CALCIO E PAROLE

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INTER IN SEMIFINALE DI TIM CUP: MA QUANDO SALTA LA PANCHINA DI LOMBARDI?

Posted by ladycalcio su sabato, gennaio 30, 2010

Il goal di Balotelli allo scadere di Inter-Juve scongiura il rischio di crollo della Beneamata dopo il derby, fa saltare la panchina di Ciro Ferrara, sovrasta l’ennesima ingiustizia arbitrale ai danni dei nerazzurri e li qualifica alle semifinali di Tim Cup, risparmiando agli spettatori presenti al Meazza i tempi supplementari e la relativa ibernazione.

Vince meritatamente l’Inter e perde con onore la Juve, mentre meno onorevole mi è parsa la prestazione del Sig. Damato, reo di aver negato all’Inter un rigore netto per un fallo di mano in area di Felipe Melo. Fischietti, ci risiamo con la vecchia musica?

Ma secondo chi scrive, il vero grande perdente della serata è il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, che nella giornata di lunedì 25 gennaio, come un fulmine a ciel sereno, si era alzato dal letto con l’idea di proibire l’ingresso allo stadio agli onesti cittadini non in possesso di abbonamento all’Inter e non “schedati” tramite tessera del tifoso. Riporto il comunicato ufficiale apparso sul Sito nerazzurro:

“In occasione della sfida di Tim Cup tra Inter e Juventus, in programma giovedì 28 gennaio 2010 allo stadio “Giuseppe Meazza” in San Siro a Milano, considerando le note emesse a proposito dal Questore, dalla Società nerazzurra e dal Ministero dell’Interno, il prefetto di Milano, nella persona di Gian Valerio Lombardi, ha stabilito che:

– non sarà previsto il settore riservato alla tifoseria ospite; l’accesso all’impianto sarà consentito esclusivamente agli abbonati alla stagione sportiva 2009-2010 all’F.C. Internazionale; la vendita dei tagliandi avverrà unicamente a favore dei possessori della tessera del tifoso interista “Siamo Noi”, nonché ai singoli iscritti agli Inter Club formalmente riconosciuti dalla Società sportiva; non sarà possibile la cessione degli abbonamenti o dei singoli biglietti”.

(inter.it)

Ricordo che Lombardi si era già distinto per la recente brillante dichiarazione secondo cui, in Lombardia, non esisterebbe la mafia. Dichiarazione resa nientemeno che davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia.

Evidentemente non sazio di impopolarità, chissà se intimidito da quattro cori beceri contro Balotelli o da quali non meglio specificate “note emesse”, ha voluto bissare l’exploit. Ciliegina sulla torta, ha proibito le cessioni dei biglietti, invalidando a posteriori quelle già effettuate.

Ergo: tantissimi cittadini onesti, incensurati, che pagano le tasse e che avrebbero desiderato assistere alla partita, sono stati interdetti ad accedere al Meazza. Quale manifestazione vi si disputava?  I quarti di finale di Coppa Italia, con biglietti venduti a prezzi stracciati per attirare quattro gatti allo stadio e ridare spolvero alla competizione.

Lo ritengo un provvedimento scandaloso, che ridicolizza le nostre istituzioni.

Dott Lombardi, se non è nemmeno in grado di gestire un incontro di Coppa Italia che si disputa in un impianto semivuoto, ci faccia il favore di cedere l’incarico.

A nome delle numerosissime proteste di tifosi imbestialiti pervenutemi: chi di dovere, per cortesia, destituisca il Prefetto di Milano con cortese sollecitudine. È una questione di decoro e di rispetto verso i cittadini.

Temo infatti che con questa dimostrazione di incapacità si sia arrivati al grottesco. E dato che de gustibus non est disputandum, mi permetto di dire che, personalmente, auspicherei finalmente alla guida di Milano un lombardo di fatto anziché di nome, che avesse la necessaria conoscenza del territorio e la competenza e la determinazione per affrontare la criminalità –  e non l’atteggiamento di chi cala le armi di fronte ad essa.

L’omicidio Raciti ha trasformato l’accesso agli stadi in una guerra: tornelli, atmosfera da conflitto mondiale, inibizione delle trasferte, limitazioni nelle vendite dei biglietti … il tutto, regolamentato da quell’infelice organismo denominato Osservatorio per le Manifestazioni Sportive. L’ennesima disgraziata istituzione targata Italietta, l’ennesimo inutile carrozzone subentrato a complicare la vita degli onesti senza venire a capo dei disonesti.

Dato che siamo un Paese “serio”, davanti all’escalation della violenza togliamo la Polizia dall’interno degli stadi e affidiamo la sicurezza agli steward, figure “ibride” equiparabili alle maschere di teatro: ti aiutano a trovare il posto, ti danno informazioni, ti rompono le scatole se ti affacci alla balconata a fare una foto… se la tirano perché indossano una divisa, salvo battere in ritirata quando il gioco si fa duro (situazione che, effettivamente, non compete loro).

