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ITALIA-OLANDA: È CADUTO IL MURO DI BERLINO

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 11, 2008

Fischio finale di Italia-Olanda (3-0), esordio degli Azzurri ad Euro 2008.

Sulla prima rete tedesca ARD, il leggendario bomber della Nazionale di Germania anni ‘70 Günter Netzer, ora apprezzato opinionista, commenta in studio la disfatta degli Azzurri. È come sempre pacato e professionale, ma come tutti i tedeschi, che ancora non ci hanno perdonato la vittoria mondiale ’06 in casa loro, ha gli occhi che brillano.

“Una delle tue favorite ci ha lasciato le penne”, gli fa notare il collega in studio. Non l’avrebbe ritenuto possibile neanche nei suoi sogni più “arditi”, risponde l’ex-centravanti del glorioso Borussia Mönchengladbach, laddove l’aggettivo tradisce, involontariamente, il piacere sottile che la Nazione teutonica prova nel vederci affondare.

L’analisi tecnica, ben circostanziata, si sofferma in particolare sul cannoniere del Bayern Monaco Luca Toni, rimasto a secco e imbrigliato, secondo Netzer, in una ragnatela di rifornimenti difficili non all’altezza del calcio moderno.

Il suo giudizio globale sui giocatori italiani – “si sono impegnati” – suscita ilarità, in quanto, ricondotto all’ambito scolastico, si ritrova regolarmente sulle pagelle degli alunni sì volonterosi, ma pur sempre insufficienti.

“È caduto il muro di Berlino”, ribadisce Marino Bartoletti a Dribbling (Rai 2) al di qua delle Alpi. Così espresso, il concetto è ancora più chiaro.

Per la gioia degli avversari storici e dei detrattori, l’Italia Campione del Mondo, mai sconfitta per 3-0 in questo torneo, esordisce subendo più reti che nel corso dell’intero Mondiale 2006. Una prestazione, quella degli Azzurri, che a prescindere dall’episodio del primo goal olandese, rivelatosi regolare pur con Panucci a terra al di là della linea di fondo, suona come un serio campanello d’allarme per il passaggio del girone.

Si è già detto ampiamente degli errori di Donadoni, dal modulo sbilanciato alla scelta degli uomini, ad iniziare dalla collocazione di Ambrosini e Gattuso a centrocampo al posto del più in forma De Rossi.

Più nebulosa l’analisi del non gioco mostrato dai suoi uomini: una squadra non reattiva, mal assortita nei ruoli, lenta nelle ripartenze e vulnerabile nei cambi di gioco. Un’Italia che non gira e che sembra non funzionare in nessun reparto: ferma in difesa, priva di sincronismi al centrocampo e inconcludente sotto porta, per una prestazione collettiva gravemente insufficiente e addirittura a rischio di un passivo più pesante.

Le sostituzioni operate dal CT non cambiano il volto della partita. Saltato ogni schema, i giocatori vagano per il campo senza più riuscire a costruire la manovra. Eppure, nella conferenza stampa del post-partita Donadoni si lascia sfuggire la frase: “Non è che l’Olanda ci abbia così sovrastato”.

“Usciamo con le ossa rotte”, dice giustamente Bruno Longhi a StudioSport (Italia 1), “abbiamo subito un’autentica lezione di calcio”. E mentre Capitan Buffon salva l’onore scusandosi con tutti i tifosi italiani per la prestazione, si riflette su cosa cambiare.

Secondo Netzer, venerdì l’Italia deve aggredire la Romania sin dai primi minuti e non lasciarsi nuovamente imbrigliare in una ragnatela avversaria che la porti ad essere lenta e inconcludente. “Altrimenti”, e la sola idea gli fa brillare gli occhi, “gli italiani sono fuori”.

6 Risposte to “ITALIA-OLANDA: È CADUTO IL MURO DI BERLINO”

  1. Bambolina&Barracuda said

    non parliamo solo del fatto che c’erano ambro e gattuso al posto di de rossi (milanisti..che strana coincidenza)…ma parliamo anke del fatto che la difesa ha fatto acqua da tutte le parti a partire dalla vergognosa coppia di centrali barzagli-materazzi e dall’attacco mai pericoloso e con un fi natale che francamente,per quanto bravo,non lo vedo adatto a disputare partite del genere in competizioni di così alto livello dove servirebbe un’esperienza che lui non ha.A Donadoni per ora recrimino solo una cosa(perchè prima di sfornare sentenze su lui volgio aspettare almeno la 2 partita):la sua arroganza che lo porta a dire frasi come quelle da te citate pur di non ammettere di aver schierato una squadra non in forma e quindi d avere sbagliato.

  2. rettilineotribuna said

    a prescindere dal goal in fuorigioco o meno, a prescindere dagli errori di Donandoni e a parte il fatto che l’Italia ha sbagliato tre goal davanti al portiere, l’impressione che questa Nazionale debba abbandonare gli ancora 9 o piu reduci del Mondiale vinto in condizioni irripetibili. Noi tutti guardiamo a questa Nazionale come se fossimo ancora in Germania. Chiuso. Firmerei per vincere un mondiale ogni 20 anni , sarebbe realistico. La Nazionale è lo specchio del Paese calcistico sottostante: se da noi non arrivano i campioni perchè non abbiamo soldi per pagarli, tutto il movimento ne risentirà. Nasceranno sempre Campioni ma non fenomeni…

    ciao da rettilineo

  3. ike said

    Obredo ancora Obredo…
    Quest’anno è abbonato alle squadre Italiane.. di club e non.. sarà una coincidenza???
    Ike

  4. franco said

    ……..e adesso,dopo Romania/Italia,siamo in attesa degli svarioni altrui.

  5. marco minola said

    Come sempre è colpa degli arbitri…quando dobbiamo giudicare le sconfitte è sempre colpa degli altri. Quando si vincono i Mondiali, invece, siamo i più forti di tutti e ci si dimentica con sospetta velocità del rigore-regalo gentilmente offertoci dall’arbitro contro l’Australia, senza il quale non avremmo probabilmente neppure passato il turno.

    Infine, vorrei parlare dei due commentatori di ieri sera: la copia Civoli-Bagni. Imbarazzante, sempre oltre le righe e poco professionale. Il Giornale di oggi li definisce Stanlio e Ollio e ne sottolinea le numerose sciocchezze pronunciate, oltre alla scarsa dimestichezza con l’italiano. Possibile che la RAI non sappia proporci qualcosa di meglio?

  6. ike said

    Ovviamente non è solo colpa degli arbitri…. però sai io non credo alle coincidenze…. Oh Obredo sei tu il mio Obredo….
    IKE

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