calcio e parole

altre parole sul calcio (di Monica Morandi)

Archivio per la categoria ‘Roma’

QUATTRO AMATRICIANE PER L’INTER

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, febbraio 6, 2012

Fra venerdì e sabato, commentando con alcuni amici le immagini del gelo e delle abbondanti nevicate che stavano mettendo in ginocchio l’Italia, parlando di Roma-Inter avevo sostenuto: “Questa partita non s’ha da fare“. La Capitale era in ginocchio, le auto impossibiltate a circolare, i cittadini in difficoltà.

Ma in difficoltà si era dimostrata soprattutto l’Inter, dopo le sconfitte subite a Napoli e a Lecce e il rocambolesco 4-4 contro il Palermo, senza contare l’affollamento dell’infermeria e lo scompiglio nei reparti causato dalla cessione di Thiago Motta e dal frettoloso innesto nei ranghi degli spaesati neoacquisti.

Al posto dei responsabili nerazzurri, avrei fatto di necessità virtù, approfittando dell’emergenza neve per ridare fiato a una squadra reduce da una partita ogni tre giorni e per riorganizzare uomini e schemi di gioco. Non sarebbe finita così. Al contrario, alla sola ipotesi di un rinvio, c’era già stato chi aveva puntato il dito contro i Prefetti di Milano e Roma, gridando alla disparità di trattamento: perché disputare Inter-Palermo sotto la neve e non Roma-Inter?

Serviti, Signori. Con quattro sostanziose Amatriciane che fanno suonare  i proclami comparsi  sabato 4 febbraio sul Sito Ufficiale nerazzurro come quattro sonori sberleffi. Così recitava inter.it alla vigilia del disastro:  “APPIANO GENTILE - Un’altra seduta di rifinitura per l’Inter prima di volare a Roma dove ad accoglierla ci saranno ancora freddo e neve, che non fermeranno però Javier Zanetti e compagni: allo stadio “Olimpico” vogliono vincere :lol: e questo si legge anche sulle loro facce…”

Riprendo la foto di Christian Chivu, con la faccia seminascosta da uno scaldacollo, sotto la quale si leggeva una didascalia che, a posteriori, si sarebbe  rivelata tutto un programma: “Il gesto di Chivu non lascia dubbi: l’Inter vuole la vittoria

Il risultato di un calcio fondato sui valori del dio denaro, degli introiti e dei diritti televisivi,  è un calendario in cui sarebbe stato pressoché impossibile inserire il recupero della partita.  Il risultato dell’incontro, figlio di questi valori, è un sonante 4-0 a favore della Roma.

Noi non siamo scesi in campo, è stato un blackout generale“, ha affermato Capitan Zanetti nel postpartita ai microfoni di Inter Channel. “Arrivavamo sempre in ritardo da tutte le parti“, gli ha fatto eco il compagno Cordoba.

In casa nerazzurra, le dichiarazioni del day after sono le stesse di sempre in casi del genere: “Dobbiamo analizzare, voltare pagina, lavorare sodo, ripartire con umiltà, guardare avanti con consapevolezza“…

La consapevolezza è quella di una squadra invecchiata e depauperata dei suoi migliori elementi dopo un mercato da brividi, nella quale Forlan non può sostituire Eto’o né Palombo Thiago Motta e in cui i vari Cordoba, Cambiasso, Zanetti & Co non possono giocare in eterno.  Le analisi sui moduli e sui cambi tattici sono perfettamente inutili. Ranieri non può che continuare a fare del suo meglio con gli uomini che (non) ha.

(La foto di Chivu è tratta da inter.it)

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LA ROMA BATTE L’INTER: IL PALLONE È ROTONDO

Pubblicato da ladycalcio su domenica, settembre 26, 2010

Si potrebbe dire che la Roma di stasera tutto è sembrata fuorché la penultima in classifica. Si potrebbe osservare che qualsiasi squadra gioca la partita dell’anno – per non dire della propria storia – contro l’Inter.  Si potrebbero prevenire i nostalgici di Mourinho e ricordare che anche Mou, l’anno scorso, perse all’Olimpico.

