Si può fingere di essere contenti, come ha fatto ieri sera Marcello Lippi al termine dell’incontro. In realtà, per una squadra Campione del Mondo con l’ambizione di riconfermarsi tale, siamo in presenza di un serio campanello d’allarme: due volte in svantaggio su altrettante splendide conclusioni avversarie, in difficoltà ad eludere le marcature a uomo degli irlandesi (bravi a chiudere gli spazi agli Azzurri) e per di più, protagonista di gravi errori tattici.
Primo fra tutti, quello sull’1-0, nato da un fallo di Legrottaglie: la “mina” di Whelan su cross fintato sorprende i difensori di Juvitalia, tutti arroccati in mezzo all’area ad aspettare il pallone al centro, senza nessuno rimasto fuori ad occuparsi dell’uomo libero. È una difesa di uomini che giocano in Serie A?
Si vorrebbe vedere inquadrata la nostra panchina, soprattutto la faccia di Lippi. Su quella irlandese, il Trap è inossidabile e pregusta uno scherzetto all’Italia che gli sfugge per pochissimo.
Dopo il pareggio di Camoranesi, l’Italia mette in mostra anche dei buoni spunti, ma sbaglia troppe conclusioni. Si fa nuovamente infilare su un tuffo da manuale di Ledger e riesce a riagguantare il pareggio soltanto in extremis, assicurandosi la qualificazione a Sudafrica 2010 ad un solo minuto dalla fine dei tempi regolamentari. Più che merito di Gilardino, la rete mi sembra demerito del portiere Given.
Campanelli d’allarme, dicevo: quelli del goal all’ultimo minuto, del punticino-chiave ottenuto a stento contro avversari di caratura inferiore, del risultato illusorio che con un colpo di spugna cancella dalla memoria di giocatori, tecnici e giornalisti le magagne messe in luce nel corso dei 90 minuti.
Campanelli d’allarme che gli allenatori di solito ignorano; per intenderci, in stile Milan Campione d’Europa 2007. Juvitalia manca di qualità e di personalità e il suo commissario tecnico ispira scarsa fiducia sia nella scelta degli uomini, sia in vista del suo chiacchierato futuro bianconero. Così come ci siamo presentati finora, difficilmente saremo protagonisti in Sudafrica.
Nell’intervista del postpartita su Rai 1, un Lippi che se l’è vista brutta ammette che la sconfitta “non era digeribile”. Evidentemente, il punticino agguantato per i capelli ha già mandato in tilt la sua memoria: “Abbiamo sofferto molto poco, abbiamo comandato la partita” (!). Ciliegina sulla torta, il ct si aggrappa alla scaramanzia, ricordando che l’Italia si qualificò alla rassegna iridata con una partita d’anticipo in altre due occasioni: nel 1982 e nel 2006… ma qui mi sorge un dubbio: la cabala sarà favorevole anche a Juvitalia?
L’unica affermazione di Lippi che mi trova d’accordo è “siamo in pieno cantiere”. Prosegue il Marcello Nazionale: “Il passo avanti c’è stato, adesso ce ne vogliono altri”. Con urgenza.