calcio e parole

altre parole sul calcio (di Monica Morandi)

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Le parole di Fabio Caressa prima di Dinamo Kiev-Inter

Pubblicato da ladycalcio su Sabato, Novembre 7, 2009

Alcuni lettori mi hanno scritto chiedendomi se fosse possibile  riproporre le parole pronunciate da Fabio Caressa in apertura della telecronaca diretta Dinamo Kiev-Inter su Sky, ritenendole  cariche di significato e di buon auspicio.

Volentieri ve le ripropongo, poiché effettivamente suggestive:

“Arriva il buio. Mamma, ho paura! Il lumino non basta. L’armadio scricchiola. Mamma, ho paura!

L’uomo nero può anche essere biondo. Può aver segnato 14 goal, ma arriva sempre la notte in cui si vincono i demoni in sogno. Li scacci con la pistola da cowboy, la spada di Zorro, la bacchetta di una fata.

Quella è la notte in cui si comincia a crescere. Mamma, stasera non si può avere paura”.

(Fabio Caressa su Sky, 4 novembre 2009)

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Materazzi e Checco Zalone: zeru buon gusto!

Pubblicato da ladycalcio su Giovedì, Ottobre 15, 2009

Ladycalcio ha pazienza. Sa attendere.

Dall’inizio della settimana ho atteso invano qualche altolocata reazione di sdegno alla penosa esibizione di Marco Materazzi nel corso del Checco Zalone Show, andato in onda domenica scorsa sulle reti Mediaset: un’invettiva di Vittorio Sgarbi contro l’illitterazione? Una battutaccia di Umberto Bossi? La commiserazione da parte di qualche cultore della lingua italiana? Nulla di tutto ciò. Probabilmente, da quelle parti si è pensato di stendere un pietoso velo sullo show. Oppure, di Materazzi ormai non interessa e non meraviglia più nulla.

No problem, ci penso io. Non so che concetto abbiate voi dello humour, dello spirito, della parodia e della comicità. Per come la vedo io, la rivisitazione del “Va Pensiero” di Giuseppe Verdi ad opera del “geniale” duo letterario Materazzi-Zalone, con la collaborazione della ridanciana Teresa Mannino, è TV spazzatura senza appello.

Per i miei parametri, Checco Zalone si classifica già come “inguardabile”. Trovo che numeri come quello in oggetto non abbiano nulla a che fare con l’arguzia e la comicità e che siano soltanto bassa forza, volgarità e grossolanità pure.

La “variante” del Nabucco partorita dal “geniale paroliere” Materazzi, com’è stato definito, non ha bisogno di commenti: “Va pensiero sulla litoranea/va e si posa sui kiwi e sui lassie/si pulisce la c***a del cane/altrimenti la fa nel salotto/di casa tua”.

Chi dubitasse che Ladycalcio sia improvvisamente impazzita, può rivedere questa pena in Internet e riascoltare con le proprie orecchie il testo “rivisitato”,  cantato non fra le quattro mura di un’osteria di Roccacannuccia (provincia di Lecce, città natale di Matrix), ma in prima serata su Canale 5, in differita  dal palco del Teatro Ariston di Sanremo, in coro con la platea più becera.

D’accordo essere contrari alla censura, ma sono dell’idea che un limite al cattivo gusto andrebbe comunque posto. Se non altro, trovo che i mass media non dovrebbero mai derogare dalla più elementare forma di rispetto per il nostro patrimonio culturale. Parlare di cultura a Checco Zalone e Materazzi vi fa sorridere?

Può darsi, ma da ridere ci trovo ben poco. Credetemi, ho provato solo una gran pena nel vedere Marco prestarsi ad una simile umiliante comparsa, quasi non avesse più altro mezzo per far parlare di sé.  Ma il  dramma vero, è che lui non se ne rende conto, supportato nella sua convinzione di essere “brillante” e spiritoso da recensioni che per prime dovrebbero far piangere. Ne è un esempio quella di Aldo Grasso su Corriere.it, in cui Matrix viene definito “fine paroliere” (!?) e Zalone “irresistibile” (forse, nel senso che non si riesce a reggerlo?).

Qualcuno ha parlato di presunti applausi finti e di risate registrate. Di certo, se fossi stata presente  avrei fischiato a pieni polmoni, con il desiderio – neppure tanto segreto – di abbinare al mio dissenso un contorno di pomodori pugliesi. Per tacere delle implicazioni politiche emerse dallo show, che mi astengo dal commentare (Il Va Pensiero è l’inno della Padania), destinate comunque ad “ingraziare” al giocatore altre “simpatie”.  E non a lui soltanto.