Si potrebbe liquidare l’analisi dell’incontro affermando che chi di ultimo minuto colpisce, prima o poi di ultimo minuto perisce, ossia che l’Inter ha perso come ha vinto tantissime volte: negli ultimissimi scampoli di partita, grazie alle provvidenziali insaccate di Eto’o, Sneijder o Milito.

Si potrebbero cercare attenuanti ai nerazzurri nelle defezioni di Zanetti e Samuel, nonché nei diversi giocatori incerottati, fuori forma o fuori registro e quindi, addentrarsi nel ginepraio delle delicate correzioni d’assetto che tali emergenze comportano nel complesso modulo dei nerazzurri.

Si potrebbe sposare la tesi di Ranieri, che nel postpartita Sky ha dichiarato che i suoi giocatori “ ci hanno creduto fino in fondo” e che la loro è stata “la vittoria della volontà”. O forse, mi sento di aggiungere, di un tipo di gioco senza un modulo prefissato, più consono ad essere affidato alle iniziative dei singoli.

Si dovrebbe obiettare, almeno en passant, che la vittoria della Roma è stata frutto di un grossolano errore dell’arbitro Morganti, che nei minuti di recupero ha invertito il calcio di punizione da cui è nato il tuffo di testa di Vucinic; peraltro, dopo aver graziato dal rosso Menez – e con lui, la Roma reduce da una settimana di pubblici pianti. Si potrebbe affondare il coltello e invitare a immaginare il fair play :D nelle reazioni dei giallorossi se l’errore fosse stato commesso a favore dell’Inter.

Si potrebbe imputare la sconfitta dell’Inter alla difesa orfana di Samuel, affidata a un Lucio acciaccato e scarsamente affiatato con il compagno Cordoba (comunque autore di ottimi interventi), oltre che alla poca concretezza in conclusione delle punte nerazzurre.

Si può senz’altro complimentarsi con la linea difensiva della Roma, che con Riise e Burdisso ha frenato le incursioni degli avanti nerazzurri, e con Vucinic, tranne che per aver divelto a calci i tabelloni pubblicitari a bordocampo dopo il goal.

Da parte interista, si potrebbe recriminare che un pareggio sarebbe stato più giusto e avrebbe meglio rispecchiato l’andamento dell’incontro.  Si potrebbe infine mandare a quel paese dibattiti e analisi tecnico-tattiche e sentenziare semplicemente che il pallone è rotondo. Un detto nato non a caso, se è vero che la penultima in classifica riesce a battere i Campioni d’Europa.

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TOTTI FA SLITTARE LA FESTA DELL’INTER

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, maggio 10, 2010

Che sarebbe stato un pomeriggio di “colpi”, e non soltanto di scena, l’avevo già presagito fuori dallo Stadio Meazza. In leggero ritardo, nel fiondarmi verso i cancelli d’ingresso fra la ressa, mi ero scontrata frontalmente, in piena corsa, con un ragazzone con indosso la maglia nerazzurra numero 23. 8O

No, non era il vero Matrix (buon per me, o piuttosto …  per lui? :D ), ma soltanto un suo nerboruto sostenitore.  Quando un siparietto ricalca i casi della vita! ;-)

In seguito, per qualche altro arcano disegno, il pomeriggio sportivo dell’Inter era andato di pari passo con le condizioni atmosferiche: per oltre un tempo della partita, iniziata con il sole, era sembrato che il 18° scudo fosse già cucito sulle maglie nerazzurre: l’atmosfera a San Siro già di festa, l’Inter in vantaggio, e poi, a poco più di un quarto d’ora dalla fine, quell’improvviso  rumoreggiare sugli spalti, con 120.000 occhi incollati in spasmodica attesa al tabellone luminoso. I giocatori sul campo capiscono che qualcosa sta succedendo. Arriva la conferma:  Roma-Cagliari 0-1! È un boato, un’emozione, uno sventolio di bandiere nerazzurre.

Per un attimo, gli uomini di Mourinho si disuniscono e si fermano. La distrazione costa loro il terzo goal del Chievo, ma per una volta, il pubblico li perdona. Basta solo non prendere il quarto… D’improvviso, quasi per un presagio, il cielo si fa scuro e si alza un vento freddo. Gelidi, per contro,  sono i “venti” provenienti dalla Capitale: in una decina di minuti, la Roma ribalta il risultato e vince.

