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Inter-Dinamo Kiev 2-2: nerazzurri in Purgatorio

Posted by ladycalcio su mercoledì, ottobre 21, 2009

Non è l’Inferno, perché la competizione continua aperta per noi”, ha dichiarato ieri sera José Mourinho dopo il pareggio interno contro la Dinamo Kiev. La sua Inter, tuttavia, ultima nel girone con soli 3 punti in 3 partite, si trova sicuramente in Purgatorio. In campo europeo, ahimè, è il solito copione annunciato: dopo aver schiacciato sotto i cingoli gli avversari di campionato, in Champions League i nerazzurri ricadono nella mediocrità. Riecco la squadra senza personalità, titubante e sprecona,  i cambi di modulo in corsa del mister, la pioggia di cartellini gialli, e via discorrendo.

Potremmo riassumere così  lo spettacolo sempre uguale che si presenta ai nostri occhi in occasione degli incontri internazionali dei nerazzurri, ma quali le cause, una volta per tutte? Gli opinionisti televisivi e della carta stampata si sbizzarriscono in analisi tecniche su moduli, possesso palla, palle inattive, ripartenze,  squadre lunghe/corte e chi più ne ha più ne metta, senza mai porsi degli interrogativi sulla preparazione atletica dettata da Mourinho e senza mai sottolineare l’aspetto che per primo dovrebbe saltare all’occhio: l’evidente inferiorità dell’Inter sul piano fisico-atletico rispetto alle avversarie europee.

I giocatori di Mourinho vengono regolarmente sopravanzati nella corsa, preceduti sui palloni, negli agganci di prima, nelle ripartenze, ecc. Finiscono così per ritrovarsi stanchi e in affanno anche sui palloni decisivi.  Da qui la ridda di occasioni mancate e di errori sotto porta a cui ci tocca assistere ad ogni loro incontro di Champions League. A mio avviso, questa inferiorità deriva appunto da grossi deficit nella preparazione atletica. In primis, da evidenti carenze nella corsa, elemento base imprescindibile su cui costruire la resistenza e la potenza aerobica dell’atleta . Ripensate alle ultime partite: non importa con quale modulo si giochi, né che l’antagonista si chiami Dinamo Kiev piuttosto che Rubin Kazan: i nerazzurri sono sempre più lenti degli avversari e meno forti fisicamente, perdono i duelli in corsa e appaiono storditi dalla loro velocità e dai loro cambi di ritmo.

Vi sono naturalmente delle eccezioni individuali come Capitan Zanetti (che infatti svolge intelligentemente una preparazione personale aggiuntiva), il superdotato gigante Maicon e un Deki Stankovic in stato di grazia. Ma non per nulla, questi giocatori colpiscono immediatamente l’occhio dell’osservatore e si stagliano sui compagni.

Partendo da questo presupposto, se è vero che la sicurezza con cui si affrontano gli avversari deriva innanzitutto dalla consapevolezza della propria preparazione e dei propri mezzi fisici, non ha neppure senso parlare di fattore psicologico. Il resto è cronaca: la Dinamo che rischia di andare in rete già al 3’ e che ci riesce comunque al 5’;  la superiorità di Yarmolenko sulla fascia sinistra, che mette più volte a rischio la difesa interista; l’Inter che riesce a rimontare due volte lo svantaggio con due splendide reti (il lungo pallone beffardo di Stankovic e l’incornata rabbiosa di Samuel); i goal mangiati da Suazo e dall’acciaccato Eto’o (non era Mourinho quello che convocava soltanto giocatori al 100%?); il maldestro autogoal di Lucio; i soliti cambi di modulo durante la partita, a testimonianza delle incertezze tattiche di Mou; l’arbitraggio sfavorevole da parte del Sig. Atkinson; la pioggia di gialli per  Maicon (ora in diffida), Chivu e Stankovic, che rischia di costare cara nei prossimi incontri; Materazzi centravanti aggiunto dal 40’ del 2° tempo (mister, doveva aspettare ancora un po’…) per mancanza di punte (la spiegazione di Mourinho: “Quando tu non puoi andare con cane, vai con gatto”). Chissà come sarà contento Matrix della definizione…

Con tutto ciò, non tutto quello che l’Inter ha messo in mostra è da buttare. Anzi. I nerazzurri si trovano finalmente meglio nei passaggi, stanno assimilando gli schemi, deliziano il pubblico di San Siro con i preziosi assoli di Sneijder e i virtuosismi di Eto’o, come lo splendido stop di petto con assist di prima sul finire del primo tempo. Ma purtroppo per loro, i valori europei sono diversi da quelli del nostro campionato.

In calcio, di Paradiso a Inferno la distanza è molto molto corta”, ha sentenziato Mourinho. Nulla di più vero. Quella di ieri avrebbe potuto essere una vittoria (se solo Suazo non avesse mancato un goal già fatto sotto porta) o una sconfitta (se l’ottimo Sheva non avesse fatto altrettanto sul fronte opposto).

Intanto, mentre è discutibile se la sconfitta interna del Barcellona con il Kazan abbia migliorato o peggiorato la posizione della Beneamata, il bilancio dell’Inter europea di Mourinho è un dato di fatto: 2 soli  successi, 6 pareggi e 3 sconfitte, con le ultime 8 partite senza vittorie. L’ultimo successo dei nerazzurri in Champions League risale esattamente a un anno fa:  Inter-Anorthosis 1-0, del 22 ottobre 2008.

