CALCIO E PAROLE

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I GUNNERS ABBATTONO I CAMPIONI DEL MONDO

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 5, 2008

L’aria artica che spazza Milano gela gli entusiasmi del Milan e dei tifosi rossoneri. Il repentino capovolgimento di fronte meteorologico che ha investito il capoluogo lombardo prima di Milan-Arsenal, con il ritorno a temperature rigide dopo l’illusione dei primi tepori primaverili, rispecchia gli umori in casa rossonera. Completa la metafora la pioggia caduta prima dell’incontro, a spegnere i fuochi d’artificio delle recenti ingannevoli vittorie internazionali rossonere e gli ultimi impeti d’orgoglio di un diavolo da tempo malconcio. Di cocente resta solo la sconfitta, una sorta di “ritorno sulla Terra” in coincidenza degli ottavi di finale di Champions League.

I tiratori scelti Fabregas e Adebayor attingono al loro arsenale di colpi e stendono i pluriblasonati Campioni d’Europa e del Mondo. Torvi i visi dei giocatori e dei dirigenti rossoneri, in sordina le dichiarazioni. Una modestia affettata, lontana anni luce dai proclami trionfalistici di solo due e mesi e mezzo fa. Scuro in volto Ancelotti, imbronciato in tribuna Berlusconi, tradito dal suo team nel duplice proposito di vincere con il bel giuoco. L’unico a non tradirsi è l’irriducibile Galliani, che su Sky si aggrappa ai 2 trofei internazionali vinti nel 2007 e alla sua proverbiale eleganza nelle dichiarazioni: “ Auguro alla Roma o all’Inter di arrivare fino in fondo (alla Champions League, ndr), ma ricordo che nessuno riesce a trovare mai una finale di Champions da moltissimi anni; ma noi l’abbiamo fatto”.

Smaccatamente “soft” i titoli dei giornali, che tanto avevano esaltato “la squadra più titolata del pianeta”. Il Corriere della Sera: “Fine corsa”. La Repubblica: “Addio Milan”. Tuttosport (titolo in piccolo): “L’EuroMilan è finito”. Il Corriere dello Sport: “Milan, ora Lippi!” La Gazzetta dello Sport: “Milan, the End”. I toni scandalistici e disfattisti vengono evidentemente tenuti in serbo per dopo Inter-Liverpool.

Pacati ma eloquenti i commenti a StudioSport (Italia 1), dove si parla di un Milan “battuto e surclassato nel gioco”. Pellegatti e Serafini: “Qualcuno si era illuso che il Milan, sentendo la musica della Champions League (…) tornasse brillante, spettacolare e soprattutto spietato sotto rete”. Invece, la musica è cambiata e stavolta, neppure Pippo Inzaghi è riuscito a metterci una mano.

In un successivo servizio, Francesco Vecchi accenna a una Dirigenza rossonera “che della vocazione internazionale ha fatto la propria talvolta altezzosa ragione sociale e che degli introiti europei non può assolutamente fare a meno”, oltre che alla “necessità di intraprendere quel rinnovamento che forse il successo della scorsa stagione ha un po’ ritardato”. Argomenti già abbondantemente sviscerati da Ladycalcio.

La conclusione di Vecchi: “Che lo si voglia o no, ci si ritrova tutti in campionato, soprattutto di fronte al rischio di avere solo quello da giocare l’anno prossimo. Sarebbe, in effetti, un’esperienza interessante per il Milan, che potrebbe tornare ad apprezzare le emozioni dello Scudetto”.

Dopo aver invitato gli interisti a metterselo in quel posto.

9 Risposte to “I GUNNERS ABBATTONO I CAMPIONI DEL MONDO”

  1. francesca said

    I toni scandalistici e disfattisti vengono evidentemente tenuti in serbo per dopo Inter-Liverpool…….quanto sono d’accordo con te,…ancora ad oggi nn riesco a capire tutta questa “antipatia” nei confronti della nostra squadra, cmq nn succedera’,.. ma chissa’ mai, qualche miracolo… credo che molti avranno dolori di pancia fortissimi!!!