San Siro è spazzato da una pioggia che bagna i tifosi e le illusioni di una festa anticipata. Dopo il fischio finale, è il fuggi fuggi generale.

TOTTI:DA PUPONE A FEMMINUCCIA?

Ci risiamo. Prima scalciano, insultano e ne fanno di tutti i colori, poi si presentano angelici con la mogliettina sorridente e i bambolotti in braccio, come se l’ostentato, gettonatissimo  idillio del bravo paparino passasse di diritto un colpo di spugna su qualsiasi malefatta. Scene da pantofolai, che nel calcio non vorremmo mai vedere. Come quella di un capitano pseudogladiatore che davanti a tutto il mondo si mette il dito in bocca come un lattante. Zeru virilità!

Tornando al calcio (che è meglio), la Giustizia Sportiva non si è fatta commuovere dall’Asilo Mariuccia e gli ha rifilato 4 sacrosante giornate di squalifica per il calcione a Balotelli.

MARIOOO! E STAVOLTA LUI “RISPONDE”

A proposito di Balotelli... Dopo Inter-Bologna avevo scritto che Supermario, al termine del riscaldamento, era uscito dal campo a testa bassa, senza degnare della minima attenzione un bimbo che l’acclamava. Stavolta,  nell’analoga occasione, “Balo” ha applaudito e sorriso ai tifosi…

SUPER-COREOGRAFIA. Infine, un complimento alla Curva Nord per la bellissima coreografia di cui è stata protagonista al momento dell’ingresso in campo delle squadre.

Il gran finale è rimandato a Siena, all’ultima di campionato.

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Le guerre romane

Pubblicato da ladycalcio su venerdì, maggio 7, 2010

Dopo il sorpasso della Roma in campionato, avevo scritto che sulle radio private imperversava Antonello Venditti. Per tutta risposta, dopo la carneficina dell’altra sera all’Olimpico, un oltranzista nerazzurro mi ha fatto sapere di aver rispolverato “Milano e Vincenzo” e “A Voi Romani“, due vecchi brani “spinti” di Alberto Fortis censurati da gran parte delle emittenti radiofoniche alla fine degli anni ’70.

Non è il caso. Ma anche senza spingermi così in là, mi riesce difficile definire Inter-Roma, finale di Tim Cup 2010, uno spettacolo di sport. Più che una partita di calcio, mi è sembrata una guerra, all’ultimo sangue e senza esclusione di colpi. Una guerra annunciata e dichiarata sin da Lazio-Inter di domenica scorsa. Sul campo di battaglia, i nerazzurri lasciano Sneijder e Cordoba. Dal campo l’Inter esce meritatamente con il trofeo, contesole a suon di colpi bassi da una Rometta sconfitta dalla Beneamata nel gioco e da se stessa nell’onore.

Verrebbe innanzitutto da domandarsi perché alla Roma sia stato concesso il vantaggio di giocare all’Olimpico. La “cornice” dell’incontro l’hanno vista (e udita) tutti: l’inno romanista suonato prima dell’incontro, il laser in faccia a Mourinho e poi calci, pugni e spintoni da parte dei giallorossi, che avrebbero richiesto, da parte del Sig. Rizzoli, più gialli e più rossi intesi come cartellini. Al contrario, per vedere un’espulsione si sono dovuti attendere i vergognosi calcioni del recidivo Totti a Balotelli. Una figuraccia per il Capitano candidato alla Nazionale Azzurra e una vergogna – questa volta è il caso di dirlo – per lui e per la squadra di Rosella Sensi.

Sul piano del gioco, è la solita Inter incontenibile nelle ripartenze, che va a segno con Milito e sfodera un formidabile Maicon. La Roma non riesce a prenderle le misure e per di più, si mangia due goal già fatti con Juan e Vucinic. Il resto è solo frustrazione giallorossa e relativo scadimento al di sotto di ogni limite.

Adios, mister?

