CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

PERCHE’ NON CREDO PIU’ ALLA SINDROME COMPARTIMENTALE DI MATERAZZI

Posted by ladycalcio su lunedì, novembre 24, 2008

È il giocatore che avevo sempre difeso nei miei articoli e nei discorsi al bar, in palestra, con gli amici. E contro i suoi detrattori. Colui al quale avevo regalato un articolone in suo sostegno costatomi 6 mesi di lavoro. Leggete come mi ha trattata e il mio perché.

“Il Ritorno del Guerriero”, pubblicato su questo blog, ha una storia strana. Racconta – ed esalta – il ritorno in campo di Marco Materazzi dopo quell’inconsueto infortunio occorsogli in Nazionale a Budapest ed è frutto unicamente delle mie osservazioni dirette. Destinato a una rivista di settore, la sua pubblicazione era via via slittata fino a saltare, dopo avermi costretta, dal novembre ’07 al maggio ’08, a sei mesi di continuo re-editing. Tempo, passione, fatica (e soldi) spesi “per la gloria”.

Avevo così deciso di regalarlo a Materazzi, raccontandogli, in una lunga lettera carica di stima, fiducia e affetto sportivo, tutti i retroscena e le difficoltà incontrate nel seguirlo. Una storia che mai avrebbe potuto lasciare fredda una persona appena sensibile. Semmai fosse stato interessato a pubblicare l’articolo, gli avrei ceduto gratuitamente i diritti d’autore (volendo, avrebbe potuto pubblicarlo/linkarlo al suo blog…)

Parto dal presupposto che nessun atleta prossimo ai 35 anni, reduce dall’aver rischiato la carriera, bastonato dalla critica e con la popolarità ai minimi storici fra i suoi stessi tifosi, disdegnerebbe di vedersi portare su un palmo di mano in termini di prestanza atletica quando pressoché tutti lo considerano finito. Meno che mai Materazzi, a detta di tutti così gentile e sensibile, che infatti, quando gli avevo segnalato i brevi pezzi in sua difesa dopo l’espulsione di Liverpool e il rigore fallito contro il Siena, mi aveva immediatamente rimandato le rispettive email con un graditissimo “Ciao, grazie. Marco”.

Paradossalmente, l’articolo di maggior calibro, quello che come nessun altro lo esaltava, ha suscitato in lui un irrigidimento e un’inspiegabile prevenzione nei miei confronti.

QUALCOSA NON QUADRA

Nel mese di giugno, dopo un mese di silenzio, invio a Materazzi un’email di sollecito, in cui non gli nascondo il mio grande dispiacere e disappunto per il freddo distacco manifestatomi. Sottolineo che anche un gesto per lui semplicissimo e di nessun conto, come un apprezzamento spontaneo manifestato con il cuore, rivestirebbe per me un valore grandissimo.

Ma anche questa email rimane senza risposta. Poco dopo, Matrix sospende addirittura la casella email del suo blog (!). Non avendone più saputo nulla, aggiorno l’articolo al dopo Europei e lo pubblico su “Calcio e Parole”.

Trascorre l’estate senza che Materazzi si faccia più vivo: ha il mio indirizzo, la mia email e il mio telefono, ma da maggio è sparito nella nebbia senza degnarmi di una parola.

Mi sento tradita nella mia fiducia e offesa a livello personale e professionale, rammaricata dell’indifferenza e dell’insensibilità contro cui hanno cozzato il mio lavoro e il mio gesto di stima sincera.

Intanto, l’articolo ha un successo strepitoso e viene ripreso da altri siti e community. Un lettore lo definisce “un’enciclopedia su Materazzi”, ma a spopolare è la parte tecnica che ne esalta la biomeccanica di corsa al rientro. Stranissimo che proprio il diretto interessato reagisca con una scena muta da ultimo della classe. Mi sorge un dubbio paradossale. La cosa non mi torna e intendo vederci chiaro.

Nel mese di ottobre scrivo una lettera a Materazzi esternandogli sì tutta la mia delusione per il trattamento riservatomi, ma anche i miei dubbi sul suo strano comportamento, invitandolo a un breve incontro per un chiarimento a quattr’occhi.

IL GUERRIERO DI CARTONE

È l’ora di cena quando squilla il telefono. Ma all’altro capo della linea non c’è il “Guerriero”, bensì la moglie Daniela. Premetto che le mogli che gestiscono i calciatori mi hanno sempre fatto sorridere: brillano di luce riflessa.

Insisto per parlare direttamente con il destinatario della mia “riservata personale”. E per chi avesse dei dubbi o fosse colto da amnesia, sono in grado di documentare che l’assicurata del maggio scorso contenente l’articolo è giunta nelle sue mani. E naturalmente, molto altro ancora. Per dirla alla Mourinho, “non sono pirla”…

Il modo di Marco mi disgusta profondamente. In senso figurato, mi sento come Bruno Cirillo dopo il famoso pugno . Il “ringraziamento” al mio gesto di affetto sportivo è un tono scostante, lontano mille miglia dal Materazzi “ufficiale” delle interviste e da quello vittimista e quasi mieloso della sua autobiografia. Appare, anzi, molto sulle sue, fortemente risentito per le incongruenze che gli ho fatto notare nella mia lettera. Con mia grande sorpresa va oltre e usa dei concetti che mi offendono. No, non ho affatto una bella impressione: lo sentofreddo, sulle difensive, molto diverso dal ragazzo sensibile che avevo immaginato; e comunque, in grande difficoltà.

Non comprendo perché la mia persona gli causi il forte disagio che traspare chiaramente dalle sue parole. Tento di rassicurarlo, ma ha tanta fretta di chiudere. Così, alla fine, la paura (ma di che cosa?) sembra prevalere e anche l’ultima opportunità offertagli di incontrarmi a quattr’occhi (“Sempre che un guerriero non abbia paura di guardare negli occhi una lady” gli avevo scritto proponendogli il breve incontro) sfuma … Daniela chiama, la cena è in tavola.

È una disillusione totale. Mi trovo davanti a un muro di indifferenza e di ostinazione. Il “Guerriero” getta l’armatura e sotto, lontano di riflettori dello stadio e dalle ingannevoli luci della ribalta, mi appare così fragile…. Mentre è sempre più forte la mia impressione di avergli fatto non un regalo, ma un dispetto.

Lo invito a ripensarci, lasciandogli qualche giorno per tornare sui suoi passi. Ma per far questo, ci vuole grandezza.

ALLA RICERCA DI UN PERCHE’

Intendo andare fino in fondo e difendere la mia dignità personale e professionale. Peraltro, il comportamento paradossale di Materazzi mi pone in un grosso dilemma con i miei lettori.

Temo infatti che “Il Ritorno del Guerriero” contenga un grosso equivoco di fondo e per onestà intellettuale e obiettività di giudizio nei loro confronti, mi sento in dovere di rivederlo in chiave differente. Su un solo aspetto rimango irremovibile: l’integrità riscontrata nelle gambe di Matrix. Inizio a scavare.

L’INFORTUNIO DI BUDAPEST

C’è chi non crede nel dogma dell’Infallibilità papale, chi non crede neppure in Dio. Io non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi, che dogma di fede non è.

Premessa: tutto quanto segue è frutto unicamente del mio pensiero. La mia analisi è lungi dall’essere una critica alla diagnosi ufficiale dei medici e al loro operato, così come a quello della Società, dei suoi collaboratori e del giocatore. Va dunque intesa come una mia riflessione personale sulle incongruenze riscontrate nel racconto dei mass media. Semplicemente, non credo che sia emersa tutta la verità su questa storia e vi spiego perché.

1) L’INFORTUNIO. Materazzi s’infortuna al termine del primo tempo dell’amichevole Ungheria-Italia del 22 agosto ’07. Dalle immagini Rai, non rilevo la gravità del danno che avrebbe subito. Alle ore 01.36.56, nel momento in cui il suo dramma si starebbe consumando, il Sito Ufficiale dell’Inter parla di Materazzi “sostituito a causa di una contusione alla coscia”.

2) IL BOLLETTINO MEDICO UFFICIALE emessoil giorno dopo parla di “sindrome compartimentale acuta”, di un“ematoma lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm”. Si legge poi che “l’intervento ha permesso di togliere l’ematoma senza ampie incisioni chirurgiche, diminuendo la pressione all’interno della coscia in modo da evitare la necrosi muscolare” . Precisa il Prof. Benazzo, autore dell’intervento: “ Abbiamo optato per un intervento di aspirazione per via endoscopica e sotto controllo ecografico per lo svuotamento dell’ematoma con un’incisione di 2 cm e trasformato il versamento in un trauma contusivo”.

3) Decido di farmi una cultura sulla SINDROME COMPARTIMENTALE. Per inciso, la mia poca intelligenza mi permette di confrontare testi di chirurgia specialistica in 4 lingue.

Per sindrome compartimentale acuta s’intende l’accumulo di sangue all’interno di un compartimento muscolare. I compartimenti (o logge) muscolari sono vani anelastici nei quali alloggiano i gruppi muscolari.

Essendo la loggia inestensibile, se il sangue vi si accumula, si verifica un forte aumento della pressione intracompartimentale (ossia un aumento della pressione su muscoli, vasi e nervi all’interno del compartimento). Tale aumento di pressione, limitando il flusso sanguigno, compromette rapidamente i meccanismi di capillarizzazione dei tessuti, causando ischemia (deficit di afflusso di sangue dovuto alla costrizione dei vasi sanguigni), ipossia (carenza di ossigeno ai tessuti) e conseguente necrosi di nervi e muscoli.

Trascorse poche ore, l’eccessiva pressione tissutale supera la “soglia critica”, inducendo danni irreversibili (infarto muscolare, formazione di tessuti cicatriziali, fibrosi e retrazione dei tessuti dalle strutture adiacenti, paralisi conseguenti alla compressione prolungata dei nervi, ecc.), causa di gravi deficit funzionali e motori con rischio di perdita dell’arto.

In parole povere, si tratta di una serrata lotta contro il tempo per ripristinare l’afflusso di sangue ai tessuti muscolari che “stanno morendo” e che espongono il paziente al rischio di amputazione.

Le speranze di un buon recupero funzionale sono legate alla fasciotomia d’urgenza. In termini medici, si tratta di un intervento chirurgico che permette la decompressione chirurgica del compartimento mediante l’incisione laterale della loggia muscolare lungo il piano fasciale. In parole semplici, il chirurgo incide per tutta la sua lunghezza (diversi cm) la fascia connettivale (aponeurosi), una sorta di guaina che avvolge il muscolo, per ridurre la pressione neurovascolare.

Mi risulta che soltanto l’incisione praticata lungo l’intero corso della loggia possa garantire la sufficiente decompressione del compartimento, oltre a permettere: a) l’ispezione della muscolatura e la valutazione delle sue condizioni (contrattilità, consistenza, colorito, capillarizzazione, ecc.); b) la rimozione immediata degli eventuali tessuti già in preda alla necrosi, prevenendo l’insorgere di infezioni; c) la ricostruzione vascolare nel caso di danni ai vasi.

Peraltro, l’entità della tumefazione rende spesso impossibile (o controindicata), la chiusura immediata della ferita (anche in considerazione del rischio di un effetto rebound, ossia di un nuovo aumento del volume muscolare legato al gonfiore post-ischemico nelle ore successive alla fasciotomia).

La ferita viene generalmente suturata a distanza di qualche giorno nel corso di un successivo intervento chirurgico, previa l’ulteriore valutazione delle condizioni dei muscoli (prove di contrattilità al tocco, di sanguinamento all’incisione, controllo del colorito, ecc).

Stando a quanto sopra, la sindrome compartimentale non sarebbe una semplice raccolta di liquido incapsulato aspirabile alla stregua di una borsite, bensì una patologia d’urgenza implicante modificazioni gravissime e irreversibili a carico di tutte le strutture dell’arto colpito.

Per Materazzi si parla di “un ematoma di 10 x 40 cm dalla radice della coscia al ginocchio” (con le immaginabili conseguenze interne), di un ematoma di 600 cc che avrebbe compresso anche un’arteria, di una gamba “dura come il legno e gonfia come un pallone; così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”. Qualcuno ha addirittura parlato dello “scoppio” di un vaso. Domanda: come può essere stata sufficiente (dalle 21.15 circa del mercoledì sera alla tarda mattinata del giorno successivo!) ”un’incisione laterale di 2 cm per aspirare tutto il sangue”? Altro interrogativo: un danno ai vasi responsabile di un’emorragia interna di 600 cc (più il sangue residuo probabilmente fuoriuscito dalla cannula di drenaggio) non richiederebbe una ricostruzione vascolare?

4) IMBARCO SULL’AEREO E RISCHIO EMBOLIA

Materazzi racconta di atroci sofferenze, nonostante le quali, anziché essere ricoverato d’urgenza in Ungheria, viene imbarcato sull’aereo per Milano Malpensa, prelevato da un’ambulanza, trasportato a Pavia e operatonella tarda mattinata” del giorno dopo.

Il suo racconto a Inter Channel: “Avevo talmente tanto dolore, non ne avevo mai provato tanto (…). I Professori Benazzo e Combi sono stati tempestivi e hanno preso subito in mano la situazione, credo abbiano deciso al meglio. Ho sentito un male incredibile, in aereo mi torcevo dal dolore (…)”. Segue un patetico aggancio alle doglie del parto della moglie, che mi fa tanto sorridere in un uomo. Si legge anche: “Ho perso tanto sangue “tiravo su la testa e mi veniva da svenire.” “Con il passare dei minuti, il muscolo cresceva sempre più”.

Su “La Gazzetta dello Sport” del 24 agosto ’07, il giornalista Andrea Elefante, vicino a Materazzi, parla di un “consulto avvenuto attorno alle 23” fra i sanitari della Nazionale e quelli dell’Inter: “Una volta preso atto dell’importanza dell’ematoma della coscia destra e dei rischi che avrebbe comportato far rimanere il giocatore a Budapest hanno predisposto il suo rientro e la conseguente possibilità di un intervento immediato”. Sempre che per “immediato” s’intenda “circa il mezzogiorno del giorno dopo”!

Nell’articolo si parla, appunto, di un “ematoma di 600 cc che aveva compresso anche un’arteria”, di una “gamba che si gonfiava minuto per minuto”, di un “dolore sempre più insopportabile”, di “due collassi”, di “conati di vomito ad ogni tentativo ai alzarmi”, di una “gamba dura come il legno e gonfia come un pallone, così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”, di una “fasciatura strettissima per comprimere la contusione”. “Sentivo battere la gamba da dentro, come se ci fosse un tamburo”, afferma Matrix.

Non ci credo. A) Viaggiando in aereo con un’emorragia interna in atto, Materazzi non avrebbe rischiato l’embolia? In quel caso: immaginate, oltre alla sua sorte, quella dei medici responsabili? B) Non credo che Materazzi, a dispetto della sua etichetta di “leone”, avrebbe potuto resistere per oltre mezza giornata in quelle condizioni (mi risulta che, nei casi più virulenti, con il passare delle ore la sindrome compartimentale possa compromettere la funzione renale e cardiaca, con tutti i rischi del caso). C) Vedi punto 3 (tempestività dell’intervento e recupero funzionale). Il Prof Benazzo: “Se non avessimo svuotato d’urgenza (!?) l’ematoma, oltre al dolore del giocatore avremmo dilatato i tempi della riabilitazione”. No comment. D) Domanda: perché allora non operarlo in Ungheria con la supervisione dei sanitari italiani? E) Soprattutto: perché nessuno ha fatto notare tutte queste incongruenze? Soltanto per impreparazione?

Un’osservazione: si è parlato di 3 esami effettuati a Pavia (ecodoppler, risonanza magnetica, ecografia). Stranamente, non della misurazione della pressione intramuscolare…

5)CLICCANDO SU GOOGLE IMMAGINI ALLA VOCE “BUDAPEST MATERAZZI LASCIA LO STADIO”, appare una foto che ritrae Matrix che esce dallo stadio con le stampelle. Domanda: considerando che il match si era concluso attorno alle 22.20, l’orario di uscita dei giocatori dallo stadio (al quale risalirebbe l’immagine), non si avvicina forse un po’ troppo a quello del presunto consulto fra i medici (ore 23 ca.), quando Materazzi sarebbe stato in preda a dolori lancinanti con una gamba “che si gonfiava minuto per minuto”? Altra domanda: l’atleta ritratto in quella foto, con la coscia “ancora a misura di tuta”, vi sembra in procinto, di lì a poco, di dover essere caricato sull’aereo in lettiga e di dovervi viaggiare sdraiato sui sedili vittima di conati di vomito e collassi?

6) Cito ancora da “La Gazzetta dello Sport” del 23.11.07: “Il momento più difficile? «Tutto il primo mese: non dormivo per il dolore (…)”. Eppure, a 25 giorni dall’operazione, Matrix già correva sul campo centrale…

7) DUE PRECEDENTI ILLUSTRI NEL CALCIO sono quelli dello juventino Antonio Conte e del tedesco Christian Ziege (quest’ultimo, clamorosamente sfuggito ai nostri media). Il primo rimediò una sindrome compartimentale nella finale di Champions League ’96 contro l’Ajax, subì un intervento di fasciotomia e rimase fuori per molti mesi. Ziege, durante la sua militanza nel Tottenham, si procurò una sindrome compartimentale acuta alla coscia sinistra in uno scontro di gioco durante la partita contro il Charlton Athletic del dicembre 2002.

Subì una fasciotomia d’urgenza la sera stessa, che richiese un’incisione sulla coscia di 25, 4 cm. La ferita rimase aperta fino ad un secondo intervento chirurgico praticatogli qualche giorno dopo. Sul suo sito, Ziege ricorda come, per fine anno, il medico gli avesse finalmente concesso un bicchiere di vino. Dopo essere stato dimesso dall’ospedale scrive: “zoppico per la casa”, “per il resto, la mia occupazione principale è quella di ingoiare pastiglie, antibiotici dal sapore disgustoso, pastiglie di ferro per ripristinare i valori ematici che mi fanno stare male”. L’ex-milanista rimase fuori per mesi e nel luglio del 2003, in occasione di un’amichevole, fu nuovamente costretto a lasciare il campo in seguito alla cosiddetta “dead leg”: l’arto, privato della forza da un grave stato aderenziale, richiese un terzo intervento chirurgico. Nell’aprile ‘08 ha subito la fasciotomia al braccio destro anche il motociclista Jorge Lorenzo, seppur affetto da sindrome compartimentale non acuta.

8) CONVALESCENZA BIONICA

Il n° 23 nerazzurro viene dimesso dall’ospedale la mattina di domenica 26 agosto. Sarebbe debilitato, di sangue, non ne avrebbe perso poco… Eppure, non sembra risparmiarsi. Mercoledì 29 si reca a trovare i compagni ad Appiano Gentile e concede un’intervista a Inter Channel. Giovedì 30, a Milano, presenta la sua autobiografia. Si muove agevolmente senza stampelle e indossa i jeans, che sembrano non creargli problemi di costrizione (che ritenevo inevitabili, ipotizzando l’edema e il dolore residui lasciati un ematoma di 10 x 40 cm che giunge fino al ginocchio. Immaginate il gonfiore di quest’ultimo soltanto rimanendo in piedi?). Nel weekend è a Misano ad assistere al GP motociclistico di S. Marino e ad incontrare Valentino Rossi. Venerdì 7 settembre viene sottoposto a ecografia. I giornali parlano della quasi scomparsa dell’ematoma e ipotizzano un possibile rientro a fine ottobre. La sera stessa, Matrix si reca a Milanello e cena nel raduno degli Azzurri. Sabato 8 settembre, al mattino è a Cernobbio alla presentazione dei World Summer Games per disabili intellettivi, nel pomeriggio è in tribuna allo Stadio Meazza ad assistere a Italia-Francia… Lontano dagli “eccessi di prudenza” di chi, dopo aver rischiato la carriera (se non la vita), se ne sta tranquillo a casa con la gamba rialzata…

Le tappe della riabilitazione: il 12 settembre è in piscina, il 14 sfreccia in bici sulla pista di Appiano, il 17 esegue della “corsa sul campo centrale” (a soli 25 gg dal presunto scoppio di un vaso), il 1° ottobre partecipa alla 1° partitella con il gruppo come jolly.

9) FRENATA IMPROVVISA

Ma quando il rientro sembra imminente, “ci si accorge” che la gamba infortunata presenta un deficit di forza muscolare tale da dilatare i tempi di recupero di 20-30 gg. Alla coscia destra “parlante” di Materazzi mancherebbero addirittura dei “centimetri” di muscolo! Matrix viene inviato per 10 giorni a Pontremoli, presso il centro di riabilitazione del Prof. Bisciotti, preparatore atletico dell’Inter.

Strano che il giocatore avesse già eseguito “esercizi di rinforzo con l’elastico e serie di andature, balzi, cambi di senso e direzione sulla sabbia” (9 ottobre): esercizi di forza esplosivo-elastica che comportano un’azione pliometrica della muscolatura (ossia movimenti articolari accentuati eseguiti in velocità con rapida inversione di movimento) che, in quanto stimoli di elevata intensità (si pensi alla forza peso di un atleta di 92 kg) sono previsti dai protocolli di riabilitazione soltanto dopo la fase di potenziamento generale, non prima della valutazione strumentale completa di tutti i parametri di forza.

In tal senso, la moderna riabilitazione strumentale, un “must” per gli atleti professionisti, si avvale di sofisticate apparecchiature: prima fra tutte il Cybex, un dinamometro isocinetico che consente la valutazione funzionale computerizzata delle catene cinetiche (ad angoli articolari differenti, con tanto di coppia max, lavoro, potenza, ecc.), con responso comparato completo sia del gap fra le coppie di forza muscolare isocinetica dei due arti, sia del rapporto fra flessori ed estensori della medesima gamba.

In parole semplici, il Cybex fornisce il confronto computerizzato sia fra la forza delle due gambe, sia fra i diversi gruppi muscolari della stessa gamba (ad esempio, fra i muscoli anteriori e posteriori della coscia).

A beneficio degli addetti ai lavori che ancora giustificassero una “svista” di alcuni cm di muscolo, aggiungo i test propriocettivi su pedana stabilometrica, i Jump Test, e ad altri test per la valutazione motoria e dei parametri forza (potenza, picco potenza, velocità di accorciamento, ecc.). Senza contare gli esami strumentali offerti dalla medicina sportiva…

I test isocinetici e di valutazione motoria vengono ripetuti periodicamente fino al completo recupero neuromuscolare, per evitare appunto che il passaggio prematuro a stimoli di intensità maggiore si traduca in ricadute o nell’allungamento dei tempi di recupero.

10) IL MUSCOLO NON CRESCEVA

Veniamo alla “fasciatura strettissima per comprimere la contusione”, da taluni ritenuta responsabile della successiva mancata crescita del muscolo leso. La cosa non mi torna, risultandomi che fra i primi provvedimenti d’emergenza in caso di sindrome compartimentale vi sarebbe proprio la rimozione degli involucri costrittivi (gessi, bendaggi costrittivi, ecc.) dal muscolo. La tumefazione del muscolo leso al loro interno aumenterebbe infatti ancor di più la pressione tissutale e il rischio di ischemia. Vi rimando al punto 3 (danni da tumefazione muscolare ed elevate pressioni tissutali, irreversibili dopo soltanto poche ore).

Beninteso, come per tutto il resto, trattasi delle mie conclusioni, lungi dall’essere spacciate per certezze.

11) QUANTE CONTRADDIZIONI!

Su “La Gazzetta dello Sport” del 24.8.07, Andrea Elefante definisce il vasto laterale di Materazzi (il muscolo esterno della coscia, ndr) come “l’unico muscolo danneggiato dalla contusione. Salvi, invece, vasto intermedio e retto femorale” (due capi del quadricipite situati nella parte anteriore della coscia, ndr). Sulla medesima testata, il 13.10.07 lo stesso giornalista cade in contraddizione, parlando del “quadricipite, ma anche gli adduttori” come dei “muscoli lesionati”. Laddove gli adduttori, i muscoli interni della coscia, si trovano non soltanto dal lato opposto rispetto al vasto laterale presunto infortunato, ma addirittura in una diversa loggia muscolare. Gli adduttori sono infatti racchiusi nella loggia mediale (ossia interna) della coscia, mentre il quadricipite (di cui il vasto laterale è uno dei 4 capi) è collocato nella loggia anteriore!!!

Nell’articolo “Materazzi, così rinasce un campione”, pubblicato sul Corriere della sera del 27.10.07 il tecnico di atletica leggera Giorgio Rondelli, reso celebre dalle vittorie di Alberto Cova e Francesco Panetta nel fondo e mezzofondo, parla ancora di “bendaggio compressivo” e di “pronto intervento d’aspirazione” e illustra le “5 ore abbondanti di allenamento diversificato” quotidiano di Materazzi a Pontremoli secondo un improbabile protocollo-tipo:

quasi 1 h 30’ di potenziamento muscolare con le macchine, 30’ di idrochinesiterapia in piscina, 30’ di spinning, 30’ di andature (skip, corsa calciata, ecc) su sabbia e, dulcis in fundo, con l’umidità e il calo di temperatura tipici dell’imbrunire e i muscoli carichi di lavoro, 30’ di fartlek, un genere di corsa con variazioni di velocità per atleti evoluti che, comportando la produzione (e talvolta l’accumulo) di acido lattico nei muscoli, già mal si presta ad essere praticato da un mezzofondista in stato di affaticamento, figuriamoci poi da un soggetto affetto da un deficit muscolare importante e da “sofferenza delle terminazioni nervose e capillari della muscolatura della coscia destra”, per di più con i muscoli già carichi di tossine!

Secondo Rondelli, inoltre, lo spinning avrebbe consentito a Materazzi di “migliorare la vascolarizzazione settoriale dei muscoli della gamba giocando sulla frequenza-minuto della pedalata” (qui butterei via la testa: come può un lavoro aerobico sul ritmo con impegno uniforme degli arti inferiori favorire l’afflusso di sangue a uno specifico muscolo giocando sulle frequenze?), laddove 30’-40’ minuti di spinning varrebbero, come dispendio calorico, quasi quanto un’uscita di 2h 30’ su bici da corsa (la Spin Bike è un simulatore statico, solitamente provvisto di ‘scatto fisso’: i pedali, cioè, “girano sempre”, con notevole risparmio di fatica per l’atleta che, peraltro non deve neppure fendere l’aria né controllare le oscillazioni della bicicletta. Per tacere del diverso meccanismo energetico implicato dai due esercizi). Un ex-professionista delle due ruote è scoppiato in una risata: “Non raccontarlo ai ciclisti. Ti tirano dietro la bicicletta e le scarpe!”.

12) CORSA PERFETTA SENZA RICADUTE. Comunque sia, nella tranquillità di Pontremoli e lontano da occhi indiscreti, Materazzi lavora bene e con profitto. Dopo l’amichevole di Sheffield dell’8 novembre (70’ minuti), lo si rivede in campo per pochi minuti il 24 novembre contro l’Atalanta. Dopo l’infortunio di Samuel nel derby del 23.12 è di nuovo titolare fisso; apparentemente, senza ricadute legate alle compensazioni biomeccaniche post-infortunio. “Il Ritorno del Guerriero” ne esalta la prestanza delle gambe. Stranamente, Ladycalcio ha quasi l’impressione di avergli fatto un dispetto.

UN PERIODO TRAVAGLIATO

È indubbio che il dopo-Mondiale, caratterizzato dal caso “Materazzi-Zidane”, abbia costituito per Matrix un periodo travagliato, con un incessante susseguirsi di episodi stressanti.