  2. ladycalcio said

    A Francesca:

    Si spera ovviamente che non succeda e che i titoloni cattivi restino nella penna dei giornalisti schierati che li stanno pregustando.

  3. Valentina said

    Finalmente si è vista chiara l’inconsistenza del Milan. I mass media che l’avevano lodato da dopo la vittoria di Champions 2007 c’erano o ci facevano?

  4. Marcello said

    Adesso che il Milan ha perso siete tutti contenti e sollevati!
    Nonostante la bellissima serata è ancora tanta la voglia di piangersi addosso per i titoli dei giornali che scrivono “la squadra più titolata al mondo” (chissà perchè!?) e lodano la vittoria del 2007 (per quale motivo poi? mah!?).
    Intanto ci sono 70.000 tifosi a Siro (compreso me) che applaudono con orgoglio la squadra invece di lanciare fumogeni e scatenare risse da bar…
    …insomma c’è chi sa vincere e sa perdere, e chi solo fare la vittima.

    P.S.: la SQUADRA PIU’ TITOLATA AL MONDO non ha bisogno di virgolette.

  5. Bambolina&Barracuda said

    insomma non 6 x niente d parte…cmq sia noi saremo anke usciti ma voi c seguite fra 1 sett..e poi…noi nn s può dare + d così…ma il prossimo anno torneremo.

  6. ladycalcio said

    A Marcello:

    C’è chi non sa né perdere né vincere; vedi simulazione di Dida, danni agli arredi urbani per migliaia di euro nel maggio 2007 da parte dei tifosi rossoneri e striscione osceno – il primo a memoria d’uomo ad essere esibito da una squadra di calcio. È un record in più per la “squadra più titolata del Mondo”, tra virgolette anche perché le sono mancati i titoli di giornale secchi e critici che in più occasioni (l’ultima questa settimana) avrebbe strameritato e che invece vengono “sportivamente” tenuti in serbo per l’Inter.

  7. Ludovico said

    Dubitavo della vittoria del Milan. E’ una squadra che denuncia stanchezza, alcuni giocatori
    hanno dato tutto, sono spremuti e nessun lieto futuro ci si puo attendere.
    Signori soloni che guidate la squadra, “aria fresca” ci vuole!

  8. lothar said

    L’Arsenal ha impietosamente mostrato le lacune che il Milan si porta dietro ormai da troppo tempo, a lungo nascoste dalla classe di qualche Grande Vecchio (leggi Maldini ad esempio) e dal suo poderoso Lato B (leggi Panettone).

    Gli inglesi sono apparsi velocissimi, talentuosi, ispirati, senza neppure risultare spietati. Il Milan si è dimostrato vecchio, arrugginito, incapace di reagire: un pugile suonato all’angolo, senza più le gambe per dettare ritmi e seguire la musica.

    Certo, ce l’ha messa tutta, ma pensare di contare sui miracoli (o sulle manine) di un sempre più acciaccato Inzaghi o aggrapparsi all’ancora fin troppo acerbo Pato (non passerà molto prima che qualcuno cominci a riflettere sulla cifra pagata per lui e sull’attuale valore del ragazzo, ottimo giocatore in prospettiva ma forse non il fuoriclasse incantatore che ci era stato descritto) è sembrato eccessivo, un po’ naive, ma soprattutto ingiusto.

    Le colpe, va detto, sono di una dirigenza troppo intenta a guardarsi allo specchio e a tessere le lodi dei suoi prodi, tanto da non accorgersi di essere stata prima affiancata e poi sorpassatta e surclassata da molti avversari.

    Il “bel giuoco” è un lontano ricordo del passato e la distruttiva sete di protagonismo “intercontinentale” e “coppaiolo” ha giocato un tiro mancino al Diavolo. Che proprio nel bel mezzo della Coppa più importante, la Champions, si è sgonfiato come una logora gomma bucata.

    E ore che si fa? Se la soluzione al dramma si chiama davvero Sheva, beh, allora tanti auguri.

    Goodbye Milan

  9. michele said

    Non ci saranno titoli per la disfatta dell’Inter, perché quest’ultima passerà sicuramente il turno. Essa è o non è la squadra più forte del mondo?

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