Temo infatti che oltre ad aver fatto rivoltare nella tomba Giuseppe Verdi, l’esibizione di Matrix (che per sua ammissione del testo originale non ha capito “un c***o”) rischi di essere molto poco edificante per i figli a scuola…

Tutti ricordiamo quel tal compagno (di solito, l’ultimo della classe o giù di lì) che si divertiva a bastardare la Divina Commedia di Dante. Ma erano goliardate da teenager. Il tre volte genitore Marco Materazzi, l’età della ragione dovrebbe averla raggiunta da un pezzo.

Intanto, forse non a caso, ieri l’Inter l’ha spedito sullo Stelvio, a quota 3200, a rinfrescarsi le idee.

Nel frattempo, sul suo blog Materazzi afferma di aver pienamente recuperato dall’ “infortunio muscolare alla gamba” (AAAHHHHHH!!! È CADUTA LA FACCIATA DEL “RISENTIMENTO”!!! ;-) ) rimediato in Svizzera lo scorso 5 settembre. Il mio augurio di cuore a Matrix è di ritrovare pienamente la salute e di poter tornare al più presto a “parlare” sul campo.

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LA 2^ EMAIL CENSURATAMI DA INTER CHANNEL

Pubblicato da ladycalcio su Venerdì, Giugno 12, 2009

Non conteneva insulti, né termini triviali, ma soltanto osservazioni molto scomode. È l’email che ho inviato per ben due volte ad Inter Chat, trasmissione pomeridiana di Inter Channel basata essenzialmente sulla lettura e sul commento delle email degli abbonati.  Che ragione c’era di tacerla?

Evidentemente, i concetti che ho espresso - e che voi lettori avete espresso su questo blog -hanno dato molto fastidio. Evidentemente, nessuno ha trovato argomenti validi per controbattere.

Ecco  il messaggio “censurato“:

—– Original Message —–

From: Monica Morandi

To: interchannel@inter.it

Sent: Wednesday, June 10, 2009 9:55 PM

Subject: Fw: Mogli e bambini in campo, che rottura!

Il mio messaggio è in coda di moderazione o devo ritenermi nuovamente censurata?

—– Original Message —–

From: Monica Morandi

To: interchannel@inter.it

Sent: Tuesday, June 09, 2009 12:37 PM

Subject: Mogli e bambini in campo, che rottura!

INTER CHAT

Ciao,

Mi faccio portavoce dei tanti che hanno scritto al mio blog per lamentarsi della presenza fuori luogo delle famiglie dei giocatori in occasione della “festa” dopo Inter-Atalanta.

Credo innanzitutto che la festa-Scudetto debba essere fra giocatori e tifosi. Cosa c’entrano le mogli e i bambini?

La loro presenza è assolutamente fuori luogo, dettata unicamente dalla voglia di apparire e di “tirarsela” delle “signore”. I tifosi desideravano vedere i loro beniamini, applaudirli e godersi la (sudata) conquista del trofeo.

In particolare, in tanti abbiamo trovato di pessimo gusto quello show sul campo in un giorno di lutto. Se lutto doveva essere, le famiglie dei giocatori avrebbero dovuto essere le prime a rinunciare alla sfilata con tacchi, scollature e abiti succinti, alle foto-ricordo, agli sbaciucchiamenti ai bambini e alla commedia già vista l’anno scorso e già inscenata quindici giorni prima. Quella, per favore, vadano a farsela a casa loro.

I tifosi hanno rinunciato all’invasione di campo e non hanno neanche potuto vedere il giro della coppa e dei campioni in partenza Figo, Cruz e Crespo. Questa gente si è fatta egoisticamente la festa in famiglia e ha offeso il lutto.

Sarebbe ora che qualcuno esortasse le invadenti “signore” a stare al proprio posto e ricordasse loro che quando i giocatori sono sul campo di gioco “appartengono” ai tifosi. Io ho incominciato sul mio blog, che ormai conoscete bene:

http://calcioparole.wordpress.com/

Per quanto riguarda invece Inter Channel, un grazie per l’impegno e per l’eccellente qualità delle immagini che avete proposto sui festeggiamenti del 17° Scudo. Davvero un ottimo coverage.