Minacce di morte. Nella sua autobiografia “Una vita da guerriero”, Materazzi definisce l’episodio della testata di Zidane un “caso planetario”, oggetto di interpellanze parlamentari e interventi politici coinvolgenti, fra l’altro, le alte cariche dello Stato francese e Fidel Castro: un casus belli a rischio di scatenare una “guerra di religione”. In aprile, al termine della causa di diffamazione vinta contro il Daily Star, dichiara di aver ricevuto “minacce di morte”.

Duello mancato. L’infortunio occorsogli a Budapest lo esclude dal tanto atteso rendez-vous con i francesi, previsto pochi giorni dopo (l’8 settembre 2007). Peraltro, Materazzi ha già mancato per squalifica Francia-Italia del settembre ’06. Con la relegazione in panchina a Italia-Francia di Euro ’08, vede probabilmente sfumare l’ultima occasione della sua carriera per riconfrontarsi con i transalpini.

Maglia Azzurra stregata. Un destino beffardo sembra accanirsi contro Materazzi: poco prima di ogni convocazione in maglia Azzurra, arriva puntuale l’infortunio. Accade così prima di Italia-Francia dell’8 settembre ’07 (sindrome compartimentale), degli incontri con la Georgia e il Sudafrica di metà ottobre ’07 (deficit muscolare e stage a Pontremoli) e di quelli contro la Scozia e le Far Oer (slittamento del rientro).

Nell’Inter, Matrix non perde più un colpo fino a prima dell’amichevole della Nazionale con il Portogallo del 6 febbraio, saltata in extremis per un colpo della strega accusato 3 giorni prima nel finale di Inter-Empoli. Gioca un tempo nell’amichevole con la Spagna del 26.3 e 54 minuti da dimenticare in Italia-Olanda degli Europei.

La nuova stagione riparte all’insegna dello stesso trend: resta al palo per l’amichevole con l’Austria del 20 agosto (stiramento alla coscia sinistra occorsogli nel precampionato) per gli incontri di qualificazione ai Mondiali 2010 contro Cipro e la Georgia dello scorso settembre (appena uscito da detto infortunio), per le partite contro Bulgaria e Montenegro dello scorso ottobre (stiramento al polpaccio destro rimediato contro il Werder Brema). Per l’amichevole contro la Grecia del 19 novembre non viene neppure convocato. Stando a questi dati di fatto, Materazzi sembrerebbe un giocatore finito…

IL MOSAICO DEGLI EVENTI

Il mosaico degli eventi, unito al paradossale comportamento del giocatore nei miei confronti, mi fa tuttavia sorgere un dubbio che solo un lettore disattento potrebbe perdersi: è davvero andata così come le cronache hanno narrato o forse Materazzi si è trovato davanti a qualcosa di più grande di lui, schiacciato da eventi che ne hanno “politicamente” sconsigliato la presenza in certe situazioni?

Me lo suggeriscono il suo muso lungo e quel suo sguardo truce e al tempo stesso triste, lontano anni luce dalla felicità contagiosa che sprizzava un anno fa esatto al suo rientro. Me lo fa sospettare quell’ostinato silenzio, come se nella mia analisi tecnica “ci avessi visto troppo bene” e avessi involontariamente attirato l’attenzione su qualche aspetto delicato.

Forse qualche suo poco illuminato consigliere, vedendo nemici dappertutto, ha costruito alle mie spalle una sovrastruttura di dietrologie e secondi fini, insinuandogli chissà quali sospetti e paure infondate e consigliandogli di tenermi lontana per scoraggiarmi dal sottolinearne la prestanza della gamba infortunata? Avrei tanto desiderato potermi difendere da tali presunti sospetti, far capire a quattr’occhi a Materazzi come la prevenzione che captavo in lui nei miei confronti mi addolorasse profondamente ecome avessi le migliori intenzioni verso di lui. Purtroppo, Matrix mi ha chiuso la porta.

O forse, più semplicemente, al di là dell’euforia del rientro il numero 23 nerazzurro si è trovato in una grave crisi, più psicologica che tecnica, al punto da finire rapidamente ai margini degli schemi di Mourinho (che soltanto a inizio campionato l’aveva considerato una pedina fondamentale)?

Ma anche in questo caso: per quale ragione Matrix, a detta di tutti così cortese e disponibile, avrebbe riservato, proprio a me che l’avevo portato su un palmo di mano, questo trattamento da “Campione del Mondo di indifferenza”?

I VALORI DEL CALCIO

Avrei tanto desiderato conoscerlo, quel ragazzone con il berretto n° 23 osservato sgambettare per tanti mesi, stringergli la mano, sapere che i miei dubbi erano infondati e avere da lui, come gli avevo chiesto, una stretta di mano e un sorriso.

Lui, l’uomo partito dal basso, quello della gavetta che giocava a calcio sui marciapiedi di Bari, il sorriso l’ha elargito nel maggio scorso al vincitore dell’asta benefica del Centenario “alla modica quota di 6.000 Euro”, la cifra “sborsata” per aggiudicarsi la maglia da lui indossata in Inter-Reggina. Compresi nel “pacchetto”: autografo, foto ricordo e visita al centro sportivo “La “Pinetina” di Appiano Gentile. Troppo facile sorridere a comando in queste occasioni ufficiali!

Alla luce di questo, mi sento soprattutto tradita nell’onestà e nella pulizia delle mie intenzioni. Evidentemente, l’attuale mondo del calcio è talmente dominato dai soldi, dagli interessi, dal potere, dalle facciate, dal dare per ricevere, che chi punta sui valori della passione e della gratificazione del proprio lavoro … desta sospetto.

FALSI DEI

Diffido a priori di due atteggiamenti: dell’ostentazione degli idilli familiari fuori tema e del “buonismo” verso i bambini davanti alle telecamere. Dietro il primo vedo un vuoto da nascondere a se stessi e al mondo intero, dietro il secondo tenerezze affettate di forte impatto mediatico care soprattutto ai calciatori, che lo stesso Materazzi ha definito “eterni bambini”; forse, aggiungo io, uomini troppo piccoli per vedere al di là del loro mondo infantile e per leggere nel cuore dei “grandi”.

A Striscia la Notizia, nel picco d’audience di prima serata, Matrix invia a una bambina un toccante messaggio e la sua maglietta, aggiungendo, da buon cristiano, gli auguri per la Santa Comunione. Seguono le lodi sperticate di Greggio e Iacchetti. Fedelmente al filone, sul palcoscenico serale di Italia 1, Matrix replicherà doppiando un personaggio dei Simpson per il progetto “regala un sorriso a un bambino”. Per il progetto CBM contro la cecità infantile, con tanto di spot recitato alla Gustav Thoeni da alcuni suoi compagni, sarebbe stato fra i più disponibili.

A “Il senso della vita”, da Paolo Bonolis, afferma che per lui il senso della vita sarebbe “trasmettere serenità”. Non è stato così né per me, né tantomeno per una persona a me cara in grande difficoltà, che aveva seguito da vicino il mio lavoro e teneva tanto a Materazzi, ma che dalla sua indifferenza “ha ricevuto un’iniezione di veleno”. Anche di questo ho informato Matrix… Non posso perdonargli l’indifferenza con la quale ha dimostrato di non aver compreso come, uno come lui, potrebbe – con il minimo sforzo – portare un po’ di luce e un po’ di quella tanto evocata serenità, soprattutto alle persone per le quali anche il sorriso di un falso dio può essere importante.

Sono certa che se avessi romanzato la mia storia e mi fossi affidata al “Treno dei Desideri” o “C’è posta per te”, con Maria de Filippi e le scenografie di Canale 5, l’avrei visto arrivare bello e sorridente, con tanto di borsa dei doni e invito ad Appiano … Teatrini un po’ stucchevoli al servizio dell’audience di prima serata.

Queste le verità scomode sulle quali ho invitato Materazzi a riflettere. Trovate anche voi che io abbia commesso un” autogoal”?

AVETE NOTATO CHE…

… da mesi (!!!) Materazzi non parla più nel dopopartita di Inter Channel? Perché? Se tutti i suoi compagni facessero come lui, Roberto Scarpini & Co. potrebbero chiudere bottega.

… si è presentato sì in conferenza stampa prima dell’incontro con il Werder, ma a fianco di Mourinho: una buona occasione per farsi difendere dai cori ingiuriosi! Domanda: Materazzi riesce ad aprir bocca da solo senza combinare guai?

Matrix sembra essersi isolato? Da giugno ha “chiuso” l’email del suo blog, quella con cui, con tanto entusiasmo, si era proposto di dialogare con i tifosi. Da allora, risponde in sua vece il server: “Gentile tifoso, la casella e-mail info@marcomaterazzi.it è sospesa fino alla prossima stagione”. Siamo a fine novembre…

… quando la sua presenza in campo è dubbia, in prima fila alle conferenze stampa pre-partita di Mourinho c’è regolarmente Andrea Elefante che fa una domanda sui centrali difensivi? Lo stesso giornalista che, insieme a Roberto De Ponti del Corriere della Sera (guarda caso, gli autori della sua autobiografia, dai quali ottiene i voti più alti in pagella) – il giorno successivo alle sue partite più nere “gli mette una pezza”sulla Gazzetta?

.. con Mourinho, pur continuando ad eccellere nel gioco aereo e nei lanci lunghi, non entra più sull’uomo?

