calcio e parole

altre parole sul calcio (di Monica Morandi)

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4-2! L’INTER VINCE LA STRA(MA)CITTADINA

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, maggio 7, 2012

Questa sera, durante il primo tempo del derby milanese, ho constatato un grave vuoto nei regolamenti del calcio: dovrebbero prevedere l’espulsione dell’arbitro (e come vedremo, non solo). Lancio la proposta per il futuro, ma per il Sig. Rizzoli visto a San Siro, sarà sempre troppo tardi. Dopo diversi interventi arbitrali da “giallo”, il rosso per il 23° uomo in campo sarebbe dovuto scattare sul rigore inesistente concesso al Milan per un intervento nettamente sulla palla di Julio Cesar, alla 300^ in maglia nerazzurra.

Su Sky, Fabio Caressa definisce l’incontro “una corrida”. Ma la pazza Inter di Stramaccioni ha la meglio anche sugli errori arbitrali.

Nel 2° tempo, i petardoni che scuotono San Siro annunciano i botti veri e propri sul campo, che culminano con l’avvincente tripletta di Milito e il tiro-capolavoro di Maicon, per un 4-2 finale che fa pienamente onore alla coreografia della Curva Nord: una gigantesca Madonnina con la scritta “Ti te dominet Milan”.

Muntari accarezza, sulla maglia, lo scudetto che sta per cambiare città: a Torino, la Juventus festeggia il suo 28° titolo.  E qui, dovrebbero scattare altri due rossi:  uno per la Dirigenza bianconera, che per bocca del suo AD  Beppe Marotta  parla di 30 scudetti, in una polemica desinata a non finire mai.

Il terzo rosso della serata spetterebbe a Ilaria d’Amico e al team di SkySport1, autori di un postpartita – anch’esso senza fine – condotto come peggio non si sarebbe potuto. Chi dopo l’esaltante successo dell’Inter desidera ascoltare le dichiarazioni di mister Stramaccioni, deve subirsi l’ubriacatura coatta della festa-Scudetto della Juve, con il solo intermezzo dell’intervista ad Allegri. Di “Strama” neanche l’ombra, così come di un briciolo di par condicio…  Mezza Milano rimpiange i vecchi tempi in cui si potevano subissare di proteste i centralini delle TV.

STRAMeritatissima la vittoria nerazzurra, frutto del lavoro di un giovane tecnico capace di motivare una truppa fisicamente stanca infondendole la mentalità giusta per giocarsi la partita dell’orgoglio, incurante dei giochi di classifica altrui. Una partita che ha regalato spettacolo ed emozioni grandi: dal saluto a Ivan Cordoba dopo 13 anni in nerazzurro, ai rocamboleschi capovolgimenti di fronte.  Caressa dopo il 3-2: “Il campionato finisce qui, sul destro di Milito”. La qualificazione per la Champions League è ancora aperta.

(Foto tratta da inter.it)

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CASO MATERAZZI: AVVISAI L’INTER

Pubblicato da ladycalcio su domenica, aprile 22, 2012

Caro lettore, se non sei a conoscenza dei precedenti, leggi prima il post al link seguente:

http://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

Non l’avevo mai rivelato, ma lo faccio ora. Perché non informasti l’Inter?” mi viene ripetutamente domandato in merito alla brutta telefonata che ricevetti da Marco Materazzi  nell’autunno 2008 dopo avergli inviato in regalo un articolone in suo sostegno frutto di 6 mesi di lavoro.

In realtà, fu la prima cosa che feci. Fu soprattutto una questione di rispetto verso la Società FC Internazionale prima di rendere pubblico l’accaduto, consapevole che questo avrebbe significato “coinvolgere” alla grande persone e istituzioni ad essa collegate (che non sarebbe mai stata mia intenzione tirare in ballo). “Perché non ne ha parlato prima con noi? Avremmo sistemato la cosa!”,  avrebbero potuto  giustamente risentirsi i responsabili nerazzurri. Non fu così.

Dopo la telefonata di quel Matrix così strano e inspiegabilmente impaurito nei miei confronti, condita dal deleterio intervento della moglie Daniela, concessi invano a Marco qualche giorno di tempo per rivalutare il tutto a mente fredda, rivedere le parole e gli atteggiamenti che mi avevano offesa e risolvere l’equivoco “inter nos” , nel più assoluto riserbo.  Non accadde nulla.

Tramite un lungo colloquio telefonico, misi dunque al corrente dell’accaduto FC Internazionale. Preferisco non rivelare l’identità del mio interlocutore, ma per rendere l’idea, trattasi di un rappresentante della Società a tutti gli effetti, molto vicino ai giocatori, che compare spesso in televisione. Premetto che fu molto corretto e disponibile: una persona a modo, che mi dedicò tutto il tempo necessario affinché gli riferissi nei dettagli l’accaduto: le brutte parole di Materazzi, quella sua inspiegabile paura nei miei confronti e il suo rifiuto a un incontro chiarificatore in privato. Misi molto bene in chiaro due punti: 1) che la mia telefonata aveva puro intento informativo: non stavo chiedendo alcuna “mediazione” per  un incontro con Materazzi, per il quale – stavolta da parte mia – era ormai troppo tardi; 2) che quel comportamento insensibile e sprezzante del giocatore nei miei confronti era l’unico motivo alla base di uno scomodissimo “scoop” che avrei lanciato  di lì a poco nella Rete, che non avrebbe fatto piacere all’Inter. Il mio interlocutore si preoccupò soprattutto di conoscere l’argomento di tale “scoop”, che mi pregò a più riprese di anticipargli. Rimasi irremovibile. Tuttavia, gli fornii volutamente un indizio che avrebbe dovuto metterlo sull’avviso: nell’articolo “Il Ritorno del Guerriero”, descrivendo lo splendido recupero di Marco dopo l’infortunio di Budapest, dovevo aver  toccato, a mia insaputa, un tasto imbarazzante. A buon intenditor…..