Saluti sportivi da

Monica

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L’Inter legge “Calcio e Parole”

Pubblicato da ladycalcio su Lunedì, Gennaio 5, 2009

L’Inter riprende ad allenarsi in quel di Appiano Gentile dopo la sosta natalizia. Sosta totale? Si sarà chiesto qualcuno. “Si fa sempre qualcosa, anche perché il corpo te lo chiede”, racconta Ivan Cordoba su Inter Channel dopo il primo giorno di ritiro. Poi, un accenno ai programmi d’allenamento specifici a mo’ di compiti per le vacanze, dai quali Mourinho sembrava aver esentato i suoi uomini.

Non pensate più al calcio, ma all’amore, aveva consigliato loro dopo Siena-Inter. Chi invece avesse trascorso il fine anno litigando con la moglie (un “classico” coniugale, a quanto mi dicono), può ora sorridere al provvidenziale stacco dalla consorte e dai capricci dei bambini.

Sorride anche Ladycalcio, gratificata dall’essere letta attentamente dall’Inter. In “risposta” al mio post “L’email censuratami da Inter Channel”, nella prima “Zona Mista” del 2009 il canale tematico nerazzurro fa reiteratamente rimarcare che le email indirizzate dagli abbonati alla trasmissione vengono sempre lette, a meno di rarissime eccezioni: “È difficile … che se l’email non era intrinsecamente piena di parolacce o di altre cose…” butta lì Edoardo Caldara esortando a scrivere più volte: “Insistere, insistere, nella vita sempre insistere! Leggete l’email censurata, trasferita dalla mia casella di posta elettronica a questo blog con il “copia e incolla”: correttissima (ma scomodissima) – e inviata per ben tre volte.

In studio si “litiga” anche con un’email in dialetto milanese. Si storpia “Vosa no!” (pron. “vusa no”, non gridare, ndr.) in ”vüsa no”, in nome del “milanese con la ‘ü’ come si pronunciava una volta”, “di questa “ü” lombarda” e di “’vüsare’, voce del verbo urlare a Milano”. Peccato che il verbo sia “vosà” (pron. vusà), pronunciato con la “u” semplice. Il giorno dopo è la volta di “Ofelé fa el to mesté “  (“Ofellaio, fai il tuo mestiere”, che si pronuncia “ufelé” e non”, come fatto in studio, ofelé, ndr.), detto lombardo che invita a non uscire dal seminato delle proprie competenze, per non fare, come si dice sotto la Madonnina, la figura del “Milanes de Biella” (Milanese di Biella)…

Cordoba, dicevo all’inizio. Nell’email censuratami avevo deplorato come in occasione della presentazione del decoder My Sky HD avesse girato la faccia ai microfoni in diretta TV. Venerdì, puntualmente, Caffè Colombia fa capolino per pochi minuti a “Zona Mista”, trasmissione da studio solitamente senza calciatori ospiti: tranquillo e disponibile. Tuttavia, l’inquadratura a mezzo busto mi precipita in un dubbio amletico: cosa avrà avuto ai piedi questa volta? Le scarpe o le ciabatte con i calzini bianchi?

Matrix , dal canto suo, non ha ancora gettato la maschera. L’ha soltanto cambiata. Ora nasconde la faccia dietro una mascherina tricolore che vuoi per la nebbia, vuoi perché vedo oltre la maschera fin nei suoi occhi spauriti, più che di presidio ortopedico mi sa di carnevale anticipato. Qualcosa mi dice che non la scamperemo di vederlo in campo almeno una volta combinato così. Da parte mia sono sempre seduta sul divano, non mi stacco da quel film già visto che mi diverte un mondo. Giocherà forse così nell’incontro di TIM Cup contro il Genoa del 13 gennaio prossimo? (No, è squalificato…)

Povero Mourinho, cosa deve sopportare. Lui, lo Special One, inflessibile nella disciplina… Pensate se lo sapessero gli inglesi. Chissà se ad un campione del Liverpool o del Manchester United da operare allo zigomo risparmierebbero la rasatura del basettone… Se sì, Benitez e Ferguson acconsentirebbero poi ad esibirlo davanti alle telecamere e sul campo con lo Union Jack sul volto? In vista del prossimo incontro di Champions League fra Inter e ManU, chiederò un parere ai colleghi inglesi…

Sempre a beneficio dei lettori di “Calcio e Parole”, nella trasmissione di domenica si ostenta che “Materazzi porta la mascherina per proteggersi dai danni riportati nell’ultima partita”, che “Materazzi è abituato ai colpi, ha rischiato anche grosso nella sua carriera, quindi sa benissimo cos’è il dolore… “(no comment) e che in “quell’infortunio in Nazionale” “veramente ha rischiato l’uso della gamba, ma anche lì è stato molto bravo a rispondere alle sollecitazioni del tempo (…)”… Meglio risparmiarsi ogni commento.