CONCLUSIONE

Mi fermo qui, almeno per ora. E a chi intendesse liquidare le mie osservazioni come sciocchezze, assurdità, cattiverie, o peggio, tentativi di destabilizzare l’Inter, faccio presente che si tratta di osservazioni tecniche, suscettibili di essere ulteriormente ampliate. Ladycalcio non teme il confronto con nessuno. Su questo blog, vi informerò degli eventuali sviluppi. A sua volta, il blog resta aperto a tutti coloro che volessero aggiungere qualcosa a questa storia.

Vi invito a leggere “Il Ritorno del Guerriero” e a farvi la vostra idea, precisando che la versione inviata in maggio a Materazzi non comprendeva ancora la parte su Euro 2008 e le relative critiche, aggiunte quando la sua prestazione contro l’Olanda mi sembrò indifendibile e quel ghiaccio sul polpaccio dopo la sostituzione tanto patetico. Secondo voi: quanti articoli di quel tenore avrà letto Materazzi in suo sostegno?

Dagli altri pezzi che lo riguardano potrete poi farvi un’idea completa della mia linea editoriale nei suoi confronti.

Un’ultima osservazione: se fossi stata una consulente di Matrix, gli avrei consigliato, se non per sensibilità almeno per convenienza, di tenersi buono chi ancora avesse avuto parole buone per lui, anche se non si fosse trattato della Gazzetta dello Sport. In questi tempi di vacche magre… Al contrario, Materazzi è riuscito a “ingraziarsi” persino chi stravedeva per lui. Un’impresa non da tutti.

L’eroe è caduto. E a niente servirebbe rimetterlo in piedi pronunciando qualche frase di circostanza a strenua difesa del suo comportamento. Il tempo per dimostrare di essere un altro, di non essere come è stato dipinto per decenni da media e illustri opinionisti ogniqualvolta ne aveva combinata una grossa, è scaduto. Non il calo fisico da molti imputatogli, bensì l’aspetto psicologico, nervoso e caratteriale rischia di fargli imboccare precocemente il viale del tramonto; il ricadere ostinato negli errori infinite volte rinnegati, per di più ostentando quell’immagine di “buonismo”, sta per presentargli il conto; o forse, glielo ha già presentato.

Quanto agli autogoal, temo che Matrix, dopo le 6 parole di troppo a Zidane, avrà di che rimpiangere le 6 lettere negate ostinatamente a Ladycalcio: G R A Z I E ! Chi è causa del suo mal, pianga se stesso – e i suoi brillanti consiglieri.

Leggi “Il Ritorno del Guerriero” al seguente link:

https://calcioparole.wordpress.com/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

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83 Risposte to “PERCHE’ NON CREDO PIU’ ALLA SINDROME COMPARTIMENTALE DI MATERAZZI”

  1. rettilineotribuna said

    mamma mia cara Lady… permettimi il termine: dimostri di essere una persona con “due palle così” a fare un articolo del genere. Chapeau! veramente

    Rettilineo

  2. Orazio said

    Ma lui, gli attributi?
    Paura di incontrarti???????????????

  3. Carmen said

    Mi dispiace moltissimo per te. Al di là di come sono andate le cose dal punto di vista medico, mi sembra un gesto molto brutto, fatto da una persona che evidentemente non è stata in grado di apprezzare né il tuo impegno, né la tua competenza. Ho letto anche IL RITORNO DEL GUERRIERO e devo farti i complimenti per come scrivi e per gli aspetti tecnici che hai saputo sviscerare. Temo purtroppo che il diretto interessato non sia stato all’altezza della lettura.

  4. Jack90 said

    LADYCALCIO, QUANDO DICO CHE SEI UNICA… HO DETTO TUTTO!!!
    MA COME FAI A SAPERE TUTTE QUELLE COSE?

  5. Giorgio said

    È un giocatore che, personalmente, non ho mai amato. Penso che stia raccogliendo niente di più e niente di meno di quello che ha seminato in carriera. Inutile poi si lamenti che gli hanno messo l’etichetta … le cose se le cerca.
    Anche questo atteggiamento conferma la poca affidabilità dei suoi nervi. Sai che paura incontrare una blogger sportiva…. allora dovrebbe avere paura anche di entrare in campo!
    Davvero certi atteggiamenti da pesudo divi sono incomprensibili.

  6. Nappo said

    Ne uscissero di pezzi così sui quotidiani…altro che la solita intervistina del tipo: “sei contento di essere rientrato” o “a chi dedichi il tuo gol”. Sta gente è abituata nella bambagia…

  7. Stefano said

    Materazzi, l’ennesima figura da mentecatto…

  8. Puck said

    Se il ritorno del guerriero era un’enciclopedia su Materazzi, questa è un’enciclopedia medica! Scherzi a parte, le tue osservazioni mi paiono più che pertinenti. Per tutti, un invito a leggere le notizie in chiave più critica anziché prendere tutto a scatola chiusa.

  9. Savio said

    Brava, fai benissimo a denunciare questi comportamenti da primadonna isterica. Sul perché possiamo discutere, sul modo no e tantomeno sulla sostanza. Giustissimo quindi proporre l’antitesi fra la facciata “buonista” e ciò che avviene lontano dal palcoscenico e dai riflettori.

  10. el niño said

    I nervi hanno sempre giocato un brutto scherzo a quest’atleta… e i nervi nel calcio sono fondamentali. Come ha detto Mourinho, se hai troppa tensione perdi, se ne hai troppo poca perdi.
    Se invece perdi la testa, come è avvenuto troppo spesso a Materazzi, ti costruisci una brutta reputazione sportiva. Scusa Lady, ma non mi meraviglio ti abbia sbattuto la porta in faccia, uno che ha fatto a pugni con gli avversari e che si è spesso reso protagonista di episodi deprecabili. Vuoi che fuori dal campo sia perfetto come hanno cercato di farci credere? Mi ricorda tanto l’operazione “simpaita” fatta su Totti, con la collaborazione di Maurizio Costanzo, che gli faceva leggere le barzellette “sceme” e la gente rideva. Lo stesso ha tentato di fare Bonolis, forse per spirito di squadra…ma alla fine l’indole prevale sempre!
    Forza Inter sempre e comunque!!!!

  11. Fabio said

    Sì, ma perchè sbattere la porta in faccia a chi ti sostiene apertamente in un momento così nero? D’accordo non essere dei geni, ma è vero che qualcosa non va…

  12. Carmelo said

    al sud si dice un omm’e niente…

  13. Lancillotto said

    Mi inchino, Ladycalcio, hai proprio tutte le carte in regola. Perché non ti proponi alla Gazzetta al posto di Andrea Elefante?

  14. Spillo70 said

    Mi innervosiscono le ipocrisie, ma anche essere preso in giro dai media. Magari fossero tutti come te, capaci di far riflettere la massa di sprovveduti che “beve” ogni notizia senza la voglia né le conoscenze per rifletteci su.

  15. red and black81 said

    Cugini, questo è il vostro mito, la vostra bandiera! Adesso fate gli scandalizzati? Ma finora cosa avete avuto, le fette di salame sugli occhi?

  16. Jack lo squartatore said

    Ehi, raga, non sarà mica una drittata per rifargli l’immagine per caso? Come soffre, povero matrix, per poco non ci lascia la gamba, la corsa all’ospedale, l’operazione d’urgenza, parla con la gamba, e tutte ste cavolate che han scritto. E tutti lì a dire torna presto, senza di te crolla l’Inter, crolla il mondo e così si passa sopra alle parole a Zidane e a tutto il resto che ha combinato e magari a qualcuno diventa pure simpatico?

  17. Giuly said

    A pensarci bene la cosa non convince. Però mi sa che Materazzi in nazionale abbia veramente fatto il suo tempo. Chiellini è un buon rimpiazzo, Cannavaro è un pallino fisso di Lippi. Per lui penso che ora del 2010 non ci sarà più posto.

  18. Ettore said

    Mai letto un articolo così tecnico e con tutti quegli approfondimenti su nessun blog, e nemmeno sui giornali, che del fatto hanno dato tutti la stessa versione in modo molto generale e superficiale.
    Certo, vista così la cosa fa pensare…
    Complimenti per la tua competenza.

  19. Greasy said

    Ladycalcio, con tutto il rispetto: dovevi aspettartelo!

  20. Evinrude said

    Perbacco, quante strane coincidenze. Ma quante palle ci hanno raccontato allora giornali e TV? E poi è vero, mica stiamo parlando di Cristiano Ronaldo o di Drogba che hanno il mondo ai loro piedi. Chi l’aveva più degnato d’attenzione il Materazzi? E lui fa tanto lo schizzinoso? Vero lady, mi sa che qui gatta ci cova.

  21. Pippo said

    No, Ladycalcio, l’autogol è tutto suo e se poi le cose sono andate veramente così rischia di essere il più clamoroso della sua carriera..

  22. Lancillotto said

    Come volevasi dimostrare, anche alla conferenza stampa di oggi Andrea Elefante ha fatto la domanda sulla non convocazione di Materazzi. Ma dai, è proprio una marchetta!

