CALCIO E PAROLE

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Festa Inter: cosa rispondereste a questo bambino?

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 17, 2009

Ricevo e pubblico.

Cara Ladycalcio,

Sono il papà di un bimbo di sette anni tifosissimo dell’Inter. Matteo (il nome di mio figlio) segue con grandissima passione la squadra e i  giocatori.  È già stato qualche volta allo stadio e gli è piaciuto tantissimo. Gioca a pallone e sogna di vestire un giorno la maglia nerazzurra. In primavera, quando lo scudetto mi era sembrato sicuro, gli avevo promesso che se fosse stato promosso a scuola l’avrei portato in premio al primo anello di San Siro all’ultima giornata di campionato per fargli vivere da vicino i suoi campioni e per esaudire il suo grande desiderio di calpestare l’erba di San Siro nel dopopartita.

Questa prospettiva gli aveva messo le ali. Dopo un periodo molto difficile in cui era apparso svogliato e demotivato, aveva ripreso a studiare e aveva concluso l’anno scolastico con la sufficienza piena.

Purtroppo, la giornata è stata funestata dal lutto della Saras. Ho cercato di spiegare a Matteo che nella vita succedono anche delle cose tristi e che la squadra dell’Inter, proprio in segno di rispetto verso altri papà come il suo che non c’erano più e verso i loro familiari, aveva deciso di rinunciare alla festa. Lui, da vero interista, avrebbe dovuto unirsi al lutto della sua squadra rinunciando alla corsa sul campo.

Fin qui, tutto OK. Ma quando il bambino ha visto i figli e i nipotini dei giocatori entrare in campo fra gli applausi, scorrazzare e fare le foto con i campioni, non ha più capito nulla. Perché gli altri bambini possono correre e divertirsi sul campo anche se sono morti gli operai e io no? mi domandava. Alla sua età aveva tutte le ragioni per non capirci nulla. Tu hai giustamente criticato la festa e l’offesa al lutto, ma parlando ai lettori adulti. Come spiego a un bimbo ancora piccolo che le regole che valgono per lui non valgono per i figli dei calciatori ricchi e famosi?

Matteo c’è rimasto malissimo. Sono in crisi, perché disilluderlo in tenera età sulla sua Inter e sui campioni che ammira mi sembrerebbe crudele, ma d’altra parte, davanti a certi esempi che ci danno questi personaggi, non mi sento di andare avanti a illuderlo. Tu cosa gli diresti al mio posto?

Un grazie sincero per l’attenzione e complimenti per il blog.

Gianluca

Caro Gianluca,

Lettere come la tua dovrebbero indurre a un serio esame di coscienza i protagonisti di quella pacchianata, chi l’ha “organizzata” e chi continua a spacciarla come una simpatica festa in famiglia. In altre parole, i giocatori, i dirigenti nerazzurri e certi giornalisti a loro asserviti.

Sei in crisi  e ti capisco. Tuo figlio è piccolo ma non stupido e pur spasimando per l’Inter e per i suoi giocatori, qualcosa non gli quadra. Stravede per i campioni in cui si identifica e sui quali proietta le sue aspettative e i suoi sogni innocenti di bimbo. Tu non vuoi spegnere sul nascere il suo entusiasmo e se ho ben compreso, speri che l’Inter, come avvenuto per la scuola, possa continuare ad essere un’ efficace molla psicologica per motivarlo nei momenti difficili.

Non togliergli questo prezioso stimolo. Evita qualsiasi disillusione traumatica: lo ferirebbe e lo porterebbe a disamorarsi anche della parte bella e sana dello sport. Conserva in lui la passione, mettendolo però in guardia dall’idealizzare troppo i campioni e dal farne dei modelli di vita.

Prendine ad esempio il lato buono in termini di impegno, rendimento (magari paragonandoli al suo profitto scolastico), attaccamento alla maglia, correttezza sul campo e fuori, scegliendo fra i migliori modelli. Tuttavia, con parole semplici e chiare, fagli capire che quel mondo sfavillante di soldi, gloria e vittorie, qualche volta porta i calciatori a montarsi la testa e a credersi diversi dagli altri.