A proposito di mascherate, nel notiziario delle 19.30 di venerdì si afferma che Adriano “è stato sottoposto a delle visite di controllo dopo l’infortunio muscolare che l’ha bloccato a fine dicembre”. Peccato che a quell’ora, il brasiliano ritardatario cronico non fosse ancora atterrato… L’Imperatore sarebbe giunto a Malpensa in serata, quando tutti gli altri sudamericani (a parte Maicon, in permesso) erano arrivati puntuali alle 11.00.

Diatribe a parte, il coverage di Inter Channel sulla preparazione della squadra è più che soddisfacente: sabato, la diretta dal campo d’allenamento di Appiano si conclude con le immagini dei giocatori impegnati nello stretching di fine seduta. Provvidenziale il consiglio agli sportivi più sprovveduti - quelli che credono di poter affrontare lo sci e il calcetto senza preparazione né riscaldamento/defaticamento – ad imitarli. I campioni si trattengono sui tappetini stesi sull’erba gelata per un paio di minuti soltanto (Mourinho non è un pirla) a beneficio delle telecamere. I loro corpi, reduci da un allenamento al freddo di 90 minuti, “fumano” vistosamente. Se posso aggiungere un consiglio personale, l’allungamento defaticante fatelo al coperto, se non volete che un bel colpo della strega – o qualche infortunio suo parente – vi mandi in fumo anche il lavoro svolto…

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L’EMAIL CENSURATAMI DA INTER CHANNEL

Pubblicato da ladycalcio su Sabato, Dicembre 13, 2008

Ci risiamo, anche se ormai non mi scompongo più. Del resto, dopo avermi lanciata, la CENSURA è diventata il mio cavallo di battaglia.
Di una cosa mi meraviglio: non hanno ancora imparato a conoscermi.
Il risultato è che questa mia email, più volte inviata alla  trasmissione Inter Chat e ripetutamente censurata da Inter Channel, ora è sotto gli occhi di tutti.
Secondo voi: cosa c’era da nascondere, se non la verità?
—– Original Message —–
From: Monica Morandi
To: interchannel@inter.it
Sent: Thursday, December 11, 2008 2:53 PM
Subject: Fw: INTER CHAT

Ciao a tutti,

Sono molto meravigliata che questa mia email di critica costruttiva, seppur pungente, sia stata “censurata”. Non ne comprendo il motivo, data l’assenza, in essa, di termini triviali o di concetti comunque censurabili.

Comprendo che, nella vostra posizione,  leggerla possa forse causare un po’ d’imbarazzo, ma credevo che giornalisti spigliati e qualificati come voi fossero perfettamente in grado di gestirla. Mi sbaglio?

Conto dunque che Inter Chat non si limiti alla lettura dei complimenti al mister o al vostro staff, ma che sia all’altezza di messaggi più “tosti”, ma non per questo da censurare in stile “Tele Kabul”.

Grazie,

Monica

—– Original Message —–
From: Monica Morandi
To: interchannel@inter.it
Sent: Sunday, December 07, 2008 6:17 PM
Subject: Fw: INTER CHAT RICEVITORE HD
—– Original Message —–
From: Monica Morandi
To: interchannel@inter.it
Sent: Thursday, December 04, 2008 3:47 PM
Subject: INTER CHAT RICEVITORE HD

Cari Roberto & Co.,

Sono rimasta sorpresa di come certi nostri giocatori si sono presentati e comportati in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo decoder my Sky HD.

Tanto per cominciare, non comprendo come taluni possano essersi presentati a un evento ufficiale con il berretto di lana, le ciabatte e i calzini bianchi ai piedi. Si trattava dei professionisti di FC Internazionale o dei vecchietti dell’ospizio?

Ingiustificabile mi sembra inoltre l’atteggiamento di chi, come Ivan Ramiro Cordoba, si è rifiutato di dire una sola parola al collega che presentava l’evento. Come può una Società che si rispetti permettere ai suoi professionisti di comportarsi in un modo così maleducato, che a mio avviso denota una totale mancanza di rispetto per il lavoro altrui?

Fare quelli “che prendono il decoder e vanno”: era questo lo spirito di alcuni dei nostri? Non di tutti, per fortuna: qui si vedono le persone corrette, come ad esempio Zanetti e Toldo.