L’Inter, come al solito, non riesce a non metterci del suo. Oriali si fa espellere per la millesima volta, Mou pretende di rivedere il fuorigioco di Milito su un monitor a bordocampo. Si rinfocolano intanto le voci  su un suo possibile addio a fine stagione, che Ladycalcio aveva già dato per certo nonostante la notizia del prolungamento del contratto.

Come se non bastasse, le dichiarazioni del mister sulla Roma e  sull’incontro contro il  Siena rischiano ora di avere pesanti strascichi.

Solo una comunicazione di servizio?

Dopo un paio di annetti di astinenza, torna a parlare nel postpartita di Inter Channel Marco Materazzi :-) . Si è riconciliato con il microfono di Roberto Scarpini? “Son solo venuto stasera perché ho sentito voci strane che ci davano per prepotenti, per gente che mette pressione all’arbitro (…)”. D’accordo che Matrix, dopo tutte le botte prese in partita, ha tutti i diritti di lamentarsi, ma … i suoi fan devono intendere il gradito ritorno solo come una semplice … “comunicazione di servizio”? :-(

Le belle immagini di Inter Channel

A proposito di Inter Channel, il postpartita offerto agli abbonati è di ottima qualità, con simpatiche interviste a caldo e immagini esclusive dagli spogliatoi e dall’aereo ;-) dei nerazzurri. Una sicura gioia per i collezionisti!

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LAZIO-INTER: HA PERSO LO SPORT

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, maggio 3, 2010

5 maggio 2002: Lazio-Inter 4-2.

2 maggio 2010: Lazio-Inter 0-2.

DUE PAGINE NERE PER IL CALCIO ITALIANO.

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La Roma piange il controsorpasso

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, aprile 26, 2010

La Roma piange. I proclami populistici e un po’ provinciali dei giorni scorsi vengono di colpo spazzati dalle due bordate che la Samp rifila alla squadra di Ranieri, ricacciandola al secondo posto in classifica. Riassumerò la serata e il suo significato in cinque semplici osservazioni:

1) La Roma va in vantaggio con Capitan Totti, costruisce una robusta mole di gioco, ma paga salata la ridda di occasioni gettate al vento. L’incapacità di chiudere la partita le costa la rimonta e la vittoria della Samp sul suo terreno (1-2) e il controsorpasso dell’Inter in classifica.

2) La telecronaca di Massimo Mauro su Sky è vergognosamente improntata ai colori giallorossi: Mauro si tradisce nel tono della voce, nel tenore dei commenti (incentrati sui correttivi tecnico-tattici che la Roma dovrebbe apportare al suo gioco per prevalere), sui calcoli (in tono di auspicio) dei possibili inciampi dell’Inter nelle prossime gare. Al 2° goal dei doriani, Mauro addirittura tace e da quel momento, si spegne. No, un professionista a cui viene affidato il commento del big match di campionato, non può permettersi di  scadere così platealmente nel tifo. Posso solo immaginare, domani, il fioccare delle proteste al suo indirizzo. Per favore, chi di dovere provveda…

3) Nel dopopartita, Rosella Sensi è protagonista di un piagnisteo in diretta Tv (Sky). Vicina alle lacrime, recrimina contro una non meglio precisata “conduzione inadeguata” dell’incontro. Intendeva dire conduzione arbitrale? Anche qui, siamo su livelli inaccettabili. Sull’ episodio di Vucinic agganciato da Storari, sulla trattenuta di De’ Rossi e sulla mano di Zauri possiamo discutere, non certo su un presidente e amministratore delegato di Serie A che si presenta ai microfoni rasentando il pianto. Mi dispiace dirlo come donna, ma confermo l’impressione che ho da sempre della Sensi: un personaggio fragile, in perenne disagio e non all’altezza del ruolo che riveste.

4) La Roma non dimostra un grande carattere.  D’accordo che i giochi sono nuovamente nella mani dell’Inter e che la Lupa ora è costretta a sperare in un passo falso dei nerazzurri, ma la reazione a caldo dei protagonisti giallorossi non mi è parsa esattamente da campioni. Comprendo la delusione e il morale basso del dopopartita, ma le dimostrazioni di  carattere sono tutt’altra cosa.