Siamo il Paese dei palliativi, delle non soluzioni e della limitazione della libertà personale degli onesti. Un ultrà espone uno striscione offensivo? Chiudiamo una Curva di 5.000 persone. L’inquinamento sale alle stelle perché per anni non si è fatto nulla per combatterlo? Fermiamo le auto di chi va al lavoro o desidera concedersi mezza domenica fuori porta, pazienza se a Milano vi sono ancora caldaie che vanno a nafta! In un aeroporto si scopre un terrorista imbottito di esplosivo? Legittimiamo che i body scanner spiino nelle mutande di ogni passeggero.

Mi domando: cosa ci sta a fare l’altro grottesco organismo denominato Corte Costituzionale?

Tornando al calcio, le istituzioni hanno storpiato il concetto del loro stesso ruolo, venendo meno al loro primo dovere: garantire, negli stadi, la sicurezza ai cittadini. Al contrario, nell’insicurezza, si allontanano i cittadini dagli stadi e si alza bandiera bianca dinanzi ai teppisti.

Come per l’inquinamento atmosferico, non si va al di là dei palliativi. Palliativi tanto assurdi quanto inutili, che vengono introdotti sull’onda emotiva di una pretestuosa “situazione eccezionale” che altro non è che il risultato di anni di errori e di inefficienze.

Palliativi che, mascherati sotto il pretesto dell’ordine pubblico, prendono piede giorno dopo giorno fino a diventare la regola, sempre peggio gestita e sempre più restrittiva, beceramente accettata dal popolino.

Fermiamoci un attimo a riflettere e ci renderemo conto di essere giunti all’assurdo: il divieto ad un cittadino onesto di entrare allo stadio per l’incapacità delle forze dell’ordine di garantire la sicurezza a Milano, capitale europea 🙂 e sede dell’Expo 2015, la sera dei quarti di finale di Coppa Italia, con San Siro mezzo vuoto.

Dottor Lombardi, sapesse quante persone in questi giorni l’hanno invitata a cambiare mestiere! Mi associo convinta alla richiesta.

Soluzioni vere? Zero assoluto. Il trend più caldeggiato è la tessera del tifoso, l’ultima “schedatura” della serie che porta qualche soldo nelle casse delle società senza risolvere il problema del tifoso juventino che desidera recarsi a Milano a vedere Inter-Juve, né dell’interista in trasferta a Torino.

La mia proposta: se oltre agli allenatori cominciassimo a sollevare dall’incarico anche qualche questore e prefetto?

Tornando ad Inter-Juve e al calcio giocato…

Guarda chi si rivedeMaterazzi perfetto, spettacolare, migliore in campo per oltre 90’ a un mese (???) da un’operazione al menisco :-)… Uno strano plebiscito… Ladycalcio ha in serbo un’analisi in controtendenza, ma se la riserva per il prossimo post. E tiene Matrix sulle spine…  😉

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23 Risposte to “INTER IN SEMIFINALE DI TIM CUP: MA QUANDO SALTA LA PANCHINA DI LOMBARDI?”

  1. Geko said

    Chiarissimo, fanno pagare la loro incapacità al cittadino dietro il pretesto della salute pubblica, dell’ordine pubblico, ecc. Giusto che anche questa gente renda conto del proprio operato e venga scalzata dalla poltrona se non ha fatto il suo dovere.

  2. Vecchio Cuore Nerazzurro said

    Possibile che l’Inter non possa fare nulla per evitare queste ingiustizie ai suoi tifosi, oltre a “schedarli” (come dici tu) con la card del tifoso?

  3. Sandro da Vigevano said

    Bel post, coraggioso come sempre. Finalmente qualcuno che abbia il coraggio di dire le cose come stanno. Altrimenti la gente si fa indottrinare dalle solite versioni ufficiali piene di muffa e di ipocrisia.

  4. Gaspare said

    Nonostante le polemiche e le prese di posizione dure da parte dell’Inter, l’arbitro non è stato all’altezza nemmeno stavolta e ha rischiato di falsare la qualificazione. Se avesse concesso quel rigore evidentissimo per la mano di Melo, la partita avrebbe cambiato corso molto prima. Dobbiamo dire grazie a Supermario se abbiamo portato a casa la qualificazione, ma se quel pallone a un minuto dalla fine non fosse entrato in rete, noi saremmo qui un’altra volta a raccontarcela e la Juve ad andare avanti come ha fatto troppo spesso.

