CALCIO E PAROLE

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INTER: 10 ROSSI E LODE

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 20, 2008

Delle due l’una: o l’Inter si è improvvisamente trasformata nell'”Armata Brancaleone”, oppure, come dichiarato da Cristian Chivu ai microfoni di Inter Channel poco dopo Genoa-Inter, ” ormai non è più un caso (…) ho la sensazione che siamo nel mirino di qualcuno che non ci vuole bene”.

Come spiegare altrimenti il 10° cartellino rosso stagionale fra coppe e Campionato incassato ieri sera da Pelé dopo un fallo giudicato con una severità che non trova mai riscontro fra gli avversari dei nerazzurri?

Gli arbitri, insomma, sembrano averci preso gusto. Il valzer dei cartellini è diventato una sorta di gioco, di divertimento, di scommessa. Quasi un “totorosso“: quando e a chi il prossimo?

Inutile dire che questa prevenzione innervosisce i giocatori interisti e li condiziona nelle entrate, pregiudicandone il rendimento e sommandosi al già pesante onere del ridisegnamento forzato degli schemi dettato dagli infortuni. A onor del vero, ad acuire la delicatezza del momento si aggiungono alcune entrate non proprio da manuale da parte degli uomini di Mancini e alcune decisioni tattiche incomprensibili del mister, soprattutto in termini di giocatori inesperti o non completamente recuperati schierati titolari (soprattutto a centrocampo).

Fra questi, Pelé e Figo. Il 3 marzo scorso, Ladycalcio aveva reputato quest’ultimo “ancora troppo indietro nel recupero della gamba infortunata per essere schierato titolare. Già osservandone l’azione in riscaldamento si coglie un chiaro deficit di spinta del piede destro, appoggiato quasi ‘di punta’, oltre che una scarsa dinamicità dell’arto e un’azione insufficiente di gemelli e soleo – chissà se legata ad esiti dolorosi o a semplici carenze muscolari. Insomma, un gesto atletico in atteggiamento di ‘difesa’, viziato da compensazioni a rischio di ulteriori guai”. Come volevasi dimostrare.
Senza negare il calo di forma e i deficit messi in luce dall’Inter nelle ultime settimane (ieri sera, a tratti, l’arrembante Genoa pareva essersi trasformato nel Liverpool), la squadra merita un 10 e lode per aver salvato ancora una volta il risultato in 10 contro 11. In 10 per la 10° volta. Per giunta, come ha commentato Chivu, “non è che giochiamo 10 minuti-un quarto d’ora in 10: giochiamo quasi una partita intera”.

Ciò nonostante, con la sconfitta della Roma nel derby capitolino, l’Inter si porta a 7 punti di vantaggio sui giallorossi. Ma per far sì che il “sistema” non metta in atto l’ultimo disperato tentativo per rallentare la marcia dell'”odiata” Inter e regalarle, fra la pioggia di record, anche quello stagionale degli uomini in rosso, è importante che chi di dovere prenda posizione a scena aperta contro i torti gratuiti subiti. Come ha iniziato a fare ieri Mancini nei confronti delle decisioni dell’arbitro Rocchi – atteggiamento che la Dirigenza nerazzurra dovrebbe reiterare.

Come già più volte sottolineato, infatti, gli attuali valori del calcio relegano l’eleganza morattiana a rassegnata accettazione e trasformano gli strepiti di Juve e Roma in altrettanti sgambetti all’Inter.

5 Risposte to “INTER: 10 ROSSI E LODE”

  1. Bambolina&Barracuda said

    mi potresti spiegare quale è l’eleganza morattiana??

  2. ladycalcio said

    A Bambolina&Barracuda:

    Con questa espressione intendevo la signorilità di tacere qualsiasi torto, nella convinzione di distinguersi per eleganza e di dimostrarsi superiori alle ingiustizie.
    Valori encomiabili, ma ormai estinti e fraintesi (più che mai nel calcio), in quanto assimilati a debolezza e passiva accettazione.

  3. lothar said

    Sono d’accordo che qualcuno si è divertito anche un po’ troppo con i rossi all’Inter, raccontando la storia che “tanto anche in 10 sono i più forti”. Cosa che in molte occasioni si è rivelata vera, ma che quando mancano troppi titolari e le gambe sono un po’ stanche non funziona più.

    A onor del vero, alcuni rossi sono stati esagerati, altri meritati. Quello che infastidisce – come sempre nello sport – è la mancanza di uniformità di giudizio che consideri il fallo da dietro sempre da espulsione (non una volta da giallo, un’altra volta da rosso e un’altra volta ancora “però ha sfiorato la palla”), la respinta di braccio in area calcio di rigore (non “una volta l’ha dato a favore perché sono fortunati” e un’altra volta “non l’ha fischiato perché sono protetti”).

    La realtà di base è che gli arbitri sono scarsi. Forse se ne salvano un paio, ma con un importante distinguo: si salvano e basta, non sono promettenti fuoriclasse destinati a dirigere un giorno la finale di coppa del mondo. Se la cavano.

    Infine, ancora sull’Inter: come ha già detto qualcun altro in questo blog, manca un po’ di intelligenza in alcuni ruoli. Entrare come ha fatto Pelè o protestare come Vieira con un giallo sulle spalle (e non per salvare la propria squadra da un goal certo) non è grave, è gravissimo perché rivela un alto indice di stupidità nella testa del calciatore che può essere tradotto in mancanza di freddezza, carattere, sportività, lucidità, intelligenza, rispetto per io compagni; fate voi!

    Ad eccezione di Cambiasso e Zanetti, gli altri danno l’impressione di essere sempre bombe ad orologeria: Ibra che gli salta l’embolo e va fuori di testa, Materazzi che alza il gomito su colpo di testa, Vieira che protesta in modo maleducato e insensato, Burdisso capace di doppio intevento killer in 3 minuti (ricordiamo i suoi colpi di kung-fu in Spagna), Cordoba (quando era intero) con i piedi uniti… e mi fermo qui.

    Insomma, ci vuole qualche testa fredda in più, soprattutto in mezzo e là dietro. Che si tradurrebbe in maggiore tranquillità e affidabilità della squadra.

  4. ladycalcio said

    A Lothar:

    Sono d’accordo con te per quanto riguarda l’analisi sugli arbitri, gli eccessi di Burdisso e il turpiloquio di Vieira, per il quale andrebbe tuttavia applicata l’uniformità di giudizio che auspichi: quante decine di improperi anche peggiori passano inosservati ogni domenica?
    Pur avendo io stessa sottolineato “certe entrate non proprio da manuale da parte degli uomini di Mancini”, non credo che l’Inter si sia improvvisamente trasformata in un branco di energumeni: onore a Zanetti e Cambiasso, ma da qui ad affermare che tutti gli altri siano bombe ad orologeria, ce ne corre. Certo, tutti possono sbagliare, soprattutto nelle situazioni di estrema pressione che certi ruoli del calcio moderno comportano. Cordoba è fra i difensori più affidabili, ad Ibra, come a Figo, va soprattutto rimproverato il comportamento verso Mancini davanti alle telecamere. Quanto a Materazzi (dall’infortunio dello scorso agosto alle testate con cui è stato tramortito contro il Palermo), mi è sembrato soprattutto una vittima dei falli e delle entrate violente altrui, per non riaprire il discorso sulla sua assurda espulsione di Liverpool e sulle angherie mediatiche che non smette di subire.

  5. ike said

    Buona Pasqua….

    Finalmente la Juve ce l’ha fatta avere qualche favore arbitrale….

    IKe

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