Far rimarcare una volta di più che “io l’avevo detto”, “io ci avevo visto bene” (mentre tutti gli altri avevano le fette di salame sugli occhi), potrebbe suonare noioso e ripetitivo. Mi sembra di cadere nello scontato, tanto i fatti mi danno ormai inequivocabilmente ragione. Ma per quanto tempo mi avevano dato della visionaria? Per quanto tempo abbiamo dovuto sorbirci i titoli a caratteri cubitali sul “grande Milan”, la squadra più blasonata dell’universo?
Cade sempre più in basso, il Diavolo, dalle stelle del logo della Champions League alle stalle dei suoi attuali valori calcistici : 12° posto in classifica, a – 7 dai cugini nerazzurri (quelli che “non vincevano mai”), 6 goal in 9 partite, pareggio in extremis contro l’Atalanta ultima in classifica rimasta in dieci e grottesca sconfitta casalinga europea contro lo Zurigo.
Il tonfo che nell’odierna edizione di Studio Sport (Italia 1) delle ore 13.00 ha ispirato al supertifoso rossonero Carlo Pellegatti un’“imbarazzante riflessione”: “Lo Zurigo ha perso 3-2 contro il Bellinzona, penultima nel campionato svizzero (…), portando il suo passivo a 23 reti prese in 12 partite.“Recentemente, si è salvato una sola volta: contro il Milan”.
Galliani ha perso i capelli ma non il “vizio” che è costato la rovina alla Società di Via Turati: crogiolarsi nel passato senza voler guardare in faccia né il presente, né il futuro. Su Sky, nel pre-partita di Milan-Zurigo, si era gongolato alle parole di Florentino Peres, che sogna di giocare la finale di Champions League contro il Milan al Bernabeu e che, come i bambini, si è appassionato alla squadra rossonera perché ha vinto tanto.
L’amministratore delegato di AC Milan era andato in brodo di giuggiole: “Pochi sanno che il Milan ha 18 trofei internazionali - e 15 invece il Real . Molti mi accusano di continuamente ripetere questa storia, ma sono quelli che non li hanno vinti e che non sanno la fatica che si fa per vincerli, quindi io sono molto molto orgoglioso e continuerò a ripeterlo per l’eternità, voglio dire, anche perché ricordiamoci che questo ciclo… qualcuno ci dice perché non cambiamo i giocatori… perché è difficile cambiare giocatori che dal 2002-03 al 2007-08 fanno 3 finali, semifinali, quarti di finale, vincono sempre loro il girone… è difficile, e quindi… quindi, bisognerebbe queste cose anche capirle”.
Nell’attesa di veder scendere in campo l’inedito Milan 2040-41 con le stampelle e le barbe bianche, ripeto a mia volta “per l’eternità” che alla Champions League 2006-07, conclusasi con un finale di commedia “a braccio” di Pippo Inzaghi, il Milan non avrebbe neppure dovuto partecipare.
Ora, per quanto in casa rossonera ci si sforzi di ignorarli, gli ingredienti della crisi in grande stile ci sono tutti: silenzio stampa (effettivo anche se smentito), pareggio in extremis contro il fanalino di coda del campionato su pietoso intervento della dea bendata, il malcelato rimpianto, da parte dei tifosi, di non aver perso e di veder quindi rimandato il siluramento del povero Leonardo, l’incombere dei nomi di Filippo Galli e Billy Costacurta fra i prossimi candidati alla panchina rossonera, lo spettro “zona retrocessione” sussurrato in sordina, per non farsi sentire neppure da se stessi, le voci di una cordata straniera che intenderebbe acquistare la Società, e via dicendo.
Ora, il Milan è atteso dal Real Madrid, dalle conseguenze del caso Fininvest-Mondadori (che rischia di azzerargli le residue risorse finanziarie) e da un percorso di rinnovamento sportivo e societario tutto in salita. Per affrontare tuto questo, non basta certo suonare la musichetta della Champions negli spogliatoi, come fa Galliani…
PS – IO CI AVEVO VISTO CHIARISSIMO GIA’ NEL MAGGIO 2007, ANCOR PRIMA DELLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE. CHI AVESSE LA MEMORIA CORTA, PUO’ RILEGGERE IL MIO “PEZZO PROFETICO” E IL SUCCESSIVO ARTICOLO CENSURATO AI SEGUENTI LINK:
Pezzo profetico:
http://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/milan-campione-d%E2%80%99europa-2007-fu-vera-gloria-2/
Pezzo censurato: