Gli ingredienti della grande scuola ci sono tutti: spettacolarità del gioco, tecnica sopraffina, padronanza degli schemi e perfetto controllo di palla. Last but not least, una grande condizione atletica. Dopotutto stiamo parlando dei Campioni d’Europa in carica, apparsi decisamente fuori dalla portata dell’Inter dominatrice del campionato, sopraffatta su tutti i fronti: fisico, tecnico e mentale.
L’Europa boccia ancora una volta i nerazzurri: la supremazia del Barcellona orfano di Ibrahimovic e Messi è fatta di un pressing incessante, di un possesso di palla schiacciante, di mobilità, dinamismo, precisione nei passaggi e pregevoli tocchi di prima. Gli uomini di Mourinho non creano, appaiono passivi e a tratti imbambolati e vengono regolarmente preceduti sul pallone. Al di là delle disquisizioni su moduli e schemi, non mi stanco di porre l’accento sulla loro evidente inferiorità sul piano atletico.
Su Sky, Fabio Caressa parla di “una sola squadra in campo”. Per Caressa, ad un certo punto, è “quasi un torello del Barcellona”. L’Inter “balla” sul campo e negli schemi. Nella ripresa, ci risiamo con il solito walzer di moduli e di uomini: Muntari per Cambiasso, esordio nel 2° tempo con il 4-4-2, poi riecco il disperato 4-3-3 con il tridente. A 20’ dalla fine, fuori Stankovic e dentro Balotelli, poi, a completare la girandola delle sostituzioni, Quaresma per Milito.
È inutile che Mourinho recrimini sul mancato rigore su Eto’o sottilizzi sul diverso peso di questa o di quell’assenza nelle due formazioni. Dice bene su Sky, il mister: “Loro hanno un ritmo più alto del nostro”. E ancora: “nel primo tempo non riuscivamo a fare due passaggi”. Mou sottolinea inoltre la “velocità altissima” del Barça in fase offensiva. Salta all’occhio la differenza di passo, la netta inferiorità dei nerazzurri nella corsa. Prima ancora che le idee, all’Inter mancano le gambe. Sul piano della condizione atletica, il gap con le squadre europee è ancora enorme e i presupposti per colmarlo non sono certo i continui doppi turni di riposo elargiti a go go da Mourinho ai suoi uomini o le sedutine di mezza mattina tre volte alla settimana a interrompere la monotonia dei giorni liberi dei “nostri”. Serve una preparazione atletica da professionisti di livello internazionale e non da amatori.
Fedelmente al copione, anche al Camp Nou arrivano i soliti gialli pesanti: Chivu, Zanetti, Motta (che rischia il rosso)… senza contare la brutta reazione di Milito su un fallo di Puyol : “falli di frustrazione”, sempre per dirla con Caressa. L‘Inter, completamente “in Barça”, perde la partita e la testa.