A chi competerebbe organizzare il programma della squadra  in modo da farla comparire non come si è vista, bensì con la divisa di rappresentanza (come ho sempre visto fare dai club che si rispettino)?

Mi spiace dover ammettere che il Milan, in questo genere di situazioni, è molto più corretto e meglio organizzato.

Non esistono delle regole societarie per evitare che i giocatori girino la faccia ai microfoni in diretta credendosi dei “padreterni”?

So che nella vostra posizione siete tenuti a “fare i pompieri”, ma siamo onesti: non sarebbe ora di insegnare l’educazione a certi “signori” – scritto fra virgolette?

Un saluto da

Monica

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JUVE: CARNEVALE BIANCONERO

Pubblicato da ladycalcio su Giovedì, Febbraio 7, 2008

L’ho sempre sostenuto: dopo Calciopoli, la Juventus avrebbe dovuto essere retrocessa in C2. Gravissime le azioni di Moggi e compari, lapalissiane le prove a loro carico, con tanto di registrazioni a inchiodare chi, telefono alla mano, ordinava arbitri, provvedimenti disciplinari e trasferimenti come si ordina un antipasto misto dal salumiere (e non mi si venga a raccontare del passaporto di Recoba!). Chissà per quanto tempo ancora sarebbe andata avanti così – con gli uni a stravincere e a sfottere, gli altri a subire il danno e la beffa – se non fosse stato per le intercettazioni telefoniche.

In C2 come la Fiorentina, dunque, che fra i suoi “torti” aveva quello di non chiamarsi Juventus. In C2 a risalire la china dello strameritato Purgatorio, senza riguardi da vecchie signore. In C2 per espiare, riflettere e rifarsi una verginità dopo avere infangato il calcio italiano davanti a tutto il Mondo. Solo così, forse, – e sottolineo il “forse” - il pallido ricordo dei “peccati color porpora” commessi dalla vecchia dirigenza bianconera sarebbe sopravvissuto un po’ più a lungo nelle labili memorie di addetti ai lavori, tifosi e pseudoopinionisti. Chissà, magari anche in quella del presidente Cobolli Gigli, che alla frase di Massimo Moratti “Se non ci fosse stata quella banda di truffatori, il 5 maggio avremmo vinto noi”, replica: “La squadra che vinse quello scudetto lo vinse sul campo” (!!!). Una negazione dell’evidenza che il martedì grasso colora ancor più di grottesco.

Una soluzione all’italiana, la Serie B. Così come l’astenersi dall’indagare indietro nelle annate, già prodighe di barzellette all’indirizzo dei bianconeri. Le ricordo dai tempi del liceo. Tra noi studenti giravano già l’adesivo bianconero con la scritta “Settimo, non rubare” e una gustosa vignetta apparsa sul Guerin Sportivo. Raffigurava il Padreterno che, da una nuvola, dettava gli ordini a un angioletto munito di carta e penna. Diceva pressappoco così: “Nebbia in Val Padana, mosso l’Adriatico… e il solito rigore per la Juventus”.

Ora, le barzellette ce le raccontano Cobolli Gigli e La Gazzetta dello Sport. Secondo il primo, tutto regolare. Stando al foglio rosa, che ha elucubrato un cervellotico ridisegnamento della classifica di Serie A in base a un improbabile computo degli errori arbitrali a favore e a sfavore, la Juve, udite udite, sarebbe capolista a quota 48 punti davanti a Inter e Roma, appaiate a 45, e al Milan (41). Due arlecchinate per mimetizzare la fuga dell’Inter, “rea” di aver nuovamente ammazzato il campionato a dispetto del ritorno della Juve.

Partita in sordina nelle ambizioni e delle dichiarazioni, con l’aumentare del distacco dai nerazzurri la “vecchia” non più “signora” ha visto crescere la stizza verso l’Inter, in grado di eliminarla dalla Coppa Italia anche in 9 contro 11. Ed ecco la Dirigenza bianconera prorompere nelle recriminazioni per anni rinfacciate ad altri.

Sono convinta che l’esilio in C2 avrebbe fatto bene, oltre che al calcio italiano, alla stessa Juve e alle frange più becere dei suoi sostenitori. Che anziché arrossire nel guardarsi allo specchio e puntare al riscatto morale, negano l’evidenza e cercano i colpevoli fra le vittime, convinti di aver pagato ingiustamente per tutti. La negazione dell’evidenza (benché suffragata da prove “sonore”): questo il paradosso assurdo e perverso creato dalla fogna mediatica, alimentata dai liquami dell’invidia e della faziosità. Questo, in sintesi, il nuovo “sistema”.

