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Il Liverpool dei giovani in vetta con grinta e talento

Posted by ladycalcio su venerdì, settembre 7, 2007

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Sono trascorse solo cinque giornate di campionato ma in Inghilterra, complice la sosta che permetterà alla nazionale di giocare le partite decisive per la qualificazione agli Europei contro Israele e Russia, si stilano i primi bilanci.

In vetta, a fare l’andatura, c’è il Liverpool, per la prima volta dopo cinque anni. Guidati da Rafa Benitez, da molti considerato il miglior allenatore in circolazione, i Reds sono partiti con il piede giusto; hanno superato agevolmente il preliminare di Champions League che molti critici consideravano “a rischio” (1-0 e 4-0 al Tolosa) e vinto tre delle quattro partite disputate fino ad ora (2-1 con l’Aston Villa, 2-0 con il Sunderland e 6-0 con il Derby County). E se non fosse stato per un clamoroso svarione dell’arbitro Styles nel pareggio casalingo con il Chelsea (rigore inesistente con successive scuse alla società da parte del responsabile del collegio arbitrale inglese), il Liverpool sarebbe a punteggio pieno.
Dieci punti, una partita da recuperare, ma soprattutto calcio frizzante e spettacolare, giocato quasi esclusivamente di prima, tanti goal e la crescente convinzione di poter competere con Chelsea e Manchester United, che fino allo scorso anno sembravano imprendibili.

Qualcosa sembra cambiato nella mentalità di questa squadra, che negli ultimi anni aveva iniziato il campionato in modo compassato, stentando a trovare la forma migliore e l’undici titolare, compromettendo così la propria stagione fin dalle prime battute.

Il cambio di presidenza e la cessione del club a due uomini d’affari americani (George Gillett e Tom Hicks) hanno permesso al club di muoversi sul mercato con maggiore autorevolezza. Tuttavia, al contrario di quanto molti si aspettavano, non sono state spese cifre folli (da marinaio ubriaco per usare un’espressione di Gillett), all’Abramovich tanto per capirsi. Benitez e i suoi collaboratori hanno operato con grande intelligenza e oculatezza assicurandosi alcuni dei migliori talenti disponibili sul mercato, tutti giovanissimi.

Il 23enne Fernando Torres, già idolo della tifoseria (circa 30 milioni di euro dall’Atletico di Madrid), avrà il compito di portare in dote i goal che sono mancati lo scorso anno ai Reds, soprattutto nelle partite decisive. Il biondo attaccante, detto “el niño”, è rapido, veloce ed è dotato di un buon controllo di palla. All’Anfield è approdata anche l’ala olandese Ryan Babel (20 anni, 17 milioni dall’Ajax), che Van Basten ha di recente descritto come il nuovo Thierry Henry e nel quale il mitico Kenny Dalglish intravede le movenze di John Barnes giovane.
A queste due stelle si sono aggiunti l’attaccante ucraino Andriy Voronin (28 anni, costo zero dal Bayer Leverkusen), il giovanissimo brasiliano Lucas Leiva (20 anni, proveniente dal Gremio) e l’israeliano Yossi Benayoun (27 anni, dal West Ham), folletto di fascia.

Due pezzi pregiatissimi e un eccellente lavoro di cesello hanno equilibrato una squadra già fortissima, dotandola di fresco talento. Ai nuovi arrivi aggiungete la straordinaria carica agonistica dell’argentino Javier Mascherano, la potenza atletica della diga di centrocampo Mohamed Sissoko, la classe dello spagnolo Xabi Alonso, l’opportunismo e la forza atletica di Peter Crouch, la grinta di Dirk Kuyt e il talento da fuoriclasse del capitano Steven Gerrard, anima della squadra.

La “rotation policy” di Benitez che tanto appassiona la stampa inglese e diverte il tecnico spagnolo (l’unico ad aver giocato tutte le partite ufficiali di questa stagione è il terzino Arbeloa) sembra dare i suoi frutti. Chiunque giochi o entri sul terreno di gioco riesce a dare il meglio di sé in ogni circostanza. E tutti sembrano aver accettato l’idea di non poter giocare ogni partita.
Certo la mano del tecnico si vede ogni giorno di più: la squadra è tatticamente equilibrata, a tratti gioca a memoria e in campo si diverte.

Anche alcuni screzi fuori dal campo, come le improvvise dimissioni per presunti disaccordi sulla preparazione atletica della squadra di Paco Ayesteran, da 11 anni braccio destro di Benitez, sembrano non aver intaccato lo spirito del gruppo, più unito che mai.

È troppo presto per dire se questo Liverpool riuscirà, in una sola stagione, ad annullare i 21 punti di distanza che lo separavano, lo scorso anno, dal Manchester United. Il Chelsea, la compagine di Mourinho, è partita un po’ imballata, ha già subito una sconfitta (2-0 sabato scorso contro l’Aston Villa) ed è circondata da un clima di polemiche continue (l’ultima è quella del centrocampista tedesco Ballack, escluso dalle liste di Champions League e in odore di trasferimento). Lo United è da considerarsi ancora favorito: compatto, graffiante e atleticamente poderoso, ha speso oltre 80 milioni di euro per Luis de Abreu Oliveira Anderson (dal Porto), Luis Carlos Almeida da Cunha detto Nani (dallo Sporting Lisbona), Owen Hargreaves (dal Bayern di Monaco) e Carlos Tevez (dal West Ham).
Il chiodo fisso di Ferguson, tuttavia, è la Champions League, sfumata lo scorso anno contro il Milan, in uno scontro diretto nel quale lo United è giunto decimato dagli infortuni e con qualche giocatore vicino al capolinea. Ecco spiegato il motivo della sfarzosa campagna acquisti, che ha cercato di ringiovanire un team che cominciava a presentare qualche over 30 di troppo.

Il Liverpool, forte di due finali di Champions in tre anni, vorrebbe tornare a vincere in patria dopo un’attesa di 17 anni. E dalle prime uscite ha dimostrato una rabbia e una determinazione che non si vedevano da tempo.

Nel 2010 i Reds cambieranno casa, per trasferirsi (anche se a pochi metri di distanza) in uno stadio avveniristico e più capiente. I giocatori vorrebbero vincere e festeggiare il titolo fra le mura del leggendario Anfield, prima che il tempio del calcio chiuda i battenti. Carragher e Gerrard, nati e cresciuti nella città dei Beatles, hanno promesso che suderanno sangue per far sì che questo sogno diventi realtà.

Chi li conosce sa che manterranno la promessa.

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Una Risposta to “Il Liverpool dei giovani in vetta con grinta e talento”

  1. Ho visto la partita con l’Aston Villa e quella con il Derby e mi sono davvero divertito. Ma è stato il match con il Chelsea che mi ha maggiormente impressionato. Risultato finale a parte si è giocato in una sola porta… il Chelsea è stato schiacciato come mai avevo visto negli anni precedenti.
    È comunque presto per scommettere… 🙂

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