Società) che di problemi deve risolverne ancora tanti, a cominciare dal quel “caso Balotelli” che ha agitato la vigilia di coppa. E se proprio vogliamo metterla sul piano delle motivazioni, il Milan libero da impegni europei in clamorosa rimonta dovrebbe bastare e avanzare. O no?

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27 Risposte to “L’INTER DEI DUE DILEMMI ESPUGNA STAMFORD BRIDGE”

  1. Anima Nerazzurra said

    FORZA RAGAZZI, SEMPRE COSI’ QUALUNQUE SIA LA FORZA CHE VI SPINGE!!!!!

  2. M.G. said

    È d’obbligo rimanere coi piedi per terra, a cominciare da sabato!

  3. Anna said

    Finalmente una bellissima partita dell’Inter, che ci ha concesso di godere una serata d’euforia senza la solita angoscia che troppe volte ci fa patire. Ragazzi, vi prego, continuate così!

  4. Pro Mou said

    Io invece sono convinto che sia stata una grandissima vittoria del nostro mister. Sull’altra panchina non sedeva uno qualsiasi, ma uno che di Europa se ne intende, hai detto bene! Credo che sia stata tutta questione di una tattica sapiente messa a punto studiando e ristudiando la sua vecchia squadra. Il modulo era un po’ ardito e un pizzico di fortuna ci può stare, ma la fortuna aiuta gli audaci!

  5. Mario said

    Ora sabato Palermo, con la testa sulle spalle.
    Speriamo che non si arrivi scarichi per effetto del rilassamento che si ha quanto si è raggiunto un traguardo, ora MOu deve far capire ai suoi che questo non era il traguardo definitivo ma un traguardo volante, per usare il gergo ciclistico, la tappa non è ancora conclusa ci aspetta in fondo il tricolore e per la volata finale la Champions…sogno o son desto?

  6. Rossonero forever said

    A sentire i commenti di oggi sembra che l’Inter abbia già vinto la coppa. Ma un po’ di moderazione? Capisco che i cugini non ne possano più del digiuno dagli anni ’60, ma i trionfalismi dopo gli ottavi mi sembrano fuori luogo.

  7. L'Inter nel cuore said

    Di progressi ne abbiamo fatti, non c’è che dire. Rispetto all’Inter timorosa e imbranata di un paio d’anni fa è tutta un’altra cosa. La maledizione degli ottavi è sfatata, abbiamo battuto una delle squadre più forti d’Europa. Prima della grande sfida ero convinto che chi fosse passata tra le due avrebbe poi vinto la Champions, ora ho paura ad illudermi…

  8. Lancillotto said

    Dite quello che volete, ma Mourinho continua a non convincermi. Sarà quel suo continuo recitare e atteggiarsi a primo della classe, sarà che la squadra piazza un acuto ogni tanto e poi ricade nel limbo, ma credo che dopo questa prova Mou sia in debito con la fortuna. Detto in altre parole, è andata bene. Il modulo di ieri sera era effettivamente azzardato e sbilanciato in avanti e se non fosse stato per i demeriti e gli errori del Chelsea (con alcuni uomini chiave in crisi), avremmo subito più di un goal. Vedremo cosa accadrà prossimamente, ma le lodi odierne a livello mondiale che dipingono Mou come miglior tecnico del mondo mi sembrano quantomeno esagerate.

  9. El Gamba de Legn said

    Sarò banale, ma quando si dice che la palla è rotonda….

  10. Il passero di Alex said

    Sono juventino e quindi neutrale. Mi è sembrata una buona Inter, ma di strada da fare ce n’è ancora tanta e soprattutto dà fastidio la boria con cui Mourinho continua a definirsi il migliore e il sicuro vincente.

  11. Lapidario said

    “Il pallone è rotondo” riassume tutto.

  12. Pia Nerazzurra said

    L’avevo detto che ero fiduciosa! Serata indimenticabile, ragazzi, cominciamo a goderci il presente senza guardare troppo avanti!

  13. Forza Milan said

    Ancelotti non aveva il vantaggio di avere allenato l’Inter e quindi di conoscerla come le sue tasche così come Mou conosce il Chelsea. Questo spiega in parte perché Mourinho sia riuscito a irretire gli avversari e Carletto no. Comunque sono sincero, io da milanista ho tifato Chelsea, forse perché Ancelotti dopo tanti anni al Milan è rimasto nel mio cuore. Nonostante questo, onore al merito dell’Inter, che ha ampiamente meritato la vittoria.

  14. Ricky said

    Sì, ma allora anche Milito non era in fuorigioco e l’arbitro ha fischiato…

  15. Caffè Colombia said

    Mourinho, tu e i tuoi moduli, ma perché cavolo hai lasciato fuori Cordoba, che oltretutto aveva riposato a Catania?

  16. Spillo70 said

    AH! FINALMENTE! POSSO ANDARE IN GIRO SENZA DOVERMI SENTIRE GLI SFOTTO’ DEI CUGINI IN UFFICIO, AL BAR, TRA GLI AMICI… GODO IO STAVOLTA!

  17. Pepe said

    Mi ha fatto ridere l’inserimento di Materazzi a tempo scaduto dopo l’esibizione in conferenza stampa… dicano che non è un contentino….

  18. Nello44 said

    Ancelotti i cambi non li ha mai saputi fare nemmeno al Milan.

  19. Nato milanista said

    Bel sorteggio, che caso, proprio l’avversaria più facile! Le forti si scanneranno fra loro e alla fine l’Inter, con il fattore C che la contraddistingue quest’anno, ho già capito che si porterà a casa la coppa di cartone.

  20. Pippo said

    CSKA… sorteggio abbordabile… a patto che non lo si prenda sotto gamba…

  21. L'Acchiappasogni said

    Primo comandamento dopo il sorteggio: non distrarsi!

  22. Angelillo said

    Rivivere quelle emozioni dopo una vita sarebbe un sogno. Ho soltanto paura di svegliarmi.

  23. Paolino64 said

    Difficile che dopo un partitone come quello di Londra l’Inter conservi intatte le forze per Palermo. Però il passaggio del turno può essere una frustata d’energia almeno del punto di vista psicoologico, forse anche da quello fisico.

  24. Forza Milan said

    ARRIVIAMOOOOO!!!!

  25. The Night Rider said

    Speriamo che la vittoria di Champions ci dia la carica.

  26. Voyager said

    Che occasione persa, cugini!

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