L’’imminente articolo scomodo era “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”, linkato a questo post, l’aspetto verosimilmente sgradito nel “Ritorno del Guerriero”  l’esaltazione della perfetta efficienza della  gamba destra di Matrix a così poca distanza dal presunto gravissimo infortunio di Budapest, dopo il quale Marcone era stato dato per “moribondo”.

Per quello che è l’Organigramma di FC Internazionale, escluderei che il mio interlocutore, pur rappresentando ufficialmente la Società, abbia avuto potere decisionale nel gestire la situazione. Ritengo altresì improbabile che possa essersi preso la responsabilità  - con tutti i rischi del caso – di archiviare l’accaduto senza riferirlo a chi di dovere.  Terminai  inoltrandogli “Il Ritorno del Guerriero” e invitandolo a trovarvi un solo motivo che potesse giustificare quella strana reazione di Matrix  e non ne seppi più nulla.

Se fossero stati ancora al Mondo, mi sarei immediatamente rivolta a Giacinto Facchetti o a Peppino Prisco (anche se sono convinta che, con loro all’Inter, Materazzi non sarebbe mai stato operato di sindrome compartimentale acuta per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm :lol: ). Perché non mi rivolsi a Massimo Moratti, lo capirete presto da voi.

Con tutto ciò, la scomoda analisi di cui sopra uscì circa un mese dopo. Il tempo per riflettere e per agire non sarebbe mancato!

Sono del parere che una  Società che si rispetti, stanti soprattutto le stranezze e le contraddizioni poi emerse su quell’infortunio, non avrebbe mai corso alla cieca il rischio di vedersi pubblicare una serie di contenuti scomodi come quelli che trovate su questo blog, coinvolgenti non soltanto il giocatore in oggetto, ma anche professionisti e strutture  assai rinomati gravitanti attorno alla Società stessa. La vedo  come una questione di immagine e di decoro dell’intero entourage societario, di correttezza verso la sottoscritta, di premura verso un illustre tesserato  inconsapevole di essersi avviato al “suicidio mediatico”.

Invece, per Materazzi nessuno mosse un dito.

L’uscita del “post-bomba” coincise con l’inizio del declino dell’”eroe di Berlino” e fu seguito da numerose altre analisi, altrettanto scomode e circostanziate, di episodi mediaticamente sempre più contraddittori: lo zigomo di Brema (tradito da un dispettoso basettone di più giorni facente capolino da sotto il berrettone nero con il numero 23), il capolavoro di un menisco riveduto e corretto a tempo di record di cui nessun nosocomio e nessun chirurgo si assunse mai ufficialmente la paternità , una miriade di risentimenti, di silenzi mediatici di mesi o anni, di sirene di mercato sempre più sfiatate, di rocamboleschi episodi per i quali vi rimando alla cartella “Caso Materazzi”.

L‘inglorioso epilogo di Matrix all’Inter lo conoscete tutti: una presunta “rescissione” mai ufficializzata dal Sito Ufficiale di FC Internazionale, senza una partita d’addio, senza neppure uno straccio di grazie da parte della Società in cui aveva militato per 10 anni. Vi invito a seguirmi e a leggere l’estromissione dell’”impegnativo” (parole di Leonardo) dalla squadra nerazzurra nell’ottica dell’escalation di incongruenze da me evidenziate in questi tre anni e oltre.

Dopo la porta chiusami in faccia da Materazzi, Il mio proposito di sviscerare la vicenda fu chiaro da subito. Nessuno può sostenere che io non l’abbia  annunciato e reiterato alla nausea.

Né ho agito a cuor leggero. Ho confessato che, in qualche occasione, ho provato pena per Marco, convintissima che fosse venuto a trovarsi in un guaio più grande di lui. Ho sempre sospettato che l’ingiustificata paura nei miei confronti gli fosse stata inculcata da terzi indesiderati,  senza che mi venisse concessa la possibilità di difendermi.  Da qui la mia insistenza per un incontro a quattr’occhi con il giocatore, con il proposito di tranquillizzarlo e di convincerlo della mia buona fede. Qualunque cosa fosse emersa in merito all’intera vicenda – di questo mi feci un punto d’onore  – sarebbe rimasta fra quattro mura.  Ma il “grande uomo” Marco Materazzi, ebbe paura di incontrare una Lady… :lol:

Dopo che tre anni di ragionamenti sui buoni principi e di inutili riguardi non hanno pagato, sviscerati gli eventi, forte di  ogni sorta di prove e acquisizioni nel frattempo accumulate e profondamente disgustata dall’ambiente, sono alla stretta finale: con la coscienza a posto e nel pieno diritto di prendere per le corna il diavolo che si è intromesso fra me e Materazzi, fabbricando le pentole ma non i coperchi.

E se ciò avverrà in maniera  impopolare, coinvolgendo personaggi che un pizzico di buon senso nella gestione della vicenda mi avrebbe evitato di mettere alla berlina, gli interessati sappiano a chi dire grazie.

Sull’argomento leggi anche:

Lettera aperta al Prof. Francesco Benazzo:

http://bit.ly/lZ8Oio

La sindrome compartimentale in parole semplici:

http://bit.ly/GDoHKi

Lettera aperta a Marco Materazzi

http://bit.ly/K0sxeZ

 

 

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Un solo punto nell’uovo di Pasqua di Stramaccioni

Pubblicato da ladycalcio su sabato, aprile 7, 2012

La condizione atletica in una settimana non la cambia nessuno”. La verità sull’Inter di Stramaccioni è riassunta in questa realistica affermazione di Esteban Cambiasso nel postpartita Sky di Cagliari-Inter.

L’Inter non può cambiare neppure gli uomini,  anche se il nuovo mister si dimostra abile nel concedere loro il necessario turnover rigenerante (vedi il riposo concesso al Cuchu stesso) e nell’alternare la vecchia guardia con i giovani (vedi  Obi e Poli).

È vero che la fortuna aiuta gli audaci (cito ancora Cambiasso e quel delizioso pallone del 2-2 capitatogli sul piede) e che la Dea Bendata viaggia sul trasporto dell’entusiasmo che si possiede e che si emana.  Di certo,  oltre a quest’ultimo, “Strama” ha riportato le emozioni sul campo e fra il pubblico nerazzurro.

Ma non solo. Ha riportato qualche parvenza di schema, benché ancora molto rudimentale, e la determinazione di non spegnersi al primo goal subito, dimostrata dalla pronta doppia rimonta dopo le reti del Cagliari. Ha reinserito Zarate e Guarin, reduci da alttrettante situazioni difficili.

Eppure, dopo la rocambolesca prima casalinga contro il Genoa, Stramaccioni manca il colpaccio alla seconda, nonostante il vantaggio del “campo neutro” di Trieste e dell’11 contro 10 dopo l’espulsione di Pinilla.

Attenuanti sono l’assenza di Sneijder, Julio Cesar, Maicon  Lucio, mentre purtroppo per lui, con il 23 sulle spalle, Ranocchia assomiglia al Materazzi degli ultimi tempi…

Solo la matematica non condanna ancora la rincorsa nerazzurra alla terza posizione e al relativo posto in Champions League, dal quale l’Inter è staccata di 6 punti a 7 partite dalla fine del campionato. Di drammatici 20 punti  il distacco dalla Juve capolista, che ha approfittato dalla sconfitta casalinga del Milan contro la Fiorentina.

Da questa prospettiva, l’Inter sembrerebbe ormai fuori dai giochi. Ma… se l’ago della bilancia di questo Campionato fosse il derby alla penultima giornata?

Buona Pasqua a tutti!

(La foto è tratta da inter.it)

 

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INTER: CAMBIO DELLA GUARDIA ANNUNCIATO

Pubblicato da ladycalcio su martedì, marzo 27, 2012




Il divorzio dell’Inter da Claudio Ranieri era ormai nell’aria. Un comunicato emesso in serata dalla Società ringrazia il tecnico romano per il lavoro svolto e annuncia Andrea Stramaccioni, fresco vincitore delle Next Generation Series, quale suo successore.

(Le foto sono tratte da inter.it)

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“GRANDE INTER”: PASSAGGIO DI TESTIMONE ALLA PRIMAVERA

Pubblicato da ladycalcio su lunedì, marzo 26, 2012


La vittoria europea della Primavera dell’Inter, che battendo a Londra l’Ajax ai calci di rigore ha conquistato la Next Generation Series, ha tutto il sapore di un passaggio di testimone fra l’ex-squadrone Campione d’Europa 2010, sconfitto 2-0 dalla Juve, e i nerazzurri di domani di Mister Stramaccioni.  È questo l’aspetto positivo che può consolare gli interisti in apertura di una settimana  destinata ad essere caratterizzata da nuove polemiche e dall’incertezza sul futuro di Ranieri.

Analizzare tecnicamente la prestazione della prima squadra a Torino equivarrebbe a ripetersi all’infinito.  Alla constatazione dell’ennesimo cedimento fisico dopo un primo tempo combattuto, c’è poco da aggiungere, se non che il derby d’Italia di stasera riapre il campionato della Juve da una parte e segna irrimediabilmente il fallimento della stagione dell’Inter dall’altra.

Dopo il goal dell’uomo-match Caseres, riecco infatti l’Inter allo sbando. Un’Inter in cui, come si dice nel calcio, “saltano tutti gli schemi”. E forse, non soltanto sul terreno di gioco. Un appunto sulle sostituzioni di Ranieri nel 2° tempo: non ho capito per quale ragione abbia tolto Obi (autore di un buon lavoro a centrocampo) e Poli (che effettuava la marcatura a uomo su Pirlo) lasciando in campo l’inconcludente Forlan.  Mi auguro soltanto che si sia trattato di una scelta tecnica, seppur opinabile, e non di un “collante” per saldare il “caso” della scorsa settimana…  In merito, Ranieri ci dovrebbe una spiegazione un po’ più articolata rispetto all’accenno alla stanchezza di Poli fatto su Sky…

Del Piero segna il suo 9° goal contro gli storici rivali e suggella la vittoria della Juve sul campo. Ma come non citare la sconfitta della civiltà sul minuto di silenzio per Michele Silvestri, il sergente italiano morto in Afghanistan, guastato da cori volgari contro gli interisti?

(La foto è tratta da inter.it)

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Caso Materazzi: la sindrome compartimentale acuta in parole semplici

Pubblicato da ladycalcio su mercoledì, marzo 21, 2012

 

Il Prof. Benazzo - dicevamo pochi giorni fa -, interrogato nel giugno scorso da Inter Channel sui capolavori chirurgici compiuti sui campioni nerazzurri, tace inspiegabilmente sul suo presunto fiore all’occhiello: aver risolto a Materazzi (nell’agosto 2007) una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata – con tanto di scoppio di un vaso -, “per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm”, risparmiando all’eroe di Berlino la cruenta fasciotomia d’urgenza e mettendolo in condizioni di ricominciare a correre a soli 25 giorni dall’intervento. Tutto questo, con una fantasmagorica tecnica di cui non ho trovato traccia sulla faccia del pianeta e sulla quale anche la Direzione Generale, Sanitaria e Scientifica del San Matteo tacciono imbarazzate.

http://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

Data la tecnicità dell’argomento, in molti mi avete chiesto di riproporre quanto già scritto in parole semplici. Eccovi accontentati!

Il bollettino medico ufficiale sullo strano incidente di Matrix a Budapest (22 agosto ’07), parla di sindrome compartimentale acuta, di un“ematoma lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm”, di un ematoma tolto “senza ampie incisioni chirurgiche, diminuendo la pressione all’interno della coscia in modo da evitare la necrosi muscolare”. Le parole del Prof. Benazzo, autore del (presunto) intervento: “ Abbiamo optato per un intervento di aspirazione per via endoscopica e sotto controllo ecografico per lo svuotamento dell’ematoma con un’incisione di 2 cm e trasformato il versamento in un trauma contusivo”.

Cari lettori, in questa storia non mi torna nulla. Vediamo perché.

UN PO’ DI ANATOMIA SEMPLIFICATA

I gruppi muscolari del nostro corpo sono alloggiati in spazi anatomici chiusi (detti “compartimenti” o “logge” muscolari). Essi sono rivestiti da una sorta di guaina di tessuto connettivo anelastica e, pertanto,  pressoché inestensibile. I tessuti muscolari all’interno dei “compartimenti” ricevono nutrimento e ossigeno tramite il sangue.

TRAUMA ED EMORRAGIA

Se a causa di un forte trauma si verifica un’emorragia all’interno della loggia – nel caso di Materazzi si parlò addirittura dello scoppio di un vaso – essendo la loggia stessa “chiusa” e la sua guaina di rivestimento inestensibile, l’accumulo di sangue e il crescente gonfiore del muscolo leso al suo interno causano un forte aumento di pressione (pressione intracompartimentale) ai danni dei tessuti circostanti (muscoli, vasi sanguigni, capillari, nervi, tendini, ecc).

COS’È UNA SINDROME COMPARTIMENTALE ACUTA

In brevissimo tempo, tutte queste delicate strutture subiscono una crescente compressione. I vasi sanguigni, sempre più congestionati, riescono a far affluire sempre meno sangue e ossigeno ai tessuti.   Questi ultimi, non più sufficientemente riforniti del sangue e dell’ossigeno di cui necessitano per rimanere vivi, entrano rapidamente in sofferenza  e in “asfissia”. In breve tempo, muoiono. In assenza di un intervento tempestivo,  la pressione sempre più forte esercitata dall’accumulo di sangue sui tessuti racchiusi nella loggia, provoca danni irreversibili: la prolungata compressione dei nervi conduce l’arto alla paralisi, il mancato afflusso di sangue porta alla morte dei tessuti (necrosi). Più passa il tempo, più il paziente rischia deficit funzionali irreversibili.

In parole povere, lo sviluppo di una sindrome compartimentale acuta implica una serrata lotta contro il tempo per ripristinare l’afflusso di sangue ai tessuti che “stanno morendo” e che, nel giro di poche ore soltanto, espongono il paziente al rischio di amputazione.

LA FASCIOTOMIA D’URGENZA

Le speranze di un buon recupero funzionale sono legate alla fasciotomia d’urgenza. In parole semplici, si tratta di un intervento chirurgico che ha lo scopo di diminuire la pressione che schiaccia e soffoca i nervi e i vasi sanguigni all’interno del compartimento, per far nuovamente circolare il sangue nell’arto infortunato e decomprimere le delicate strutture al suo interno.

La fasciotomia si effettua incidendo la fascia connettivale (la guaina che avvolge i muscoli) per tutta la sua lunghezza (diversi cm). Perlomeno, fino all’exploit del Prof. Benazzo, questa mi risultava essere l’unica tecnica in grado di garantire la sufficiente decompressione del compartimento, un’adeguata ispezione della muscolatura e l’immediata rimozione dei tessuti già in preda alla necrosi, per scongiurare gravissime infezioni. Per non parlare della ricostruzione degli eventuali vasi sanguigni “scoppiati”….

Aggiungo che il terribile gonfiore dell’arto colpito da sindrome compartimentale acuta rende spesso impossibile (o controindicata) la chiusura della ferita subito dopo l’operazione. La ferita  viene allora “lasciata aperta” e suturata qualche giorno dopo nel corso di un successivo intervento chirurgico, in cui il chirurgo ha modo di ricontrollare le condizioni dei delicati tessuti di cui abbiamo parlato.

Questo, per farvi capire che la sindrome compartimentale acuta non è una semplice raccolta di liquido incapsulato (alla stregua di una vescica o di una borsite) risolvibile aspirando il liquido o il versamento. È una patologia d’urgenza, implicante modificazioni gravissime e irreversibili a carico di tutte le strutture dell’arto colpito.

IL CASO DI MATERAZZI

Rinnovo la  premessa già fatta a suo tempo:  il mio discorso è improntato unicamente alla tecnica chirurgica grazie alla quale sarebbe possibile risolvere il caso-tipo in questione così come ce lo raccontarono le fonti ufficiali e i mass media, ed esula da qualsiasi risvolto personale o privato sul (presunto) paziente Materazzi.

Per Materazzi, dicevamo, si parlò di un ematoma di 600 cc delle dimensioni di 10 x 40 cm, lungo dalla radice della coscia al ginocchio, che avrebbe compresso anche un’arteria. Si parlò di una gamba “che si gonfiava minuto per minuto”, “dura come il legno e gonfia come un pallone; così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio” e dello scoppio” di un vaso.

Vi invito a riflettere per un istante e a immaginare le conseguenze di un simile drammatico quadro clinico all’interno di una gamba: 600 cc di sangue che dalla sera precedente (!) hanno invaso (e rischiato seriamente di infettare) le strutture all’interno della loggia, una coscia durissima, di dimensioni abnormi, totalmente congestionata al suo interno, con nervi compressi da mezza giornata… Eppure, nonostante il tempo intercorso fra l’incidente di gioco (le 21.15 circa) e il presunto intervento chirurgico (la tarda mattinata del giorno successivo!), il luminare Prof. Francesco Benazzo afferma di aver risolto questo quadro clinico d’emergenza con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo”.

Il tutto dopo che il paziente, nelle condizioni sopra descritte, era stato imbarcato sull’aereo per Malpensa, con buona pace dell’elevatissimo rischio di embolia. Dobbiamo proprio crederci?

LA MIA LETTERA APERTA AL PROF. BENAZZO

Per venire a  capo dell’enigma, nella mia lettera aperta avevo posto al Professore alcuni quesiti molto tecnici.  Semplificati ai minimi termini, essi suonano pressappoco così:

-          Stante quanto sopra, come poté decomprimere una gamba “dura come il legno e gonfia come un pallone” con un semplice intervento di aspirazione, con un’incisione di soli 2 cm e, peraltro, richiudendo immediatamente la ferita?

-          Come e che cosa sarebbe stato possibile “aspirare” da un arto così tumefatto e indurito?

