CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

INTER, CENTO DI QUESTI ANNI!

Posted by ladycalcio su martedì, marzo 11, 2008

festa_100_1.jpg festa_100_2.jpg centenario foto 3

centenario foto 4 centenario foto 5 centenario foto 6

Una due giorni intensissima per festeggiare il Centenario.

Niente elicotteri dal cielo, né fuochi d’artificio. La kermesse nerazzurra ha inizio sabato alle 16.45 allo Stadio Meazza prima di Inter-Reggina, con la sfilata di 825 bambini che convergono in mezzo al campo a formare la scritta “100 Inter”. Rappresentano i giocatori che hanno vestito la maglia nerazzurra, oltre che l’incontro fra passato e futuro: chissà se uno di loro andrà mai ad annoverarsi nella lista dei grandi…

Sale il grido “Chi non salta un rossonero è” – insieme alla febbre del tifo. Il Meazza è una bolgia, con musica a tutto volume e splendide coreografie. La Curva Nord sfodera un’enorme maglia con il numero 100 nei colori della Beneamata, per un colpo d’occhio mozzafiato.

Dopo la vittoria sui calabresi, lo stadio milanese si immerge nel buio, in una suggestiva atmosfera di ricordi. Al centro del rettangolo di gioco, Gianfelice Facchetti, figlio del grande “Cipe”, apre la serata con un toccante ricordo: “Hanno scelto per noi i colori del cielo e della notte. Sono passati cent’anni e li ringraziamo ancora per aver fondato l’Internazionale Football Club. Era la sera del 9 marzo 1908. Erano poco più di 40. Oggi siamo milioni. Si radunarono nel cuore di Milano presso il ristorante “L’Orologio”. Erano ribelli e avevano un sogno: dare la possibilità a tutti, italiani e stranieri, di giocare a calcio per la stessa bandiera: nerazzurra”. Sfilano 35 bandiere, in rappresentanza dei Paesi natali dei giocatori interisti di tutti i tempi.

È poi il momento dei messaggi d’auguri, proposti sul tabellone luminoso. Si inizia con Josef Blatter: impossibile coglierne le parole che, come quelle di Michel Platini, vengono sommerse da un mare di fischi. Applauditissimi, per contro, gli interventi dei giocatori e degli allenatori più cari ai tifosi: Rummenigge, Baggio, Zenga, Trapattoni, Zamorano Djorkaeff… e molti altri, per terminare con le parole di Giacinto Facchetti, con la commozione a prendere il sopravvento.

È il momento di Adriano Celentano, che esordisce con una rivisitazione del Ragazzo della Via Gluck a sottolineare i mali della Milano dei nostri giorni e termina con un applauditissimo duetto con il Presidente Massimo Moratti.

Roberto Scarpini, che conduce la serata, ringrazia la Nord, che propone un altro eccezionale colpo d’occhio in notturna, fra l’enorme maglia nerazzurra e uno sventolio di bandiere. Ed ecco proiettate le immagini più belle delle coreografie ultras, con tutto lo stadio a cantare “Chi non salta un rossonero è”.

Non manca il doveroso omaggio a Peppino Prisco, che da lassù si compiace dello spettacolo. Un megaschermo ripropone il progetto Intercampus, che diffonde il calcio fra i ragazzini dei Paesi meno fortunati. Quindi, la serata si avvia al clou: entrano in campo 200 gloriosi “ex”, annunciati uno per uno, con la sciarpa nerazzurra al collo. Il più anziano è Antonio Caracciolo, classe 1917, al braccio di Sinisa Mihajlovic.

Dopo il filmato sul Centenario prodotto da “La Bottega dell’Arte” di Oliviero Toscani, la serata si chiude con l’entrata in campo dell’Inter di oggi, mentre sullo schermo scorrono le immagini del 15° Scudetto e dell’incisione dell’inno “Pazza Inter Amala”.

Luci a San Siro per esorcizzare il Liverpool ed esternare un amore pazzo a cui, nel bene e nel male, non si può rinunciare, già sapendo che l’esaltazione “può durare una vita o una sola partita”.

È il pomeriggio della domenica quando tanti protagonisti della storia nerazzurra tornano a calpestare l’erba di San Siro per una partita fra vecchie glorie: Nerazzurri contro Rossocrociati, agli ordini rispettivamente di Hector Cuper e Gigi Simoni, tutti con il numero 100 sulle spalle.

Pochi ma buoni gli spettatori intervenuti per rivedere i propri beniamini di un tempo. Qualche chilo in più e qualche capello in meno nulla tolgono all’affetto verso chi tante volte ti ha fatto battere il cuore. Il Mancio corre poco, ma diverte se stesso e il pubblico. E nei lanci si rivede la sua classe. Si rivedono anche Beccalossi, “spillo” Altobelli, Ferri, Fontolan, Muraro, Beppe Baresi, Canuti e … tanti altri.

C’è chi è ancora in attività o ha smesso da poco, come Benny Carbone, Mihajlovic, Taribo West e Pagliuca. E chi ha la meglio sull’anagrafe, come il 40enne Djorkaeff, l’”indio” Zamorano e soprattutto il portiere Ivano Bordon, classe 1951: l’indimenticato eroe di Berlino 1971, che nella ripetizione della celeberrima “partita della lattina di Boninsegna” contro il Borussia Mönchengladbach parò un rigore a Sieloff. È un bel rivederlo, l’Ivano: in linea, agile nei movimenti e nei tuffi.

Finisce 2-0 per i Nerazzurri, con reti di Centofanti e Zamorano. Tutta colpa dell’assenza di Collovati, dirà qualcuno. Poco importa.

Il beniamino del pubblico Ruben Sosa ritorna verso la tribuna arancione, stende la maglia sul prato, si inginocchia, la bacia e la getta fra gli spettatori. È solo un arrivederci. Cento di questi anni, Inter!

4 Risposte to “INTER, CENTO DI QUESTI ANNI!”

  1. michele said

    Anche duecento.

  2. Tex88 said

    Con i colori del cielo e della notte, infinito amore,eterna squadra mia…

  3. Mi associo
    http://oscarferrari.wordpress.com/2008/03/12/inter-sfiorata-l-impresa/

  4. Carlo said

    Pazza Inter amala, amala, amala… nel bene e nel male sempre e comunque amala!!!

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: