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MARCO MATERAZZI: IL RITORNO DEL GUERRIERO

Posted by ladycalcio su martedì, giugno 24, 2008

Calcio e Parole propone, eccezionalmente, un articolo tecnico e approfondito sulla tormentata stagione di Marco Materazzi. Originariamente destinato a una rivista di settore, il pezzo ha alle spalle una lunga e travagliata storia e, ancor prima della pubblicazione, ha suscitato reazioni forti e inaspettate. Forse, il bello della storia deve ancora venire…

Post scriptum del 9 maggio 2009: l’articolo seguente, originariamente inviato in regalo a Materazzi, suscitava, presso di lui, un’inspiegabile irrigidimento verso chi scrive. Nel chiedervi il perché, tenete presente che la versione del pezzo a lui inviata, risalente ai primi di maggio del 2008, non conteneva ancora il paragrafo sugli Europei ’08 e neppure i commenti sull’espulsione contro la Lazio in Tim Cup e su Inter-Siena (aggiunti come successivo aggiornamento). Dunque: come spiegare quella strana reazione?

DALLA LUCE DI UNA LAMPADINA DI 60 WATT AI RIFLETTORI DI SAN SIRO, DA GUARDALINEE DI BELLE SPERANZE A “TUTTI PAZZI PER MATERAZZI”

LA SUA SCHEDA

Marco Materazzi nasce a Lecce il 19 agosto 1973, dove la famiglia si è trasferita durante la militanza del padre Giuseppe nelle file dell’US Lecce.

Dopo le prime esperienze nei campionati minori (nel Messina in Serie B, nei dilettanti del Tor di Quinto, nel Marsala in Serie D e nel Trapani in C1), a 23 anni viene acquistato dal Perugia (Serie B), dove rimane fino alla stagione ’97-’98 con una parentesi in Serie C1 al Carpi. La squadra umbra segna il suo esordio profetico in Serie A, che avviene contro l’Inter il 2 febbraio 1997. Dopo la retrocessione dei perugini, nel ’98-’99 Materazzi si trasferisce in Inghilterra e indossa per un anno la divisa dell’Everton, collezionando 27 presenze e un goal. La stagione successiva fa ritorno per 2 campionati al Perugia neopromosso, dove nel 2000-01 mette a segno 12 reti in 30 partite, quota record fra i difensori italiani.

La sua consacrazione avviene in nerazzurro. L’Inter di Hector Cuper lo acquista nella stagione 2001-02 e lo fa esordire il 26.8.2001 proprio contro il Perugia (Inter-Perugia 4-1). Il campionato termina con la cocente delusione del 5 maggio, ma “Matrix” avrà ampiamente modo di rifarsi. La sua permanenza nella Beneamata, giunta alla 7° stagione, è un crescendo di emozioni, popolarità e successo. Inserito nella difesa a quattro di Cuper, soppianta Cannavaro e si dimostra un elemento-chiave della linea difensiva a 3 del nuovo tecnico Alberto Zaccheroni.

Nel 2004-05 inizia l’era Mancini. L’Inter si aggiudica la Coppa Italia e la Supercoppa TIM, bissando il doppio successo nel 2005-06. Al bis si aggiunge lo Scudetto a tavolino in seguito allo scandalo di Calciopoli. Sempre in quell’anno, Materazzi difende il posto da titolare dalla concorrenza del neoacquisto Walter Samuel, disputando 22 partite e segnando due goal.

Il 2006 lo corona di gloria anche in Azzurro: la vittoria ai Mondiali di Germania è l’apoteosi di una carriera iniziata tanti anni prima sui disastrati campi di periferia del sud, dai quali, al prezzo di durissimi sacrifici e privazioni, è salito fino all’Olimpo del calcio.

La stagione post-mondiale lo vede firmare il 15° Scudetto nerazzurro con una splendida doppietta messa a segno a Siena, che sigla la vittoria in campionato dell’Inter con 5 giornate d’anticipo sulla fine del torneo. Matrix è idolo dei tifosi, uomo-squadra e bandiera nerazzurra. A fine gennaio viene insignito dell’Oscar del Calcio AIC 2007 nella categoria miglior difensore e dopo Parma-Inter del 18 maggio, al termine di una rocambolesca stagione, si cuce sulla maglia il sofferto 16° Scudo della Beneamata.

LE SUE DOTI TECNICO-TATTICHE

Centrale difensivo longilineo e potente (1,93 m x 92 Kg), Materazzi è uno dei migliori marcatori sulla scena del calcio. Saracinesca della diga nerazzurra e della Nazionale, si distingue per la sua prestanza atletica e per la sua efficacia nell’uno contro uno.

Roccioso nel fisico e nel carattere, è divenuto un leader a tutti gli effetti. È lui a dirigere i compagni, a buttarsi nella mischia, a sbarrare la strada all’avversario lanciato a rete. Purtroppo, nell’arco della sua carriera, l’impeto agonistico gli è costato qualche cartellino di troppo (vedi il poker di rossi collezionato nella sua stagione all’Everton); ed è proprio questo il rimprovero che gli viene più frequentemente mosso, nonostante gli sforzi di domare gli eccessi caratteriali messi in atto nel corso della sua maturazione atletica.

Tecnicamente si distingue per la potenza del piede sinistro e per l’abilità nel gioco aereo, caratterizzato dalla potenza dello stacco (si veda l’elevazione di oltre 1 m per la celebre incornata alla Repubblica Ceca) e dalla precisione nel colpire il pallone. Eccelle inoltre dal dischetto (decisivi il rigore-Scudetto di Siena ’07 e le due trasformazioni dagli 11 metri ai Mondiali di Germania) e sui calci piazzati, che lo vedono spesso confluire nell’area avversaria nelle vesti di realizzatore.

Di valore i precisi lanci in profondità con cui imposta la manovra e le sue proiezioni offensive, che gli hanno fruttato ben 10 goal nella stagione 2006-07 e addirittura 12 nel 2000-01. Con questa quota, Materazzi ha fatto suo il record di reti segnate in Serie A da un difensore, spodestando Daniel Passarella (11 goal nella stagione ’85 – ’86) e facendo meglio di Giacinto Facchetti (10 reti nel ’65 – ’66).