A proposito della festa con le famiglie, digli chiaramente che i giocatori hanno sbagliato e che in quell’occasione hanno agito male:  sia chiaro che Matteo non è in nessun modo “meno importante” dei bambini più ricchi o figli di sportivi famosi. Al contrario, in quella circostanza si è comportato meglio di loro, da uomo vero, poiché ha compreso il dolore di altri bimbi come lui, rimasti senza il papà, ed ha avuto la forza di fare una rinuncia.

Preparalo a capire che questi signori – e soprattutto le loro famiglie – troppo spesso non sanno rinunciare, poiché nella vita sono abituati ad avere tutto subito e senza fatica, o peggio, credono che sia loro tutto concesso e tutto dovuto. Educalo a comprendere che non sono questi i presupposti giusti per crescere e per diventare uomo e che prima o poi, questa pericolosa illusione porta tanti grandi campioni a incagliarsi nelle difficoltà della vita. Insegnagli a riconoscere quando ciò avviene.

Fai tutto questo gradualmente e con delicatezza, quando se ne presenta l’occasione o quando tuo figlio ti pone delle domande. Per il resto, lascia che si diverta facendo un tifo sano e fai sì che mantenga il più a lungo possibile la purezza del suo entusiasmo.

Un grosso in bocca al lupo a te e un bacio a Matteo da

Ladycalcio

P.S: Per quanto riguarda l’invasione di campo dei tifosi, tieni però presente che pur trattandosi di una consuetudine affermata, non è inclusa nel programma “ufficiale” della festa.

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11 Risposte to “Festa Inter: cosa rispondereste a questo bambino?”

  1. Asterix said

    Risponderei più o meno quello che gli hai consigliato tu. Sono d’accordo sul tenore delle risposte, ma oltre al contenuto è importante anche come dici le cose, soprattutto a un bambino piccolo. Il tono di un padre deve dare fiducia e non essere troppo pedante se si vuole che lui segua il ragionamento e lo assimili.

  2. Zebra said

    Accidenti, che lavata di testa si prendono stavolta gli scudettati! Oltretutto dai loro stessi tifosi! Forse dopo 4 scudi non è ora di passare il testimone a qualcun altro per la festa-scudetto del prossimo anno?

  3. Maddie said

    Matteo, ti aspettiamo presto in maglia nerazzurra! Ma prima mi raccomando, studia!

  4. Zibibbo said

    Ragazzi, non fatelo disamorare proprio subito!

  5. Lancillotto said

    È un mini trattato di pedagogia educativa applicata al calcio. Ottimi consigli davvero, Lady!

  6. Gianluca said

    Grazie di cuore per la risposta sentita e per lo spazio eccezionale (e per il tempo) che mi hai dedicato! Cercherò di far tesoro degli spunti che mi hai dato.
    Continuerò sempre a leggerti!

    Ciao e sempre forza Inter

    Gianluca

  7. Kobra91 said

    No, l’invasione di campo non fa parte del pacchetto però il ragionamento è giusto per quanto riguarda il discorso sul lutto e sulla rinuncia. Comunque di solito si entra. L’anno scorso i primissimi che hanno tentato di entrare in campo sono stati fermati dagli addetti dello stadio, ma poi la marea è divenuta inarrestabile. Per far sfollare i tifosi dal terreno di gioco hanno dovuto spegnere i riflettori, ma se non fosse stata sera non so come avrebbero fatto a cacciarci via!!!!

  8. Caffè Colombia said

    Sono rimasto malissimo io, figuriamoci un bambino.

  9. Pocho said

    Toccasse a noi la festa l’anno prossimo… sarebbe una festa grande! Soprattutto una festa per i tifosi!!!!!!

  10. L'Acchiappasogni said

    Io spero soltanto che l’Inter abbia ancora davanti tante feste scudetto. Per Matteo, che è piccolino e ha ancora tanto tempo davanti per festeggiare e per noi tutti. Speriamo senza problemi e soprattutto senza lutti o avvenimenti tristi. Forza Inter, l’anno prossimo tutti in campo dopo il fischio finale!

  11. Valerio said

    Ma voi credete che quelli capiscano? Considerato il livello generale non mi farei illusioni.

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