5) Il più saggio è Luca Toni, che dchiara a Sky:Siamo talmente tristi e rammaricati, che più parliamo e più diciamo cattiverie. In queste serate è meglio cercare di ripartire e non dire troppo”.

Con tutto ciò, nulla è deciso.  Anzi, il campionato è più che mai aperto e pare intenzionato a rimanere avvincente fino all’ultima giornata…

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Ranieri mette a tacere Mourinho

Pubblicato da ladycalcio su martedì, aprile 13, 2010

Era da lungo tempo nell’aria. Il sorpasso della Roma in vetta alla classifica si respirava come si respira l’arrivo della primavera: la stagione in cui da sempre, secondo gli arcani cicli del divenire, si risvegliano le forze della natura e si addormentano quelle dell’Inter.

Le masse d’aria gelida di matrice russa che in questi giorni stanno spazzando Milano si scontrano con i venti dei processi a Calciopoli e con le masse d’aria provenienti dalla Spagna: correnti apportatrici di instabilità sotto forma di pensieri al Barcellona e, soprattutto, sotto forma di dubbi sul futuro di Mourinho.

Dopo il sorpasso, sull’Inter si addensano le nubi. È d’obbligo premettere che non vi è nulla di definitivo.  Già la prossima giornata potrebbe farci vivere il controsorpasso. La Roma, fino a ieri inseguitrice, dovrà infatti dimostrare di sapersi gestire anche nel più delicato ruolo di capolista (dunque, di inseguita), con la carica nervosa che l’impresa comporta.

Fatta questa precisazione, mi associo ad Alberto Cerruti (La Gazzetta dello Sport) e alla sua dichiarazione di questo pomeriggio su Sky Sport 24:Comunque vada, Ranieri è il grande vincitore”. Proprio lui, il “vecchietto” denigrato dal sapientone Mourinho, quello che non ha mai vinto nulla, quello che non spiaccica una parola d’inglese, quello degli “zero tituli”: ebbene, proprio lui, rischia ora di fregare il titulo allo Special Arrogant.

Anche se così non dovesse essere, Mou e la sua corazzata stile Paperon de’ Paperoni si ritrovano comunque nell’umiliante condizione di dover dipendere dagli errori di una compagine in cui, fra gli altri, militano giocatori scartati dall’Inter, quali Burdisso e Pizarro. L’ho già scritto: comunque finisca la lotta al titolo, Mourinho ha già perso.

Gli scarni 22 punti collezionati dai nerazzurri nei primi 14 incontri del girone di ritorno – contro i 35 incamerati nelle prime 14 partite d’andata, non sono un’opinione. Sono un dato di fatto. Sono, per come la vedo, il risultato di una pessima gestione delle risorse fisiche della squadra da parte di Mou, improntata ad assurde logiche di grandeur anziché ai principi della fisiologia dell’allenamento e del recupero: dispendiosi viaggi transoceanici a inizio stagione (preparazione estiva negli USA, Finale di Supercoppa Italiana in Cina), mancanza di turnover, fasi post-gara gestite a suon di doppi turni di riposo, in assenza di sedute di recupero attivo,  come non avverrebbe neppure nella squadra dell’oratorio.

È lo Special One quello che curerebbe i dettagli? Beh, in una squadra già in apnea proprio non comprendo il doppio viaggio a Firenze nel giro di meno di due giorni, quando fra un incontro di campionato al sabato sera e uno di Tim Cup il lunedì successivo si potrebbero ragionevolmente ipotizzare una seduta di scarico e una di rifinitura…

Mou- il grande comunicatore :D – tace. Mou – il grande comunicatore :D   – sembra non essere più capace di aprir bocca senza combinare disastri.  Mou, secondo la sua claque così bravo a scaricare la tensione dalla squadra :D e ad attirarla su se stesso, con i suoi numeri sta “ingraziando” ai suoi uomini e alla Società l’intero universo mediatico, raccogliendo con gli interessi la tempesta  seminata sotto forma di vento. Mou – lo Special One :Dè perdente anche sul piano della personalità, permalosa e stizzosa. Mou, pagato fior di milioni, per uno stipendio che ritengo scandaloso, dovrebbe avere almeno il coraggio – e il dovere – di presentarsi alle conferenze stampa. Invece, gli si permette di non farlo.