Lui che da bambino sognava di diventare un attaccante “capace di segnare 10 goal a partita”, di marcature ne ha messe a segno di davvero spettacolari, prima fra tutte la celebre rovesciata al Messina. Lo spiccato senso tattico e della posizione gli consentono di rientrare prontamente dalle sue scorribande offensive senza mettere a repentaglio la solidità della retroguardia.

UNA STAGIONE TRAVAGLIATA

L’Inter dei record, che nel 2007 aveva ottenuto 92 punti in 37 incontri di Campionato alla media-record di 2,48 a partita, è falcidiata da una serie di infortuni che ne sconvolgono l’assetto tattico. Si salva solo grazie all’importanza della sua rosa. Impostata su un 4-4-2 di base, è via via oggetto di varianti nel modulo (primo fra tutti il 4-3-1-2 con il “rombo” di centrocampo) e di infiniti avvicendamenti nei vari ruoli.

A inizio stagione, la difesa a 4 davanti a Julio Cesar è composta dalla coppia centrale Cordoba-Samuel e dagli esterni Maicon (a destra) e Maxwell/Chivu (a sinistra).

Al suo rientro, Materazzi fa coppia centrale dapprima con Cordoba, poi, dopo l’infortunio di quest’ultimo, con Burdisso o Rivas.

IL RITORNO DOPO L’INFORTUNIO

Materazzi rimane lontano dai campi per 3 mesi a causa dell’inconsueto infortunio occorsogli in agosto in Nazionale contro l’Ungheria. Sulle sue condizioni e sul suo recupero, cala il silenzio mediatico; l’attenzione di giornali e TV è monopolizzata dalla gamba di Ronaldo, dal rinnovo del contratto di Del Piero e dal caso Adriano.

Fra controlli medici, test da campo e partitelle in famiglia, si intrecciano smentite e controsmentite sulla data del suo rientro. Matrix lavora sodo, ma senza bruciare le tappe.

Torna a calcare un campo di calcio a Sheffield, lontano dagli occhi e dall’affetto del suo pubblico, nelle file della Primavera dell’Inter, che l’8 novembre disputa un’amichevole di lusso contro lo Sheffield FC, il club più antico del Mondo, per festeggiarne il 150° anniversario di fondazione. Rimane in campo 70’ sotto lo sguardo del grande Pelé e regala la sua maglia n° 23 all’avversario Vill Powell. Dirà di lui Dave McCarthy, allenatore degli inglesi: “Marco was a credit to Inter Milan (…) and was certain in his movements at all times” (Marco è stato prezioso per l’Inter (…) ed è sempre apparso sicuro nei movimenti).

Il pubblico di San Siro lo riabbraccia la sera del 24 novembre ’07 nei minuti finali di Inter-Atalanta: sei minuti soltanto, durante i quali catalizza l’attenzione e l’affetto di tutto lo stadio. Sei minuti in cui scioglie l’emozione del rientro e riassapora le emozioni brevi e intense che fugano d’incanto dalla mente mesi di sofferenza, di dubbi e di angosce: la scarica di adrenalina all’annuncio del nome all’altoparlante, l’urlo “Tutti pazzi per Materazzi”che sale dalla Curva Nord e finalmente, l’entrata in campo tante volte anticipata nella mente nei momenti bui. Sei minuti che volano via, ma che ti fanno toccare le stelle e come una medicina miracolosa ti guariscono nel corpo e nello spirito, facendoti risentire integro, al tuo posto di sempre, quasi al risveglio da un brutto sogno. Ed eccolo, il Materazzi guarito, ad esibire il fisico asciutto di un atleta mobile sulle gambe e corretto nel gesto atletico. Contento di esserci di nuovo.

L’entrata in campo allo scadere si ripete tre giorni dopo agli ultimi 6’ di Inter-Fenerbahce, in Fiorentina-Inter (11’ giocati) e in Inter-Lazio (9’), sempre preceduta da un gran tifo dalla panchina. Il riscaldamento di Matrix diventa un rituale, il momento più atteso che accende i cuori dei sostenitori nerazzurri, impazienti di vederlo alzare e sgambettare felice a bordo campo imbacuccato nella tuta, con il berrettone nero con il numero 23 calato sulla fronte e le scarpette dorate ai piedi. Addirittura raggiante, mi è parso talvolta Materazzi, “scalpitante” dalla voglia di raggiungere i compagni sul campo, intento a gustarsi ogni singolo istante di quell’esperienza che, superato lo spavento, lo rendeva ancor più caro ai suoi tifosi e lo permeava del loro affetto. Come se in quei movimenti agili e leggeri esternasse la liberazione da pesi e paure.

Raggiante anche a dispetto delle contraddizioni del Mancio: necessitava di mettere minuti nelle gambe, Materazzi, eppure veniva sempre relegato agli ultimissimi. Immaginate che putiferio si sarebbe scatenato per Del Piero, Ronaldo & Co?

IL RITORNO A TITOLARE

Materazzi parte finalmente titolare in Inter-Torino del 9 dicembre. Esce dal tunnel dello stadio (e del suo travaglio) con un caloroso saluto al pubblico, si scalda e prova i tiri a rete. Rimane in campo 60’, confermando le impressioni positive suscitate sin dal suo rientro.

L’analisi biomeccanica della sua corsa. Il gesto atletico di Materazzi è quello di un giocatore integro. La sua corsa, disinvolta e armoniosa, non tradisce il serio guaio muscolare sofferto.

Al contrario di tanti campioni “recuperati” a tempo di record dal luminare di turno, Matrix non presenta alterazioni dei parametri biomeccanici quali la riduzione della fase di volo o l’eccessiva verticalizzazione delle spinte, tipiche delle carenze muscolari e delle compensazioni post-traumatiche. E neppure deficit nella coordinazione bacino-gambe o nella fase estensiva della coscia infortunata, in perfetta sinergia con la sinistra anche nello skip a ginocchia alte effettuato durante il riscaldamento.

Le sue sequenze sono dinamiche ed efficaci, in assenza di asimmetrie: il baricentro della corsa è corretto, l’asse del busto nella giusta inclinazione, la spinta degli arti inferiori completa. “Usa” poco quelli superiori, come accade spesso ai giocatori di calcio.

Il completato recupero funzionale è evidenziato dei sincronismi delle lunghe leve, agili e decontratte: il giocatore si produce senza problemi in cambi di frequenze, rapide accelerazioni e decelerazioni, corsa all’indietro, scarti in laterale ed elevazioni. Salta all’occhio la sua mobilità: Materazzi è mobile di caviglie e reattivo nei piedi. L’impatto sul terreno è morbido e ben ammortizzato, la spinta sull’avampiede elastica.

