CALCIO E PAROLE

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MILAN, UNA COPPA TRISTE

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 3, 2007

Tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini della costernazione e del dolore per la scomparsa del difensore del Siviglia Antonio Puerta, che hanno fatto il giro di tutte le televisioni del mondo.

Davanti alla disperazione della compagna di Antonio, prossima a dare alla luce un bimbo già orfano, dei compagni di squadra e dei tifosi dello sfortunato giocatore, parlare di una partita di calcio mi riesce assai arduo. Quasi, lo percepisco come fuori luogo.

Non smetto di domandarmi se la disputa dell’incontro di Supercoppa Europea fra il Milan e il Siviglia abbia sancito la vittoria dello sport e della vita sulla morte o piuttosto quella degli interessi economici imperanti nel mondo del calcio. A voler giocare sarebbe stato il Siviglia, per onorare sul campo il proprio atleta scomparso. “The show must go on”, lo spettacolo deve continuare: è la dura legge non soltanto dello sport, ma anche della vita. Forse, lo stesso Puerta avrebbe voluto così e al posto dei suoi compagni avrebbe preferito scendere in campo che non chiudersi nel dolore e nello sconforto.
Impeccabile, in questa occasione, il comportamento della Società rossonera: il Milan ha partecipato sentitamente al lutto del Siviglia, con una delegazione a rendere l’ultimo saluto a Puerta, la Curva Sud a esporre uno striscione in ricordo dello sfortunato difensore e i festeggiamenti del dopopartita svolti in tono minore nel rispetto del lutto avversario.

Chi legge questo blog ben conosce la mia posizione riguardo alla vittoria dei rossoneri in Champions League, che ha a sua volta generato la partecipazione del Milan alla Supercoppa Europea: un'”onda lunga di Atene”, per dirla con “Il Giornale”. Per una volta, tuttavia, ritengo opportuno astenermi da qualsiasi spunto di analisi tecnica, cronaca sportiva o critica mediatica.

Questo 17° trofeo, che fa dei rossoneri la squadra più titolata del mondo, non è sfortunato soltanto nella cabala. Sullo Stadio Louis II di Montecarlo aleggia un’atmosfera inverosimile, con il ricordo di Puerta ancora troppo vivo e doloroso per essere sopraffatto dall’evento agonistico. La vittoria morale va a tutti i protagonisti sul terreno di gioco, riusciti nella difficile impresa di conciliare il rispetto del dramma umano e l’imperativo di obbedire alla dura legge del campo.

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6 Risposte to “MILAN, UNA COPPA TRISTE”

  1. Marino said

    Verissimo lo scenario che hai descritto, ma verissimo anche che l'”onda lunga di Atene” ha regalato al Milan un’altra coppa di cartone.

  2. Luigi said

    Davvero ci vuole coraggio per scendere in campo in una situazione del genere. Immagino lo stato d’animo dei giocatori.
    Vivere la morte di un compagno durante una partita dev’essere un’esperienza terribile.

  3. Giacomo said

    A Marino:
    In quanto a cartone tu te ne intedi…
    Gli ultimi 2 scudetti dell’inter…

  4. Margherita said

    Siamo sicuri che non ci siano delle responsabilità per la morte di questo ragazzo?

  5. Marino said

    Rispondo a Giacomo: l’Inter, con buona pace dei milanisti e degli juventini astiosi, ha conquistato il suo 15° scudetto sul campo. Piaccia o No: chi ha barato ha pagato. E non certo abbastanza per ciò che ha fatto.

  6. ladycalcio said

    A Marino e Giacomo: questo articolo era inteso come una riflessione su un tema molto più serio e profondo del calcio, di Calciopoli e dei campanilismi stracittadini – e tale dovrebbe rimanere…

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