CALCIO E PAROLE

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MILAN: VOLEVANO BUFFON…

Posted by ladycalcio su giovedì, ottobre 4, 2007

La teatralità dello spettacolo farebbe impallidire Mario Merola, re della sceneggiata. Un buffetto sulla guancia da parte di un invasore di campo, un accenno di rincorsa al goliardico tifoso scozzese e poi, d’improvviso, Dida crolla platealmente a terra, al tappeto come il suo Milan.

La farsesca uscita dal campo in barella è lo specchio di una squadra rossonera a pezzi, la “scintilla” scoccata nella mente del portierone brasiliano all’insaputa degli ignari compagni un’improbabile alternativa alla povertà di spunti sul campo.

Cosa mai gli sarà passato per la testa? Forse il sogno di una vittoria a tavolino che ribaltasse il 2-1 subito dal Milan? Un Milan che vive attualmente di sogni, ma che, dopo la sconfitta contro il modesto Celtic e il grottesco episodio, ha pensato bene di rinunciare a un ricorso, che l’avrebbe ridicolizzato davanti a tutta Europa.

È facile immaginare quale clima regni ora nello spogliatoio rossonero, dove i compagni – ne sono certa – non si identificano nella sceneggiata del loro numero uno, e in seno alla Società, con i dirigenti a dover gestire la figuraccia senza precedenti e la difficile permanenza di Dida nelle proprie file (soprattutto dopo avergli prolungato il contratto fino al 2010 e portato l’ingaggio a 4 milioni annui).

Poco dopo il fischio finale, un Galliani con le orecchie basse e un imbarazzatissimo Ancelotti si presentano a “Un Mercoledì da Campioni” (Rai 1).
L’amministratore delagato rossonero predica bene (“Bisogna avere calma, pazienza, sangue freddo e buonumore”) ma alla domanda da studio di Marco Civoli (“Io la domanda gliela devo fare: ha fatto scena il suo portiere?”) razzola esattamente al contrario e gira i tacchi. Un esempio supereclatante di dirigente navigato e sempre padrone della situazione!
Ancelotti: “(Dida, ndr) ha preso un colpo, mah… insomma, s’è visto alla televisione, non c’ho parlato… non sono ancora andato nello spogliatoio…”. Prosegue: ” Il risultato del campo è quello giusto, probabilmente Dida ha esagerato… il Milan non farà nessun ricorso”. Dallo studio, Giampiero Galeazzi lo incalza: “Ma l’uscita in barella, scusa Carlo, la devi commentare!”Il tecnico rossonero, al quale va perlomeno riconosciuta la consueta correttezza, si arrampica sui vetri: “L’entità del colpo di Dida la sa Dida e la sa il tifoso; permetti, tu non la sai, non la so neanche io”.
Eloquenti i titoli dei quotidiani sportivi odierni. La Gazzetta dello Sport: “DIDASTRO”. All’interno: “Milan a terra con Dida”. Tuttosport: “Milan, crisi e farsa”. Il Corriere dello Sport: “Milan, lezione a Dida. Galliani: ” (…) ho telefonato a Berlusconi: nessun ricorso, vale il risultato sul campo”.

A Studio Sport delle ore 13.00 (Italia 1), il servizio di Giampaolo Gherarducci parla di Dida come “una garanzia per gli avversari” e del Milan come “una squadra che dopo ogni scivolone viene dipinta a un passo dal ricovero in una casa di cura”. Impietosa l’analisi tecnica sulle performances del portiere brasiliano, che ne cita i “classici errori nelle uscite e nelle respinte; come se Hamilton, sulla sua McLaren, scambiasse il freno con l’acceleratore”. Galliani: “Siamo riusciti a subire due goal da una squadra che non ha tirato in porta”.

Gherarducci fa cenno anche all’idea che la vittoria in Champions League abbia “certificato la bontà dell’organico rossonero” e allo sbaglio di aver considerato Ronaldo come “il vero acquisto del mercato estivo”. Conclude che “la crisi adesso è evidente, abbraccia il gruppo, lo stritola” e che ora “si spera in Kakà, in una punizione di Pirlo, in un guizzo di Inzaghi.
A chi scrive, tutto questo era apparso evidentissimo ancor prima della finale di Champions League, come testimonia l’articolo “Milan Campione d’Europa 2007 – Fu vera gloria?”. Allora, fu tacciata di eresia.

Rincara la dose Beatrice Ghezzi, che in un successivo servizio ripropone una carrellata di svarioni dell’estremo difensore rossonero: “Immagini che fanno venire la pelle d’oca ai tifosi”, si dice specificando che “l’insicurezza nelle uscite è una delle sue caratteristiche”, così come “le respinte corte, che finiscono direttamente sui piedi degli attaccanti avversari”.

La butta sullo scherzo “Striscia la Notizia”, che insignisce Nelson Dida del Tapiro d’Oro. Ma “Didastro”, in auto insieme a Serginho all’uscita da un garage, commette l’ennesimo autogoal: si limita a fotografare freneticamente Valerio Staffelli attraverso il finestrino, dopo di che l’auto sgomma lasciando cadere il tapiro sull’asfalto.
Ora, i cuori rossoneri si aggrappano ai precedenti scaramantici (il Milan è sempre giunto in finale dopo aver incontrato il Celtic) e ai sogni di gloria effimera. Primo in ordine di data la Coppa Intercontinentale, con la speranza che, chissà, anche questa volta Inzaghi ci metta la mano, anestetizzando per un altro po’ la dolorosa agonia della squadra.

Nell’immediato dopopartita, le redazioni sportive sono bombardate dalle email dei tifosi rossoneri inviperiti, catapultati giù dal piedistallo di campioni d’Europa, e dalle sfottiture avversarie. Una per tutte, mandata in onda da Telelombardia:”Volevano Buffon… ora invece hanno un buffone”.

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4 Risposte to “MILAN: VOLEVANO BUFFON…”

  1. Veramente uno squallido cinema quello inscenato da Dida, che mostra il livello del personaggio e il suo stato ormai di psicolabile. E vogliamo parlare di Gattuso che chiede il cambio come se il portiere fosse stato colpito da un meteorite?

    Quanto a Galliani, non ha fatto altro che confermare di non essere un dirigente all’altezza della situazione.
    Aggiungo: se Berlusconi non fosse intervenuto telefonicamente dando le direttive corrette al suo dirigente, Galliani si sarebbe esposto a un’altra figuraccia come quella patita a Marsiglia.

  2. Fabrizio said

    Non so che futuro possa avere Dida come portiere. Se sarà cacciato dal Milan potrà sempre puntare alla carriera di attore. Magari di attore comico, riallacciandosi al ruolo tante volte interpretato sul campo: quello di far ridere.

  3. Antonella said

    Oppure farsi scritturare direttamente al circo come pagliaccio…

  4. luciano said

    Una cosa è sicura: qualsiasi atleta avrebbe preso il tifoso. Dida, impietosito, ha dato una chance al povero disgraziato e ha chiesto il cambio buttandosi a terra (a scanso di beccarne altri due…)

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