-          Come gli fu possibile valutare le condizioni di una regione muscolare così vasta come quella della loggia anteriore della coscia- sottoposta a pressione intracompartimentale abnorme da oltre mezza giornata -, ovviare agli immaginabili ingenti danni causati ai tessuti da ore e ore di crescente compressione, rimuovere i tessuti già “morti”, ricostruire un “vaso scoppiato” causa di un ematoma di 600 cc (!)… con un’incisione di soli 2 cm?

-          Come poté – bibbidi-bobbidi-bu – ridurre la durata di un intervento tanto complesso e delicato a circa un’ora e consentire al paziente di lasciare l’ospedale soltanto 2 giorni dopo, muovendosi agevolmente, con l’arto già perfettamente sgonfio al punto da poter indossare disinvoltamente i jeans?

Per tutte le altre macroscopiche contraddizioni del caso, vi rimando all’ormai mitico  post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”, linkato in calce.

Le domande di cui sopra, esigono delle risposte. È una questione di principio, di decoro, di trasparenza, di deontologia, di rispetto per chi soffre, di pari opportunità. Se l’uomo della strada venisse ricoverato al Policlinico S. Matteo di Pavia in preda a una sindrome compartimentale acuta rimediata mezza giornata prima e caratterizzata da un vaso scoppiato, da un versamento di 600 cc e con una gamba nelle drammatiche condizioni sopra descritte, fruirebbe dello stesso innovativo trattamento riservato a Materazzi? Ne dubito.

Il Prof. Francesco Benazzo (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRRCCS Policlinico San Matteo) tace, così  come i Professori  Pietro Caltagirone (Direttore Generale Fondazione IRCSS Policlinico S. Matteo Pavia), Marco Bosio (Direttore Sanitario) e Remigio Moratti (Direttore Scientifico)

Non mi scompongo, cari lettori. Se Benazzo e i suoi Superiori non hanno risposto ai  miei interrogativi, dovrà rispondere qualcun altro.

L’articolo sull’intervista al Prof. Benazzo del giugno scorso:

http://calcioparole.wordpress.com/2012/03/10/i-patemi-danimo-del-professor-francesco-benazzo/

Com’è nato il tutto:

http://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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MARSIGLIA, MEDICINA AMARA PER L’INTER

Pubblicato da ladycalcio su mercoledì, marzo 14, 2012

Se quella punizione calciata in tribuna da Maicon a pochi minuti dalla fine fosse finita dentro, la mimica del brasiliano prima del tiro sarebbe entrata di diritto fra le immagini storiche del calcio: carica di adrenalina, di rabbia e di disperazione, sarebbe assurta ad emblema di una vittoria frutto della volontà e della tenacia attinte fino all’ultima stilla di energia – contro tutti e contro tutto.

Così non è stato.  Per la squadra di Ranieri, l’eliminazione contro il Marsiglia è una lezione durissima, complice la sfortuna, decisa da due goal subiti nei minuti di recupero di altrettanti incontri. Non è bastata l’impennata di orgoglio, non sono bastati i discorsi di Julio Cesar negli spogliatoi, non è bastato  il calore del tifo per spingere avanti una compagine che, come ha riassunto bene Paolo Rossi su Sky, ormai “ha tutto nella volontà”. Per dirla con Gianluca Vialli (Sky) “non ne ha più” e ha “il serbatoio nettamente in riserva”.

Soltanto così – e non con i discorsi sui moduli e sugli schieramenti – si possono spiegare gli incredibili errori delle punte (vedi i due goal mangiati da Sneijder e da Milito nel primo tempo) e le incertezze difensive culminate nel pasticcio finale di Lucio e Samuel, foriero della rete di Brandao.

È vero che, caricata dal goal del Principe, l’Inter avrebbe potuto comunque giocarsela ai tempi supplementari, contro una squadra tutt’altro che esaltante.

Ma forse, per quanto crudele possa sembrare, è stato meglio così. Il Marsiglia è una medicina amarissma, forte, che può tuttavia salvare un’Inter stremata dall’emorragia letale delle cessioni illustri e far sì che le venga urgentemente instillata nuova linfa sotto forma di uomini nuovi.  Sempre che per una cura ricostituente non sia già troppo tardi.

Meglio dunque uno zeru tituli in pagella, che ti metta impietosamente davanti a una media di sconfitte e goal subiti da brividi e all’età-media più elevata nella Champions League, costringendoti a rimboccarti le maniche, che non l’ennesima illusoria sufficienza stiracchiata a prolungare un’inesorabile agonia.

La Beneamata cade in piedi e dopo aver ricevuto novanta minuti di improperi da ogni settore dello stadio,  esce dalla Champions League e da San Siro con una vittoria e fra gli applausi.  Ora, urge un’altrettanto dolorosa “potatura”.

Il saluto finale di Capitan Zanetti e Deki Stankovic al pubblico è l’emblema del congedo  della grande squadra del Triplete e dei suoi uomini-simbolo: storici, gloriosi, degni di tutta la riconoscenza di questo Mondo. Ma non eterni.

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I PATEMI D’ANIMO DEL PROFESSOR FRANCESCO BENAZZO

Pubblicato da ladycalcio su sabato, marzo 10, 2012

Mentre l’Inter batte il Chievo 2-0 e Ranieri piange, c’è chi non ride…

“Prof. Francesco Benazzo Pavia”, “Benazzo San Matteo sindrome compartimentale”, “sindrome compartimentale Benazzo Materazzi”, “Ladycalcio Benazzo Materazzi”, “Prof. Benazzo Pavia opinioni”… Non passa giorno, cari lettori, senza che entriate numerosi in “Calcio e Parole” con queste e altre simili keyword, oltre ad esortarmi a sviscerare il “caso” Ladycalcio-Materazzi.

L’argomento vi elettrizza. Il periodo in cui non ho scritto sul tema, è stato in realtà assai proficuo – direi decisivo. Alcuni spostamenti all’estero mi hanno permesso di completare le mie ricerche e di acquisire le testimonianze che cercavo fra medici, chirurghi e specialisti ortopedici. Lo so: per alzarsi in piedi durante un congresso di chirurgia specialistica e domandare lumi sulla straordinaria tecnica che permetterebbe di risolvere una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata per via endoscopica :lol: e con un’incisione di soli 2 cm :lol: – la tecnica, per intenderci, praticata dal Prof. Benazzo su Materazzi al San Matteo di Pavia - ci vuole una faccia di bronzo da fare invidia ai colossi di Riace.  Ma quella, non mi è mai mancata. Del resto, non mancano neppure le fonti ufficiali che attestano il capolavoro di Benazzo dell’agosto 2007, che mi sono sempre affrettata a mettere sotto il naso agli increduli.

Torniamo a bomba, dato che siamo in dirittura d’arrivo per risolvere l’enigma. Torniamo, per  un attimo, al 2 giugno 2011. È la data di un’intervista rilasciata dal Prof. Benazzo a Inter Channel e custodita gelosamente per mesi da Ladycalcio nel cassetto della scrivania – pronta all’uso. L’intervista, a cura di Alessandro Villa, avviene nel contesto del primo “Uefa Meeting For Elite Level Team Doctors in Europe”, tenutosi in quei giorni presso il Centro Sportivo Angelo Moratti.

Il congresso,  citato da inter.it come “ meeting medici squadre Champions”,  è organizzato dal Prof. Franco Combi, “Responsabile del Settore Medico di FC Internazionale” e dai suoi collaboratori e vede la partecipazione  dei luminari dei venti migliori club d’Europa preposti alla cura degli eroi della pedata.  Vi presenzia nientepopodimeno che il Prof. Jan Ekstrand, “primo vicepresidente della Commissione Medica dell’Uefa” .

Nell’intervista, si parla di traumi sportivi nel momento in cui Walter Samuel è appena rientrato nei ranghi dopo il secondo intervento chirurgico ai crociati.

Francesco Benazzo, per tutti Franco”, inizia a raccontarsi: “Sono 11 anni effettivamente  che seguo con molto onore, con molto piacere e con molti patemi d’animo l’Inter, con tutti i guai che abbiamo avuto nei passati 11 anni”.  Anche se già immagino con gli interessi,  dopo aver descritto la sua esperienza, il Prof Benazzo reitera il concetto: “Quindi, ripeto, con molto piacere, con molto onore e con tanti patemi d’animo”.

Mentre lo attendo al varco, il salvatore della carriera :-) di Marco Matrix Materazzi passa a sottolineare l’importanza del lavoro di team nel recupero degli infortunati: “Non c’è nessun intervento fatto da me, da noi, a Pavia, che sarebbe andato bene –  così bene come per fortuna sono andati praticamente tutti i nostri interventi –  senza il team riabilitativo messo insieme da Franco Combi qui in Pinetina. Il 50 per cento lo fa la chirurgia, il 50 per cento lo fa la riabilitazione.

Ma  veniamo alla risposta che ci interessa. Villa:Qual è stato l’intervento più difficile che ha fatto per l’inter, quello che magari a livello sia medico che personale  Le ha dato maggior soddisfazione poi nel vedere il calciatore tornare al 100 %? “ Ah ah, qui La voglio, Professore! ;-)

Occhio alla risposta di Benazzo:Per un chirurgo è difficile fare una “graduazione” (una “graduatoria”? ndr) di questo genere. Se devo ripensare a tutta la chirurgia fatta in questi anni …  beh tutti i crociati che sono andati bene – in campo ce n’è diversi, infatti  - , ma la spalla di Christian (Chivu, ndr) che si era deciso di operarla al termine della stagione, ma nel corso dell’anno si era lussato cinque volte e quindi questo è stato un bel successo e sicuramente l’ultimo ginocchio di Walter Samuel, perché è uno dei patemi d’animo (e tre!, ndr) che ho avuto in questo periodo di lavoro con l’Inter”.

Ma come! Il Professore tralascia proprio il suo capolavoro???!!!! 8O Perché, secondo voi,  non cita quello che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello, ossia quella sindrome compartimentale acuta risolta al quasi moribondo Marco Materazzi non con la cruenta fasciotomia, bensì con una marziana tecnica miniinvasiva che trasforma il versamento in un “trauma contusivo” con un’incisione di soli 2 cm? :lol:

Ebbene, cari lettori: di quella tecnica non  ho rinvenuto traccia sulla faccia del pianeta, né il Prof. Benazzo e il San Matteo, da me esplicitamente, pubblicamente e ripetutamente sollecitati, mi hanno fornito lumi in merito. Perché, secondo voi?

Fra un paio di giorni, come da tempo promesso ai numerosi di voi che non hanno familiarità con il linguaggio medico tecnico, vi spiegherò in parole semplicissime cos’è una sindrome compartimentale acuta e per quale ragione la prassi per risolverla sia la fasciotomia d’urgenza.

Vi do appuntamento a fra pochissimo, facendovi notare che soltanto 4 giorni dopo questa intervista del Prof. Benazzo,  l’”impegnativo” Matrix (definizione di Leonardo) si sarebbe recato a colloquio da Moratti, per poi scomparire dai campi di gioco.

Nella foto, tratta da inter.it, il Prof.  Francesco Benazzo (per tutti “Franco”, a sinistra) e Jan Ekstrand, 1°vicepresidente della Commisione Medica Uefa, nel maggio 2011 ad Appiano Gentile

Leggi qui i precedenti:

http://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

http://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

http://calcioparole.wordpress.com/2011/05/19/il-prof-benazzo-tace-la-parola-al-presidente-e-alla-direzione-generale-sanitaria-e-scientifica-del-san-matteo-di-pavia/

Pubblicato in: "CASO" MATERAZZI, Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , | 21 Commenti »

UN GRAZIE ALLA LEALTA’ DI EDOARDO CALDARA

Pubblicato da ladycalcio su giovedì, marzo 1, 2012

Riporto la cortese smentita di Edoardo Caldara, Direttore di Inter Channel, già annunciata questa mattina.  Vi propongo l’intero carteggio fra me e Caldara e un sunto del suo intervento chiarificatore in “Radio Appiano” di ieri.