  23. The Hacker said

    No no no che non quadra. Fortissime le osservazioni, a 360 gradi la competenza. I miei complimenti.Eh eh, il Matrix quante grane si cerca da solo. Che abbia il radar? Di certo fa sempre il contrario della cosa giusta. Vero anche che attira l’attenzione sui suoi problemi. Con i comportamenti più sbagliati. Puzza eccome la cosa. I guai con Zidane poteva evitarseli tenendo a freno la linguaccia. Ma evidentemente gli errori non gli insegnano nulla. Le rogne se le merita. Non gli mancheranno. Andando avanti così si vedrà passar davanti anche Burdisso. Anzi, è già successo oggi. Lui era in tribuna, nonostante gli elogi del Mou. Troppi. Se tanto mi da tanto nascondono qualcosa. Per esempio che è fuso di testa e inaffidabile. Non potranno dirlo apertamente ma ormai il dubbio ce l’abbiamo in tanti.

  24. Fabio Brigatti said

    IO INVECE DI PAROLE NE DICO SOLO DUE: CHE SCHIFO!

  25. Luca said

    Mi associo in pieno

  26. Walter said

    A Milano si dice: GRANDE, GROSSO E CIULA!

  27. Gilbert said

    Il a peur de vous, il a peur d’affronter l’équipe de France. C’est un lâche qui fuit devant tout le monde!

  28. Patrick said

    ALLEZ LES BLEUES!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  29. moira said

    io non sono assolutamente d’accordo con chi ha scritto questo “pezzo”, prima di tutto potresti avere tutte le ragioni del mondo sotto il profilo medico, io non sono competente e non mi permetto di entrare nel merito di cose che non mi competono, (e sinceramente non capisco il tuo scopo, perchè ti sei impegnata tanto ad approfondire l’argomento) io ho incontato Marco in ospedale il giorno dopo l’intervento, ed era un ragazzo con il terrore della morte negli occhi e sicuramente in quel momento non poteva mentire.(tra l’altro non ne vedrei il motivo).
    parli di una persona che non ti ha dato confidenza….ma perchè te ne avrebbe dovuta dare.
    se hai fatto un lavoro, duro che sia lo hai fatto per te stessa, non credo che tu abbia fatto un lavoro commissionato da lui, solo in questo caso ti saresti potuta risentire. il fatto che sia un personaggio pubblico non autorizza a chiunque ad entrare nella sua vita…tu fai riflessioni sui figli, sulla moglie…ma come ti permetti.
    Marco e Daniela vivono in un loro mondo fatato dove non c’è posto per nessuno e dico nessuno chiunque sia, il loro amore è vero io che li conosco posso dirlo tu chi sei per parlare di cose loro così intime….li hai frequentati? io si e ti posso rispondere che hai torto!!!
    l’ostentazione di cui parli, per l’amore verso i suoi figli la sua famiglia….è qualcosa che non gli appartiene….Marco è così ama i suoi figli forse più di un padre normale e non si vergogna di farlo vedere…magari sei tu quella cresciuta senza amore, senza un padre che ti faceva sentire importante davanti alla gente.
    tu giudichi, punti il dito parli come se lui facesse parte attiva di un complotto che prevede la complicità di medici e staff….mamma mia che intrigo….solo per coprire un povero piccolo uomo che invece di essere un GUERRIERO….è diventato pollicino.
    Tutti d’accordo con lui a dire bugie….ma in che mondo vivi.
    uno staff medico serio, un’uomo (certamente criticabile) ma serio, ci ha regalato insieme al resto della squadra diversi scudetti e una coppa di campioni del mondo….incredibile la tua riconoscenza solo perchè non ha apprezzato un tuo lavoro…solo perchè non ti ha degnata di attenzioni…..pensa a tutti quei bambini che vorrebbero un’autografo, una stretta di mano…e non possono averla (perchè nella vita non tutto si può ottenere).
    forse tu sei abituata bene, forse tu hai avuto o hai tutto quello che desideri, ma non è così, la vita non è questo. Parli di una persona a te vicina che soffre….e minacci alla fine della tua lettera…minacci Marco dicendo che si pentirà di non aver risposto alle tue 6 lettere….che bella persona che sei.
    scusami è che ho letto troppe cose brutte e cattive nella tua lettera.
    potevi limitarti a pubblicare i tuoi dubbi (se sei un medico) sulla parte di tua competenza, ma entrare nella vita degli altri no, non è bello, non è serio, non è leale.
    stai sputtanando una persona solo perchè non ti ha dato retta….solo per te…per il tuo egoismo….perchè non hai citato una, dico solo una delle cose belle che lui fa per gli altri? di certo non le elencherò io, non è una mia crociata per difendere MARCO MATERAZZI è solo che non mi piacciono le persone come te.
    volevo solo esprimere un mio parere

    Minacciare a cosa serve…ad avere un po di gloria…ti senti forte…ti senti più potente ora?
    scusami se sono così franca, ma la tua lettera non mi è piaciuta per niente, potevi avere le tue sante ragioni da tenerti strette nel cuore, potevi dentro di te sentirti tradita, offesa, ma il modo in cui hai espresso i tuoi giudizi è disdicevole, non merita (secondo il mio umile parere) tutti gli appoggi che hai avuto su questo blog.

  30. ladycalcio said

    A “Moira”

    Cara “Moira”,

    Pubblico questa lettera anche se mi puzza di “patacca” (per giunta di bassa lega), lontano un miglio.

    Affermi: “Ho letto troppe cose brutte e cattive nella tua lettera” e ancora “la tua lettera non mi è piaciuta per niente”. Quale lettera? Per “lettera” io intendo l’assicurata personale indirizzata a Marco Materazzi. Su questo blog ho pubblicato un articolo. Non distingui fra una lettera e il post di un blog, oppure…?

    Hai incontrato Marco in ospedale il giorno successivo all’intervento? Che coincidenza!

    Mi suona tanto “familiare” (sembra un gioco di parole) anche quello stile lagnoso sui bambini, sul “mondo fatato” di Marco e Daniela” (in quel mondo a tenuta stagna ci sarà almeno un posticino per la buona educazione?), ecc.

    Fondamentalmente, non hai capito niente di quanto ho scritto.
    Prima assurdità: chi si è mai sognato di voler entrare nella vita del giocatore (!?), in confidenza con lui, nel suo mondo fatato (sempre che sia tale), e quante altre sciocchezze scrivi? Facciamola breve: una persona educata e sensibile, che non si sia montata la testa, risponde a un grosso gesto di stima e cortesia come il mio con almeno due righe; una primadonna capricciosa ed assuefatta a tutto, che trova tutto dovuto solo perché ha alzato la Coppa del Mondo, no. Questo per chi sa leggere. Il resto sono divagazioni deliranti (forse, di chi si sente punto sul vivo).

    Secondo punto: delle famiglie dei calciatori e della loro vita privata non potrebbe importarmene di meno. Lo scrivo da una vita. È stata la Signora Daniela a telefonarmi, cosa che al suo posto non avrei fatto, perché mi sarebbe sembrato di mettere in ridicolo mio marito. Matrix non è un bambino e non ha bisogno della “balia”.

    “Complotti”? “Bugie”? “Complicità di medici”? Quando mai avrei usato termini del genere? Rileggi bene il pezzo e troverai che ho sottolineato – e molto chiaramente – che non intendo assolutamente mettere in dubbio né la serietà dei medici, né quella della Società o del giocatore… Soltanto, la loro versione ufficiale per me non è Vangelo.

    Come ti permetti tu, piuttosto, che di me sai zero assoluto, di sindacare che io possa essere “cresciuta senza amore, senza un padre che mi faceva sentire importante davanti alla gente”, salvo poi cadere in contraddizione dicendo che ho “tutto quello che desidero”?
    Di sicuro sono stata educata a valori molto diversi da coppe e scudetti. Da questi dovrei valutare le persone? Ti giro la domanda: in che mondo vivi tu, per pensare che io debba eterna riconoscenza a Materazzi per i suoi allori sportivi? In un “mondo fatato”, forse?

    Non “giudico”nessuno, né punto il dito: mi limito alla mia esperienza. Purtroppo, ho “sentito” un Materazzi non esattamente sconvolto dalla sofferenza altrui, lui che avrebbe avuto “il terrore della morte negli occhi”…

    Come mi sento io? 1) In condizioni di non dover subire i capricci e la maleducazione di certi pseudodivi fuori dal mondo, abituati nella bambagia, senza più l’idea del lavoro, della fatica e dei problemi altrui. 2) In diritto di proporre detti pseudodivi arricchiti, che credono di potersi concedere tutto, come modelli negativi 3) In dovere di evitare, per quanto mi è possibile, che a persone veramente con la morte negli occhi si aggiunga anche la morte nel cuore.
    No, tutto questo non perché sono brutta e cattiva, ma perché, che ti piaccia o no, non intendo passar sopra all’atteggiamento che il giocatore ha tenuto con me e meno che mai al contenuto della sua telefonata, su cui è meglio stendere un pietoso velo.

    Una cosa hai detto bene: che Matrix da Guerriero è diventato Pollicino: un Pollicino sempre peggio gestito, mi sembra di capire.

    Quali minacce? “Scrivi: “Minacci Marco dicendo che si pentirà di non aver risposto alle tue 6 lettere”. “Moira”, è una barzelletta? Capisci almeno quello che leggi? Quando mai ho scritto 6 lettere a Materazzi!!!??? Le 6 lettere di cui parlo sono quelle che compongono la parola “grazie”, quella che Matrix si sarà ormai già pentito di non avermi detto. Tutto qui.