Al di là del discorso disciplinare, manca da più parti il buon gusto di tacere e di fare piazza pulita di personaggi come Moggi, con il quale il ds bianconero Alessio Secco continua a consultarsi su questioni gestionali, il provocatore Mughini e il commentatore Rai Marco Tardelli, “Mister purtroppo”, distintosi per lo scandaloso commento dell’incontro di Coppa Italia Juve-Inter: purtroppo ha segnato Balotelli, purtroppo la Juve è in svantaggio… Personaggi che andrebbero urgentemente rimossi dal video e che invece, come la Juve, escono dalla porta e rientrano dalla finestra. Purtroppo.

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Inter: la parola è d’oro, il silenzio d’argento

Pubblicato da ladycalcio su Martedì, Gennaio 29, 2008

Il silenzio stampa dell’Inter, inteso come un segnale forte ai mezzi di informazione, rischia di essere erroneamente interpretato nell’ottica secondo cui “chi tace acconsente”.Come ampiamente dimostrato da Calciopoli, il silenzio e la signorilità della Dirigenza nerazzurra non hanno mai pagato contro i torti e le prevaricazioni, non importa se perpetrati sul campo o nell’universo mediatico. Né l’astenersi dai microfoni crea difficoltà ai mass media, che riprendono bellamente le dichiarazioni dei nerazzurri a Inter Channel e proseguono indisturbati nel loro intento: alimentare il pattume ideologico da dare in pasto alla famelica bolgia degli indottrinati, che imperversa senza sosta.

Per la squadra di Mancini, l’arbitraggio di Rosetti in Inter-Udinese ha confermato il rischio di seri danni da “controsudditanza psicologica“. Due espulsioni precoci in altrettante partite, di cui, quella di Cesar, sancita da un doppio giallo nello spazio di un minuto. Due rossi che, oltre a lasciare la squadra in 10 uomini, hanno sconvolto i piani, la tattica e gli schemi del tecnico nerazzurro. Per non parlare del regolarissimo goal annullato ad Ibra, che “rilancia” le chances della Roma inseguitrice.

Un disastro su tutta la linea, l’arbitraggio di Rosetti, che una votazione grottesca ha insignito dell’Oscar del Calcio AIC 2007 nella categoria miglior arbitro. Un arbitraggio che peserà oltre il fischio finale: si veda il giallo assurdo a Ibrahimovic per un non fallo su Imler e il relativo rischio-squalifica alla vigilia di un confronto importante.

I giocatori dell’Udinese capiscono l’antifona e ci marciano: Quagliarella butta l’amo – anzi, si butta lui stesso a terra senza che Materazzi l’abbia neppure sfiorato. Rosetti fischia ogni 20 secondi, spezzettando la partita e innervosendo i giocatori in campo. Nettissima l’impressione che sia pesantemente condizionato dalle pressioni della settimana.

D’accordo: i nerazzurri sbagliano troppe occasioni. Ma non demordono. Eloquente il commento su Sky: “L’Inter sta giocando in 10 ma non si vede” (…) “Sono 10 in campo ma sembrano 11″.

Se a tutto questo aggiungiamo l’immaturità della nostra classe arbitrale e la generale malcelata soddisfazione per il secondo pareggio nerazzurro consecutivo, sarebbe auspicabile che i dirigenti dell’Inter ritrovassero velocemente la favella.

In un mondo mediatico in cui chi tace ha sempre torto, l’Inter, già in schiacciante minoranza d’opinione rispetto ai rossoneri di Berlusconi/Mediaset e alla Juve di Tuttosport, è chiamata a una presa di posizione forte per non soccombere. Non può pagare, l’eleganza, in un contesto di valori che la classifica come resa impotente: valori capovolti e storpiati che confondono vittime e carnefici, vedono salire al cielo i ragli d’asino e ribaltano ogni certezza. In questo capovolgimento di valori, la parola diventa d’oro e il silenzio d’argento.
Rimane lodevole il proposito dei giocatori nerazzurri di “parlare sul campo“. Sempre che non li buttino fuori prima.