Matrix non si disunisce con il passare dei minuti. Dimostra la consueta padronanza del pallone e degli schemi, avanza a grandi falcate nell’area avversaria sui calci piazzati e – segno evidente di salute – non si tira indietro nei confronti diretti.

Il suo lavoro – e quello dello staff tecnico che l’ha seguito durante la riabilitazione – meritano un voto molto alto. Peccato che il giorno seguente i voti dei tre quotidiani sportivi non vadano oltre un 6,5 e due 6 stiracchiati.

Proseguendo nella cronologia del suo rientro, in PSV Eindhoven-Inter del 12 dicembre, Materazzi resta finalmente in campo per tutti i 90’, per ripresentarsi nuovamente titolare nell’incontro di Coppa Italia Reggina-Inter.

Nel derby del 23 dicembre rileva l’infortunato Samuel al 37’ del primo tempo. Entra a freddo (al punto da dover proseguire il riscaldamento sul campo durante l’intervallo) e seppur gravato da un’ammonizione precoce, neutralizza Kakà e sul finale sventa una seria minaccia di Nesta davanti alla porta. Contro Siena e Parma, in ulteriore progresso, risolve delle occasioni pericolose e avanza sempre più spesso nell’area avversaria. In Inter-Juve di Coppa Italia del 23 gennaio dimostra la ritrovata piena forma: svolge un’enorme mole di corsa, sigilla l’area nerazzurra e moltiplica le puntate offensive. La sua uscita dopo uno scontro di gioco costa all’Inter due goal in 6’, entrambi scaturiti da palloni alti a centro area. A Udine si riconferma al top neutralizzando Quagliarella e producendosi in preziose respinte di testa.

EL Niño MUTA IL CLIMA

Il crescendo di Materazzi, titolare a fianco di Cordoba dopo l’infortunio di Samuel, si interrompe bruscamente con la pesante doppia ammonizione di Liverpool, comminatagli dall’arbitro belga De Bleeckere in seguito a due cadute accentuate del “Niño” Fernando Torres. Per il numero 23 nerazzurro, desideroso di ripresentarsi al pubblico inglese da Campione del Mondo e di cancellare il vecchio spettro del Materazzi in rosso, è un momento drammatico.

Come l’omonimo fenomeno tropicale, el Niño muta repentinamente il clima in casa Inter: l’atmosfera si surriscalda, su Materazzi si scatena un diluvio di polemiche e di accuse ingenerose. Nello spazio di una notte, Matrix passa da eroe nerazzurro a comodo capro espiatorio di un’eliminazione dalle radici ben più profonde.

Si spegne la spensieratezza sul suo volto. Con sguardo torvo, assiste impotente dalla tribuna di San Siro al goal con cui proprio Torres, il suo avversario, infrange le speranze europee dell’Inter.

Il contraccolpo psicologico sfocia in qualche prestazione negativa, vedi Napoli-Inter e il duello perso contro Del Piero (che pur aveva neutralizzato alla grande in Coppa Italia) in Inter-Juve di campionato. Il momento di crisi gli costa qualche partenza dalla panchina.

I mass media lo bollano come pensionabile, gli imputano lentezza e ritardo di preparazione, si sbizzarriscono in computi avventati del minor numero di goal subiti dall’Inter con la coppia Cordoba-Samuel. Confronto improponibile, che non tiene conto del calo generale di condizione di un’Inter condizionata dagli infortuni, dalle espulsioni e dal rivoluzionamento degli schemi di centrocampo, oltre che del minor affiatamento fra compagni e della conseguente maggior pressione sulla difesa. Per tacere del subbuglio suscitato dalla vicenda Mancini

Materazzi sembra, piuttosto, perso in se stesso, imballato psicologicamente, stordito dalle critiche e dall’astio piovutogli addosso, oltre che in atteggiamento di difesa verso l’ondata dei cartellini facili. Disorientato, insomma. E se è vero che nei confronti diretti appare appannato nei riflessi, rimane pur sempre inappuntabile nel gioco aereo e nei lanci-pennello.

Soffre, ma si riscatta. In Inter-Fiorentina è vittima di un problema al polpaccio, ma resta stoicamente in campo. Un sacrificio che sfugge a tutti i suoi esimi critici. Chi scrive si meraviglia addirittura di vederlo rientrare per il 2° tempo. Matrix riduce il volume di corsa, rimane arretrato in copertura e stringe i denti. Solo dopo aver accorciato sempre di più la sua bella falcata, sul finire del 2° tempo, chiede il cambio.

Tiene duro anche in Inter-Lazio di Campionato. Contro il Cagliari arriva finalmente la prima rete stagionale: un goal pesante, un’incornata da manuale stile Germania 2006 che regala 3 preziosi punti all’Inter e manda in delirio San Siro. Ma in Lazio-Inter, semifinale di Coppa Italia, rieccolo espulso dopo soli 15’ dall’entrata in campo per un fallo su Pandev – e squalificato per la finale. E solo quattro giorni dopo, l’entrataccia su Locatelli, quel pallone strappato al rigorista designato Cruz e l’errore dal dischetto, fanno di Materazzi l’eroe tragico di Inter-Siena. È di nuovo crisi nera. Il gesto estremo e plateale di impossessarsi del pallone, con il quale cerca disperatamente di riconquistare un ruolo da protagonista e la fiducia che sente scemare nei suoi stessi sostenitori, gli attira le ire furibonde dei tifosi, dei compagni e della Società. “Materazzi ci ha fatto perdere la partita”, si legge dal labiale del Presidente Moratti in tribuna. Sommerso dalle feroci critiche dei mass media, vive nell’incubo che il suo sbaglio si riveli fatale nella corsa al 16° Scudetto, festeggiato in sordina e scuro in volto la domenica dopo a Parma, all’ultima di Campionato.

TUTTI PAZZI PER MATERAZZI

Chi lo osanna, chi lo detesta. È il destino dei personaggi eccentrici e scomodi come lui, nonostante il suo contributo alla vittoria mondiale Azzurra. Paradossalmente, tuttavia, la testata di Zidane e gli attacchi meschini del CT francese Domenech hanno accresciuto il numero dei suoi simpatizzanti.

