CALCIO E PAROLE

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MOURINHO RESUSCITA IL MILAN

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 29, 2008

“Rilassarsi senza confini”: questo l’invito dello sponsor sullo schienale di José Mourinho in panchina ieri sera. Impossibile, per “Mou”, metterlo in pratica fra i tormenti del derby. “Loro hanno segnato un goal, noi no”, riassume il tecnico nerazzurro su Sky visibilmente teso.

Un’analisi che sa di semplicistico. In tutta onestà, credo che la sconfitta dei nerazzurri nel derby sia da imputare essenzialmente all’approccio tattico errato: l’Inter è insolitamente lenta e impacciata, incapace di sfruttare le sue stesse qualità. Aspetta, non corre. Così facendo, fa il gioco del Milan, che appare più grintoso e incisivo e preme sui cugini attendisti.

La squadra nerazzurra è in chiara difficoltà tattica a prescindere dai mutamenti di modulo operati da Mourinho: parte da un 4-3-3 d’assalto iniziale che sfuma via via in un 4-5-1, in un 4-2-3-1 e in un 3-2-3-2, ma la partita non cambia volto. Gli attaccanti continuano ad essere imbrigliati dai difensori rossoneri; la fascia più problematica è la sinistra, quella di Quaresma, che non appare ancora affiatato con i compagni. Ma neppure Mancini, sulla destra, riesce ad infrangere la difesa avversaria. Ibra spreca, il centrocampo non ce la fa a spezzare il ritmo.

La tattica suicida di Mourinho resuscita Seedorf e Ronaldinho, mentre Abbiati giganteggia in area acchiappando più palloni che nell’intero campionato.

Più concreto il Milan, compatto al centrocampo in virtù del modulo ad albero di Natale. Toglie i rifornimenti alle punte nerazzurre, riparte veloce, non si lascia aggredire dall’Inter. Ha nel redivivo Seedorf, faro centrale rossonero, il perno del proprio gioco. E l’Inter, che non riesce a neutralizzarlo, si trova schiacciata nelle linee.

La Beneamata è tutt’altro che esaltante. The Special One impiega un’ora per capire che così non va, opera dei cambi ma compromette ancor di più la situazione, sbilanciando all’inverosimile in avanti i suoi uomini: sacrifica Materazzi per Cruz, ma è pessimo profeta: infatti, con l’espulsione di Burdisso, si ritrova senza difensori centrali. L’Inter finisce con un arrembaggio sterile in 10 uomini, sfavorita persino dai rimpalli. Un bel regalo di compleanno per Berlusconi, non c’è che dire…

Il duello tattico fra i mister, insomma, è chiaro appannaggio di Ancelotti. Eloquente il titolo della colonna di Renato Vassallo su “Il Giorno”: “Per Mourinho un pediluvio di grande umiltà”. Eloquente anche il testo: “L’antipatico portoghese deve darsi una regolata. Non sarà un pirla, come crede, ma sicuramente un umano come tutti”.

Il fischietto Morganti ci mette del suo: lascia che Gattuso picchi gli avversari per tutta la partita, ma estrae il giallo ancor prima che Zanetti gli si rivolga di diritto nelle vesti di Capitano. Ma soprattutto, riapre la piaga dei rossi “allegri” contro l’Inter cacciando Burdisso e Materazzi (dalla panchina), che sommati a Muntari in Inter-Catania fanno 3 espulsi in 5 gare di Campionato. Inutile, invece, recriminare sul fuorigioco millimetrico di Kakà sul goal di Ronaldinho: il Milan merita la vittoria.

StudioSport (Mediaset), nel miglior stile rossonero, dà immediatamente un colpo di spugna alle poche critiche sensate finora avanzate al Milan. Giancarlo Gherarducci: “C’è da fare un falò di tutto quello che si è detto e scritto per settimane”. Poi, riesuma il confronto vincente di Ancelotti contro Mourinho di 5 anni fa nella Supercoppa Europea Milan-Porto (cross di Rui Costa e testa di Shevcenko), mentre il suo collega Carlo Pellegatti ripropone addirittura lo stacco di Hatley su Collovati del 28 ottobre ’84 come fotocopia di quello di Ronaldinho su Cambiasso.

Le danze, stavolta, le conduce il Milan di Ronaldinho. Riassume bene il concetto Ibrahimovc: “Siamo più forti, ma non sempre i più forti vincono”. Soprattutto quando si affossano da soli.

7 Risposte to “MOURINHO RESUSCITA IL MILAN”

  1. lothar said

    Abbiamo perso un derby giocato complessivamente male, perdendo l’occasione di attaccare un Milan che, quando il ritmo della gara sale, va sempre in difficoltà. Penso abbiamo vinto con merito, anche se un pareggio non avrebbe fatto gridare allo scandalo.
    Ritengo comunque che questa partita difficilmente cambierà l’inerzia della stagione: l’Inter continuerà a macinare avversari fisicamente inferiori, trovando difficoltà solo nelle partite contro squadre tecnicamente molto dotate (e quindi pochissime). Il Milan non uscirà dall’equivoco dell’inadeguatezza di molti suoi giocatori-camminatori, che sanno cambiare passo solo quando l’adrenalina è altissima e la posta in gioco vitale. Vinceranno contro la Juve e magari la Roma, ma poi pareggerano con Palermo o Atalanta. Difficile mutare il volto di tre anni di recente storia con una buona prestazione. Mourinho, però, deve far tesoro degli errori commessi, altrimenti anche l’Inter rischierà di perdere la sua identità di squadra vincente, costruita con coraggio e tenacia dal Mancio.
    Chiudo su Ronaldinho: come vuole la tradizione del derby, l’Inter è riuscita a resuscitare un giocatore che morto non è, ma rimane comunque in sala di rianimazione. Difficilmente sarà decisivo nel lungo termine. Rimane un acquisto dall’importante valore commerciale, di cui sono sicuro anche Ancelotti avrebbe fatto volentieri a meno.

  2. Rafa said

    I programmi sportivi di Mediaset sono sempre più inguardabili. Mi chiedo come i responsabili della rete non comprendano che così non fanno gli interessi di nessuno: pubblico, addetti ai lavori o sponsor.

  3. Marco Minola said

    Rieccomi, dopo un lungo periodo passato in Brasile, in tempo per guardarmi il derby. In sintesi: partita mediocre, arbitro mediocre, ritmo mediocre. Continuo a pensare che queste partite siano sempre più tattiche e nervose e meno spettacolari. Alla fine rimango della convinzione che, anche se per tradizione non si avvicina al derby della Madonnina, la stracittadina fra Roma e Lazio rimanga – calcisticamente parlando – la più spettacolare.

  4. Lancillotto said

    Vero, vero, ahimé ragazzi! Il fatto è che perdiamo le partite in cui contano l’onore e la fede: Juve, Milan… loro gongolano per un anno credendo di esserci superiori senza capire che a volte basta una scelta tecnica sbagliata per sovvertire i valori fisici e tecnici.
    Ci vogliono attributi, gente, contro questi bisogna andare in campo alla morte, non come semolini!

  5. mario said

    L’inter ha perso il derby per una serie di motivi l’ assenza temporanea di pirlo che pur essendo un intoccabile ha consentito ad ancelotti di irrobustire il centrocampo con un mediano in + senza sguarnire l’attacco, seedorf ha unito anke la quantita’ alla solita qualita’;l’inter ha giocato una gara troppo attendista nel primo tempo, burdisso non e’ un rincalzo all’altezza della rosa dell’inter; sfortuna ed imprecisione sottoporta chi ci vuole mettere l’arbitro ce lo metta; l’idea di esaurire i cambi a mezz’ora dalla fine inserendo 2 attaccanti per un centrocampista e un difensore non e’ stata proprio grandiosa e comunque(anke in 11) sotto di un goal non c’era bisogna di tenere la’davanti tre punte con una squadra gia’ abbastanza scollegata tra i reparti; il milan ha giocato una buona gara dando il massimo e stavolta in porta non c’era quell’ombroso pupazzo a molla di Dida. Detto questo nel milan rimangono dei limiti strutturali abbastanza evidenti e la difesa mostra pesanti amnesie che spero verranno limitate col recupero di nesta e forse anke con quello di Senderos (Mah). Se si vuole trovare un colpevole a parte il solito BURDISSO, questi e’ proprio l’allenatore(ebbene si Ladycalcio sono d’accordo con te da non credere…) che non avra’fatto grossi danni ma ha concesso al Milan di fare la partita che voleva e ha concluso l’opera con icambi di cui sopra che di speciale hanno proprio poco.

  6. rettilineotribuna said

    tutto secondo copione.. L’Inter in una sola partita è diventata da schiacciasassi a bidone, Mourinho da genio a pirla, La Juve da rivelazione invincibile a delusione e il Milan da delusione ed ennesima dimostrazione di incompetenza sul mercato a squadra da battere.
    Stiamo tornando ad essere un Campionato normale, con diverse squadri forti e chi è stato penalizzato da calciopoli ora si è rimessa in sesto. Campionati vinti con 97 punti e 20 di vantaggio sulla seconda sono irripetibili per cui prepariamoci a campionati normali fatte di squadre forti che perderanno diverse partite. Detto questo, quello che manca all’Inter è l’amalgama tra l’attacco e il resto di reparti, è qui dove il Mou deve intervenire

    Un abbraccio
    Rettilineo

  7. Black and Blue said

    Eh eh, ora però bisognerebbe rianimare il Milan di Ancelotti!

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