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Inter sommersa dalla spazzatura mediatica

Pubblicato da ladycalcio su Venerdì, Gennaio 25, 2008

A Pianura, in confronto, sono dei dilettanti. Tale è la mole di spazzatura mediatica che ha sommerso l’Inter da quando, a suon di reti e di vittorie, si è involata dal resto della classifica. Non riescono a farsene una ragione, i mass media tendenziosi: la Vecchia Signora si è involuta a timida e inesperta signorina e il diavolaccio rossonero è riaffondato nell’inferno della classifica dopo il canto del cigno dell’ultimo trofeo di cartone. Alla “vecchia guardia” non è rimasta che la diabolica arma della suadenza tendenziosa, ultimo disperato tentativo di ribellarsi alla consapevolezza di essere dominata dagli “eterni perdenti” a lungo scherniti, di sopravvivere in un mondo che, capovolte le vecchie certezze calcistiche, è divenuto ostile e insopportabile. Eccola allora evocare il fantasma della “sudditanza psicologica” volto a indurre, per reazione, una controsudditanza psicologica che penalizzi l’Inter.

Come tutti i fantasmi, anche quello della “sudditanza psicologica” è figlio della suggestione. L’ultimo pretesto in ordine di tempo per materializzarlo è venuto dal rigore concesso dall’arbitro Gervasoni all’Inter al termine dell’incontro con il Parma. Non importa che lo stesso Couto abbia ammesso il tocco di mano al pallone, che Ancelotti e Galliani abbiano usato toni concilianti e cavallereschi nei confronti dei cugini: è caccia aperta alle streghe, con i mass media a puntare il fucile contro l’Inter. Studio Sport (Italia 1) si sbizzarrisce in un elenco di errori arbitrali che avrebbero favorito i nerazzurri e si spreca in paragoni da querela con la Juve di Calciopoli, raschiando il barile con un servizio di Antonio Bartolomucci che ripropone il goal di Cruz al Parma della scorsa stagione in pieno tempo di recupero. A TG Sport (RAi 3), nella copertina di Gianni Cerqueti, intitolata “Ci risiamo?”, si parla di “una tacca sulla credulità di un sistema che doveva e deve voltare pagina dopo gli inciuci, i miasmi, di un passato vicinissimo. La forza indiscutibile della squadra migliore dovrebbe risplendere di sola luce propria (…) Invece, quanto negato al Parma e quanto dato ai nerazzurri ieri sera è un colpo alla speranza di un calcio dove a fare la differenza sia esclusivamente la meritocrazia”. Il Corriere dello Sport titola “Scandalo Inter!” e parla di “rigore inventato per i nerazzurri”.
Per un attimo, ho provato a immaginare i titoli e i commenti dei mass media dopo un ipotetico Milan-Parma 2-1 originato da un rigore a favore dei rossoneri negli ultimi minuti e dal successivo vantaggio ad opera di Pippo Inzaghi o Kakà. “Grande Milan”, sarebbe stato il minimo comun denominatore delle lodi sperticate alle doti di recupero dei rossoneri, insieme a “Kakà, zampata vincente”, “Superpippo regala i 3 punti al Milan”, e via dicendo.

Alberto Brandi a ControCampo dopo Inter-Parma: “L’Inter giocava 11 contro 9… espulso Couto e un giocatore del Parma a bordo campo per rimediare a un infortunio”. La fotocopia di quanto accaduto tre giorni dopo in Inter-Juve di Coppa Italia dopo l’espulsione di Burdisso e lo scontro di gioco di Materazzi.

Una partita da cui l’Inter, a dispetto degli assenti e della schiacciante inferiorità numerica, è uscita pur sempre imbattuta. Per dirla con Berlusconi: “Più forti della sfortuna, più forti dell’invidida, più forti dell’ingiustizia”.

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Controcampo – KA-PA-RO, che vinca l’Inter non ci sto

Pubblicato da ladycalcio su Lunedì, Gennaio 14, 2008

Riprende il campionato e ControCampo Diritto di Replica apre l’anno nuovo con un’ora di lavaggio del cervello sui 5 goal del Milan al Napoli, sull’esordio di Pato e sul “trio meravigliao” KA-PA-RO. Riecco il solito copione hollywoodiano della sfilata dei trofei, con il “Berlusca” in mezzo al campo a sfoggiare sorrisi e slogan prestampati. “Padroni del campo, padroni del bel giuoco“, pontifica, fiero del giorno da leoni dei rossoneri (si fa per dire) dopo cento da pecora (e il resto mancia): otto mesi senza più vincere una partita casalinga di campionato, con una sola rete messa a segno a San Siro da fine agosto. Ora, con la cinquina al Napoli, al Milan sembra di aver espugnato il Santiago Bernabeo…

Ma l’ubriacatura mediatica non finisce qui. Attorno a mezzanotte, ora delle streghe e dei programmi TV contrari al buon costume, Alberto Brandi innesca la discussione dei presunti aiuti arbitrali all’Inter e lancia una scheda di Francesco Vecchi che, per rifarsi ai voti tanto cari alla trasmissione, merita un “inclassificabile” senza appello.

