CALCIO E PAROLE

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I 7 PECCATI CAPITALI DEL CALCIO ESTIVO 2009

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 3, 2009

OVVERO: QUANDO LA VIA DELL’AUTODISTRUZIONE è LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI – O PRESUNTE TALI.

1) La partita d’addio di Capitan Maldini rovinata da un gruppo di dissenzienti facinorosi.  Poi dicono che non esistono più le bandiere.

2) La fuga galattica in terra di Spagna di viso d’angelo Kakà, che in gennaio aveva sventolato la maglia rossonera da una finestra di via Turati, baciandola e giurandole fedeltà.  Lui sarebbe rimasto, ci mancherebbe, è stato un eroico gesto sacrificale per il bene del Milan!

3) La telenovela Ibrahimovic:  gestaccio alla Curva,  ricerca di nuove sfide, un ritorno di fiamma per i colori nerazzurri quando le porte estere sembrano chiudersi. Seguono squallide voci di strani SMS e il bacio alla maglia blaugrana.  Almeno, Ibra non ha il viso d’angelo…

4) I 95 milioni spesi dal Real per Cristiano Ronaldo. Uno schiaffo alla miseria, alla crisi economica mondiale e al buon gusto. Sono l’emblema dell’unico “valore” del calcio attuale: la logica di mercato.

5) Il goffo tentativo, da parte del Bologna, di riciclare Lucianone Moggi nei ranghi calcistci.  Dispiace vedere un simile squallore da parte di Francesca Menarini, che avevo tanto ammirato per il coraggio con cui si era fatta strada nell’ambiente maschilista del calcio.

6) Il raduno estivo dell’Inter negli USA. Dopo le “cassanate”, le “mourinhiate”, e questa è la regina.  Dopo il “coprifuoco” ad Appiano,  ai danni dei sostenitori e del canale tematico, prosegue la serie: “Mi tolgo di torno i tifosi”, alias “sborsate i soldi per gli abbonamenti e non rompete le scatole”.  Conosco bene l’impianto di Riscone di Brunico:  vi assicuro che, unita al circondario, la struttura offre tutto il necessario ad una perfetta preparazione atletica. La forma, fino a prova contraria, è questione di “olio di gambe” e di muscoli. Il resto è volere l’America, nel senso più reale dell’espressione: grandeur, gita sociale per i giocatori  e soprattutto, l”illusione di evitare il collasso economico con gli introiti esteri del marchio.

7) La disputa della Finale di Supercoppa Italiana a Pechino.  Ancora una volta, alla faccia dei tifosi. Ancora una volta,  eleggendo la logica di mercato a valore supremo, con la pia illusione, da parte del calcio, di “comprarsi” l’indulgenza dai peccati di immoralità e dissipazione reiteratamente commessi con gli introiti del merchandising e dei diritti TV.

Uno scenario da terza bolgia infernale dantesca, dove al posto dei papi simoniaci, condannati a sprofondare sempre più in basso a testa in giù in un pozzo, di questo passo a finire a gambe per aria saranno i presidenti e le società. Stanti i presupposti, il baraccone del calcio, pozzo senza fondo, è infatti destinato a crollare sotto il peso del vil denaro sperperato.

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6 Risposte to “I 7 PECCATI CAPITALI DEL CALCIO ESTIVO 2009”

  1. Oreste said

    Lo scenario dal punto di vista dei valori è desolante. Credo anch’io che le esasperazioni che hai messo in luce non possano portare a nulla di buono, poiché lontane ormai mille miglia dal concetto di sport. Quando si dice “ormai è tutto un business”… sono d’accordo che al punto in cui siamo è più facile che crolli tutto il baraccone.

  2. Momo74 said

    Sono milanista e per me la partenza di Kakà è stata un pugno nello stomaco. Non riesco proprio a digerirla e se penso che si sta per replicare con Pirlo, mi chiedo dove stiano andando il mio Milan e con lui il calcio. Purtroppo è un andazzo generalizzato. Forse l’unica sostanziale differenza fra i casi di Kakà e Ibrahimovic è stata la correttezza formale del mio (ex) idolo. Dico formale perché non so e non saprò mai che giochi ci siano stati dietro la sua cessione. La cosa più triste per me che mio malgrado ancora credo nella fede sportiva è vederla calpestata da chi aveva giurato fedeltà e attaccamento ai colori che amo. Mi consola il comportamento esemplare di Maldini, che ho sempre amato come giocatore e ammirato come uomo. Qui a mancare è stata l’altra faccia del calcio, proprio quella dei tifosi che si lamentano di sentirsi abbandonati dai giocatori. Ma forse non sono che due estremi che si toccano e che ci fanno capire come il crollo dei valori sportivi sia totale e la logica del dio denaro (che c’entrava anche qui, tanto per cambiare), la faccia veramente da padrona.

  3. sklero said

    Bene, parlando del Real vi segnalo l’ennesimo acquisto, per circa 30 milioni di euro del centrocampista del Liverpool Xabi Alonso. Un regista che interpreta il ruolo in maniera magistrale, destinato ad essere pedina importantissima del centrocampo dei blancos.

    E se ora prendono pure un buon difensore…. adios a todos!

    sklero

  4. Baghera said

    Ci si è messo pure il Napoli con la nave e i motoscafi…

  5. Voyager said

    Del mercato non se ne può più. Sono alla saturazione. Sarebbe meglio spegnere il televisore e riaccenderlo quando ricomincerà il calcio giocato.

  6. The Night Rider said

    Il fondo lo si è toccato con il comportamento di Ibrahimovic, l’esempio più indecente che hai riportato nel post. Sono scandalzzato anch’io dalle spese folli e dai voltafaccia dei giocatori mercenari, ma il caso Ibra riunisce in sé tutto il peggio del calcio attuale, mancato attaccamento alla maglia, egoismo, parola più volte ritrattata, caccia ai soldi e menefreghismo + volgarità verso i tifosi. Uno così è meglio perderlo che trovarlo.

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