  5. Susanna said

    Sono una giovane mamma bianconera di Milano, che avrebbe tanto voluto andare alla partita con la famiglia. L’avevo promesso al mio figlioletto come premio, perché dopo tanti problemi a scuola finalmente era andato bene e aveva portato a casa dei bei voti. Mi sembrava l’occasione perfetta per fargli vedere la sua Juve, la molla più forte per farlo applicare. I prezzi popolari della serata erano accessibili a tutti, anche alla nostra famiglia, che ama l’atmosfera dello stadio ma non può permettersi i costi delle partite del campionato.
    Mio figlio c’è rimasto malissimo, anche perché del divieto si è saputo all’ultimo momento, quando lui era convinto di andare e di poter vedere i suoi giocatori preferiti dal primo anello (un primo arancio a 10 € non capita tutti i giorni).
    Sembrava che fossimo noi a non volerlo più portare. Fosse almeno interista, avrei potuto rimandare di poco e sarebbe andato bene anche l’incontro di mercoledì prossimo con la Fiorentina. Invece, Inter-Juve di campionato sarà a metà aprile e con altri prezzi: il primo anello non possiamo permettercelo. Sempre ammesso che qualche altro organismo dell’Italietta non introduca il divieto d’accesso allo stadio a noi juventini anche per quella partita, neanche fossimo dei criminali. Io e mio marito ci sentiamo a disagio con il bambino perché non siamo riusciti a mantenere una promessa importante e lo vediamo di nuovo triste e svogliato.
    Grazie Dottor Lombardi, anche se presumo che a Lei di noi e dei problemi di nostro figlio non gliene freghi assolutamente niente.

    • ladycalcio said

      Credo che la Sua lettera dica tutto e che non ci sia nulla da aggiungere. Se non che verrebbe voglia di indire una colletta – a 10 euro per volta – per acquistare al Dott. Lombardi un biglietto di sola andata (o meglio, di solo ritorno) per la nativa Napoli.

  6. Alpha89 said

    Ridicoli!

  7. Caffè Colombia said

    Innanzitutto, complimenti all’Inter e soprattutto a Supermario. Forse possiamo imitare lo slogan del Berlusca: più forti degli arbitri, più forti degli infortuni, più forti della Juve :-).
    Sulla limitazione ai biglietti sono d’accordo che è stata una vergogna.

  8. Lapidario said

    Solo chiacchiere e distintivo.

  9. Orazio said

    Cos’avrebbe fatto vedere di tanto speciale Materazzi?

  10. The Hacker said

    Infatti… questa gente non rende mai conto del suo operato? Non sono juventino, ma è chiaro che in tutte le tifoserie i teppisti sono una piccolissima minoranza, mentre tutti gli altri sono gente normale che va allo stadio per vedersi la partita. Perché cavolo un prefetto avrebbe il diritto di tenerli fuori?

  11. Marino said

    È più comodo vietare l’accesso allo stadio che preparare uno spiegamento strategico delle Forze dell’Ordine. Si lavora di meno.

  12. Sabrina23 said

    Non sarà stata la partita più bella della sua carriera, comunque credo che Matrix abbia giocato bene e soprattutto sono contentissima di averlo rivisto in campo dopo così tanto tempo.

  13. Spiritoso said

    A te che piacciono le citazioni musicali… avrei una dedica per Mister Lombardi… come faceva quella canzone?

    ONE-WAY TICKET
    ONE-WAY TICKET
    ONE-WAY TICKET…
    IT’S A ONE-WAY TICKET TO THE MOON!

  14. Zebra said

    Ferrara paga per tutti e non è giusto. La Juve ha tanti problemi, primo fra tutti quello di essere stata retrocessa e di avere una società (non solo una squadra) tutta da ricostruire. Ciro, ancora grazie e in bocca al lupo per il tuo futuro!

  15. Lancillotto said

    Al di là della partita, mi domando in che mani siamo. Se un Prefetto non è in grado di gestire una situazione RIDICOLA e assolutamente all’ordine del giorno come una partita di Coppa Italia a Milano, cosa farebbe in caso di emergenza seria? Che farebbe il Dott. Lombardi se Milano fosse minacciata da un pericolo grave, per citare un esempio a caso, da un attacco terroristico? Si barricherebbe lui terrorizzato all’interno del Meazza lasciando fuori tutti noi al nostro destino?

  16. Juve mio amore said

    Appunto, quand’è che salta la panchina di Lombardi, dato che anch’io sono rimasto fuori?

  17. Il Ragazzo della via Gluck said

    Ci avessero almeno detto quali erano questi potenziali enormi pericoli. Nisba! Tutto è dovuto, la loro parola è sacra e (secondo loro), agli onesti cittadini bistrattati non è neanche dovuto uno straccio di giustificazione!

  18. Luigi said

    Non parliamo dell’Ossservatorio… fa ridere per non dire piangere.

  19. Cicciobombo_77 said

    Certo che se per ogni squadra avversaria si va indietro a rivedere tutti i precedenti dove ci sono state delle scaramucce fra tifoserie, fra un po’ inibiamo tutte le trasferte e disputiamo le partite con quattro gatti sugli spalti.

  20. Leandro said

    Partite sospese, rinviate, calendari incasinati…. si pensa a tutto meno che ai programmi dei tifosi che lavorano o che vengono da lontano per seguire la squadra del cuore e ai disagi che tutti questi continui cambiamenti arrecano loro.

  21. Diossina said

    Lady, stai tenendo sulle spine anche noi, oltre a Matrix…

  22. Lothar said

    Il Materazzi di qualche anno fa ormai ce lo sognamo… se ne sono accorti tutti e volete che non l’abbia capito Lippi?

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