Si contano a migliaia i messaggi di affetto che Matrix ha ricevuto sul suo blog dopo l’infortunio –e non soltanto dai sostenitori nerazzurri. Il blog che ha rinnovato in occasione del rientro, per essere più vicino ai suoi tifosi (www.marcomaterazzi.it).

Quelli che ogni domenica l’acclamano al grido di “Tutti pazzi per Materazzi”, acquistano i suoi gettonatissimi gadget personalizzati e lo considerano la loro bandiera dentro e fuori dal campo.

Anche nel periodo di sosta forzata, Matrix non ha infatti mai smesso i panni di trascinatore e uomo-spogliatoio in seno alla squadra. Così risponde sul suo libro agli ex-detrattori: “In pochi avrebbero scommesso su Materazzi e invece in tanti dovrebbero farsi un esame di coscienza”.

LA SUA AUTOBIOGRAFIA

Sapevate che Materazzi conserva una maglia di Zidane nell’armadio dei ricordi? E che dopo la vittoria di Berlino si è fatto fare una copia della Coppa del Mondo a grandezza naturale perché la miniatura datagli dalla Fifa gli sembrava un giocattolo? Che a otto anni faceva il guardalinee pur di stare su un campo di calcio? E ancora, che a Trapani allenava i tiri in porta durante gli straordinari serali alla luce di una lampadina da 60 watt?

Sono solo alcune delle curiosità contenute in “Una vita da guerriero”, l’autobiografia scritta con i giornalisti Roberto de Ponti e Andrea Elefante (Ed. Mondatori), che si apre con la confessione delle sei parole dette a Zidane durante la finale mondiale. Sei parole che, insieme alla successiva celeberrima testata, sono assurte a un “casus belli”, in un parossismo di interpellanze parlamentari e interventi politici che hanno coinvolto dalle alte cariche dello Stato francese a Fidel Castro. Un “caso planetario” che ha rischiato di “scatenare una guerra di religione”, divenuto appannaggio di moviolisti, esperti nella lettura del labiale e vignettisti, fino ad arrivare ai botti di fine anno. Quel che Materazzi definisce “gogna mediatica”, puntualizzando: “Io non sono soltanto quelle sei parole”.

Ai primi di aprile, la vittoria morale: davanti all’Alta Corte di Giustizia di Londra, Materazzi riceve le pubbliche scuse del tabloid inglese Daily Star, reo di avergli attribuito, in quell’occasione, accuse razziste rivelatesi del tutto infondate. Seguono, a fine maggio, le scuse del Sun.

Matrix si racconta in 23 capitoli: 23 come il suo numero di maglia, ispirato all’idolo Michael Jordan e legato ai più importanti avvenimenti della sua vita. Ne emerge un ritratto parecchio distante dall’immagine di rozzo spaccagambe di cui gode.

Incentrato sulla vicenda umana di Marco, il libro ne narra la difficile infanzia, segnata dalla perdita precoce della madre e dal doloroso vuoto rimastogli dentro, e la giovinezza, costellata di pesanti sacrifici familiari e sportivi: dure prove che l’hanno temprato e fatto crescere in fretta. È la storia di un figlio d’arte scomodo consigliato di darsi al basket, di una lunga gavetta sui campi accidentati del sud contro avversari con il doppio dei suoi anni “che non avresti mai voluto incontrare in un vicolo buio” e contro i pregiudizi che da sempre gravano sulle sue spalle, “che sono abbastanza larghe e hanno imparato a sopportare”.

Il racconto calcistico si intreccia con quello della sua famiglia, composta dalla moglie Daniela e dai figli Gianmarco, Davide e Anna, e spazia dai trionfi più esaltanti alle sconfitte più cocenti, dalle figure dei maestri che l’hanno aiutato a crescere come calciatore e come uomo al simbolismo dei suoi tatuaggi. Materazzi parla della sua fame di successo, dei suoi momenti di crisi profonda, delle trappole tesegli per metterlo in croce. Il tutto, senza trascurare l’autocritica sui suoi errori: quelli che, come lo schiaffo a Bruno Cirillo, gli sono valsi l’etichetta di “cattivo” e il rimprovero che più lo fa arrabbiare: sentirsi definire “il solito Materazzi”.

Ma sotto la corazza, il guerriero nasconde un cuore sensibile. È sorprendente quante lacrime confessi, il “duro”: lacrime di dolore, di gioia dopo lo Scudetto di Siena e sul campo di Berlino, lacrime e urla di rabbia negli spogliatoi il 5 maggio. Lacrime di bambino e di adulto che hanno accompagnato la sua vicenda umana.

Si alternano aneddoti divertenti e drammatici. Spassosi quelli del Mondiale: l’abbraccio all’arbitro Archundia dopo il goal di Grosso alla Germania, il gavettone di birra al Presidente Napolitano negli spogliatoi, lui che se ne va dai giornalisti con un “ciao” suonando a tutto volume “Notti magiche”. Per non parlare di quella volta che, per l’emozione, regala a Valentino Rossi una maglia di Rui Costa anziché la propria.

Commovente, per contro, il ricordo della visita in ospedale a Facchetti con in mano la Supercoppa Italiana appena vinta, con il grande Cipe a reggersi alle sue spalle mentre gli viene preso il calco del piede da esporre al Fifa Award.

Se mi è concessa un’osservazione, Matrix – o chi per lui – ha calcato un po’ troppo la mano nel romanzare certi riferimenti familiari nel contesto prettamente calcistico, che rischiano di snaturare il guerriero (e interessano ben poco al lettore). Personalmente, all’excursus sul cambio dei pannolini durante il racconto di una partita del Mondiale, preferisco l’entrata a gamba tesa di troppo…

NAZIONALE AZZURRA: IL TRIONFO DI BERLINO

Materazzi esordisce in Azzurro a Perugia, il 25 aprile 2001, nell’amichevole Italia-Sudafrica (1-0).

È Castagner, suo allenatore al Perugia, a consigliarlo a Trapattoni. Ai Mondiali ’02 di Corea-Giappone, non ha fortuna: si vede annullare una rete validissima contro la Croazia per sospetto fuorigioco e l’Italia, complice il pessimo arbitraggio dell’arbitro Moreno, esce di scena agli ottavi contro la Corea del Sud. Agli Europei portoghesi del 2004, la Nazionale del Trap viene eliminata nella prima fase.

