CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

SCONFITTA DELLO SPORT, DISFATTA DELLO STATO

Posted by ladycalcio su martedì, novembre 13, 2007

“Era un tifoso della Lazio e si è trovato semplicemente nel momento sbagliato al posto sbagliato”: queste le parole con le quali il canale TV tedesco DSF ha commentato l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri. Un incidente dai contorni ancora non chiari, mentre fin troppo chiara è la constatazione che emerge dall’ultima tragica domenica di sangue e di violenza: i meccanismi dello Stato non funzionano, si inceppano a qualsiasi livello e vengono meno ai propri compiti istituzionali, mentre funziona a meraviglia la macchina organizzativa delle frange ultras più estremiste, portatrice di prepotenza, distruzione e brutalità.

Frange immediatamente coalizzatesi in un’assurda caccia al poliziotto a livello nazionale e nella strumentalizzazione della morte di Gabriele per generare un’ondata di violenza che, oltre a non onorare il ragazzo, ha colpito persone e strutture totalmente estranee ai fatti, spostando l’attenzione dal tragico errore dell’agente della Polstrada a un allarme anarchico-insurrezionalista su base nazionale.

Sbagliatissimo chiamarli “tifosi”, termine degno dei veri sportivi appassionati di calcio e, perché no, dei membri delle tifoserie organizzate che manifestano in modo pacifico la propria fede e il proprio pensiero. Quelli che hanno picchiato gli steward, distrutto la sede del Coni, attaccato le caserme di Polizia, demolito auto e aggredito le troupes giornalistiche sono delinquenti senza appello, che uno Stato degno di tale nome avrebbe da tempo assicurato alla giustizia, ma che in Italia, purtroppo, stanno tenendo in scacco il mondo del calcio. La Polizia che fugge dallo Stadio di Bergamo e le drammatiche immagini delle città preda della violenza di orde di teppisti sono l’emblema della disfatta dello Stato e delle sue istituzioni, nonché la testimonianza del fallimento e dell’inutilità dei provvedimenti palliativi finora messi in atto contro la violenza (vedi la chiusura delle curve, i divieti di trasferta e gli stop al campionato).

“La sensazione che si ha è che qui comandi Barabba”, ha affermato Arrigo Sacchi a “Controcampo Ultimo Minuto” (Italia 1). E proprio come Barabba questi delinquenti sono sempre stati graziati dallo Stato, incapace di gestire la criminalità a tutti i livelli, e da una società dalla mentalità garantista e perdonista, da rifondare a partire dagli asili. Il discorso sarebbe troppo lungo. Si parte dalla pessima educazione infantile, si passa per il concetto errato di tolleranza e di perdono e vi si costruisce sopra l’infrastruttura politica della non punibilità, della non applicazione delle leggi, della depenalizzazione dei reati, dell’indulto, dell’ignorare i problemi fino a che non degenerino allo stato di emergenza. La scorsa domenica ci ha presentato il conto di tutti questi errori: un conto salatissimo.

Si è tanto parlato del modello inglese e di quello tedesco. In Germania, ad esempio, esiste il “carcere dello stadio”, dove i facinorosi vengono immediatamente tradotti e inibiti ad assistere agli incontri. Magari – scena a cui ho assistito personalmente -, dopo essere stati caricati dalla polizia a cavallo e presi a manganellate. Da noi, per contro, si sospende persino l’incontro di C 1 Taranto-Massese.

Mi spingo più in là e affermo che domenica scorsa, in un Paese che si rispetti, si sarebbe giocato regolarmente su tutti i campi. Dietro al pretesto del lutto (per un fatto sì gravissimo, ma avvenuto lontanissimo dal contesto degli stadi) vedo infatti la peggior ipocrisia: la resa incondizionata ai delinquenti da parte dello Stato e delle forze dell’ordine, consapevoli di non essere in grado di gestire la situazione creatasi. In tal modo non si è certo onorata la memoria di Gabriele, né lo sport che tanto amava: la si è semplicemente data vinta a un manipolo di criminali, falsando ancora una volta il campionato. Ma quel che è peggio, si è creato un pericolosissimo precedente, in virtù del quale, d’ora in poi, il regolare svolgimento degli incontri potrà essere sabotato ad arte con incidenti e intemperanze appositamente provocati. Le ultimissime disposizioni prevedono infatti che le gare possano essere rinviate o interrotte anche per incidenti che dovessero verificarsi lontano dagli stadi.

Nell’attesa di interventi più costruttivi, c’è da augurarsi che l’ondata emotiva successiva al disastro non moltiplichi le proposte più assurde. Con tutto il rispetto per la vedova Raciti, ad esempio, chiudere gli stadi e vedere le partite solo in TV non porterebbe ad alcuna soluzione, ma soltanto alla morte del calcio e dello sport.

Annunci

3 Risposte to “SCONFITTA DELLO SPORT, DISFATTA DELLO STATO”

  1. Serena said

    per un attimo basta sfottò… essendo questo un blog che parla di calcio è inevitabile non soffermarci sui tragici fatti di domenica… onore a Gabriele Sandri, uno di noi…

  2. Annamaria said

    Sacrosante parole. Ma saranno in grado i nostri governanti di capire fino in fondo l’entità dello sfacelo a cui siamo giunti – e non solo nel mondo del calcio?

  3. Giuliano said

    Mi sa non saranno in grado neanche stavolta. In più c’è veramente il rischio che il precedente dia inzio a una serie senza fine di sconvolgimenti, sospensioni, cambi di data da falsare il campionato e soprattutto da far passare ai veri sportivi la voglia di andare allo stadio.

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: