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Dida e il doppio boomerang del ricorso

Posted by ladycalcio su sabato, ottobre 13, 2007

Due giornate di squalifica per la sceneggiata di Glasgow: se la cava a buon mercato Nelson Dida, nonostante la figuraccia davanti a tutta Europa e l’esempio di antisportività fornito ai più piccoli, ai campioni di domani.

Non giova a niente e a nessuno rispolverare precedenti più o meno simili (come ha fatto Capitan Maldini) nel tentativo di avvalorare la tesi della mano pesante nei confronti del Milan: la Società, che con la rinuncia al ricorso post-partita era uscita onorevolmente dal pasticcio, ricorrendo contro la squalifica di due turni inflitta dall’Uefa al suo numero uno ricade nel piagnisteo a stento trattenuto.
Non vorrei essere al posto dell’Avv. Leandro Cantamessa, legale del Milan. Mi è parso un po’ a disagio, l’avvocato del diavolo, nel sostenere in TV la tesi difensiva per scagionare l'”imputato” Dida: “Il medico del Milan ha sentito dire da Dida che a lui, Dida, girava la testa e qualsiasi medico che sappia il fatto suo, in un caso del genere ha necessità di vedere che cosa succede, perché dietro a un giramento di testa ci possono essere le patologie più gravi. Quanto a Dida, non c’era nessun intento di simular qualcosa, tantomeno è verificabile da parte di un terzo un sintomo di carattere soggettivo”.

Dio solo sa quante balle ci propinano disinvoltamente i medici sportivi per bocca propria o dei giornalisti: incidenti dalle dinamiche assurde, tesi deliranti avvalorate da illustri luminari della medicina (del tipo: “il tendine d’Achille era strappato per 2/3, ma il giocatore non si era accorto di nulla”), infortuni diplomatici, ginocchi arcani, recuperi accorciati e allungati con l’elastico e via dicendo, con i tifosi nel ruolo dei boccaloni.

Spero soltanto che i camici bianchi, galvanizzati dall’ignoranza crassa che regna in materia, non si lascino prendere troppo la mano. Spero di non apprendere, da giornali o TV, l’esistenza sulla guancia di qualche strano punto di medicina cinese che, stimolato con un semplice buffetto, può indurre giramenti di capo o svenimenti. Oppure, che lo choc si contrasti ponendo la borsa del ghiaccio sulla guancia.

L’Avv. Cantamessa alla domanda se Dida non avrebbe fatto meglio a scrivere una lettera di scuse: “Io non mi sento però di criticarlo perché ha fatto quella scelta. Prendo atto che ognuno ha il suo carattere, insomma”. E di carattere, Dida non mi sembra averne dimostrato gran che. Soprattutto con il rifiuto a presentarsi al dibattimento del processo d’appello.
Come fatto osservare a Studio Sport (Italia 1) in un servizio di Giampaolo Gherarducci: “Rimane il danno di immagine, la caduta di stile, cose che cozzano contro i principi di lealtà sportiva a cui si ispira il manuale del perfetto milanista”.

Milanista d.o.c. ai cui occhi Dida è divenuto piccino piccino. Il ricorso deciso dal Milan, per inciso, potrebbe addirittura rivelarsi un boomerang e sortire l’inasprimento della sanzione inflitta al portiere.

In caso contrario, il Milan rischia un boomerang ancora peggiore: ritrovarsi a doverlo schierare di nuovo.

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4 Risposte to “Dida e il doppio boomerang del ricorso”

  1. Non si capisce la doppia pessima strategia portata avanti dal Milan: da una parte il ricorso alla squalifica di Dida, nel quale si sostiene che il giocatore non abbia simulato, ma abbia avvertito un disagio e per questo sia stato sostituito su parere dei medici.

    Dall’altro i giocatori che, pur se con velato imbarazzo, hanno bacchettato il portiere dicendo che così non si fa.

    Ma come pensano che qualcuno possa pure credergli? Certo è che la caduta di stile del Milan è davvero inspiegabile.
    Ma dov’è Berlusconi, che predica il senso dello sport a ogni apparizione radiofonica o TV?

  2. Caterina said

    Si capisce eccome, se si capisce: non sanno più che pesci pigliare!
    Berlusconi? Forse ha capito che non vale più la pena di tirar fuori soldi per questa squadra e ha stretto di brutto i cordoni della borsa.

  3. Filippo Marcolino said

    Il gesto di Dida e’ stato un atteggiamento incomprensibile.
    Se il calciatore aprisse la bocca, parlasse, magari facendo un sorriso (in quanto
    non ride mai) sapremmo che cosa gli è girato male nella testa durante
    la partita di Glasgow.

  4. franco said

    DI.DI.DA
    DI.DI.DU
    E LA PALLA NON LA PRENDE PIU.

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