Ai Mondiali di Germania 2006, Materazzi è l’eroe di Berlino. E certamente non solo per l’episodio della testata di Zidane nella finale Italia-Francia. Partito come riserva, esordisce nel match contro la Repubblica Ceca rilevando l’infortunato Nesta al 17’ del 1° tempo. Al 26’, su corner di Totti, mette a segno la sua prima rete in Azzurro. È il goal che regala all’Italia il passaggio agli ottavi di finale e che gli frutta l’elezione a “Man of the Match” da parte della Fifa. Per inciso, era dai tempi di Cabrini (Spagna ’82) che un difensore italiano non andava in goal in un Mondiale. Dopo il cartellino rosso rimediato contro l’Australia e la relativa squalifica contro l’Ucraina, Matrix rientra alla grande nella semifinale contro la Germania, ricostituendo la solida coppia difensiva centrale Materazzi-Cannavaro.

Nella magica notte del 9 luglio, in un’altalena di emozioni, provoca dapprima il rigore che porta al temporaneo vantaggio della Francia, poi insacca di testa la rete del pareggio e trasforma il 2° dei 5 calci di rigore che sanciscono la vittoria mondiale dell’Italia.

Complessivamente, Materazzi ha disputato 41 partite in Azzurro, segnando 2 goal decisivi che gli sono valsi il titolo di capocannoniere italiano dei Mondiali ’06 ex aequo con Luca Toni.

DALL’OLIMPO DELLA GLORIA ALLA POLVERE PIU’ AMARA

Materazzi si dichiara carico al massimo per rilanciarsi in Azzurro ad Euro 2008. Dalla sera di Budapest, in Nazionale ha all’attivo un solo tempo nell’amichevole disputata in marzo contro la Spagna. In realtà, il suo torneo dura soltanto i primi 54’ dell’incontro d’esordio Italia-Olanda e si spegne mestamente in panchina dopo una desolante prestazione. Schierato in coppia con Barzagli, Matrix appare completamente nel pallone: è fermo sulle gambe, non chiude, perde il tempo e non affronta Van Nistelrooy. Sulla prima rete di quest’ultimo non intercetta il pallone, rimanendo fermo come tutta la difesa. Sul 2-0 di Sneijder, tarda clamorosamente a rientrare da un calcio piazzato nell’area avversaria lasciando via libera al contropiede olandese nell’area italiana sguarnita.

”Materazzi no!”, titola Tuttosport. E via con ”Materazzi-Barzagli, una serata da incubo” (Il Corriere della Sera), “Materazzi crolla, Toni delude” (Repubblica); “Materazzi è un flop” (Corriere dello Sport), “Materazzi, rissa sfiorata con l’arbitro (QN).

Nelle analisi si legge che Materazzi è “l’ombra di se stesso”, “perso per il campo”, “sempre in ritardo, sempre in affanno”. Si legge che “sbanda paurosamente”, “annaspa nei recuperi”, “insegue penosamente Van Nistelrooy”, che “la grinta ormai è una maschera”, che è “patetico il suo arrancare”, che “gli attaccanti gli sfuggono senza pietà” e ancora, che “pur di toglierlo dal campo, Donadoni rivoluziona la difesa”. Il tutto, condito da aggettivi del calibro di “impresentabile”, “imbarazzante”, “da paura”, “pensionabile”, “lento 34enne”, “impalato e umiliato”, “fisicamente ossidato”, fino a “ragazzo fragile”. L’opposto di un guerriero, l’opposto del ritratto della felicità di fine 2007. Chi frequenta Casa Azzurri lo descrive malinconico, depresso e isolato dal gruppo. Riecco, ancora una volta, le antitesi del personaggio.

Sull’eroe di Berlino cala un silenzio quasi irreale, rotto soltanto dal concerto di fischi all’annuncio del suo nome, relegato fra le riserve, prima dell’incontro con la Francia. Materazzi manca il tanto atteso rendez-vous con i transalpini per la terza volta di fila – questa volta per scelta tattica – dopo due precedenti forfait per squalifica e infortunio. E stavolta, dopo la vittoria, lo striscione “grazie Marco” è per Van Basten.

Il Sito Ufficiale dell’Inter continua a parlare dell’Italia di Matrix”, ma Matrix rimane in panchina fino al capolinea di Italia-Spagna, in cima alla lista dei bocciati. Dal trionfo al tonfo. Per stampa e commentatori TV, che solo pochi mesi fa ne auspicavano il rientro in Nazionale come pedina irrinunciabile, Materazzi è un giocatore finito, per età e condizioni fisiche.

Un convincimento innescato, secondo chi scrive, dai richiami ossessivi all’infortunio di Budapest, che hanno ormai permeato – e distorto a suo sfavore – la visione e la valutazione tecnica di giornalisti, tifosi e osservatori poco preparati, ormai portati ad ignorarne le prestazioni positive e ad amplificarne ogni più piccolo errore, riconducendolo regolarmente ai presunti postumi fisici di quell’incidente o, nella migliore delle ipotesi, al ritardo di condizione. Disamine tecniche alquanto opinabili ma di forte presa sull’opinione pubblica, che rischiano di creare attorno a Matrix un convincimento di inaffidabilità e di sfiducia destinato ad insinuarsi in lui stesso.

PER LUI LA GUERRA NON È MAI FINITA

Chi scrive è persuasa dell’integrità fisica di Materazzi; il volume di corsa che compie, il ruolo di titolare subito riconquistato e sostenuto dopo l’infortunio di Samuel (il tedesco Christian Ziege, per una sindrome compartimentale, rimase fuori 10 mesi, infortunandosi poi a ripetizione), così come il tempismo e la potenza delle sue gambe negli stacchi in elevazione, non mentono. Né mente, purtroppo, lo sguardo insicuro e impaurito del n° 23 nerazzurro, come bloccato da un “male oscuro“.

Ora, all’Inter arriva Mourinho e per giocarsi un posto da titolare urge scrollarsi di dosso l’etichetta di “rotto” e di inaffidabile. Servono grinta, coerenza e “attributi”. Non servono i polsini dedicati, le magliette con gli auguri, i tatuaggi arrabbiati, i racconti di gambe parlanti, la forzatura parossistica dell’immagine di “tenerone”. Serve, anzi, abbandonare l’esteriorità inutile e provocatoria che l’ha più volte tradito ed essere soltanto un atleta. Serve, infine, tutt’altro rapporto con i mass media.

E se i rientranti Cordoba e Samuel vengono dati per titolari certi al centro della difesa, è bene ricordare che, dopo i rispettivi interventi ai crociati, i punti di domanda sulla ritrovata integrità fisica riguardano soprattutto loro.

“Cercherò anche stavolta di rialzare la testa e guardare avanti” aveva scritto Materazzi sul suo blog dopo il rigore sbagliato contro il Siena. Matrix deve crederci ancora, contro tutto e contro tutti. Per lui, il guerriero, le battaglie non finiscono mai.

FUOCO DI FILA: 12 DOMANDE A MARCO MATERAZZI

La tua prima auto: una Golf

L’ultimo libro letto: “I complici” (Ed. Fazi)

Il film che più ti è piaciuto: “Il Gladiatore”

L’attore preferito: Brad Pitt

La band preferita e la musica che ascolti: U2 e genere hip hop

Il piatto e la bevanda: pasta al sugo e Redbull

Altri sport praticati: basket

Il tuo hobby: seguire il Moto GP

Mare o montagna? Mare

Vino o birra? Birra

L’avversario che ammiri di più: Thierry Henry

Quello che temi di più: sempre Henry

LEGGETE, AL LINK SEGUENTE, L’INCREDIBILE REAZIONE DI MATERAZZI A QUESTO ARTICOLO:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

67 Risposte to “MARCO MATERAZZI: IL RITORNO DEL GUERRIERO”

  1. Ciao.
    Mi auguro di tutto cuore che Matrix torni più forte che mai.
    Complimenti per l’articolo ed il blog in generale.

    P.S.
    Ti ho aggiunto ai miei link preferiti.

  2. Rita said

    Davvero complimenti a Ladycalcio per il brillante e importante articolo su Matrix. È un ritratto a tutto tondo del giocatore e dell’uomo. L’analisi tecnica acuta e pertinente e lo stile incisivo ne fanno un pezzo di grande impatto.

  3. Piero said

    Mai letto un articolo così esauriente e approfondito su Materazzi e in particolare sul suo ritorno, che era stato effettivamente un po’ trascurato dai mass media. Qui il panorama è completo, non manca proprio nulla. Da tifoso ho riletto molto volentieri i suoi trascorsi vittoriosi e spero di rivederlo di nuovo in piena forma la prossima stagione. L’analisi tecnica che hai fatto mi lascia ben sperare…

  4. rettilineotribuna said

    interessante articolo Lady…
    Però, leggendo tra le righe, se fisicamente sta bene è invece inquietante la fragilità psicologica del giocatore. Paradossalmente questa fragilità peserebbe meno su un attaccante ma su un difensore può avere effetti devastanti (cosa realmente accaduta)
    Purtroppo questo Europeo ritengo gli abbia dato la mazzata finale. Indicativo come Mourinho abbia speso parole importanti per uno che la testa l’ha persa definitivamente (Adriano) e abbia taciuto su di lui…

    Ciao da Rettilineo

  5. […] a Pavia a salutare e conoscere di persona Chivu, oggi dimesso ( a trovarlo pure fratello Matrix, qui un post interessante su di lui) , venerdì partirà per le vacanze ed è probabile che, dopo aver […]

  6. franco said

    Complimenti Ladycalcio!Hai centrato in pieno le vicissitudini del calciatore.
    Auguriamoci un rientro alla grande,da guerriero,come ha sempre dimostrato di esserlo.
    frenk

  7. Ale85 said

    Sì, è cominciato tutto con l’espulsione di Liverpool. Ma un campione non può lasciarsi andare in quel modo, con lo sguardo sempre scuro, i nervi a fior di pelle e senza più parlare.
    C’è solo da augurarsi che Matrix cambi registro nel comportarsi, altrimenti nell’ambiente del calcio si emarginerà da solo.

  8. INES said

    Complimenti Ladycalcio! Hai commentato questo grande calciatore con molta cura, mettendo in risalto sia le sue doti calcistiche che quelle umane….sono sicurissima che il grande Matrix riuscirà ad alzarsi per l’ennesima volta, e a dimostrare a tutti che il Guerriero é ancora in mezzo a noi.
    Forza Matrix sei grande………

  9. Giusy87 said

    Forza Matrix, riparti alla grande dalla Supercoppa!

  10. Giò said

    Complimenti per le conoscenze tecniche e per il tuo occhio da fotografa, Lady!

  11. Lothar said

    Certo, chi si ricorda il Materazzi dello scorso anno o quello del Mondiale vinto potrebbe pensare di trovarsi davanti a un altro giocatore, entrato in una crisi di identità (tattica, fisica e psicologica) che appare irreversibile.
    Con il cambio di allenatore, tuttavia, avrà l’ultima (e questa volta sarà davvero l’ultima) possibilità di riscatto, Manager nuovo, ambiente nuovo, squadra per alcuni versi nuova e nuova stagione. Ma se fallisce questa volta sarà per sempre.

  12. Aldo62 said

    Splendido articolo, completo di tutto punto. Spero proprio che la nuova Inter di Mourinho possa coincidere con il rilancio ell’eroe di Berlino!
    In bocca al lupo, Matrix!

  13. Interista pentito said

    Temo proprio che Materazzi ormai abbia perso la guerra, altro che una battaglia…

  14. Freddy90 said

    Queste disamine tecniche mi piacerebbe sentire al posto del pattume che va in onda quotidianamente sulle reti tv…

  15. Pia nerazzurra said

    MATRIX NOOOOOOO!!! MAI PIU’ COME CONTRO L’OLANDA!!!!!!!!

  16. Mario said

    L’ho saputo ieri sera da Inter Channel, grazie di averlo segnalato e di avermi fatto scoprire questo blog. E’ veramente un articolo da non perdere, ricco di particolari e di osservazioni acute e pertinenti.
    Complimenti a Ladycalcio che l’ha scritto e in bocca al lupo a Matrix per la prossima stagione!

  17. jerry said

    forza Matrix, metticela tutta, devi tornare grande come prima.

  18. Jack said

    Ma questo Materazzi sarà davvero finito o ci riserverà nuove sorprese?