Da: Monica Morandi
Inviato: martedì 28 febbraio 2012 15.39
A: INTERCHANNEL
Oggetto: Richiesta di urgente smentita

Alla cortese attenzione del Direttore Responsabile Edoardo Caldara
Caro Edo,
Su “Calcio e Parole” ti ho rivolto una pubblica richiesta di categorica smentita in merito a quanto insinuato da Alessandro Villa in “Radio Appiano” di venerdì 24 febbraio riguardo al contenuto di un mio commento.

Potrai riascoltare le sue parole sul finire della trasmissione.

http://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/

A questo proposito, ti accludo le email già inviateVi.

attendo una tua cortese risposta e ti invio cordiali saluti,

Monica
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—– Original Message —–
To: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 1:02 PM
Subject: R: Richiesta di urgente smentita

Ciao Monica come stai?

Rispondo alle tue richieste:

1)      Intanto una premessa, non credo che Alessandro Villa intendesse me con la definizione “capo” ma il Presidente Moratti.

2)      Non credo che volesse offenderti, anche se capisco il tuo risentimento per la maniera in cui ha introdotto la tua lettera. Tra l’altro, riascoltandolo, non mi pare che la sua posizione differisse molto dalla tua, circa la faccenda del bambino.

3)      Spesse volte cerco di consigliare i nostri giornalisti circa il modo di rispondere a tifosi ed abbonati, non è un mestiere facile, bisogna capire che il calcio è un affare serissimo, ed allo stesso tempo, a volte, essere capaci, col massimo rispetto, di sdrammatizzare certe situazioni.

4)      Ecco, ti chiedo, sdrammatizziamo. Ti chiedo scusa io se Alessandro ha offeso la tua dignità di tifosa o ha sbagliato nella forma, o ha travisato il contenuto ed il senso delle tue parole. Permettimi tuttavia di difenderne preparazione e buonafede.

So che capirai perché già altre volte io e te abbiamo affrontato argomenti del genere.

Un abbraccio,

Edoardo

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—– Original Message —–
From: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 4:17 PM
Subject: Re: Richiesta di urgente smentita
Caro Edo,
Grazie della tua risposta, in cui hai tuttavia omesso l’aspetto fondamentale: TI AVEVO PREGATO DI UNA SMENTITA CATEGORICA ALLE INSINUAZIONI DI VILLA CHE IL MIO MESSAGGIO  CONTENSSE INSULTI O PASSAGGI ILLEGGIBILI IN TV IN QUANTO SCORRETTI, VOLGARI O ALTRO…  (che il “capo” non fossi tu bensì Moratti, era chiarissimo, anche se nella mia email non avevo nemmeno nominato il Presidente…).
Il tifo qui non c’entra assolutamente nulla e neppure la posizione sul bambino. Si tratta di fugare il dubbio di cui sopra davanti ai miei lettori e davanti a chi ha ascoltato le parole di Villa. Può darsi che Alessandro non avesse l’intenzione di offendermi e che gli siano semplicemente uscite le parole sbagliate (anche se a un giornalista preparato e in buona fede questo non dovrebbe succedere). Più probabilmente, non ha trovato le argomentazioni per controbattere alle mie critiche. Proprio perché ho già sperimentato la tua lealtà, abbi il coraggio di puntualizzare chiaramente quali fossero il contenuto e il tenore del mio scritto.
Ciao e grazie,
Monica
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H. 16.30 La smentita richiesta avviene in apertura di “Radio Appiano” di mercoledì 29 febbraio, condotta da Edoardo Caldara e Roberto Monzani
Caldara: “Sto rispondendo a un’amica… è venuto fuotri un pienone per una cosa che ha detto Alessandro, quindi adesso bisogna un po’ chiarire questa situazione e quindi lo faremo con l’amica Monica che è sempre molto attenta alle situazioni dialettiche più che televisive  perché poi lei è una blogger (Ringrazio Monzani che cita  “Calcio e Parole”, di cui si era già dichiarato un lettore, ndr)  e quindi avremo modo di smentire… Lo fccio adesso. Lei chiede ‘una smentita categorica alle insinuaz di Alessandro Villa ‘che il mio messaggio contenesse insulti o passaggi illeggibili in TV in quanto  scorretti volgari o altro’.  Smentiamo: non erano volgari, non erano illeggibili. Credo che ci sia stato un misunderstanding (…) ti ho già scritto Monica, lo rifarò se hai bisogno che te lo scriva  di questa smentita (…)  Lei partecipa alle cose dell’Inter già da tanto tempo, peraltro a volte anche con alcune spigolature ;-) ma che ci  stanno in questo mondo (…) ci parliamo e risolviamo la questione. Comunque, dopo ti  scrivo”.
Monzani: “Fa parte anche del confronto dialettico l’ipotesi anche di non essere d’acordo, magari di andare un po’ oltre e poi tornare indietro”.
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Da: Monica Morandi
Inviato: mercoledì 29 febbraio 2012 16.39
A: INTERCHANNEL
Oggetto: Per Edo

Sì, grazie, ma abbi per favore il coraggio di affrontare gli argomenti che Villa ha censurato….

Monica

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To: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 6:39 PM
Subject: Per Monica

Gentilissima Monica,

 mi piacciono le persone come te..

 Non si tratta di coraggio, se non ne avessi farei un altro mestiere (e in un’altra squadra…).

Mi chiedevi di smentire il  pensiero per cui avevi offeso e detto/scritto cose illeggibili in televisione. L’Ho fatto, mi sembra, chiedendoti scusa per la “forma” attraverso cui Alessandro Villa ti ha risposto.

 E adesso quello che mi chiedi con grande determinazione, cioè un parere su quello che hai scritto:

Primo: cosa dovrebbero dire tutti quei poveracci di fede nerazzurra che andarono a scuola nell’epoca di Calciopoli, subendosi per anni gli sfottò di milanisti e juventini senza aver mai neppure vissuto la conquista di una Coppa Campioni?

Vero, verissimo. Infatti ho pensato di scrivere anche io un contro-striscione a tutti i bambini interisti che ricordi loro che razza di fortuna hanno avuto a nascere negli ultimi 8 anni!!!!

Secondo: la Società è così solerte ad allertare le TV anche per rintracciare gli hooligan o i protagonisti di gesti antisportivi?

Noi come Inter Channel facciamo le immagini molto spesso dei tifosi che vengono in Pinetina, e quando hanno una storia da raccontare  li intervistiamo. Cosi’ è successo per il bambino in questione. Poi ha fatto comodo a molti riprendere con grande eco la notizia, non mi risulta ci sia stato un accanimento particolare della Società nel voler diffondere tale visita.  

 Terzo: vi invito a riflettere su come vengano regolarmente trattati altri tifosi, vedi il treno Frecciarossa e quel solerte inserviente di servizio al pullman che ben conoscerete:

Purtroppo il mondo del calcio è fermo su se stesso, si è creato un circolo irreale o surreale i cui protagonisti a volte perdono il senso della realtà, spesso non solo per colpa loro. Mi spiego: chiunque dei tuoi amici, dei nostri amici, conoscenti, quello che vuoi, venissero aspettati da 100 1000 persone ogni giorno dopo un po’ perderebbero l’attenzione a tale incondizionato affetto, che vedrebbero, col passare del tempo, come una morbosa forma di molestia, al di la della funzione pubblica del loro personaggio che in teoria dovrebbe dar ragione ai tifosi.

    Non voglio dire che sia colpa, quindi, dei tifosi stessi se i giocatori passano a 100 all’ora davanti a decine di persone in fila da ore per vederli, o se scappano su un treno, ma fa parte del gioco di ruolo.

 E’ triste, a volte non sai quanto mi ha fatto arrabbiare, ma è così- personalmente credo che l’arduo compito di umanizzare gli idoli calcistici delle folle spetti a quelli che vi lavorano accanto, dovrebbero ricordare loro  tutti i giorni da dove arrivano e dove andranno, per permettergli di attraversare meglio il presente. Io ci ho provato. Tante volte, se hai avuto modo di  ascoltarmi in questi anni, lo sai.

È un arduo compito.

Forse dovrebbero essere gli stessi tifosi a rendere le loro attenzioni nei confronti dei giocatori meno “coinvolte”.

Ma come si fa a chiedere di razionalizzare un sentimento? Forse ci vorrebbe solo un poco di buon senso.

O un concetto andato un po’ perduto nell’epoca dell’immagine e della presenza a tutti i costi: quello di educazione e rispetto.

 Quarto: personalmente, trovo questa finta tenerezza verso i bambini stomachevole. Mi sembra che Filippo sia stato strumentalizzato per deviare l’attenzione (e i siluri mediatici) dal momentaccio che sta passando l’Inter in vista dell’importante sfida di Marsiglia… o mi sbaglio?

Se cosi’ è stato, puo’ darsi, non è servito a molto……

 Quinto (questo teniamolo pure “inter nos”): queste smancerie stridono ancor di più se penso a come la Società si è comportata verso di me, permettendo al suo illustre simbolo Materazzi di offendermi e di fare ciò che ha fatto.

A proposito; allacciate le cinture, siamo in dirittura d’arrivo sul “caso”!

Homo quisque faber ipse fortunae suae

 Spero questa volta di aver risposto a tutto quello che mi chiedevi, ci vorrebbe molto più tempo per affrontare gli argomenti che toccano questo sacro sport che tutti amiamo e che purtroppo, fuor di retorica, ha prodotto delle storture che mal si accoppiano con la vita vera.

 Abbraccio te e tutti i tuoi lettori, soprattutto Spiritoso.

 Ciao,

 Edoardo

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Glisso sull’inevitabile “difesa d’ufficio” a sostegno di Villa e ringraziando Edoardo Caldara per la lealtà e l’onestà intellettuale dimostrate, considero chiuso l”‘incidente”. Ringrazio altresì Caldara per l’apprezzamento manifestatomi, che ricambio pubblicamente. L’analisi da lui tracciata in poche righe è tristemente vera. Dissento unicamente su un punto: non “chiunque” diverrebbe assuefatto all’affetto dei tifosi – soprattutto di quelli sofferenti o in difficoltà -, ma soltanto chi è privo dei veri valori ed è talmente cieco da non comprendere di poterli far felici con nulla, magari con uno scarabocchio su una cartolina o con un sorriso. Confermo come Edoardo abbia effettivamente tentato di “umanizzare” gli idoli calcistici, ma mi viene da dire che  più che al Direttore del canale tematico nerazzurro o ai tifosi, l’arduo compito di ricordare ai giocatori da dove vengono (non di rado, dalle favelas o da chissà quali polverose contrade) e di dar loro le “direttive” di sorridere o di fare un gesto di saluto ai sostenitori fuori dall’hotel (se non ci arrivano da soli), spetterebbe alla Società FC Internazionale:  quella che permette a Mourinho di abbassare loro in faccia la tendina del Frecciarossa e che stipendia quel “simpatico signore” di servizio al pullman.  Salvo farsi bella invitando un bambino alla Pinetina e fare appelli ai tifosi quando fanno comodo…

Il precedente

http://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/
 

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ARRIVA LA SMENTITA DI EDOARDO CALDARA

Pubblicato da ladycalcio su giovedì, marzo 1, 2012

Nel corso della trasmissione “Radio Appiano” di ieri, nonché tramite risposta scritta al mio indirizzo email, il Direttore Responsabile di Inter Channel Edoardo Caldara ha decisamente smentito che i miei commenti non letti dal collega Alessandro Villa nel medesimo programma di venerdì 24 u.s. contenessero insulti o passaggi offensivi/ scorretti. Caldara ha inoltre preso adeguatamente posizione sui quesiti che avevo posto nel mio messaggio.

Ringrazio Edo per la lealtà dimostrata.  Le sue parole verranno pubblicate a breve su questo blog.

Il precedente:

http://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/

Pubblicato in: Inter | Contrassegnato da tag: , , , | 5 Commenti »

 
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