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The Special One fa le valigie

Posted by ladycalcio su domenica, settembre 30, 2007

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Quando era arrivato alla corte di Abramovich, nel giugno del 2004, fresco di vittoria in Champions League con il suo Porto, Mourinho si era presentato ai giornalisti inglesi con questa frase: “Please don’t call me arrogant, but I’m European champion and I think I’m a special one” (per favore, non dite che sono arrogante, sono campione d’Europa e penso di essere un tipo speciale, n.d.r.).
Una frase questa, che nei tre anni spesi in Inghilterra come allenatore del Chelsea, è stata utilizzata dai media più per prendersi gioco di lui che per lodare le sue imprese.

Da qualche giorno The Special One non allena più la squadra londinese. Ha fatto le valigie dopo l’ultimo dei tanti scontri con il presidente magnate russo.

Tecnicamente e ufficialmente il contratto è stato rescisso con il consenso delle parti; in realtà, il tecnico è stato silurato e liquidato con una buona uscita che andrebbe dai 14 milioni ipotizzati nelle prime ore dai tabloid britannici alla cifra record di 35, secondo la BBC.

Con lui il Chelsea ha vinto 2 campionati, 1 coppa d’Inghilterra e due coppe di Lega, oltre a 1 Community Shield. Tanto secondo molti, poco per altri, considerando soprattutto il colossale budget avuto a disposizione per i primi due anni, che è servito per portare allo Stramford Bridge Tiago Mendes, Didier Drogba, Mateja Kezman, Ricardo Carvalho, Paulo Ferreira, Michael Essien, Shaun Wright-Phillips, Andriy Shevchenko, Ashley Cole e, per concludere, Michael Ballack. Più di 200 milioni di sterline spesi in tre anni (quasi 290 milioni di euro), in molti casi per giocatori sopravvalutati.

Mourinho, grazie ai denari di Abramovich, ha l’indubbio merito di aver fatto del Chelsea, un club dalla lunga storia ma dai successi quasi episodici, una solida squadra di calcio, capace di vincere e di giocare un buon football.
Ma è proprio guardando l’organico a disposizione e i soldi spesi per acquisire nuovi talenti, che balza all’occhio in maniera ancora più drammatica l’assenza di successi internazionali. Manca, soprattutto, quella Champions League tanto agognata dal miliardario russo, dalla quale Mourinho si è visto per ben due volte estromettere dal Liverpool di Benitez, la sua bestia nera.

E proprio l’Europa ha costituito la delusione più grande per il tecnico portoghese e ha fatto nascere i punti di domanda più grandi sul suo reale talento di allenatore; Mourinho, carattere forte e testardo, istrionico ed arrogante personaggio sempre sopra le righe, incline a parlare e straparlare delle squadre avversarie, troppo spesso per scusare le manchevolezze della sua.

Il suo regno, a giudicare anche dalle manifestazioni di disperazione dei fans dei Blues all’annuncio della separazione e dalle prime minacciose dichiarazioni dei suoi fuoriclasse che sembrerebbero pronti a seguirlo nella sua prossima squadra, potrebbe considerarsi positivo. Positivo per una squadra come il Chelsea che – prima dell’arrivo del tecnico portoghese – non vinceva un campionato dalla stagione 1954-55.
Ma l’incapacità di vincere e convincere in Europa pesa come un macigno sul palmares di un tecnico che era stato fortemente voluto da un presidente tanto ricco quanto privo di esperienza calcistica, per fare del Chelsea il più prestigioso club del Continente.
E se la missione può dirsi compiuta in Inghilterra, l’Europa rappresenta il più cocente fallimento di Mourinho.

Arrivato a Londra da campione d’Europa, The Special One lascia la Premiership a bocca asciutta, battuto lo scorso anno nella corsa al titolo dal Manchester United. Aleggia dietro di lui la comune sensazione che, con il budget quasi illimitato avuto a disposizione per i primi due anni, i risultati ottenuti sarebbero stati raggiunti anche da un tecnico meno “glamour” del portoghese.

Insomma, The Special One ha fatto i bagagli. Forse, insieme ai suoi effetti personali, farebbe bene a mettere in valigia anche un po’ più di umiltà e qualche dose di simpatia. Gli potrebbero servire molto presto!

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2 Risposte to “The Special One fa le valigie”

  1. Un tecnico sopravvalutato, dal grande carisma, ma con grandi lacune tattiche. Con i soldi spesi da paperone Abramovich avrei forse vinto anch’io!
    Sarebbe bello vederlo alla prova in un campionato come quello italiano….

  2. Carlo Sandrelli said

    Complimenti per le analisi approfondite che compi sul calcio inglese. È raro trovare articoli di fondo che facciano così bene il punto sulle situazioni e i personaggi d’oltre Manica.

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