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L’UOMO RAGNO CADE NELLA RAGNATELA DELL’INTER

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 16, 2008

La prima casalinga dell’Inter rimarrà nei ricordi per il gradito ritorno di Walter Zenga, indimenticata saracinesca nerazzurra, e per l’esordio di Quaresma.

Il pubblico accoglie con affetto l’Uomo Ragno, ora alla guida del Catania, sbizzarrendosi in cori e striscioni. “La Curva non dimentica i suoi eroi: Walter Zenga uno di noi” recita quello della Nord, completato da “W 1 Z” . Poi i fiori, l’abbraccio a Capitan Zanetti e una lezione di signorilità, da parte di Walterone, nel non raccogliere le meschine dichiarazioni di superiorità di “The Special One”.

L’Inter vince meritatamente, ma “Mou” è lungi dall’aver risolto tutti i suoi problemi. La prima impressione “a fior di pelle” è che i giocatori siano frastornati dal suo metodo, dai nuovi schemi e dall’incessante movimento che implicano.

Dal punto di vista tecnico, confermo l’impressione già avuta in Supercoppa: quella di una squadra eccessivamente corta e sbilanciata in avanti (sui calci piazzati in area avversaria, l’ultimo uomo è arrivato a trovarsi a 2/3 circa della metà campo del Catania).

E se la difesa esce promossa dall’incontro, non altrettanto dicasi del centrocampo (pur considerando l’inserimento tardivo di Zanetti e Cambiasso, reduci dall’impegno con la Nazionale argentina) e soprattutto dell’attacco, condizionato dagli errori di Ibrahimovic.

In parte illusorio anche il tanto sbandierato 4-3-3, con cui Mourinho si diverte forse a gettarci un po’ di fumo negli occhi: Quaresma delizia con i suoi tocchi di classe ma deve ancora inserirsi negli schemi, la manovra è spesso viziata dai troppi palleggi e passaggi, i rifornimenti alle punte appaiono troppo prevedibili. D’altronde, la difesa alta e le linee dei reparti “schiacciate” rendono più difficile diversificare l’offensiva con lanci lunghi e cross. La trame dell’Inter riescono pur sempre a imbrigliare il Catania di Zenga; tuttavia, il punto di domanda sulla loro efficacia rimane, in attesa delle avversarie di caratura internazionale.

Decisamente fuori luogo le allusioni di stampa e TV, subito pronte a mettere in dubbio la regolarità della vittoria nerazzurra. La deviazione del 2-1 da parte di Terlizzi è goal, poiché il pallone supera interametne la linea bianca. In questo senso, anziché inscenare le solite polemiche ad arte, basterebbe posizionare una telecamera in linea con la porta e, perché no, un bel “ragno” sopra di essa…

La prima casalinga ha purtroppo visto anche il primo rosso in casa nerazzurra: la manata di Muntari a Tedesco c’è, anche se sulla sceneggiata di quest’ultimo si può discutere…

Sull’altra sponda del Naviglio fa discutere la desolante prestazione dei camminatori rossoneri contro il Genoa, condita dalle sostituzioni dei “gioielli” Ronaldinho e Sheva e dal rigore causato da Capitan Maldini. E a nulla serve che “StudioSport” (Italia 1) delle ore 13.00 faccia slittare la figuraccia in terza notizia, deviando l’attenzione dei telespettatori sulla vittoria di Valentino Rossi a Indianapolis e su quella della Juve contro l’Udinese.

2 Risposte to “L’UOMO RAGNO CADE NELLA RAGNATELA DELL’INTER”

  1. Ugo said

    Grande Walterone, come potremmo dimenticarlo? Lui sì che è stato e rimane speciale per i cuori nerazzurri!

  2. mario said

    MA NON ERA UN ARTICOLO SULL’INTER?BOH

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