Il “la” di Brandi: “È cresciuto il partito di chi dice che l’Inter è un po’ agevolata dagli arbitri (…) qualcuno addirittura parla di nuova Juve. Senza naturalmente fare paragoni con la Juve malata, ma utilizzando la cosiddetta ’sudditanza psicologica’”.

Il testo integrale del servizio di Vecchi: “Dai tempi di ‘Ti amo Campionato‘ molte cose sono cambiate. Quest’anno, persino Elio sarà costretto ad ammettere che favori per la Juventus non ce ne sono più. È finita l’epoca del campionato che non è falsato anche se a lui era sembrato. Oggi il fischio arbitrale è uguale per tutti, e casomai, a ben vedere, è un po’ più uguale per l’Inter. Inter, regina spietata del campionato, alla quale, come ad ogni regina spietata, è sempre meglio dare ragione. Gliel’ha data Girardi, oggi contro il Siena, gleil’ha data Saccani contro il Torino, gliel’ha data Damato contro la Lazio. Tre rigori e molti dubbi, quasi come se la sudditanza psicologica fosse trasferibile di capolista in capolista. Almeno, così dev’essere, anche perché non è il caso di scomodare certi paragoni con la vecchia Juve e con quella sudditanza che poi tanto psicologica non era. E siccome ci fa ridere l’idea del Morattopoli, ci fermiamo a quello che è un dato di fatto e non un’illazione: i rapporti fra l’Inter e l’uomo in maglia gialla sono migliorati, molto migliorati. Un tempo, per esempio, il fallo di Cordoba su Del Piero sarebbe stato rigore, quello di Chiellini su Ibra no. Oggi, almeno, nessuno dei due è stato fischiato. Insomma, il passato è passato e l’Inter può così prendersi ciò che è giusto e a volta anche qualcosa di più. Quest’anno, infatti, a dare una mano all’Inter sono stati, dopo Moratti, Mancini, Ibrahimovic, Cruz, Cambiasso eccetera eccetera, anche gli arbitri e le loro decisioni, che sono state, fin qui, indubbio pro Inter. Così è successo, per esempio, contro l’Atalanta, contro l’Empoli e contro i difensori che hanno abbattuto colossi come Cruz ed Ibrahimovic con un soffio (!), un frontale o un girotondo (!). Eccesso di premura, dunque, ci è parso, da parte dei fischietti, soprattutto dal momento che gli uomini di Mancini se la sanno cavare anche da soli, come dimostra una classifica schiacciante e una distanza dalla Roma di tanto così, tipo, come direbbe Elio, delle dimensioni di Rocco Siffredi”.


Sorride compiaciuto, Brandi, tanto più che i successivi interventi degli ospiti in studio puzzano di ‘preparato’ lontano un chilometro. È la sagra dell’indottrinamento e della faziosità. Che l’Inter non solo vinca, ma domini, è durissima da digerire.

Luisito Suarez: “L’arbitro quando ti vuol fregare non ti frega col rigore – l’arbitro intelligente -, se no vuol dire che è una patacca!”. Proprio come questa serata di Controcampo.

Cosa dire? Che il Cavalier Berlusconi, che ancora ieri è intervenuto sul problema dello smaltimento dell’immondizia di Napoli, farebbe bene a cominciare da casa propria, ossia da certi servizi-spazzatura di Mediaset.

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CAMPIONATO: NUOVA STAGIONE, VECCHI PROTAGONISTI

Pubblicato da ladycalcio su Giovedì, Agosto 30, 2007

I mass media tornano a propinarci situazioni, commenti e personaggi da dimenticare

Le immagini più incresciose della prima di Campionato ci giungono da Parma e mostrano Silvio Baldini, tecnico del Catania, che rifila un calcio nelle terga al collega Domenico Di Carlo. Dopo un diverbio con quest’ultimo, Baldini perde le staffe, oltre che l’occasione per correre immediatamente a scusarsi davanti alle telecamere.

“Saloon a Parma”, titola La Gazzetta dello Sport, che riporta la seguente dichiarazione del presidente del Parma Tommaso Ghirardi: “Se fosse il mio allenatore, lo esonererei (…).” Leggi il seguito di questo post »

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