    Quanto alla vita privata, non c’entra un accidente e avresti fatto più bella figura a lasciarla perdere, alla pari della frase “Il fatto che sia un personaggio pubblico non autorizza ‘a chiunque’ (come da Accademia della Crusca) ad entrare nella sua vita”.

    Sarò altrettanto franca: torna ai fornelli e ad occuparti della famiglia e dei figli, se ne hai. Sperando che tu possa inculcare in loro valori diversi da quelli emersi da questa vicenda penosa, che non per nulla ha spinto tanti lettori a manifestarmi il loro sostegno e il loro affetto.

    Come vedi pubblico anche i pareri contrari, tanto più che la tua lettera, dal sapore poco “genuino”, consolida la mia convinzione che Materazzi debba in parte la brutta figura all’intervento di certi suoi poco preparati “consulenti”.

    Questo blog è uno spazio democratico aperto a tutti, più che mai a coloro che ho nominato nell’articolo. Chiunque si faccia avanti può contare su Ladycalcio come su una persona corretta, preparata e padrona delle situazioni. Nel caso, abbia gentilmente il coraggio di firmarsi con il suo vero nome, come l’ho avuto io.

  31. Lancillotto said

    E insistono pure a picchiar la testa contro il muro. Cos’è, Moira e Marco un suicidio a due?

  32. el niño said

    Ma che tristezza … pure la difesa di ufficio. Almeno prendersi un difensore capace…

  33. Ruggero73 said

    Materazzi oggi ha perso un tifoso.

  34. cicciobombo_77 said

    W gente come Cambiasso e Zanetti, disponibili ed educati in pubblico come nella vita privata. E poi si dice che le bandiere debbano essere italiane o, magari, addirittura di Milano. Sì, a volte è così, altre volte sono gli stranieri a portare la maglia di una nostra squadra con maggiore dignità e rispetto, e a conservare valori che molti nostri “palloni gonfiati” si sono dimenticati da tempo. E il prossimo a fare questa fine, se va avanti così, è il buon Balotelli!

  35. Il Ragazzo della via Gluck said

    Per dirla con Celentano:

    SIAMO LA COPPIA PIU’ BELLA DEL MONDO…

    ma è a noi che ci dispiace per loro di vederli così scoppiati che manco capiscono più quel che leggono.

  36. Lorenzo45 said

    Cara Ladycalcio,
    Ti leggo da tanto tempo, ma è la prima volta che ti scrivo. Premetto che ho grande stima di te: ammiro la tua preparazione, il tuo stile e la tua personalità. Mi dispiace per quanto è accaduto e capisco tutta la tua amarezza. Consentimi tuttavia un’osservazione: se è vero che riguardo a Materazzi hai colto perfettamente nel segno dal lato tecnico-sportivo (tanto di cappello!), non altrettanto dicasi di come l’hai inquadrato nella sua personalità.
    Nel Ritorno del guerriero ne hai “esaltato” il rientro (parole tue), e dal punto di vista atletico poteva anche starci. Ma passando in rassegna i post precedenti che tu stessa inviti a leggere, trovo che certe tue giustificazioni ai suoi comportamenti proprio non ci stiano. Forse, per un attimo di troppo anche tu sei stata abbagliata da quella facciata che ora ti è crollata davanti di colpo? Lo immagini disperato negli spogliatoi di Liverpool dopo il meritato rosso di De Bleeckere, insonne dopo il rigore sbagliato contro il Siena, al risveglio da un brutto sogno sull’erba di San Siro dopo un infortunio gravissimo a cui ora tu per prima non credi più.
    Scusa se affondo un po’ il coltello, ma sei tu che desideri dei lettori attenti che non accettino tutto a scatola chiusa, vero? Dopo l’espulsione di Liverpool lo definisci “capro espiatorio di pregiudizi”, auspichi per lui, nelle decisioni arbitrali, un’ “umanità” che lui per primo non sembra avere. Giustifichi il suo gesto assurdo in Inter-Siena parlando di “coraggio” e di “cuore ardito di guerriero”: un guerriero che si rivela un Pollicino impaurito.
    Forse è più giusto questo tuo ritorno alla realtà. Non vuol essere un rimprovero, per carità, ma solo un’osservazione costruttiva da parte di chi ha i capelli grigi e vede ormai questi personaggi con più distacco.
    Certo per indurti a questo dietro-front Matrix deve averti fatto uno sgarbo molto grosso. Mi dispiace per te perché non lo meritavi. Ma soprattutto, lui non meritava il tuo sostegno e il tuo gesto di stima. Scrivi che l’eroe è caduto, quasi prima fosse su un piedistallo. No, guarda bene, il guerriero era da tempo in disarmo. Rileggi in altra chiave anche tutti gli episodi precedenti: le armi che aveva se le è spuntate tutte da solo, sconfiggendosi da sé.

  37. ladycalcio said

    Caro Lorenzo,

    La realtà non è immutabile, ma si evolve.
    Sono stata l’unica, contro tutti, ad “esaltare” la PRESTANZA FISICA di Materazzi al ritorno in campo – e mai rinnegherò questo aspetto. Credo, anzi, di aver avuto un fiuto da 10 e lode, alla faccia degli abbagli!
    Nella mia rianalisi non contraddico quanto sopra, ma lo ripropongo in chiave differente.

    A un lettore attento come te non possono neppure essere sfuggite le critiche che ho avanzato a Matrix in “Il Ritorno del Guerriero”: fra queste, quelle di aver “romanzato” eccessivamente la sua autobiografia e di aver evidenziato, al di là dell’euforia del rientro, un preoccupante calo psicofisico nel finale di stagione. Ho parlato di “male oscuro”… “Servono attributi”, ho scritto riguardo al modo per uscire dalla crisi. Vedi che non sono così sprovveduta…

    Né rinnego quanto scritto dopo Liverpool e dopo Inter-Siena, pezzi in cui ho semplicemente tentato di cogliere il lato umano del personaggio, effettivamente vittima di trascorsi difficili e di pregiudizi ingiusti. Il punto è un altro, caro Lorenzo: la discrepanza raccapricciante fra il racconto struggente che Matrix fa della SUA gavetta, dei SUOI dispiaceri, dei torti DA LUI subiti, ecc., e l’indifferenza dimostratami “a riflettori spenti”. In questo – non certo sul campo – si è rivelato un Pollicino come mai avrei pensato. Qui, accetto la tua critica e ammetto di averlo sopravvalutato.

    Sul piedistallo l’aveva posto il Mondiale 2006, dal piedistallo – sono d’accordo con te – si è deposto da solo, forse con l’ausilio di cattivi consiglieri.
    Ti ringrazio della stima e dell’attenzione con cui mi segui. Lettori così attenti fanno onore a chi scrive che, a sua volta, deve accettare di buon grado le critiche e avere il coraggio di rimettersi in gioco.

  38. Valentina said

    Non so cosa sia successo e perché, ma oggi un sentito in bocca al lupo a Matrix per questo nuovo brutto infortunio, torna presto, Vale

  39. franco said

    Cara Ladycalcio,
    Certi calciatori si credono intoccabili, perche’ vivono il loro mondo nella gloria, osannati
    da migliaia di tifosi.
    Lui,il Matrix,e’ uno di quelli.
    Ha letteralmente mancato di cortesia nei tuoi confronti.Ci voleva veramente poco ad essere
    gentile verso una tifosa quale sei tu.
    Deduco: hai grattato la vernice e hai trovato la ruggine.
    Franco

  40. Mia said

    Io invece la dico con Mia Martini:
    PICCOLO UOMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  41. Leo said

    Tornatene sui marciapiedi di Bari!

  42. Bordon 1971 said

    Sarebbe? Lattina di Boninsegna ’71, la vendetta?????

  43. Crunch said

    Credo che Matrix abbia dato un esempio di maleducazione ma anche di povertà interiore. Ci vorrebbe così poco a volte per far contenta una persona anziché chiudersi nella propria boria di primadonna brava solo a prendere a calci un pallone.

  44. Dany said

    Acc, lady, così mi distruggi un mito…

  45. Rossonero forever said

    Scusami, ho letto prima il post sullo zigomo (non) rotto e poi questo.
    Ma dico io, se è vero quel che pensi, errare è umano, perseverare è diabolico! A che gioco giochiamo?

  46. Pasquale said

    Non ho capito fino in fondo ma mi sono venuti molti dubbi. Perché tutte queste notizie che non corrispondono?
    D’accordo che i media sono impreparati, ma quali veri problemi stanno dietro a questa e ad altre vicende dagli aspetti poco chiari?

  47. Pino said

    Cara lady calcio, forse tutta questa rabbia nei confronti di Marco deriva dal fatto che tu non abbia potuto stringergli la mano e conoscerlo,peccato per te ,avresti sicuramente evitato di dubitare sull’infortunio con analisi stile r.i.s. ma avresti conosciuto una famiglia(lui e la dany)con elevati valori morali trasmessi quotidianamente ai figli,una famiglia sempre disponibile con tutti molto distante da come cerchi di dipingerla tu,e che io avendo i figli nella stessa scuola(statale!)ho la fortuna di vedere tutti i giorni. Cara lady è propio vero le persone le devi conoscere per poterle giudicare,ti sembrerà strano,ma nonostante la notorietà e tutto ciò che ne deriva ,non esistono solo soldi auto di lusso e veline,Marco Daniela e i loro figli me lo dimostrano tutti i giorni.Ma come tu ben sai fà piu’ rumore un albero che cade che cento che crescono.Grazie Marco e Grazie Dany,quante cose mi avete insegnato(SENZA SAPERLO)

  48. ladycalcio said

    Caro Pino,
    Peccato che l’albero sia caduto in testa proprio a me. Beninteso, incontrarmi e stringermi la mano non era un obbligo da parte di Materazzi. Glielo avevo chiesto non per conoscere il Campione del Mondo 2006, ma per chiarire a quattr’occhi quello che, probabilmente, era soltanto un grosso equivoco costruito da chissà chi. Se avesse acconsentito, Matrix si sarebbe sicuramente evitato questo pasticcio e avrebbe conosciuto una persona molto distante dalla “strega bacchettona” che forse immagina io sia. Peccato soprattutto per lui, quindi, ma anche per me, che avrei preferito continuare a scrivere su di lui come avevo sempre fatto. Purtroppo, per mia dignità e sincerità verso i lettori, ho dovuto raccontare i fatti come si sono svolti – E NON TI NASCONDO CHE IL FARLO NON MI HA CERTO RESA FELICE.
    La mia inversione di tendenza nei confronti di Matrix è la conseguenza del suo comportamento maleducato, delle sue brutte e dure parole che non credevo di meritare e che mi hanno profondamente addolorata, dell’avermi negato di potermi difendere da chi, temo, mi aveva remato contro “terrorizzandolo” sul mio conto. Un comportamento effettivamente strano per chi, come Marco, ha fama di essere persona cortese e disponibile. Proprio da qui sono nati i miei dubbi su quell’infortunio, approfonditi con cognizione di causa.
    Non da ultimo, attribuendomi un “autogoal” e “poca intelligenza”, Marco mi ha lanciato una doppia sciagurata sfida, da cui non mi sono tirata indietro. Chissà se le mie analisi sull’accaduto e sui suoi infortuni sono bastate per convincerlo della consistenza della mia materia grigia e per distinguermi dalla massa degli ignorantoni superraccomandati che popolano il mondo del calcio, costretti a subire tutto per salvare la pagnotta ….
    Pino, ci risiamo con il vecchio disco rotto sulla famiglia? La famiglia di Matrix non l’ho dipinta in nessun modo, né mi sono mai permessa di dubitare che vi regnino pieno accordo e integrità di valori, ci mancherebbe. Detto questo, la vita privata dei giocatori NON MI RIGUARDA E NON MI INTERESSA. Ho detto soltanto che diffido delle ostentazioni.
    Immagina se tu ricevessi da me un pugno in faccia e, come scusante, ti venissero a raccontare di quanto sono brava e buona con i miei, di come scrivo bene sul mio blog, della stima di cui godo sul lavoro. Sai quanto te ne importerebbe…
    Allo stesso modo, le storie di “lui e la Dany”, del loro “mondo fatato”, dei bimbi a Natale, del “perfetto paparino” e via dicendo, mi suonano come tentativi di “difesa d’ufficio” maldestri e un po’ infantili, imbastiti su un concetto distorto. Vogliamo lasciarle perdere, una volta per tutte? Sono LA CORDA PIU’ SBAGLIATA per far presa su di me: NON MI INTERESSANO, NON MI INTENERISCONO, non rivalutano Matrix ai miei occhi (anzi, posso dirti che lo mettono in ridicolo?). SOPRATTUTTO, NON MI FANNO CAMBIARE IDEA SU DI LUI, l’unico che, se fosse davvero la persona meravigliosa e sensibile che mi dipingete, avrebbe mille modi per tentare di farmela cambiare (a patto di dimostrarmi VERO RINCRESCIMENTO, non per semplice CONVENIENZA) e per ricambiare la sincerità che ho sempre avuto verso di lui – DATO CHE DI UN FATTO PERSONALE FRA ME E LUI SI TRATTA – , SENZA PIU’ IL CONCORSO DI ROVINOSE TERZE PERSONE. Riconoscere un errore sarebbe indice di CORAGGIO e di SINCERITA’: ciò che Materazzi, purtroppo, non mi ha ancora dimostrato.

  49. Ermanno said

    Dopo aver letto questo post alla sindrome non ci credo più neanch’io….

  50. Elide said

    strano comportamento davvero

  51. Nico said

    Sì, una serie di infortuni strani quella che lo sta falcidiando, la dinamica non è mai chiara. Leggo il post molto dopo la sua pubblicazione perché ne sono venuto a conoscenza soltanto dalla segnalazione del forum, ma alla luce degli sviluppi devo darti ragione: qualcosa di strano c’è.

  52. Grifone nerazzurro said

    I fatti della stagione in corso dicono che Materazzi è un ex-giocatore.

  53. Cindy said

    Fai benissimo a fargli un mazzo così.

  54. Oscar91 said

    Che uomo!

  55. Dido said

    Chissà cosa non ne succedono nel calcio. Se ci si soffermasse di più sulle notizie, quante stranezze si noterebbero!

  56. Pat said

    Semplicemente pazzesco.

  57. M.G. said

    Vada a nascondersi, insieme a moglie e figli!!!!!

  58. carlone said

    Più sembrano leoni sul campo, più si scoprono dei retroscena penosi dietro le quinte.

  59. Bea said

    Che villanata ti ha fatto, lady! E che faccia di palta ci vuole per sparire così!

  60. Dario said

    Cara Lady,

    Per quel pochissimo che può valere, hai tutta la mia simpatia e solidarietà.

  61. Lele said

    È tutto molto inquietante, più che mai alla luce di tutto quanto che ne è seguito.

  62. Fiz said

    Certo che ormai la crisi di Materazzi sembra inarrestabile. Qualcosa di strano dev’essere successo, altrimenti non si spiega che sia praticamente sparito dalla faccia della Terra.

  63. David rossonero said

    Se fosse davvero così in forma come l’hai descritto non avrebbe passato la stagione a scaldare la panca.

  64. Tito said

    Sono molto sorpreso, non so cosa pensare. Possibile che nessun altro abbia rilevato tutte queste stranezze?

  65. Bril56 said

    Qualcosa non quadra? Veramente qui non quadra proprio niente.

  66. Sirio said

    Mi sono fatto una cultura sulla sindrome compartimentale.

  67. Hot Dog said

    Ricordo di aver visto quella partita della nazionale e che dalle immagini si era capito ben poco. Cos’è successo dopo… boh! Ma qualcosa dev’esser successo, evidentemente. Il calcio sta diventato sempre più strano…

  68. Osvaldo said

    Ma… l’avversario che doveva avergli fatto così male…..?

  69. ladycalcio said

    A TUTTI I LETTORI: I COMMENTI A QUESTO POST DEVONO VERTERE SUL CONTENUTO DI QUANTO SOPRA, E NON SULLA LETTERA APERTA A MATERAZZI PUBBLICATA IN DATA 9 MAGGIO 2009. PER QUEST’ULTIMA HO TEMPORANEAMENTE SOSPESO IL DIBATTITO, COME PRECISATO ALLA FINE DEL TESTO. GRAZIE.

  70. Dafne said

    Sono convinta che Materazzi potrebbe essere ancora utile alla Nazionale. Certo da quell’incidente in maglia azzurra lo si è rivisto pochissimo. Rileggo la storia e prima non avevo notato che prima di ogni partita dell’Italia si era infortunato all’ultimo momento. Bisognerebbe sapere se è un caso o se proprio per questa inaffidabilità Donadoni prima e Lippi dopo l’hanno lasciato da parte. Sicuro è che l’infortunio come l’hai descritto tu è proprio strano nel modo in cui è stato operato e col recupero così velosissimo.

  71. Stefano del 2° anello blu said

    Tante tante stranezze soprattutto in come si è defilato. Non l’avrei mai creduto. Cos’hanno combinato per avere una reazione così?

  72. L'Allegro Chirurgo said

    Vi dice tutto il mio user name?

  73. Lo Zio said

    Io non mi fido mai delle diagnosi che fanno i medici sui calciatori. A volte ti fan credere che un giocatore è mezzo morto per sentirsi dire dopo che son stati eccezionali loro a rimetterlo in sesto.

  74. Carmine said

    Non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi perché ho letto questo articolo.

  75. Puyol said

    E dopo tutto questo casino che fine ha fatto Materazzi?

  76. Calogero said

    Ho un cugino che sei anni fa ebbe la sindrome compartimetnale a una gamba per colpa di un incidente di moto. Si accorsero subito che era molto grave e fu ricoverato e operato nel giro di un paio d’ore, altrimenti i medici dissero che stava per perdere la gamba. Nonostante ciò e nonostante l’intervento d’urgenza e le cure fatte dopo ebbe a dover smettere con il calcio a cui giocava come amatore e da allora la gamba non ha più ricuperato completamente la sensibilità e gli sforzi che faceva prima. Dico la mia anche se so che ogni caso medico è diverso dall’altro.

  77. Walkie Talkie said

    Ho finito l’articolo che mi gira la testa. Non avevo mai letto niente del genere, ma qui che casino è successo?

  78. Fanny said

    Simply awful

  79. Zizane forever said

    Avait-il peur de jouer contre la France?

  80. Zazà said

    Col cavolo con un gonfiore residuo così si riesce a indossare i jeans! Non parliamo dell’andare bellamente in giro come faceva lui!

  81. Andrea said

    Ma è una storia pazzesca! E fino adesso sono andati avanti così senza neanche cercare di chiarirla?

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