Ricordo che Mourinho percepisce un milione di euro al mese per riportare l’Inter sul tetto d’Europa. Non sarebbe ora che rendesse conto del suo operato? Sempre più insicuro e scuro in volto, il mister, la cui permanenza sulla panchina dell’Inter mi appare sempre più transitoria, ha dichiarato che della sua Intermi piace l’atteggiamento, il coraggio, lo sforzo…”. Ma tutto questo non basta. Come non basta, a mio avviso, la preparazione fisico-atletica dei suoi uomini, che cominciano a pagare lo scotto delle doppie giornate libere copiosamente elargite loro dal mister con ritmo pressoché settimanale e la penuria di doppi turni giornalieri d’allenamento. Chiedo scusa, ma tre sedute settimanali  di training di neppure mezza mattina/pomeriggio mi fanno pensare ad un programma amatoriale…

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22 Risposte to “Inter-Dinamo Kiev 2-2: nerazzurri in Purgatorio”

  1. Luca said

    Ora siamo costretti a vincere su un campo molto difficile come Kiev, dove rischiamo di trovare condizioni atmosferiche e di terreno sfavorevoli. Ma lo spauracchio è la partita dopo, a Barcellona. Perdendo con il Kazan il Barça sarà ancora più agguerrito perché costretto a far punti, il che ci complica ancor di più la vita.

  2. Gaspare said

    Possibile? Con tutti i preparatori atletici che ha l’Inter nessuno arriva a capire che la preparazione è insufficiente?

  3. Interista pentito said

    Soprattutto è l’atteggiamento di Mourinho che non mi convince. Troppa boria e finora proprio niente di speciale.

  4. Caffè Colombia said

    Non voglio attaccarmi all’arbitraggio, ma Atkinson ci ha negato un rigore evidente che avrebbe potuto cambiare il corso della partita ed ha arbitrato chiaramente a nostro sfavore. Ammetto i deficit dell’Inter, ma diciamo le cose fino in fondo.

  5. Lapidario said

    La vedo male.

  6. Baghera said

    Il guaio è non avere avuto gli attaccanti titolari al completo. Se al posto di Suazo ci fosse stato Milito, quel pallone l’avrebbe messo dentro. Non dimentichiamo che Mourinho ha dovuto sconvolgere la formazione e il modulo tattico per le assenze che sappiamo.

  7. Anna said

    Sono perfettamente d’accordo sulla disamina dellla condizione atletica dei nerazzurri. Tutte le volte che vediamo giocare squadre europee ci meravigliamo della forza, della tenuta e della velocità mantenute fino alla fine della partita, mentre i nostri sono già cotti e bolliti. Una causa ci deve pur essere.

  8. The Night Rider said

    Ottima analisi alternativa. I giornalisti di preparazione atletica capiscono ben poco e scrivono sempre le solite cose scontate che hai elencato.

  9. Carmelo said

    Mizzica! Così poco lavorano? Faccio anch’io il calciatore!

  10. Lothar said

    Il confronto perdente sul piano fisico delle nostre squadre nei confronti delle avversarie europee è un problema annoso, di cui si discute da decenni. Non credo che sia una questione di costituzione fisica come tanti credono, ma piuttosto di preparazione. È chiaro che in 3 allenamenti settimanali di 90′ non si può ottenere una condizione sufficiente per ben figurare, tanto più che la maggior parte del tempo viene impiegata nelle esercitazioni con il pallone.

  11. Alpha89 said

    Mourinho vattene, hai rotto!

  12. Barbapedana said

    Leggo sui giornali che anche in Società c’è del malcontento verso Mourinho e che in caso di flop nel girone lo Special One non sarebbe più intoccabile. Si delinea quello che hai previsto…

  13. Ampère said

    A Kiev non sarà una partita facile e a Barcellona, dopo la sconfitta casalinga di Ibra e compagni contro il Rubin Kazan, lo sarà ancor meno. L’incontro contro il Kazan a San Siro sulla carta sarebbe il più agevole, ma ho paura che non conterà più nulla dato che sarà l’ultimo e che il 9 dicembre ormai i giochi saranno fatti, in un senso o nell’altro.

  14. Special Mou said

    Perché tutto questo pessimismo? Io credo in Mourinho e nelle sue capacità di allenatore e tecnico. Diamogli ancora tempo e facciamo i bilanci alla fine. Sullo specifico della preparazione non saprei dire, dato che non sono un tecnico, ma se le vittorie su altre panchine le ha avute credo che sappia come preparare una squadra…

  15. Cindy said

    IO FACCIO TANTO TIFO E DICO SOLO FORZA RAGAZZI!!!

  16. Stefano del 2° anello blu said

    Mourinho dice che è meno preoccupatp per l’incontro a Kiev, ma io lo sono di più, prima di tutto perché per l’Inter sarà l’ultima chance e poi perché in questa stagione in Ucraina i campi sono pesanti e fa molto più freddo che qui.

  17. Il figlio del vento said

    La penso come te, i calciatori in Italia si allenano troppo poco e non hanno resistenza nella corsa. Basta vederli quando corrono in pista. Fanno ridere i polli.

  18. Arcimboldo said

    Secondo me con Milito in campo ed Eto’o in forma avremmo portato a casa i 3 punti.

  19. Magic 8 said

    Forza ragazzi, non demordete!

  20. Argo said

    Anche secondo me la preparazione fisica delle nostre squadre è all’acqua di rose e non basta per ben figurare a livello europeo. Oltretutto, nel precampionato c’è sempre meno tempo per svolgere il lavoro basilare.

  21. Paolino64 said

    Il purgatorio lo fanno fare anche ai tifosi, questo è il guaio.

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