L’Inter candidata al trono d’Europa sarà anche maturata sul campo, ma consentendogli un silenzio mediatico lungo mezzo girone di ritorno, dimostra una totale immaturità a livello dirigenziale. Forse, con questo atteggiamento dimostra anche la frattura insanabile creatasi fra l’ambiente e il suo tecnico. Per quanto mi riguarda, fornisce l’ennesima conferma a una mia radicata certezza: il prossimo addio di Mou all’Inter, annunciato da sirene spagnole. Nel momento più delicato della stagione nerazzurra, era proprio l’allarme che mancava!

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Non sparate su Julio Cesar

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, marzo 29, 2010

Domenica mattina, facendo zapping in auto, ho notato che sulle radio private imperversava Antonello Venditti. Sarà stato un caso?
Che la Roma “abbia già vinto” è una convinzione dei tifosi giallorossi, ancora tutta da dimostrare. Al contrario, che l’Inter stia perdendo colpi a ripetizione è un dato di fatto. Se il vantaggio di 14 punti sui capitolini si è sciolto come neve al sole riducendosi a + 1, significa che nella truppa di Mourinho qualcosa non funziona.
Per favore, non facciamo del povero Julio Cesar il capro espiatorio della sconfitta dell’Olimpico. È vero che “Giulione” non sta bissando la smagliante stagione dello scorso anno, ma è anche vero che nell’arco di tutto il campionato ha sventato palloni chiave fruttati all’Inter non pochi punti in classifica. Innanzitutto, riconosciamogli sportivamente  il coraggio di essersi presentato ai microfoni dopo la papera dell’altra sera, la quale, plateale quanto volete, è soltanto lo specchio del momento no dell’Inter sul piano atletico e nervoso. Del resto, la ridda di gialli e la vergognosa scarpata di Chivu a Luca Toni non sono un’opinione.

Il nervosismo in casa nerazzurra si respira nell’aria e il grande condottiero Mourinho, che ora come non mai sarebbe chiamato a dimostrare le sue doti di Special One nella gestione delle situazioni difficili, sta perdendo la bussola.
La sua Inter è scossa dal caso Balotelli, il “vecchietto” Ranieri degli “zero tituli” gli ha dato la paga nel confronto diretto e certe sue dichiarazioni boriose rischiano di trasformarsi in clamorosi boomerang. Il prolungato silenzio stampa voluto (o avallato?) dalla Società, grottescamente interrotto a più riprese da dirigenti e giocatori, assume sempre più i connotati dell’incapacità di comunicare da parte di chi era stato definito “il grande comunicatore”. Il “grande comunicatore” glissa sull’1-1 di Milito in fuorigioco stratosferico – e gli conviene – , ma c’è da giurare che se un goal da quella posizione fosse stato convalidato alla Roma, Mou avrebbe rotto il digiuno verbale e lanciato strali all’universo intero. Il suo rapporto con l’Italia è ormai compromesso e le sirene madrilene che si inseriscono sempre più prepotentemente nel suo futuro non giovano certamente alla serenità dell’ambiente nerazzurro.
E come ho scritto tante volte, quando le cose cominciano a girare storte, tutto va a rovescio: gli stessi palloni che a inizio campionato entravano in rete, ora finiscono sul palo o sulla traversa, con l’aggravante dei cartellini pesanti che sabato contro il Bologna condizioneranno la formazione nerazzurra.
Intanto, nel match casalingo contro la Lazio, il Milan decimato dalle assenze ha perso la seconda grande occasione per tentare un prossimo aggancio in testa alla classifica. E anche se l’Inter viene regolarmente graziata dall’incapacità altrui, a prescindere dall’esito del campionato Mou ha comunque già perso. La sua Inter dalla rosa megagalattica si è involuta nel gioco, negli schemi e nei comportamenti dentro e fuori dal campo: potrà anche vincere il torneo grazie alla pochezza altrui, ma è palesemente “scoppiata”. A mio avviso, vittima di una deficitaria preparazione atletica e di una cattiva gestione del turnover e del recupero muscolare.
La Gazzetta dello Sport parla finalmente di “resa atletica più che psicologica”. Su Sky, Fabio Caressa definisce l’arrembaggio finale alla carlona di Mou con il 4-2-4un rischiatutto”, Beppe Bergomi vede un’”Inter nervosa” e “proteste troppo plateali”.
Quanto alla tenuta nervosa del mister, mi sembra ancor peggiore di quella dei suoi uomini, come dimostrano i continui “numeri” a bordocampo.

Arriva il finale di stagione e a dispetto della grandeur di Mou, dei suoi moduli, dei suoi schemi, delle sue sedute a porte chiuse, della caterva di milioni sborsati da papà Moratti, della rosa megagalattica della Beneamata e degli show e delle sparate del suo mister, lo scenario è identico agli anni passati: arriva la primavera e l’Inter si scioglie.
È la solita rimonta delle inseguitrici, è la solita involuzione del gioco, è la solita sofferenza per i tifosi.

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QUELLA DESIGNAZIONE DI TAGLIAVENTO PER ROMA-MILAN…

Pubblicato da ladycalcio su venerdì, marzo 5, 2010

Una sfida al buon senso? Una prova di forza davanti all’opinione pubblica? Oppure, semplicemente, l’elargizione di una chance di riscatto dopo il disastro di Inter-Sampdoria?

Sono alcuni degli interrogativi sollevati dalla designazione di Paolo Tagliavento a direttore di gara di Roma-Milan, anticipo di campionato di domani sera: guarda caso, lo scontro diretto fra le inseguitrici della capolista Inter,  che in caso di sconfitta dei nerazzurri contro il Genoa, potrebbe riservare al Milan la chance di arrivare a -1 dai cugini …. Strana coincidenza, vero?

Sono dell’idea che Collina, sull’attuale corso delle designazioni arbitrali, ci dovrebbe qualche spiegazione…

Le designazioni: un punto dolente. Innanzitutto, a causa della penuria di fischietti validi, le partite di cartello finiscono sempre per essere dirette dagli stessi arbitri. L’alternativa, consistente nel dar fiducia alle nuove leve, ci ha già riservato spiacevolissime sorprese. C’è chi invoca il ritorno al sorteggio, “soluzione” che nell’immaginario collettivo rievoca tuttavia vecchi fantasmi di brogli e combines. Dopo Calciopoli, la fiducia nelle istituzioni sportive è incrinata, per non dire che non esiste più.

E se in questi giorni si parla di introdurre la tecnologia a supporto del ventitreesimo uomo sul terreno di gioco, mi sembra evidente che, a prescindere dalla moviola in campo, non si possa uscire dal problema arbitri senza la necessaria trasparenza.

Senza fare un processo alle intenzioni di nessuno, non credo che la designazione di Tagliavento per il big match dell’Olimpico sia stata una scelta felice. Nella migliore delle ipotesi, la definirei poco accorta, poiché dubito che il fischietto di Terni,  benché armato dei migliori propositi, sarà in grado di arbitrare serenamente. Come potrà non sentirsi sotto pressione dopo la valanga di critiche che lo ha investito nelle ultime due settimane?

Immaginiamo per un attimo che Tagliavento, in ottima fede, prenda una decisione sbagliata risultante in un  “regalo” di tre punti al Milan…  Non occorre andare oltre.

Mi domando: Collina non avrebbe fatto meglio a rimandargli la prova d’appello?

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Ranieri fa il piagnone

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, novembre 9, 2009

Sarà la scuola Juve, sarà che ha già assorbito lo stile lagnoso che regna alla corte di Rosella Sensi. Fatto sta che stavolta do ragione in pieno a José Mourinho, che interpellato sulle dichiarazioni di Claudio Ranieri dopo il pareggio di ieri sera fra Inter e Roma, ha detto:Senza sapere quello che lui ha detto, sicuro che ha pianto”.

Anche volendo pensare a uno sfogo a caldo in un momento di frustrazione (forse per aver mancato il colpaccio di battere i nerazzurri a San Siro?), è oltremodo arduo comprendere e giustificare l’invettiva contro i giocatori dell’Inter sortita ieri sera nel dopopartita dal mister romanista ai microfoni Sky. Eccone alcuni stralci, comprensivi di strafalcioni:

“(La Roma, ndr) è stata picchiata tanto, (i giocatori dell’Inter, ndr)  hanno fatto il doppio dei falli che abbiamo fatto noi… ma insomma, la prossima volta dobbiamo venire con le corazze… ne abbiamo prese tante, ne abbiamo prese! Lui (Mourinho, ndr) si lamenta sempre… come andavamo via a centrcampo, falli sistematici, tattici… se non si ammoniscono e non si buttano fuori gli avversari, continuano a farlo: sono grossi, potenti e prepotenti. Se glielo permettiamo, loro se ne avvantaggiano.”

“Sì, (De Rossi, ndr) dovrà essere operato. Ringraziando Vieira (recatosi negli spogliatoi per scusarsi, ndr), lo confermo. Lui con i gomiti alzati ci salta spesso e volentieri, in Inghilterra veniva buttato fuori…”

“Se ci va bene anche il primo contropiede, a quest’ora (l’Inter, ndr) sta piangendo… :-)   La Roma ha cercato di far gioco, l’Inter si è buttata là davanti ma non ha fatto nulla”.

“Quello che volevamo fare era ripartire ogni volta, però hai visto che quando ripartivamo, insomma, era sistematico il fallo per interrompere la nostra  azione… Diventa difficile eh, con tutte le assenze che hai, con tutte le problematiche che un allenatore ha, viene a giocare contro l’Inter, per cui, se (Mourinho, ndr)si lamenta…”

“Quando una squadra cerca di venir via con fraseggi rasoterra e sistematicamente gli :-) viene fatto fallo, ‘somma, una volta, due, gli arbitri dicono che cercano di capire il senso del gioco e tutto… Ecco, qui c’era una squadra che giocava a calcio contro un’altra che non ha giocato a calcio, che ha sistematicamente fatto falli tattici per non farci ripartire, per cui era difficile, onestamente”.

“Io sono molto soddisfatto del gioco che ha prodotto la squadra . Certo che uno vuole sempre di più. Vorrebbe appunto che quando parte in contropiede, riesce a portarli a termine :-) . Se non ci siamo riusciti non credo che sia stato per il nostro gioco, ma credo che sia stato fatto proprio  un gioco scientifico: ogni volta che andavamo via in palleggio venivamo sempre atterrati – o da davanti o da di dietro :-) ”.

“È proprio che ogni volta era sistematico. Noi partiamo, cerchiamo di andare in contropiede (…) tu gli riparti :-) giocando a calcio e loro in difficoltà ti buttano giù…insomma questo questo questo… è un gioco sistematico, per cui va punito (e un allenatore che fa simili dichiarazioni, non andrebbe deferito? ndr).

C’è poco da fare, (l’Inter, ndr) è una squadra fisica, tanto di cappello, però, insomma, contro una squadra tecnica che la mette in difficoltà bisogna che l’arbitro debba privilegiare :-) :-) chi cerca di giocare a calcio”.

Comprensibile l’imbarazzo di Massimo Mauro e dello studio Sky, stando ai cui dati, l’Inter avrebbe effettivamente commesso il doppio dei falli della Roma (26 contro 13). È stata una brutta Inter, siamo d’accordo. L’ha ammesso in tutta onestà lo stesso Mourinho. Un Mourinho impeccabile, quello che ha parlato ieri sera nel dopopartita Sky. Un Mourinho che, a onor del vero, questa volta mi è piaciuto: per la pacatezza con cui si è espresso, per l’onestà nell’analisi sulla deludente prestazione dei suoi uomini… Non da ultimo, per il modo sincero e immediato con cui ha affrontato il discorso su Balotelli.

Eppure, Ranieri ha trovato ugualmente da ridire: “Lui (Mourinho, ndr) è grandioso; lui è grandioso perché la gira e la rivolta e c’ha sempre ragione.” Dulcis in fundo: “E mi sorprende che Mourinho si lamenti dell’arbitro. Eh, veramente, non c’è più religione…”.

Ranieri ce ne ha dato dimostrazione.

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