  19. Lucio said

    io penso che, per l’ennesima volta, Matrix partirà dalla panchina e, tempo poche giornate, tornerà a essere titolare!

  20. luisa said

    bellissimo l’articolo su Materazzi!
    Forza Matrix, devi ritornare grande.
    Luisa

  21. Martina said

    Sentendo le prime parole di Mourinho penso che quest’anno potrebbe davvero essere l’ultimo anno per molti nerazzurri. O comportamento e rendimento saranno massimi o verrà mostrata la porta….

  22. Maurizio said

    Pienamente d’accordo con Lucio. Cordoba e Samuel non potranno certo essere al massimo…

  23. Serpiko said

    Macché guerriero! Uno che trema davanti a un cartellino e si fa condizionare dalle critiche dei giornali sarebbe un guerriero? Sto a quello che avete scritto: se è vero che è fisicamente integro, dove sono tutta la grinta e il carattere che gli attribuite? Quale affidabilità può dare un giocatore che a 35 anni non ha ancora imparato a controllare i suoi isterismi e che si dimostra regolarmente in balia dei commenti di giornali e TV? Che colleziona gialli e rossi, schiva i media e all’appuntamento europeo si perde in se stesso? Guerriero, me lo chiamate?

  24. Luca85 said

    Bel pezzo, particolareggiato come non ne avevo mai letti su un blog. Complimenti per l’analisi a 360 gradi! Hai toccato tutti i punti importanti della carriera di Matrix, ne hai illustrato al meglio le caratteristiche tecniche e hai raccontato nei dettagli la sua stagione. Il tutto con il giusto equilibrio fra esaltazione e critica. Brava davvero!

  25. Gaudy said

    Fisicamente, Materazzi è fra i più forti centrali in assoluto. Peccato gli alti e bassi caratteriali che ne hanno costellato la carriera, attirandogli tanti guai che un atteggiamento più accorto avrebbe potuto risparmiargli.

  26. Arturo said

    È un articolo veramente splendido, per completezza e approfondimenti tecnici. Non scivola nell’esaltazione del campione, ne analizza fin nei minimi dettagli i risvolti tecnici e ne inquadra i lati deboli. Proprio un pezzo forte, Ladycalcio!

  27. ugo59 said

    non ho mai creduto nelle congiure arbitrali contro materazzi. Sono d’accordo con Gaudy che afferma che, con maggiore accortezza, matrix avrebbe potuto risparmiarsi tanti guai

  28. vick said

    sempre con Matrix, sempre con l’inter

  29. sarah ferguson said

    Credo che per Matrix la nuova Inter di Mourinho costituirà un grande stimolo e, allo stesso tempo, un severo banco di prova. Saranno solo i fatti a dire se ci hai visto bene Ladycalcio!

  30. Piero said

    Ho sempre avuto un debole per questo ragazzo troppo spesso ingiustamente preso di mira…è vero che ha un carattere difficile ma è anche doveroso guardare anche a tutto ciò che ha subito nella sua carriera e nella sua vita. Ho letto la sua autobiografia e sono rimasto sorpreso e commosso da tutto ciò che ha passato e ha dovuto superare

  31. giulio said

    eh…. come volevasi dimostrare, il nostro amico Matrix si è già rotto di nuovo…..altro che integro!

  32. vale said

    No, caro Giulio, come vedi gli infortuni in preparazione accadono a tutti, vedi quello di Chiellini, troppo presto considerato il salvatore della patria…

  33. Patrick said

    Buon compleanno, Matrix!
    E… ancora mille successi!

    Patrick

  34. Piero said

    Ancha da parte mia, carissimo Matrix, auguri di cuore! Che la nuova stagione ti riveda in piena forma e con la grinta di sempre!

  35. Angelo said

    Sono sicuro che anche questa volta Matrix saprà rialzare la testa e tornare ad essere il grande giocatore che tutti conosciamo. Auguri, campione!

  36. Guerriero23 said

    Auguri a Matrix e complimenti a Ladycalcio!

  37. Annarita said

    Sono una tifosissima di Matrix e dell’Inter. I campioni vanno sostenuti proprio nei momenti di difficoltà, soprattutto perché lui ha dato tanto all’Inter e all’Italia. Sono felie di aver letto questo bellissimo articolo su di lui, così incoraggiante e positivo, in mezzo a un mare di gufate.

  38. Nuccio said

    Bello l’articolo e molto belle anche le foto.
    Grazie, Ladycalcio!

  39. Luca Nerazzurro said

    Se fossi un calciatore, mediterei su un articolo del genere.
    Da vecchio tifoso del calcio, mi chiedo quali impressioni possa avere ricevuto Matrix, nel leggere un “saggio” così particolareggiato.
    Peccato, non potrò mai saperlo.
    Continua così perché sei d ammirare.
    Luca Nerazzurro

  40. Isa said

    Forza Matrix, sempre e comunque con te e con l’Inter!

  41. Piergiorgio said

    Sono un preparatore atletico e ho particolarmente apprezzato la tua analisi tecnica sui movimenti di Matrix. Ti faccio i miei complimenti più sinceri: non capita tutti i giorni di leggere delle analisi così competenti e approfondite sui risvolti tecnici del gesto motorio.

  42. Charlie said

    Matrix, mi sei mancato nella Supercoppa.
    Aspetto anche stavolta il tuo ritorno.
    Guerriero, guidaci allo scudetto e alla Champions!

  43. Terry90 said

    Non me ne voglia Matrix, ma mi sembra un ritratto un po’ troppo… generoso quello che gli hai fatto, almeno in tutta la prima parte. Mi domando: il vero Materazzi sarà davvero quello di Berlino 2006 o piuttosto quello di Euro 2008? Siamo sicuri che è ancora un giocatore decisivo o invece ha ragione chi lo considera ormai un rincalzo di lusso che si mantiene titolare grazie ai guai altrui? Come è accaduto l’anno scorso dopo il crociato di Samuel e la cosa si sta per ripetere quest’anno con l’infortunio di Burdisso.
    Poi, per i miei gusti, troppi falli e troppi rossi, per non parlare di come mi sembra un po’ isolato dai mass media (in questo ti do ragione) e forse anche dal gruppo della squadra.
    Strano, eppure, Mourinho l’ha citato fra i primi appena arrivato all’Inter. Ma ora, per piacere, fatti e non parole…

  44. Lancillotto said

    Uh, come lo vedo male sabato a Genova contro Cassano…

  45. Renato said

    Bellissimo articolo, sembra un’enciclopedia alla voce “Materazzi” tanto che è completo. Tutto da gustare per i sostenitori di Matrix, qualcosa su cui riflettere per i detrattori.

    PS Ho aggiunto il sito ai preferiti.

  46. Pina said

    Matrix, oggi contro il Locarno centravanti!!!!! Ma cosa avrà mai in testa questo Mourinho? Che importa, a me vai bene in qualsiasi ruolo, torna presto in forma!

  47. Ugo said

    Solo che adesso che si è fatto male di nuovo a inizio stagione non mi sembra più così brillante. No, non parliamone neppure di centravanti, a meno che Mou non abbia preso un colpo di sole il suo posto è là dietro al centro della difesa.

  48. Gio' said

    Secondo me Matrix sta facendo bene di nuovo. Sono convinto che abbia tutte le potenzialità che gli attribuisci in questo articolo, a condizione che non si faccia prendere dai nervi. Già l’ha rischiato nelle ultime gare, dove mi è sembrato ancora troppo nervoso. Buono invece il recupero dallo stiramento rimediato nel precampionato.

  49. mario said

    MATERAZZI CHI????????? A SI QUELLO DEI CALCI IN FACCIA LE AGGRESSIONI NELLO SPOGLIATOIO E GLI AUTOGOL DA METACAMPO “IL GUERRIERO” MA PER FAVORE………

  50. mario said

    MA questo mou di cui parlate sara’ mica l’inventore della caramella morbida? no perche’ se e’ cosi’……

  51. Rossonero forever said

    Mi pare di vedere che con il ritorno di Cordoba e soprattutto di Samuel, Matrix sia caduto un po’ in disgrazia…

  52. Pino said

    MATRIX quello che ha fatto resterà nella storia del calcio,da italiano non finirò mai di ringraziarlo,perchè per me se il cielo sopra Berlino è blu è merito suo. Come uomo ho la fortuna di conoscerlo e raramente ho notato tanta disponibilita’ verso gli altri. Lui e la moglie Daniela,non si negano mai verso il prossimo e dimostrano tutti i giorni che si puo’ vivere normalmente senza eccessi e soprattutto insegnando ai figli quei valori che questo dorato mondo fa troppe volte perdere di vista.GRAZIE MARCO E DANY nel calcio non ci sono solo soldi e veline ma anche famigle come voi.

  53. ladycalcio said

    A Pino:
    Non smetto di riconoscere le doti atletiche e calcistiche di Materazzi esaltate in questo articolo (anche se, temo, il diretto interessato avrebbe preferito che lo descrivessi zoppo e in ritardo di condizione). Avevo molta stima di Marco anche come uomo: solo io so da quanti attacchi di detrattori l’ho difeso nel tempo – come persona oltre che come calciatore. Ora sto collezionando altrettanti compiaciuti “TE L’AVEVO DETTO…”.
    Ecco perché sono rimasta choccata (e addolorata) dal suo comportamento maleducato e dal suo tono villano e scostante. Mi dispiace, ma la mia esperienza umana cozza con la tua. Ciò che non comprendo è il continuo ricorso al “ritornello” della bella famigliola da parte di “difensori d’ufficio” che affermano di conoscere Matrix e i suoi congiunti. Si può sapere cosa c’entra? La vita privata di Materazzi NON MI RIGUARDA E NON MI INTERESSA. Il continuo tirarla in ballo mi puzza di FORZATURA lontano un miglio e NON SERVE A FARMI CAMBIARE IDEA su di lui

  54. Zebra said

    Cos’ha questo articolo che non va lo sa solo Materazzi

  55. Ale01 said

    Allora il Materazzi di questa stagione è un sosia di quello descritto in questo articolo….

  56. Serpiko said

    Si veda il mio commento… proprio il n° 23 a questo post, che caso… confermata la mia impressione dopo quasi un anno… o no?

  57. Sempre li vivrò nerazzurri said

    Leggendo questo articolo ho rivissuto un anno di tifo che mi ha regalato il 16° scudo. Forza ragazzi, presto il 17esimo!!!!

  58. Sandro da Vigevano said

    Matrix ha alle spalle una carriera con alti e bassi, ma è lo stesso un personaggio di quelli che fanno parlare in bene e in male. Ha vissuto momenti esaltanti, ma purtroppo il declino ormai sembra inesorabile. Sotto Mourinho non trova più spazio e anche il fisico comincia a avere le sue magagne.

  59. Virna said

    Bellissimo l’articolo ma se guardiamo a questa stagione sembra che si parli di un altro giocatore.

  60. Undici leoni said

    Forza Matrix, rimani all’Inter e ritorna presto il nostro guerriero!

  61. ladycalcio said

    A TUTTI I LETTORI: I COMMENTI A QUESTO POST DEVONO VERTERE SUL CONTENUTO DI QUANTO SOPRA, E NON SULLA LETTERA APERTA A MATERAZZI PUBBLICATA IN DATA 9 MAGGIO 2009. PER QUEST’ULTIMA HO TEMPORANEAMENTE SOSPESO IL DIBATTITO, COME PRECISATO ALLA FINE DEL TESTO. GRAZIE.

  62. Veleno said

    Cosa diavolo gli sarà successo a Matrix dall’anno scorso? Non è più lui, sembra che in un anno sia invecchiato di 10!

  63. Caterina23 said

    Mourinho dovrebbe impiegarlo di più. Non si capisce perché in questa stagione l’abbia lasciato quasi sempre in panchina. Lo rimpiango molto perché è fra i miei giocatori preferiti e poi non trovo giusta questa esclusione dato che quando è sceso in campo ha sempre fatto bene il suo dovere. Forza Matrix

  64. Sirio said

    Gioca ancora bene, mannaggia, ma perché Mourinho non lo mette più in campo?

  65. Gaia23 said

    Bellissimo articolo, belle anche le foto di Matrix! Il resto che è successo non lo capisco proprio…..

  66. Alice said

    MATRIX SEI TROPPO BELLO…FORZA INTER & CUORE NERO AZZURRO X SEMPRE!!!!!!!!!

  67. Hi, this is actually a good article. You receive my vote for MARCO MATERAZZI: IL RITORNO DEL GUERRIERO calcio e parole and also I am going to bookmark this website now.

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